Oltre sé: l’amore è la distruzione dell’immagine costruita 3

Contemplazioni, non commenti, sul testo della via della Conoscenzail dolore per una perdita e la scomparsa di sé.

Il terzo passo nell’elaborazione di quel dolore può essere fatto nel momento in cui si scopre di non riuscire a dare un vero amore, di non riuscire a vedere l’altro come è veramente, pur volendo dare amore, perché lo si vede sempre filtrato. E allora si può scoprire che si sta erigendo un nuovo castello, la cui costruzione si basa su quello che ci si racconta sull’amore, sull’altro e sulla relazione con l’altro. Perché l’amore è la distruzione dell’immagine che avete costruito di voi stessi e dell’altro. (Pag.2)

L’amore è la distruzione dell’immagine che avete costruito di voi stessi e dell’altro“: questa è certamente la frase che permette di entrare nell’intenzione del comunicante.

Non riuscire a dare un vero amore/non riuscire a vedere l’altro come è/lo si vede sempre filtrato“sono le frasi che testimoniano la difficoltà della relazione che si chiarisce nel suo limite solo quando si comprende la narrazione che vi è intrinseca: togliere la narrazione equivale a togliere sé, e questo ci dice che gran parte delle relazioni sono essenzialmente narrazione.

Ribadisco: le relazioni sono narrazione, proiezione di sé. Se si toglie questa proiezione, cosa rimane? Una serie di dati assolutamente superficiali che poco dicono sull’essenza dell’altro e molto su quello che noi mettiamo in campo.

Anche se non ci fossero mai stati Seth (The Seth material, Seth Center*) in America e il contemporaneo Cerchio Firenze 77 in Italia, a parlare dello sconfinato tema delle “varianti“, l’esperienza personale di un buon osservatore è sufficiente per comprendere che l’altro non vive la realtà che noi percepiamo essendo questa una interpretazione dei dati sensoriali ricevuti: chi l’altro sia nel sentire è per noi un mistero e se lo è per quel che riguarda il sentire, lo è anche per la reale vita che conduce perché questa è proiezione del suo sentire, mentre la nostra percezione è proiezione del nostro sentire.

Dunque ci sono in gioco due sentire e, a meno che non siano equivalenti, ognuno sviluppa i suoi film personali e affatto condivisi. Ecco che allora le parole della via della Conoscenza hanno un senso anche alla luce di altre conoscenze: l’amore è la distruzione dell’immagine che avete costruito di voi stessi e dell’altro.

Se noi e l’altro non siamo che immagine edificata da una narrazione soggettiva – e su questo ci sono pochi dubbi – allora cosa rimane di ciò che chiamiamo relazione e/o amore?

La relazione svela il nostro gioco esistenziale e la pretesa di amare ci mette completamente a nudo: il contemplativo conosce un solo amore – e non ha la pretesa di dire che è l’unico – e questo accade solo nello scomparire di sé, quando la scena è vuota non solo di un soggetto, ma di qualsiasi pretesa di assenza di sé e di gratuità. Accade che vi sia Amore.

Mentre Amore accade nulla conta che l’altro senta oppure no insieme a noi, l’unico dato reale è rappresentato da Amore che copre l’intero presente senza tempo, e lo può coprire perché non c’è nessuno che dica: questo mi riguarda.

*Il Seth Center è l’esempio di come alcuni non abbiano scrupoli nel monetizzare gli insegnamenti che vengono dall’Oltre. La situazione speculare e opposta a quella dei seguaci del Cerchio Firenze 77 che – nell’obbedire al “rimanete semplici e soli” non sono riusciti – per ragioni che non conosciamo – in un’opera fondamentale: tradurre i libri almeno in inglese. Il risultato è che un insegnamento ben più completo, approfondito e chiaro di quello di Seth (tradotto dalle Edizioni Mediterranee) non ha varcato le barriere della lingua italiana, a eccezione di una traduzione in spagnolo del primo volume fatta da un volontario. Certamente non si trattava di monetizzare in alcun modo il trasmesso, ma sicuramente si potevano creare possibilità di autofinanziamento per tradurre l’opera.
Per quel che ci riguarda – e con grande ritardo perché effettivamente non ci sembrava compito nostro – proprio in questi giorni stiamo valutando la possibilità di tradurre in inglese – per mezzo della IA e di una supervisione – almeno una parte del materiale del Cerchio Firenze. Vedremo se sarà fattibile e se ne avremo le forze e le capacità.


Ciclo “Oltre sé”

1 commento su “Oltre sé: l’amore è la distruzione dell’immagine costruita 3”

  1. “L’amore è la distruzione dell’immagine che avete costruito di voi stessi e dell’altro.” Trovo questo passaggio chiaro, ma il testo completo ha lasciato molte perplessità, spesso sembra di arrivare ad un punto morto. Il commento di uma apre a una visione completa e comprensibile.

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