Nel linguaggio religioso, l’espressione evoca il ritorno di Gesù: il Cristo che torna nel mondo, nuovamente manifestato in forma fisica.
☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
6. Il Cristo e il cristianesimo secondo Elias
☉Fonti del capitolo presente: a fondo pagina
Capitolo 8
Un ritorno che, nel corpus, non è il ritorno di un focus
Nel capitolo precedente abbiamo visto che, secondo Elias, il simbolo del Cristo può continuare a essere utilizzato anche quando cambia la cornice religiosa entro la quale è stato interpretato. Il linguaggio può rimanere, mentre la struttura di significato che gli viene attribuita può essere riformulata.
La seconda venuta costituisce forse l’esempio più radicale di questo procedimento.
Nel linguaggio religioso, l’espressione evoca il ritorno di Gesù: il Cristo che torna nel mondo, nuovamente manifestato in forma fisica. Elias conserva il riferimento alla second coming, ma modifica profondamente ciò che quel linguaggio indica.
La fonte decisiva è la Sessione 298. Qui Elias afferma simultaneamente tre cose:
- la profezia del ritorno è collegata a una mergence di Essenze;
- il focus coinvolto in quell’azione non è Gesù, ma Paolo/Saulo;
- quel focus non ritorna in manifestazione fisica.
La formula più netta è:
“That particular focus of that essence does not return into physical focus, for no focus returns.”
Quel particolare punto focale di quell’essenza non ritorna al punto focale fisico, perché nessun punto focale ritorna.
— Sessione 298
Perciò la domanda del capitolo non è semplicemente: «Chi ritorna nella seconda venuta?»
È più precisamente: che cosa può significare “seconda venuta” se Elias afferma nello stesso passaggio che nessun focus ritorna?
1. La profezia nasce da una traduzione
Nella Sessione 298 Elias riprende anzitutto la struttura già acquisita nel Capitolo 3.
Giovanni Battista, Gesù e Paolo/Saulo vengono indicati come tre manifestazioni di una sola Essenza:
“All three of these manifestations are manifestations of one essence.”
Tutte e tre queste manifestazioni sono manifestazioni di un’unica essenza.
Subito dopo collega a questa configurazione la nascita delle profezie sulla seconda venuta.
Secondo Elias, gli individui avrebbero ricevuto visions o interpretations of visualizations che suggerivano due elementi:
– 👉una mergence of essences
– 👉e il ritorno in focus fisico di una delle tre manifestazioni.
Ma Elias distingue immediatamente ciò che quelle immagini suggeriscono dalla loro interpretazione religiosa. L’interpretazione, dice, è che:
“the one manifestation that you designate as the Jesus shall be returning as the new Christ.”
L’unica manifestazione che designate come Gesù farà ritorno come il nuovo Cristo.
Questa frase è fondamentale perché colloca il ritorno di Gesù sul piano dell’interpretazione. Non dice: Gesù tornerà e la profezia lo descrive correttamente.
Dice invece che una configurazione relativa a mergence e manifestazione è stata tradotta nella forma religiosa: Gesù ritorna come nuovo Cristo.
Il procedimento è coerente con ciò che abbiamo già incontrato nei capitoli precedenti: un movimento o un’informazione vengono tradotti attraverso i sistemi di credenze e il linguaggio disponibili in un determinato time framework.
2. Non Gesù, ma Paolo
La correzione successiva è esplicita. Elias afferma:
“In actuality, the manifestation which has been designated as the merging focus … is that of the focus of Paul.”
In realtà, la manifestazione che è stata designata come punto focale della fusione… è quella del punto focale di Paolo.
— Sessione 298
Il focus associato alla mergence è dunque Paolo, non Gesù. Questo dato modifica profondamente la rappresentazione tradizionale della seconda venuta.
Nei capitoli precedenti abbiamo già stabilito che Gesù e Paolo non sono due vite successive della stessa persona. Sono due focus individuali della stessa Essenza, manifestati nello stesso quadro storico.
