Contemplazione nel quotidiano: osservando e ascoltando

Scorrono i fatti, i processi. Scorrono i protagonisti della nostra vita. Scorrono le identificazioni e le illusioni.

Tutto scorre e nulla rimane nelle mani del contemplante. Voleva qualcosa? No, eppure vive quel senso non di perdita ma di un allontanamento, di un divenire consapevole che tutto scorre e si allontana.

I fatti sono consegnati alla loro impermanenza: le ansie, le paure vanno e vengono con il loro carico di irrealtà, il contemplante può solo osservare e ascoltare.

Chi non vive questa vita non può comprendere la natura dell’osservare e dell’ascoltare, non può sapere cosa sia una vita interamente vissuta sulla riva del fiume osservandolo nel suo scorrere.

Essere sulla riva del fiume e non appartenere né alla riva né al fiume, essere uno straniero, uno che risiede lontano.

Osservare e ascoltare senza fine conduce al vasto deserto dell’Essere dove la realtà non è più e solo l’Essere è Reale.
Nell’Essere non c’è più osservazione né ascolto, c’è solo stare, risiedere, solo Ciò-che-È.

4 commenti su “Contemplazione nel quotidiano: osservando e ascoltando”

  1. “Essere sulla riva del fiume e non appartenere né alla riva né al fiume, essere uno straniero, uno che risiede lontano.”
    Risuonano forti queste parole.Grazie!

    Rispondi
  2. “Vivere quel senso non di perdita ma di allontanamento”.
    È una esperienza che conosco e la vedo accentuarsi.
    Lì risiedo.

    Rispondi

Lascia un commento