Contemplazione nel quotidiano: contemplare è sentire

Contemplare è sentire, cosa significa? Non si stratta di sviluppare un atteggiamento fondandosi sui sensi dei corpi transitori, ma di andare oltre essi.

Contemplare non è un atteggiamento che sviluppiamo sul piano della soggettività.
Affermare: “Io contemplo” è un’espressione sbagliata perché quell’io vanifica ogni contemplazione.
“Io” è la coscienza riflessa nel divenire e sentita con tutti i limiti dei corpi transitori: la contemplazione è liberazione da “io”, dai corpi transitori e dalle loro limitazioni.

La contemplazione è l’affermarsi del piano del sentire di coscienza, è coscienza che sente.
È la consapevolezza che pone il proprio fuoco sul sentire. Chiaramente, nella contemplazione, continuano a esistere “io”, i corpi transitori con i loro sensi, i loro dati e le loro limitazioni.

Ciò che rende la situazione contemplativa è la collocazione del focus della consapevolezza, l’insieme è sempre unitario, la contemplazione non ti frantuma, non ti porta su un piano ed esclude gli altri, ma determina uno sguardo completamente nuovo sull’unità dell’essere.

Lo sguardo è nuovo perché è costituito della materia e della vibrazione del sentire, è nuovo rispetto alla consapevolezza feriale intrisa delle materie e delle vibrazioni dei transitori.

Il contemplativo è colui la cui consapevolezza è prevalentemente, o permanentemente focalizzata sul sentire. L’umano che non coltiva la disposizione contemplativa sperimenta quella dimensione attraverso le arti, lo sport, le esperienze affettive, a volte.

Egli vive con il focus della consapevolezza sulla propria soggettività e, saltuariamente, si aprono spiragli di sentire: per lui il sentire consapevolmente è l’eccezione. Per il contemplativo la vita nel sentire è la norma, l’eccezione è rappresentata dalla prevalenza della soggettività.

2 commenti su “Contemplazione nel quotidiano: contemplare è sentire”

  1. Il post è chiarissimo ma per questa Crd, che non sa mai dove è focalizzata la propria consapevolezza, ma vive sostenuta dalla certezza di essere intessuta della Natura Autentica dell’Essere, la contemplazione, così come viene descritta è ancora una esperienza non conosciuta.

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