Di conseguenza, dire che il focus coinvolto è Paolo non significa:
Gesù ritorna sotto l’identità di Paolo.
E non significa nemmeno:
Paolo è il vero Gesù.
Significa soltanto che, nella struttura descritta da Elias, fra i tre focus di quella Essenza è Paolo/Saulo quello implicato nell’azione di mergence successivamente interpretata attraverso il motivo religioso della seconda venuta.
Fonte portante: Sessione 298.
3. «No focus returns»
Ma Elias compie subito un secondo movimento, ancora più importante. Dopo avere identificato Paolo come merging focus, precisa:
“That particular focus of that essence does not return into physical focus, for no focus returns.”
👉Quel particolare punto focale di quell’essenza non ritorna al punto focale fisico, perché nessun punto focale ritorna.
La frase non lascia spazio alla reincarnazione del focus. Elias aggiunge:
“You are not used parts. You are each new creations and hold your own integrity.”
👉Non siete pezzi di ricambio usati. Siete tutte creazioni nuove e possedete una vostra integrità.
Il motivo della seconda venuta viene quindi separato esplicitamente dall’idea di un individuo che termina una vita e successivamente torna occupando un altro corpo.
Il focus Paolo continua:
“within its exploration of consciousness non-physically”
👉nell’ambito della sua esplorazione della coscienza in modo non fisico
e, contemporaneamente, Elias descrive un’azione within essence nella quale esso è coinvolto in una mergence con altre Essenze e con Rose.
Questo è il punto tecnico da mantenere fermo:
continuità dell’azione a livello di Essenza ≠ ritorno personale del focus.
- Il focus conserva la propria integrità.
- La nuova manifestazione è una nuova creazione.
La second coming, nel vocabolario di Elias, non può quindi essere identificata con la reincarnazione di Gesù né con la reincarnazione di Paolo.
4. La Sessione 207 e il problema di remanifest
La difficoltà nasce perché una sessione precedente utilizza un linguaggio apparentemente diverso. Nella Sessione 207, Jim ricorda a Elias che egli avrebbe detto che l’Essenza di Gesù sarebbe stata nuovamente manifestata nello Shift e domanda se un fenomeno analogo riguardi altre figure religiose.
Elias risponde che si tratta di un’azione specifica di quella Essenza e aggiunge che soltanto un suo aspetto — un focus — è coinvolto:
“that which manifests physically as Paul, Saul of Tarsus”
ciò che si manifesta fisicamente come Paolo, Saulo di Tarso;
è il focus che:
“has now merged with Rose and is remanifest within these nine physical focuses of Rose presently.”
si è ora fuso con Rose e si è rimanifestato all’interno di queste nove focalizzazioni fisiche di Rose al momento.
Preso isolatamente, remanifest potrebbe suggerire che Paolo sia tornato nei nove focus di Rose. Ma la Sessione 298, successiva, impedisce questa lettura. Elias dice esplicitamente: “no focus returns.” e precisa che Paolo continua la propria esplorazione non fisicamente.
Perciò non possiamo tradurre la 207 come: «Paolo si reincarna nei nove bambini di Rose.»
Sarebbe contrario alla chiarificazione della 298. La formulazione più prudente è:
la 207 utilizza il termine remanifest per descrivere l’espressione fisica conseguente a una mergence che coinvolge il focus Paolo e Rose; la 298 chiarisce che questa azione non comporta il ritorno personale del focus Paolo.
Questa è una ricostruzione fedele a Elias, necessaria per tenere insieme due formulazioni che, se isolate, sembrerebbero descrivere processi differenti.
APPROFONDIMENTO: ROSE I NOVE BAMBINI
Sì: qui il capitolo presuppone troppo. Rose entra in scena senza essere stata presentata, e per un lettore che non conosce il corpus sembra quasi il nome di una persona. In realtà, secondo Elias, è tutt’altra cosa.
