Riflessioni e contemplazioni 5

Raccolta di post brevi, riflessioni e contemplazioni sulla Via, sull’Essere, sulla dedizione a ogni passo di ogni giorno. Pagina di sintesi aggiornamenti R&C e Brani.
Ultimo post: 3.11.22, 11,10

La numerazione dei post è progressiva, i numeri mancanti sono relativi a post per la lettura dei quali non avete le credenziali.

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Nadia

18 Se potessi aiutare nel sostenere il fardello di quel dolore, non esiterei un istante…

Natascia

Non si è mai esentati dal dolore, mi pare di capire. Rimane il fatto che ciò che si è compreso fino a qui, può solo sospingerci a perseguire la Via.
Non perché perseguiamo una sorta di benessere o per sentirci meno soli.
Ma per lasciare spazio a quel vento che sentiamo soffiare.

Nadia

17-La persona della Via non può più puntare il dito accusatore, perché ha compreso che esiste solo la personale responsabilità.

Maura

Infinitamente grazie grazie grazie

Catia

16 La fine del Sentiero per il suo maestro.

Il dono più grande, dopo la figlia che ci è stata donata per sperimentare nella genitorialita’, la tua equazione :1+1=3, è stato l’averti incontrato e l’aver potuto intravvedere quella vastità di sentire che sempre ti ha caratterizzato.
Ora questa vastità è per me irraggiungibile, troppo limitato il sentire.
Ringrazio l’Essere per averti messo nella nostra vita e in quella del Sentiero.
Molto abbiamo imparato e abbiamo ancora da imparare.
Dispiace solo immaginare la tua solitudine su cui necessariamente veglia Amore.
Grazie

Catia Belacchi

È stato un dono per noi che tu ci abbia fatto intravvedere orizzonti così vasti.
La nostra piccolezza non ci ha permesso di seguirti in quegli spazi.
Ma grazie per come ti sei speso e del patrimonio di Amore che ci hai lasciato.

Catia Belacchi

L’immenso dimenticato.

Le parole sono struggenti, pure il sentire che esprimono troppo vasto per dei sentire più semplici.
Sì dimentica qualcosa di cui si è fatta esperienza? No, evidentemente.
Non si conserva coscienza solo di ciò che ci è sconosciuto.

Mariela

Siamo qua per ringraziare chi si spende ogni giorno per la Via. E silenzio sia, se questa e la tua volontà.

Roberto D

Solo grazie per tutto l’Amore che ci hai donato. Che lo spazio infinito possa cullare il tuo viaggio.

Natascia

Che questa decisioni, alleggerisca il carico.
La solitudine che descrivi, non permette compromessi.
Non so se c’è più dispiacere o più gratitudine.
Ora che la sera arriva.

Luciana

Solo grazie

Nadia

Spero tu sia libero e leggero❤️

Mariella Principi

“Rimango in ascolto delle sfumature, indagando stati miei e altrui con una attenzione molto alta ai dettagli.”

In questa stagione della vita sento che questa è la via:affinare uno sguardo nuovo sulle cose per abbandonare le logiche comuni.
L’identità mette in campo le sue proteste e resistenze

Leonardo P.

11.Passaggio esistenziale molto pregnante e ulteriore indicazione dell’uso della parola. Grazie per questa condivisione.

Catia Belacchi

10 sensibilità.
Penso di capire cosa intendi.
Mi capita di captare le energie di chi mi sta attorno, ma non per questo li comprendo meglio.
Certo è che devo proteggere la mia cella esistenziale da sovraesposizione.

Roberto DE

10. Concordo. Anche se credo che nel definire “fallimento” i nostri ragli che si elevano su posizioni che credevamo acquisite, di nuovo l’ego si faccia avanti con il suo lamento.
Attenzione sempre vigile e costante ritorno a zero, un lavoro incessante.

Leonardo

7. Comprendo quanto scrivi. Altri si battono, puntano i piedi, chi segue il sentire non ha cuscino su cui posare il capo.

Catia Belacchi

6. Parole che dividono

In effetti le parole le usiamo molto per separare, connotare, dividere poiché le gestisce la mente, prima di diventare consapevoli che dovrebbero nascere dal sentire.
Mi sembra tuttavia, che anche “tu sei ciò che è”, sebbene abbia una valenza sicuramente neutra, si riferisce sempre a un tu.
Noi siamo ciò che è, riferito ad una relazione, non connota e rende i protagonisti, uno.

Catia Belacchi

Sì l’amore accade.
Dopo periodi di incertezza, pensando sia offuscata la compassione, l’amore invece è lì.
Tu non hai sbagliato niente, hai invece portato il modo di riconoscere l’amore nelle nostre vite.
Grazie infinite

luciana ruzziconi

4. La spinta a essere riconosciuti.

Il non riconoscimento da parte degli degli altri ha causato in me forti reazioni.

Mi sono detta che dipendeva dal mio non superamento del bisogno di approvazione, ma comprendo che è qualcosa di più complesso.

Catia

La spinta ad essere riconosciuti.

La chiamo bisogno primario psicofisico perché se non si è riconosciuti fin dalla nascita attraverso la cura, il contatto, l’affetto, non si ha lo slancio necessario a vivere.
Non basta essere nutriti per crescere in modo tale da andare sicuri nel mondo.

Leonardo

Vero nel dominio del due non basta esistere, ma occorre che quel esistere sia attribuito a un soggetto e il soggetto si forma anche e soprattutto direi attraverso il meccanismo di riconoscimento da parte dell’altro.

Esempio banale: il nome, quello con cui comunemente ci si identifica in quanto soggetti, è la parola che meno pronuncio e che è più pronunciata da chi mi sta intorno, mi identifica e mi dà dei limiti a quel sentire di esistere.

Roberto D’E

4. La spinta a essere riconosciuti

Pur tuttavia è nel mondo del duale (che è poi il mondo del divenire in cui la mente sguazza per sua natura, separando e dividendo) che il bisogno di riconoscimento si esprime. Tanto più forte quanto più radicata è la mente e presente la centralità dell’Io.
Diciamo che il bisogno di riconoscimento è radicato nell’uomo e lo sarà in sommo o minor grado fino a che egli sarà incarnato..
Tanto più sottile sarà la percezione della propria identità tanto meno elevato sarà il suo bisogno..

Natascia

“Lasciar andare”

Quanto lavoro su di sé, per abbandonare ogni attaccamento.
Eppure tutto è impermanenza.
Solo l’Amore È.

Catia

2 Sempre oltre
“L’amore accade”
“È senza scopo e senza direzione. ”
Quindi si identifica col fatto che accade senza intenzionalita.
Essere consapevoli di questo, ricordarselo durante la giornata, rovescia la prospettiva dei giorni.

Nadia

1-grazie

Leonardo

“Non hanno timore di sbagliare”. Soprattutto questo: non c’è osare senza sbagliare.

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