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d-30x30La vibrazione, la “vibrazione prima”, la materia. Dizionario del

Abbiamo iniziato a parlare dei piani di esistenza partendo dall’esame del piano che meglio conoscete perché è in esso che siete abituati ad esercitare la massima forma di consapevolezza, cioè il piano fisico.
Facendo un breve riassunto, avevamo affermato che tutta la materia che compone il piano fisico è, in realtà, composta da un unico elemento che abbiamo denominato “unità elementare”; particella che, nel piano fisico, non è ulteriormente divisibile.
Ovvero, per chiarire meglio che cosa intendo dire con quest’ultima affermazione: scomponendo l’unità elementare del piano fisico, spezzandola negli eventuali elementi costituenti, ciò che si otterrebbe non sarebbe più materia fisica così come voi la intendete, bensì qualche cosa di diverso che sfuggirebbe all’analisi e alla stessa scoperta da parte di qualunque mezzo fisico – per quanto raffinato e sensibile – che possiate creare con la materia del vostro piano di esistenza.
Avevamo anche affermato che, in definitiva, proprio per il fatto di essere totalmente composta dallo stesso unico elemento, tutta la materia del piano fisico ha la stessa natura, la stessa composizione qualitativa, ma non la stessa composizione quantitativa.
Così, se vi fosse possibile scomporre in unità elementari un diamante e una goccia d’acqua, scoprireste che non vi è alcuna differenza tra di essi e che le differenze che notate nella materia più grossolana del vostro piano di esistenza risiedono solamente nel numero, nella quantità di unità elementari presenti in essa.
Se ragionate con attenzione, questo discorso spiega molte cose, tuttavia non riesce a spiegare tutto.
Non spiega – ad esempio – come mai tutta la materia del piano fisico, pur essendo tutta costituita dallo stesso elemento, non ha le stesse caratteristiche e la stessa fenomenologia.
È innegabile, infatti, che il fuoco e il ghiaccio hanno due temperature molto diverse tra loro, e che una foglia è verde e il petalo di una margherita è bianco e via e via.
Cos’è, dunque, che provoca queste diverse caratteristiche da punto a punto del piano fisico? La maggiore o minore aggregazione delle unità elementari può dare ragione della diversa densità di materia, della diversa solidità e compattezza che contraddistingue – ad esempio – il legno dal vino e il vino dal fumo, ma non spiega certamente perché la fiamma è luminosa e il marmo, invece, non lo è. Vi deve quindi essere, secondo un semplice ragionamento logico, qualche cosa d’altro che differenzi le varie aggregazioni di unità elementari, fornendo loro quella gran varietà di caratteristiche e di qualità che scorgete intorno a voi.
Se vi dico che questo differenziatore delle qualità della materia è la vibrazione, non faccio di certo un’affermazione eccezionale, in quanto ciò è già ben noto alle vostre scienze fisiche, che hanno individuato i vari tipi di vibrazione inerenti alla materia giungendo – pur con molte approssimazioni, e facendo largo uso di convenzioni di comodo – a classificare le caratteristiche della materia a livello fenomenico in base al tipo di vibrazione che la contraddistingue.
Secondo questo criterio di classificazione appare chiaro che, in ultima analisi, fenomeni come luce, suono, calore, elettricità, magnetismo e radioattività non sono altro che effetti causati da diversi tipi di vibrazione della materia a livelli sempre più piccoli.
Intendo affermare perciò che la materia del vostro piano, di per sé, se fosse inerte e cioè immobile, sarebbe tutta indifferenziata, tutta identica e senza variazioni – eccetto la sua densità – da un punto all’altro del piano fisico, se non esistesse quella caratteristica – la vibrazione – che con i suoi effetti agisce all’interno di tutta la materia creando le caratteristiche che la differenziano.
Cerchiamo ora di fare un esempio per chiarire il discorso fatto.
Supponiamo che la materia sia la penna e che la mano sia la vibrazione.

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