Rose è il nome di un’Essenza, non il nome di una donna o di un individuo storico. Nella Sessione 104 Elias parla esplicitamente di “the essence of Rose” e dice che questa Essenza si esprime attraverso nove focus individuali, manifestati nello stesso periodo e nella stessa dimensione fisica.
La 185 aggiunge un dato importante: prima di questa manifestazione, l’Essenza che identifichiamo come Rose non aveva incorporato un focus fisico ed era associata all’azione dei Dream Walkers. Elias descrive poi la sua manifestazione fisica non come una singola persona, ma attraverso nove individui contemporanei.
Quindi lo schema corretto non è: Rose → donna/personaggio → nove figli
ma:
Essenza Rose → nove focus fisici simultanei
E chi sono i «nove bambini di Rose»?
Sono nove bambini realmente fisici secondo il racconto di Elias, nati grosso modo nello stesso periodo a metà degli anni Novanta e collocati in luoghi diversi del pianeta. In 185 Elias dice che erano tutti bambini molto piccoli, tutti maschi, e che ciascuno rappresentava una delle nove Essence Families.
Nel 1998 Elias ribadisce che Rose ha scelto intenzionalmente di manifestare tutti e nove come maschi. Nel 2000 Paul li descrive ormai come bambini di circa quattro o cinque anni, ed Elias parla del loro ruolo nello Shift.
Il termine “children of Rose” è dunque un modo colloquiale usato nel gruppo. Non significa figli biologici di Rose. Sono nove focus della stessa Essenza.
Elias insiste inoltre su un punto che nel nostro capitolo è essenziale: non sono piccoli maestri o esseri superiori. Nel 2003, quando gli viene chiesto quale influenza esercitino, risponde che non sono destinati a essere leader o autorità; il loro ruolo consiste nell’esprimere un certo tipo di energia associata allo Shift.
Perché proprio nove?
Qui la struttura diventa interessante. Elias collega ciascuno dei nove focus a una delle nove Famiglie di Essenza. Nella 530 dice che le nove manifestazioni esprimono l’energia associata alle nove famiglie e ai loro intenti.
Quindi, schematicamente:
Rose
→ un’Essenza
→ nove focus simultanei
→ uno in relazione a ciascuna delle nove Famiglie di Essenza
→ espressione energetica associata allo Shift.
Abbiamo perfino almeno un nome personale nel corpus: nella Sessione 247 si parla di Rob, identificato esplicitamente nel contesto dei nove focus di Rose e collegato alla famiglia Ilda. Ma dai materiali che abbiamo verificato finora non ricaverei una lista completa dei nove nomi: sarebbe un dossier separato da controllare fonte per fonte.
E il rapporto con Paolo?
Questo spiega finalmente perché Rose «compare» improvvisamente nel Capitolo 8.
Rose era l’Essenza non fisicamente manifestata che, secondo Elias, entra nella particolare mergence in cui è coinvolto il focus Paolo.
La 207 lo formula dicendo che Paolo/Saulo:
“has now merged with Rose” ora si è fuso con Rose, e collega questa azione ai nove focus fisici.
La 298 preciserà poi che 👉Paolo non si reincarna in quei bambini: nessun focus ritorna. È l’azione a livello di Essenza a essere coinvolta nella nuova manifestazione.
Perciò penso che il Capitolo 8 vada corretto prima ancora di parlare della mergence. Inserirei un breve riquadro o una sezione iniziale del genere:
5. La prima formulazione: Sessione 185
La Sessione 185 costituisce un passaggio intermedio importante nella storia della spiegazione. Alla domanda se una delle Christ entities sarebbe tornata per contribuire al cambiamento della religione, Elias risponde:
“This has occurred presently — not within your understanding…”
Questo è accaduto di recente, al di fuori della tua comprensione…
Prosegue descrivendo un’Essenza manifestata in tre focus nello stesso periodo storico e afferma che uno dei tre lens focuses ha continuato la propria azione in relazione alla conclusione della religious era.
