Dall’amore, per amore, senza uno scopo personale

Non so quale sia la capacità di amare che si esprime attraverso questo essere che porta il mio nome, e credo anche di non essere granché interessato a scoprirlo.
Non appartenendoci l’amore, non possiamo nemmeno attribuircelo e chi mai, domani, ci dirà “Bravo!” per qualcosa che non ci riguarda e che non è merito nostro?
L’amore, come la vita e come l’acqua, scorre, attraversa e trasmuta ogni realtà e ciò che prima era, dopo può scoprirsi come inesistente.
E’ bastato quell’attraversamento, quell’impatto con il totalmente altro che chiamiamo amore, per vedere molte cose mai viste prima e per rendere nuove quelle già conosciute.

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La radice del Sentiero contemplativo

Il Sentiero contemplativo affonda le sue radici in queste tradizioni e fonti: – lo zen, a cui dobbiamo i primi fondamentali passi e l’impostazione di fondo che mai abbiamo abbandonato; – la via della Conoscenza, un’apertura senza confini sul mondo del sentire e della non-mente; – l’insegnamento del Cerchio Firenze 77 e del Cerchio Ifior, … continua..

Il Sentiero contemplativo oggi (2017/2018)

L’attività di formazione attiva e strutturata del Sentiero contemplativo è terminata, dopo 22 anni, a febbraio 2016. Questi due brevi scritti parlano del passaggio esistenziale dal Sentiero che si offre al Sentiero che è: E’ giunta la sera, La fine del divenire. Il Sentiero oggi è innanzitutto quanto descritto nel post La via del monaco, ed … continua..

Sperimentare il non compreso alla luce del compreso

Chi ci guida, chi è il nostro riferimento quando ci inoltriamo nel vasto mare del non compreso?
Il compreso che è in noi, ovvero il sentire di coscienza acquisito attraverso l’esperienza di innumerevoli esistenze, e l’azione dei corpi superiori e della vibrazione prima che orientano la coscienza là dove essa non ha dati e navigherebbe altrimenti al buio.
Il compreso di chi ci sta a fianco, ci accompagna; di chi ci incontra e dice quella parola, offre quella testimonianza che avvertiamo come un segno per noi.

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Dal sentire all’azione: coerenza, autoindulgenza, umiltà

La coerenza è la corrispondenza tra sentire/pensiero/azione.
Il compreso trova manifestazione in ciò che pensiamo, proviamo affettivamente ed emotivamente e in ciò che agiamo quotidianamente.
La questione della coerenza non si pone quando una comprensione è completamente acquisita e strutturata: si pone prima di allora, quando ancora mancano dei tasselli al suo pieno dispiegamento.
Quando un determinato aspetto del vivere e dell’essere è stato compreso, non c’è scelta: prima di allora c’è spazio per l’interferenza della cultura, dell’identità, della morale.

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