Dove la mente vede il deserto, l'esperienza contemplativa svela il seme della vita

 

 


Il mondo che voi osservate è un mondo che sembra in continuo divenire,
ma la verità è che voi avete la visione dinamica di un mondo statico.
La realtà non è “una” che diviene, ma “una” costituita da molte che “sono”.
Il selvaggio non diviene santo,
ma l’uno e l’altro fanno parte di un “essere” che ha molteplici fasi di esistenza.
Evolvere, quindi, non significa “divenire”,
ma è il manifestarsi in successione di differenti “sentire”
corrispondenti a tanti stati d’essere. CF77         


 

 


Tu consideri la realtà in continuo divenire perché la frazioni,
perché nel tuo concetto
essa è limitata nel tempo e nello spazio.
E’ quella che riesci a percepire; quindi la limiti in senso spaziale.
E’ quella che è ora, nel momento attuale; quindi la limiti nel senso temporale.
Ma il tempo e lo spazio sono illusioni che scaturiscono dal considerare
la realtà in
modo frazionato e non, invece, quale essa è:
Un-Sol-Tutto-Inscindibile. CF77         


 

 


Tutto è soggettivo.
Quello che esiste oggettivamente
è solo una sostanza indiversificata che,
captata attraverso dei sensi limitati,
appare come mondo fisico, astrale o mentale.
La conseguenza della percezione limitata
è la visione-creazione dei mondi tratti
dal percepire parzialmente la divina sostanza,
in sé omogenea e indiversificata.
Solo Dio è Realtà. CF77         


 

 


L’io non trova riscontro nella realtà costituzionale dell’individuo.
Non esiste l’io che sente; esiste il “sentire”.
L’individuo non è colui che sente: è sentire individuale.
Così come Dio non è colui che ama: è amore.
Nel “sentire” non si conosce una verità,
ma si è quella verità. CF77         


 

 


La nostra consapevolezza, come unità,
risulta dalla confluenza di tanti piccoli atti istintivi della mente,
così diversi che potrebbero essere prodotti da tante menti
diverse da quella consapevole.
Nella sequenzialità appare diverso e molteplice
ciò che, in realtà, è uno.
E come i singoli atti del processo della consapevolezza,
risultano riassorbiti dalla sintesi finale,
così noi, in realtà, siamo un solo essere al di là di ogni apparenza. CF77         


 

 


Ho conosciuto l’amore degli uomini,
ed era possessivo.
Ho conosciuto la loro amicizia,
ed era sfruttamento.
Ho conosciuto il loro aiuto,
ed era umiliazione.
Ho conosciuto la pietà degli uomini,
ed era degnazione.
La loro protezione,
ma aveva un secondo fine.
Ho conosciuto la giustizia degli uomini,
ma era parziale.
La loro forza, ma era brutalità.
La loro onestà, ma era apparenza.
Ho conosciuto la fede degli uomini,
ma era una prigione.
La loro filosofia, ed era cenere.
La loro scienza, ed era cecità.
Ho conosciuto la compagnia degli uomini,
ma non mi riempiva.
Tutto questo ho conosciuto ed assaporato e, restandone turbato,
ho compreso di non
essere morto a me stesso. CF77         


 

 


La speranza, Kempis, File audio 12,26m.


 

 


Il perché del tutto, Kempis, File audio 7,10m.

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