Descrive poi una mergence con un’Essenza precedentemente non manifestata fisicamente, identificabile con Rose, e la manifestazione di questa Essenza attraverso nove individui.
A questo stadio della spiegazione, Elias non identifica ancora nel passaggio citato quel lens focus con Paolo. La 207 lo farà esplicitamente.
La 298 fornirà infine la precisazione decisiva: Paolo è il focus coinvolto, ma il focus non ritorna.
Possiamo quindi riconoscere una progressiva precisazione terminologica:
185 — uno dei tre focus, mergence, nove manifestazioni;
207 — quel focus è Paolo; merged with Rose, remanifest;
298 — Paolo è il merging focus, ma “no focus returns.”
Questa sequenza editoriale non implica necessariamente che Elias stia correggendo una dottrina precedente. Mostra però che la 298 offre la formulazione più esplicita per evitare l’interpretazione reincarnativa.
6. Che cos’è allora il «second-coming focus»?
La Sessione 298 introduce un’espressione che richiede particolare attenzione. Dopo avere negato che Paolo ritorni, Elias afferma che la mergence a livello di Essenza:
“provides what you may term to be a stimulus which creates a focus into this physical manifestation.”
Fornisce quello che si potrebbe definire uno stimolo che crea una focalizzazione su questa manifestazione fisica.
Subito dopo aggiunge:
“one of these nine manifestations of Rose is also that designated second-coming focus, so to speak”
una di queste nove manifestazioni di Rosa è anche quel punto focale designato per la seconda venuta, per così dire,
ma precisa:
“although it is not in alignment with your belief systems, which align with the translations of past, which are your prophecies.”
anche se non è in linea con i vostri sistemi di credenze, che sono in linea con le interpretazioni del passato, le vostre profezie.
Questo passaggio consente di distinguere con grande precisione due proposizioni che potrebbero sembrare incompatibili:
Paolo non ritorna.
E tuttavia:
una delle nove manifestazioni di Rose può essere designata, “so to speak”, come second-coming focus.
La chiave è che non si tratta dello stesso focus. La nuova manifestazione nasce all’interno di una configurazione di mergence e fragmentation, ma rimane una nuova creazione con la propria integrità.
Possiamo rappresentare editorialmente la struttura così:
focus Paolo
→ continua non fisicamente
Paolo / azione within essence + altre Essenze + Rose
→ mergence
mergence
→ stimulus / fragmentation
nuovo focus di Rose
→ designato second-coming focus
Le frecce non devono essere lette come una sequenza meccanica o come trasferimento di una sostanza personale. Servono soltanto a distinguere i livelli dell’azione descritta.
Il punto decisivo resta: il “second-coming focus” non è Paolo tornato e non è Gesù tornato.
7. Rose: una Essenza, nove manifestazioni
A questo punto entra pienamente in scena Rose. La Sessione 104 descrive le manifestazioni di Rose come parte di un’azione: “cooperative, collective.”
Elias insiste che esse: “are not ‘set apart’ from you.” non sono “separati” da te.
La manifestazione di Rose viene inserita in un movimento collettivo della coscienza associato allo Shift e viene descritta come espressione di un accordo che coinvolge il focus planetario nel suo insieme.
La stessa sessione parla di:
“nine individual focuses, within the same time period and dimension”
nove punti focali individuali, nello stesso arco temporale e nella stessa dimensione
e insiste sul fatto che l’azione non deve essere reificata come se esistesse una singola entità separata di Rose opposta a tutte le altre.
Questo è importante perché il linguaggio della seconda venuta potrebbe facilmente produrre una nuova gerarchia religiosa: prima il Cristo superiore, poi i nuovi esseri superiori dello Shift.
