Elias: Gesù, un focus dell’Essenza [+2]

Gesù è un focus individuale dell’Essenza Telleth. Non esaurisce l’intera espressione e l’intera esperienza dell’Essenza, ma non è separato da essa.

La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.

MONOGRAFIE
6. Il Cristo e il cristianesimo secondo Elias
☉Fonti del capitolo presente Fonti portanti: Sessioni 1476, 382 |Fonte strutturale di chiarimento: Sessione 147
Capitolo 2

Il capitolo precedente ha distinto il Christ entity dalla figura fisica attraverso la quale quel simbolo può essere riconosciuto. Rimane ora da chiarire un secondo passaggio, altrettanto importante: quale rapporto esiste, nel lessico di Elias, fra l’individuo Gesù e l’Essenza alla quale quel focus appartiene?

La distinzione sembra semplice, ma non lo è. Se si identifica Gesù con l’intera Essenza, si attribuisce a una singola personalità fisica ciò che nel sistema di Elias appartiene a una realtà molto più ampia. Se, al contrario, si separa troppo nettamente il focus dall’Essenza, si introduce una divisione che il corpus non sostiene.

Gesù è un focus dell’Essenza; non ne esaurisce l’espressione e l’esperienza, ma non è neppure separato da essa.

Questa distinzione costituisce il secondo nodo della monografia.

La Sessione 1476 affronta il problema in modo particolarmente diretto. L’interlocutore riferisce che un’altra persona, percependo una determinata energia, l’aveva interpretata come un aspetto femminile di Gesù. Elias non convalida quella identificazione. Spiega invece che gli individui tendono ad associare certe qualità energetiche — soprattutto la forza e la powerfulness (potenza)— a personalità già culturalmente investite di particolare significato.

Da qui nasce, secondo Elias, un passaggio ulteriore: una qualità percepita viene collegata a un focus noto e, successivamente, quel focus viene trattato come se rappresentasse l’intera Essenza. È in questo contesto che Elias formula la distinzione che ci interessa:

“that manifestation of Jesus is one focus of attention and is not the expression of the entirety of essence”
quella manifestazione di Gesù costituisce un punto focale dell’attenzione e non rappresenta l’espressione della totalità dell’essenza.
— Sessione 1476

La frase è molto precisa. Elias non nega l’esistenza dell’individuo Gesù, né lo riduce a un’apparenza priva di consistenza. Lo colloca invece all’interno della struttura generale dell’Essenza: Gesù è una manifestazione, un focus di attenzione dell’Essenza.

Nella stessa risposta Elias aggiunge che quel focus non costituisce l’intera esperienza dell’Essenza. Questo impedisce di assumere la personalità storica di Gesù come equivalente della totalità dell’Essenza che la manifesta.

Il punto può essere espresso così: Gesù è pienamente quel focus, ma Telleth (l’Essenza) non si esaurisce in Gesù.
Questa è una ricostruzione editoriale, ma segue direttamente la distinzione formulata nella 1476.

A questo punto è necessaria una cautela, perché l’espressione «un focus dell’Essenza» può essere facilmente interpretata secondo un modello che Elias non utilizza.
Si potrebbe immaginare l’Essenza come un grande essere che possiede molte parti, ciascuna delle quali viene inviata in una vita fisica. In questo modello Gesù sarebbe una porzione di Telleth, separata temporaneamente dalla totalità dell’Essenza.

Il corpus non descrive il rapporto in questo modo. La Sessione 147, in un contesto generale dedicato al rapporto fra focus ed Essenza, afferma che l’individuo non viene riassorbito successivamente in un tutto dal quale sarebbe stato separato. Elias insiste che il focus non è una parte staccata che debba essere ricongiunta all’Essenza e arriva a dire che, 👉entro ciascun focus individuale, si è anche «the entirety of essence» (l’essenza nella sua totalità).

