Quando un crawler (automatismo) scansiona un sito lo legge nella sua intera realtà: dai primi post un po’ incerti agli ultimi che rivelano la maturità di un percorso.
Il crawler non è autoconsapevole, né lo è il motore di ricerca che lo attiva, entrambi sono automatismi che contengono una quantità di dati.
È assimilabile la vita di un umano a un sito web? E lo scorrere della vita, della sua consapevolezza, a un crowler che la scansiona?
Se considerate che tutta la realtà passata presente e futura è già presente nel senza tempo, potete anche considerare che esistono miliardi di stati di consapevolezza che – se posti in successione per grado di ampiezza di sentire, dal più limitato al più vasto – altro non sono che un sequenza indicizzabile/scannerizzabile.
In sé quelle situazioni sono come luci immobili, ma se sono visitate da una consapevolezza vengono poste in relazione una con l’altra.
Chi le visita? Chi è il crawler? La consapevolezza assoluta.
Per essere tale deve sentire ogni singolo dato, ogni singola luce, e lì percorre secondo logiche e leggi che creano l’illusione del divenire.
Dunque tutta la realtà – la nostra consapevolezza compresa – altro non sono che la natura della consapevolezza assoluta in atto.
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Nell’età matura, quella scansione di dati, avviene sempre più di frequent.