La 104 impedisce già questa lettura. I focus di Rose partecipano a una configurazione collettiva; non vengono posti fuori dalla struttura comune della coscienza.
8. Il parallelo fra il mass event cristiano e Rose
La Sessione 150 stabilisce però un parallelo esplicito.
Elias parla di: “a parallel within mass events” un parallelo negli eventi di massa, fra ciò che ha iniziato il movimento cristiano e Rose nello Shift.
Nella frase compare per un istante l’espressione: “the three essences” ma viene immediatamente precisata: “the three manifestations of one essence.”
Il dato strutturale è quindi chiaro. Da una parte:
movimento cristiano
— tre manifestazioni di una Essenza
— mass event
dall’altra:
Shift
— nove manifestazioni di Rose
— mass event.
Questo parallelo è certo perché Elias lo formula direttamente. Ma ciò che il parallelo significa deve essere delimitato con attenzione.
Non possiamo ancora concludere: Gesù era il Cristo; i nove focus di Rose sono nove nuovi Cristi. Una sessione successiva esclude espressamente questa interpretazione.
9. La Sessione 530: il numero non è ciò che conta
La Sessione 530 offre il controllo concettuale più importante. Parlando delle manifestazioni associate allo Shift, Elias afferma:
“The one or the nine or the ten thousand manifestations … are not what holds the importance.”
Non sono le singole manifestazioni, le novemila o le diecimila… ciò che conta.
Ciò che possiede importanza è:
“The movement of energy in the concept of the shift.”
Il movimento dell’energia nel concetto del cambiamento.
E aggiunge:
“The manifestation is merely the symbolization of it.”
La manifestazione è semplicemente la sua rappresentazione simbolica.
È nello stesso contesto che introduce il parallelo con il Christ entity e lo definisce come symbol, figurehead, focal point of a movement of energy.
La 530 permette quindi di capire perché il parallelo fra Cristo e Rose non debba essere cercato anzitutto nella quantità delle manifestazioni o nella loro presunta eccezionalità.
Una manifestazione, nove manifestazioni o diecimila possono rendere riconoscibile un movimento dell’energia.
Il numero non è il principio ontologico. La manifestazione è una configurazione attraverso cui il movimento viene simbolizzato. Elias aggiunge inoltre che i nove focus di Rose:
“does not set apart these individual focuses as any more unique than any other focus which is manifest.”
ciò non distingue questi singoli punti focali come più unici di qualsiasi altro punto focale che si manifesta.
Anche questo impedisce la costruzione di una nuova classe di esseri superiori.
10. Rose non è un nuovo Cristo
La delimitazione definitiva arriva nella Sessione 737. L’interlocutore richiama impropriamente l’idea di più «Jesuses» contemporanei. Elias corregge:
“There are nine manifestations of the essence of Rose.”
Esistono nove manifestazioni dell’essenza di Rose.
Poi stabilisce tre limiti molto netti:
“These are not deliverers.”
👉Non sono salvatori
“They are not expressions in the capacity or the focal point type as that which you identified as Jesus.”
👉Non si esprimono nella funzione o nel tipo di focal point che avete identificato in Gesù.
“They do not possess any abilities that YOU do not also possess!”
👉Non possiedono alcuna abilità che TU non possieda!
Questo passaggio è decisivo. Nei capitoli precedenti abbiamo definito il Cristo attraverso la funzione di focal point / figurehead. Potrebbe quindi sembrare naturale concludere che Rose ripeta la stessa funzione nello Shift. La 737 dice che non è così.
Il parallelo esiste, ma non riguarda l’identità del focal-point type.
Subito dopo Elias conferma che Gesù e Buddha sono stati:
“designated as focal points”
e:
“Figureheads, in a manner of speaking.”
Per così dire, delle figure di rappresentanza.
I nove focus di Rose non vengono inseriti nella stessa categoria simbolico-religiosa. Pertanto:
– Rose non è il nuovo Cristo.
