[Continua da 57] Prima dicevo che il pensiero è qualcosa in senso sostanziale. Consideriamolo come attività del corpo mentale dell’uomo, così come l’azione dal punto di vista semplicemente meccanico è definibile quale attività esterna del corpo fisico.
Contemplare il paradigma
Cerchio Firenze 77: l’unità di mutazione della realtà 57
Vorrei ricordarvi alcune nostre affermazioni fondamentali, e cioè: la Realtà, intesa come totalità di ciò che esiste, è una, molteplice nell’apparenza ma unica nella sostanza, tanto da formare un sol tutto inscindibile: il Tutto-Uno-Assoluto.
Cerchio Firenze 77: mondi della percezione e del sentire 56
[…] Con l’esempio dei fotogrammi abbiamo illustrato Verità quali il non tempo, il non spazio, la non simultanea percezione di una stessa situazione del mondo degli accadimenti da parte di «sentire» di grado diverso, e le varianti.
Cerchio Firenze 77: la realtà intesa come «essere» 55
È mia convinzione che il linguaggio sia un mezzo di comunicazione e di espressione fra gli uomini, anche nel vostro oggi, quando invece sembra che le parole servano per nascondere il proprio pensiero o addirittura per non dire nulla.
Cerchio Firenze 77: aspetto granulare del molteplice 54
Ciò che non è la Realtà Assoluta, l’unica oggettiva, ciò che non è il Tutto-Uno-Assoluto – ossia la molteplicità che risulta dall’essere una parte della Realtà unica totale – è relativo, soggettivo, illusorio.
Cerchio Firenze 77: il sentire genera la realtà 53
A questo punto sarebbe interessante fare delle considerazioni sulla affermazione buttata là che quando si è legati a un Cosmo è come se esistesse quello e quello solo.