Questa formulazione non contraddice la 1476. Le due sessioni stanno descrivendo due aspetti differenti dello stesso rapporto. La 1476 afferma che una singola personalità fisica non esaurisce l’intera espressione e l’intera esperienza dell’Essenza.
La 147 afferma che il focus non è ontologicamente separato dall’Essenza e non costituisce un frammento incompleto che debba essere ricomposto in seguito.

Possiamo quindi mantenere contemporaneamente entrambe le proposizioni:

il focus è distinto, ma non separato; individuale, ma non diviso dall’Essenza; pienamente se stesso, ma non la totalità delle espressioni dell’Essenza.

Anche questa è una formulazione editoriale. Serve a impedire due errori opposti: identificare Gesù con l’intera Essenza oppure ridurlo a una semplice parte staccata di essa.

La distinzione fra focus ed Essenza non trasforma il focus in uno strumento impersonale. In altre sessioni Elias insiste sul fatto che una manifestazione fisica possiede una propria integrità e una propria realtà. Il fatto che sia espressione dell’Essenza non annulla la specificità della personalità individuale.

Questo è importante anche nel caso di Gesù. Dire che Gesù è un focus di Telleth non significa dire che la personalità di Gesù sia soltanto una maschera dietro la quale esisterebbe un «vero essere» chiamato Telleth. Nel linguaggio di Elias, il focus è una focalizzazione reale e individuale dell’Essenza, con una propria prospettiva e una propria esperienza. La relazione non va quindi rappresentata come:

Telleth = vero soggetto
Gesù = personaggio provvisorio

ma, più fedelmente, come:

Telleth = Essenza
Gesù = uno dei suoi focus individuali di attenzione

La seconda formulazione conserva insieme individualità e non-separazione.

La Sessione 382 offre il dato più diretto per identificare l’Essenza associata al focus di Gesù.
Vivien domanda i nomi di Essenza di Maria e di Gesù. Elias risponde:

“Essence name held by the focus of Jesus, Telleth.”
Il nome dell’Essenza custodito dal punto focale di Gesù, Telleth.
— Sessione 382

Il dato è quindi esplicito: il nome dell’Essenza del focus di Gesù è Telleth.

Anche la grammatica della risposta è significativa. Elias non dice semplicemente «Jesus is Telleth». Formula invece la relazione attraverso il focus di Gesù e il nome dell’Essenza che quel focus esprime.
Non è necessario attribuire a questa scelta linguistica un significato eccessivo, ma essa è perfettamente coerente con la distinzione della 1476: Gesù è il focus; Telleth designa l’Essenza. Questa acquisizione ci permette di aggiungere un nuovo livello alla struttura definita nel capitolo precedente.

Nel Capitolo 1 avevamo distinto:

movimento di energia / movimento nella coscienza
Christ entity come simbolo e focal point
espressione attraverso una Essenza
manifestazioni fisiche

Ora possiamo precisare uno dei termini senza ancora anticipare la questione delle manifestazioni multiple:

Essenza: Telleth
focus individuale: Gesù

La freccia, anche in questo caso, non indica successione, produzione temporale o separazione. Serve esclusivamente a mostrare la relazione fra due livelli che non devono essere confusi.

L’introduzione del nome Telleth potrebbe produrre una nuova identificazione impropria.
Dopo aver distinto Gesù dal Christ entity, si potrebbe infatti sostituire una equivalenza con un’altra: Gesù non è il Christ entity; dunque il Christ entity è Telleth.
Ma il corpus, allo stato delle fonti esaminate, non autorizza questa conclusione.

La Sessione 530, come abbiamo visto, definisce il Christ entity funzionalmente come simbolo, figurehead e focal point di un movimento di energia. Dice inoltre che un’Essenza si manifesta in più focus nell’espressione di quel simbolo. Non stabilisce però l’identità semplice: Telleth = Christ entity.

La distinzione deve quindi restare aperta e stabile:

  • Gesù designa un focus individuale;
  • Telleth designa l’Essenza associata a quel focus;
  • Christ entity designa il simbolo/focal point del movimento di energia definito nella Sessione 530.