– i nove focus di Rose non sono nove nuovi Messia.
Questo limite deve restare tanto visibile quanto il parallelo.
11. Che cosa resta del parallelo Cristo–Rose?
Una volta esclusa l’identità di funzione, possiamo precisare ciò che rimane effettivamente sostenuto dal corpus. Il parallelo riguarda almeno tre elementi.
Primo: manifestazione multipla.
Nel movimento cristiano un’Essenza viene descritta attraverso tre manifestazioni; nello Shift Rose viene descritta attraverso nove manifestazioni.
Secondo: mass event.
La Sessione 150 mette esplicitamente in parallelo i due fenomeni come movimenti collettivi.
Terzo: funzione energetica della manifestazione.
La 530 mostra che la manifestazione rende riconoscibile o simbolizza un movimento più ampio, mentre la 104 presenta Rose nel quadro di un’azione cooperativa e collettiva.
Ma il parallelo si ferma prima dell’identità simbolico-religiosa. La 737 vieta di attribuire ai nove focus la stessa funzione di deliverer, figurehead o focal point type associata a Gesù.
La formulazione più precisa è quindi:
Rose costituisce un parallelo strutturale parziale con il precedente evento cristiano: entrambi coinvolgono manifestazione multipla e mass event, ma Rose non riproduce il ruolo simbolico-religioso del Cristo e i suoi nove focus non costituiscono nuovi Messia.
Elaborazione in sintonia con Elias, costruita sulla convergenza della 150, 104, 530 e 737.
12. La seconda venuta come traduzione religiosa di un’azione di Essenza
Possiamo ora tornare alla domanda iniziale. Che cosa designa, per Elias, la second coming?
Il corpus non permette di ridurla a una sola frase senza perdere distinzioni importanti.
Non è:
Gesù che ritorna fisicamente.
Non è:
Paolo che si reincarna.
Non è:
Rose che sostituisce Cristo come nuovo Messia.
La ricostruzione più fedele è:
il motivo religioso della seconda venuta costituisce, nel corpus di Elias, una traduzione di un’azione molto più complessa che coinvolge una mergence di Essenze, il focus Paolo, l’Essenza Rose e la produzione di nuove manifestazioni fisiche associate allo Shift.
La stessa Sessione 298 suggerisce questa distinzione quando contrappone la configurazione descritta alle:
“translations of past, which are your prophecies.”
Traduzioni del passato, che sono le vostre profezie.
La profezia non viene semplicemente dichiarata falsa. Viene riletta. Dietro il linguaggio del «ritorno» Elias colloca un’altra struttura.
Il ritorno personale viene negato; ciò che rimane è la relazione fra focus, Essenza, mergence, nuova manifestazione e movimento collettivo.
13. Un passaggio importante rispetto alla religious era
Il capitolo precedente ha mostrato che il simbolo del Cristo può essere mantenuto mentre cambia il sistema di credenze nel quale viene interpretato.
La seconda venuta mostra lo stesso movimento in forma ancora più evidente.
La religious era traduce:
mergence / nuova manifestazione / movimento collettivo
come
ritorno del Cristo.
Elias riformula:
ritorno del Cristo
come
azione di Essenza nella quale nessun focus ritorna.
Questa è una ricostruzione editoriale fedele ad Elias, non una formula pronunciata da Elias. Ma la struttura è fortemente vincolata dalla Sessione 298.
Il linguaggio religioso conserva una traccia dell’azione, ma la interpreta attraverso categorie di identità personale, ritorno e Messia che Elias non mantiene. La «seconda venuta» diventa così un caso esemplare della distinzione che attraversa tutta la monografia:
il simbolo non coincide con ciò che simbolizza; la traduzione religiosa non coincide necessariamente con la struttura che Elias ritiene venga tradotta.
