Cristallizzazione e comprensione

d-30x30Cristallizzazione. Dizionario del

Momento di stasi interiore dell’individuo incarnato, che causa al suo interno un blocco delle spinte verso l’evoluzione e la comprensione. Per uscire dalla cristallizzazione talvolta basta lo stimolo giusto proveniente dalle vicissitudini della vita o quello interno risalente alle spinte della coscienza ma, nei casi in cui l’individuo non riesce proprio ad uscire da essa, l’esistenza sarà costretta a ricorrere all’arma estrema, ovvero la sofferenza: per sfuggire ad essa l’Io si trova, infatti, costretto ad agire e, perciò, a rimettere in moto l’interazione delle varie componenti dell’individuo e la vita che sta vivendo, alla ricerca di un nuovo equilibrio in cui la sofferenza sia la minore possibile.

Messaggio esemplificativo

Il concetto di cristallizzazione è un concetto che, al di là delle sue sfumature filosofiche, è importante per ognuno di voi, singolarmente, non soltanto in linea teorica ma anche principalmente in linea pratica, perché se voi, nel corso delle vostre giornate, riusciste ad osservarvi con attenzione, cercando di essere obiettivi su ciò che fate, ciò che dite e ciò che pensate, potreste con una certa facilità rendervi conto di quelli che sono i vostri atteggiamenti e i vostri comportamenti ripetuti. Bene, la maggior parte di questa ripetizione di atteggiamenti e di comportamenti indica, il più delle volte, che si è in presenza di quella che noi definiamo «cristallizzazione». Moti

E questo, creature, non può che essere uno dei modi migliori per arrivare a conoscere se stessi e, quindi, in qualche maniera, arrivare ad allontanare quella sofferenza che tutti voi, dichiaratamente, apertamente, cercate di evitare nel corso delle vostre vite. Ma vediamo un attimo, in maniera più terra-terra, da persona normale a persona comune, come si può intendere, o percepire, o recepire, o trasmettere il concetto di cristallizzazione proiettandolo, ovviamente, su quello che è il campo di battaglia della filosofia e dell’etica, ovvero l’esperienza quotidiana di ognuno di voi nel corso della vita che sta vivendo.
Tanto per incominciare, bisogna tener presente che, quando si parla di cristallizzazione, non si parla di cristallizzazione di un individuo nella sua totalità; sono rarissimi i casi di individui che sono totalmente cristallizzati, ovvero che abbiano all’interno dei problemi talmente grandi e delle incomprensioni talmente grandi, dei fantasmi vibratori (se volete) talmente grandi da occupare completamente tutto il loro modo di essere, tutta la loro capacità evolutiva. In realtà, la cristallizzazione riguarda una porzione dell’individuo o, il più delle volte, nei casi più semplici, una sfumatura di comprensione di qualche cosa; ovvero l’individuo non ha compreso perfettamente una sfumatura di qualche cosa, non avendola compresa si trova a ricevere gli impulsi verso questa ulteriore comprensione di cui abbisogna da parte della coscienza, ed ecco che l’esperienza, la vita, gli presenta le occasioni per sperimentare questa sfumatura di comprensione. Molte volte, è l’Io stesso che si oppone a questa comprensione, in quanto cerca di fornire di sé un’immagine migliore di quella che pensa di avere. Ecco, così, che voi, invece di acquisire attraverso le esperienze che vi si presentano i dati che possono essere utili a capire queste sfumature, e quindi a sciogliere queste piccole cristallizzazioni, fate finta di non vedere quello che sta succedendo, fate finta di non comprendere quello che l’esistenza vi propone, fate finta di non accorgervi di come gli altri reagiscono ai vostri comportamenti, magari proiettando sugli altri la responsabilità di quello che accade, e via e via e via. In questa maniera, succede che al vostro corpo akasico, malgrado l’esperienza si ripeta e vi possa fornire i dati giusti, non vengono fatti arrivare i dati che l’esperienza può procurare.
Come dicevo si tratta, quindi, di cristallizzazione non dell’individuo nella sua totalità, ma di parti dell’individuo. Vi è chiaro questo concetto? Quindi cercate di ragionare in questa ottica: che mentre uno di voi, in qualche modo, cristallizza, non è che cristallizzi sotto tutti i suoi aspetti evolutivi, ma cristallizza in qualche particolare direzione, più o meno ampia, più o meno importante per la sua comprensione.
Può essere anche importante sfatare un pensiero che può venire a chi pensa di crearsi un’immagine dell’individuo che cristallizza; infatti, più di uno di voi pensa che l’individuo cristallizzato possa essere identificato con … che so io … la persona abulica, la persona che sembra non avere stimoli, la persona che sembra agire poco con la vita; no? Quanti di voi hanno questa impressione? E può essere anche un’impressione in alcuni casi valida, però state attenti che non sempre è così; e qua potrei riallacciarmi facilmente al discorso del «non giudicare» perché in realtà può anche accadere invece che la persona cristallizzata, proprio per il suo tentativo di non comprendere, di non vedere la verità che non vuol vedere, diventi iperattiva e sia invece una persona che, magari, fa centomila cose in una volta, abbia apparentemente un grandissimo entusiasmo, e via e via e via.
Però, se ciò che deve comprendere è il fatto che deve (che so io) … prestare più attenzione ed essere più disponibile nei confronti degli altri, ecco che allora, sotto questo punto di vista, pensando a questa sua necessità di comprensione, si può capire che il suo tentativo di cristallizzare risale al fatto che, diventando iperattivo, facendo tante e tante cose una dopo l’altra con grandissimo entusiasmo, si trova ad essere talmente preso da quello che fa da poter dire a se stesso – giustificando il suo comportamento – «Non ho fatto questo o quell’altro perché in realtà non avevo la possibilità di farlo». D’accordo?
Come vedete, quindi, osservando i vostri comportamenti potete arrivare a comprendere ciò che voi siete e ciò di cui avete bisogno; ed è ciò di cui avete bisogno quello che maggiormente vi dovrebbe interessare, senza fermarvi però alle prime risposte che avete, anzi, come regola, come regola d’oro direi, tenete sempre presente che le prime risposte, quelle più comode – come dicevano prima i nostri amici – sono quelle più facili e quasi sempre sono quelle meno sincere, e quasi sempre sono quelle che nascondono i motivi della vostra cristallizzazione. Scifo

Dal volume del , Dall’Uno all’Uno, Volume secondo, parte prima, pag. 91-93, Edizione privata

Indice del Dizionario del Cerchio Ifior

 

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