I tre livelli sono collegati, ma non equivalenti. Questa precisione sarà particolarmente importante quando entreranno in scena Giovanni Battista e Paolo. Se una stessa Essenza può manifestarsi attraverso più focus, non possiamo continuare a trattare la personalità Gesù come se contenesse o rappresentasse da sola l’intera azione dell’Essenza.

La 1476 non si limita ad affermare che Gesù è un focus. Spiega anche perché gli individui tendano a trasformare una personalità particolarmente significativa nell’immagine dell’intera Essenza.

Secondo Elias, quando una determinata qualità energetica viene percepita come molto forte, si tende a cercare una figura riconoscibile alla quale attribuirla. In una cultura profondamente segnata dal cristianesimo, Gesù costituisce uno dei simboli più immediatamente disponibili per interpretare powerfulness (potenza), autorità spirituale o qualità eccezionali.

Da qui può nascere un doppio accorpamento:
prima, una qualità energetica viene attribuita alla figura di Gesù;
poi, la figura di Gesù viene estesa fino a rappresentare l’intera Essenza.
È proprio questo secondo passaggio che Elias corregge nella 1476.

La correzione ha conseguenze che andranno sviluppate nei capitoli successivi. Se Gesù è un focus e non l’intera esperienza di Telleth, allora non tutto ciò che viene attribuito alla figura religiosa può essere automaticamente trasferito né al Gesù storico né all’Essenza nel suo complesso.

La stessa Sessione 1476 apre infatti immediatamente il problema delle idee, delle filosofie e delle esperienze collettive successivamente attribuite a un solo individuo. Non svilupperemo ancora qui questo tema, perché costituirà il centro del Capitolo 4. È però importante notare che la distinzione focus/Essenza prepara precisamente quella indagine.

Prima di stabilire che cosa appartenga realmente al Gesù storico, occorre infatti sapere chi stiamo chiamando Gesù nel sistema di Elias: un focus individuale, non il contenitore dell’intera Essenza e non il sinonimo del Christ entity.

Possiamo ora fissare il secondo passaggio strutturale. Secondo Elias, la manifestazione storica chiamata Gesù è un focus di attenzione dell’Essenza. La Sessione 382 identifica il nome di quella Essenza come Telleth. La Sessione 1476 impedisce di estendere automaticamente la personalità e l’esperienza di quel focus all’intera Essenza, mentre la struttura generale del corpus impedisce, nel movimento opposto, di separare il focus dall’Essenza come se fosse una parte autonoma e staccata.

La formulazione più precisa non è quindi: «Gesù non è l’Essenza.» presa isolatamente.
È:

Gesù è un focus individuale dell’Essenza Telleth. Non esaurisce l’intera espressione e l’intera esperienza dell’Essenza, ma non è separato da essa.

Questa distinzione conserva contemporaneamente tre elementi:

individualità del focus
non-separazione dall’Essenza
non-identità fra la singola personalità e la totalità delle espressioni dell’Essenza

Il passaggio successivo nasce direttamente da qui. Se Gesù è un focus di Telleth, la domanda diventa inevitabile: quali altri focus di quella stessa Essenza sono coinvolti nel movimento associato al Cristo?

È a questo punto — e non prima — che entrano Giovanni Battista e Paolo/Saulo.


Le fonti portanti del capitolo sono le Sessioni 1476 e 382.
La 1476 fornisce la distinzione diretta fra la manifestazione di Gesù come one focus of attention e l’intera espressione/esperienza dell’Essenza. È anche la fonte che mostra il meccanismo con cui una personalità simbolicamente potente può essere identificata impropriamente con l’intera Essenza.

La 382 fornisce il dato diretto del nome dell’Essenza associata al focus di Gesù: Telleth.
La 147 viene utilizzata come fonte strutturale di controllo per evitare una lettura separativa della formula «un focus dell’Essenza»: nel corpus il focus non è una porzione staccata che debba successivamente essere riassorbita nell’Essenza.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

2 commenti su “Elias: Gesù, un focus dell’Essenza [+2]”

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