14. L’ottavo nodo della monografia
Possiamo ora aggiungere un ulteriore mattone. Nei capitoli precedenti abbiamo stabilito che:
- il Christ entity è un simbolo e un focal point di un movimento;
- Gesù è un focus individuale dell’Essenza;
- Giovanni, Gesù e Paolo sono tre focus della stessa Essenza nello stesso quadro storico;
- la figura religiosa del Cristo incorpora costruzioni e attribuzioni collettive;
- evento, racconto e interpretazione devono essere distinti;
- il contenuto può essere tradotto attraverso differenti time frameworks;
- la funzione del simbolo può cambiare quando cambia la religious era.
Ora possiamo aggiungere:
nel corpus di Elias, la “seconda venuta” non designa il ritorno personale di Gesù. Il focus coinvolto nell’azione descritta è Paolo/Saulo, ma neppure Paolo ritorna: “no focus returns”.
Paolo continua non fisicamente mentre, a livello di Essenza, viene descritta una mergence con Rose e altre Essenze dalla quale sono generate nuove manifestazioni. Una di queste può essere designata, “so to speak”, come second-coming focus.
Il parallelo con il precedente evento cristiano riguarda manifestazione multipla, mass event e funzione energetica, ma la Sessione 737 esclude esplicitamente che i nove focus di Rose siano deliverers o lo stesso focal-point type attribuito a Gesù.
Questa acquisizione modifica definitivamente la domanda: «Quando ritorna Cristo?»
Nel sistema di Elias diventa: quale azione è stata tradotta religiosamente come ritorno del Cristo?
E la risposta non riconduce a una persona che ritorna, ma a un movimento nella coscienza espresso attraverso Essenze, focus e manifestazioni nuove.
15. Ponte al capitolo successivo
A questo punto la ricostruzione concettuale del Cristo è quasi completa.
Abbiamo distinto:
- Gesù;
- Telleth;
- i tre focus;
- il Christ entity;
- la costruzione collettiva;
- il messaggio e le sue traduzioni;
- la religious era;
- la seconda venuta;
- Paolo;
- Rose.
Resta però un settore nel quale il corpus non presenta una struttura altrettanto stabile.
È il settore storico-biografico. Che cosa accadde, secondo Elias, alla crocifissione?
- Gesù morì sulla croce oppure sopravvisse?
- Ebbe moglie e figli oppure no?
- Morì giovane oppure a cinquantuno anni?
Qui non incontreremo semplicemente differenti formulazioni dello stesso principio.
Incontreremo versioni direttamente incompatibili.
Il prossimo capitolo dovrà quindi cambiare metodo: non ricostruire una sintesi, ma documentare le contraddizioni senza armonizzarle.
Nota sulle fonti
La fonte portante assoluta del capitolo è la Sessione 298. Essa identifica Paolo come merging focus, nega esplicitamente il ritorno di qualsiasi focus e distingue la nuova manifestazione associata alla second coming dal ritorno personale di Paolo.
La Sessione 207 è fondamentale per la formulazione precedente merged with Rose / remanifest, ma deve essere letta insieme alla successiva precisazione della 298 per evitare una interpretazione reincarnativa.
La Sessione 185 costituisce un passaggio precedente della spiegazione: collega uno dei tre lens focuses, una mergence e la manifestazione di Rose nei nove focus, ma non identifica ancora nel passaggio utilizzato quel focus con Paolo.
La Sessione 150 stabilisce direttamente il parallel within mass events fra le tre manifestazioni associate al movimento cristiano e le nove manifestazioni di Rose nello Shift.
La Sessione 104 descrive Rose come cooperative, collective action e afferma che le sue manifestazioni non sono set apart dagli altri individui.
La Sessione 530 sposta l’importanza dal numero delle manifestazioni al movimento che esse simbolizzano e nega che i focus di Rose siano per questo più unici degli altri.
La Sessione 737 delimita esplicitamente il parallelo: i nove focus di Rose non sono deliverers e non esprimono lo stesso focal-point type attribuito a Gesù.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org