Fonte: S.Heine “For the First Time in Japan”: The Main Elements of Hangzhou‑Based Zen That Dōgen Transmitted (2023) La raccolta degli 8 post sul testo di Heine.
doghen
Dōgen, Busshō: se stesso chi? J.Forzani (6) su Busshō 9 [busshō9.14]
[Sommario AI] Essere se stessi significa connettersi pienamente al momento presente, riconoscendo la realtà per ciò che è senza aggiunte o modifiche egocentriche.
L’intenzione nello zazen. Zazenshin 3.9 (zen33)
Fonte: capitolo “Documenti” Shobogenzo zazen shin (anno di redazione da parte di Dōgen:1242) del MANUALE DI MEDITAZIONE ZEN, di Carl Bielefeldt. Berkeley e Los Angeles: University of California Press, 1989.
Quando necessario proporremo la traduzione di Aldo Tollini comparsa nel suo: Pratica e illuminazione nello Shōbōgenzō. Ubaldini editore. Proporremo inoltre alcune traduzioni di Nishijima-Cross.
Dōgen, Busshō: demitizzazione. Commento (5) di JF a Busshō 9 [busshō9.13]
[Sommario AI] Lo Zen considera il corpo come il vero tempio della pratica religiosa, con lo zazen (semplicemente essere seduti) come fulcro.
Dōgen e Nagarjuna sottolineano l’autenticità e la perfezione che si manifestano nell’essere corpo, paragonando questa pienezza alla luna piena. L’essere corpo è la condizione ontologica in cui si realizza l’unità d’Essere.
Dōgen: molte intenzioni che si intrecciano. Zazenshin 3.8 (zen32)
Fonte: capitolo “Documenti” Shobogenzo zazen shin (anno di redazione da parte di Dōgen:1242) del MANUALE DI MEDITAZIONE ZEN, di Carl Bielefeldt. Berkeley e Los Angeles: University of California Press, 1989.
Quando necessario proporremo la traduzione di Aldo Tollini comparsa nel suo: Pratica e illuminazione nello Shōbōgenzō. Ubaldini editore. Proporremo inoltre alcune traduzioni di Nishijima-Cross.