Elias: che cosa significa guarire? [E284]

La guarigione riguarda anche il rapporto della persona con la propria condizione. Non può essere definita soltanto come adeguamento del corpo a un modello uniforme.

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MONOGRAFIE
12. Salute, malattia e guarigione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 7

Nella Sessione 201608211 Julie definisce la guarigione come ritorno allo stato naturale, riferito all’energia della propria Essenza. Elias conferma, poi domanda che cosa significhi «naturale» nel presente.

Elias distingue il funzionamento considerato ottimale dalla condizione che corrisponde all’esplorazione presente dell’individuo. Ciò che viene valutato come disfunzione può, nella sua descrizione, appartenere a quella scelta. Lo stato naturale attuale non deve necessariamente coincidere con quello iniziale. [Parafrasi — Sessione 201608211.]

La domanda sulla guarigione coinvolge dunque anche il criterio con cui si stabilisce che cosa debba cambiare. Nel seguito Elias attribuisce particolare importanza al diminuire l’opposizione: riconoscere ciò che esiste, comprese le proprie paure, senza combatterlo continuamente. Precisa che questo non richiede di apprezzare una manifestazione sgradita. [Parafrasi — Sessione 201608211.]

In questo uso del termine, la guarigione riguarda anche il rapporto della persona con la propria condizione. Non può essere definita soltanto come adeguamento del corpo a un modello uniforme. Questo ampliamento di significato non equivale, sul piano clinico, a dichiarare risolta una patologia. [Raccordo e delimitazione editoriale — Sessione 201608211.]

La parola «naturale» era già presente nella Sessione 196 del 1997, ma con riferimenti che occorre distinguere. Parlando di un osso fratturato, Elias descrive la guarigione come ritorno della struttura cellulare al proprio funzionamento. Attribuisce la modificazione alla comunicazione soggettiva che dirige il corpo e considera possibile anche un cambiamento istantaneo. È un’affermazione del suo modello, non una descrizione dei tempi clinici di riparazione ossea. [Parafrasi e delimitazione editoriale — Sessione 196.]

Nel medesimo dialogo, alla domanda sulle condizioni congenite, riconosce come naturale la forma e il funzionamento corporeo scelti dal singolo focus, cioè dall’individuo nella sua manifestazione fisica. Il riferimento non è più soltanto alla funzionalità delle cellule, ma alla configurazione di quella persona. [Parafrasi — Sessione 196.]

I due usi non vanno sovrapposti. «Naturale» può indicare il funzionamento di una struttura corporea oppure la configurazione individuale dell’esperienza. Conservare queste distinzioni evita di attribuire a Elias una definizione unica e immutabile che i passi non offrono. [Raccordo editoriale — Sessione 196.]

La distinzione diventa esplicita nella Sessione 151. Drew domanda se fidarsi delle proprie scelte significhi lasciar accadere una malattia o un’altra esperienza sgradita senza contrastarla.

Elias segnala subito il possibile equivoco: l’invito a non opporsi alla manifestazione può essere interpretato come obbligo a farla continuare senza cambiamenti, ma non è questo che intende. Una persona può scegliere una condizione e, all’interno di quell’esperienza, scegliere poi una direzione differente. [Parafrasi — Sessione 151.]

Per seguire il passaggio occorre distinguere riconoscere una condizione presente da stabilire che quella condizione debba durare. Il riconoscimento riguarda ciò che si sta vivendo; il cambiamento riguarda la direzione che si intraprende. Non sono decisioni incompatibili. [Raccordo editoriale — Sessione 151.]

La non opposizione non è quindi un divieto di intervenire. Nel contesto del dialogo, permette di affrontare la manifestazione senza assumere che l’unico rapporto possibile con essa sia una lotta. Non stabilisce in anticipo quale intervento scegliere o quale esito ottenere. [Raccordo editoriale — Sessione 151.]

Nella Sessione 1545, Holly racconta di sentirsi meglio dopo un lungo periodo nel quale i problemi di salute avevano occupato molta parte della sua vita. Interpreta il cambiamento come modificazione delle credenze.

Elias precisa che, nella spiegazione che le sta offrendo, le credenze non vengono eliminate: cambiano le scelte relative alle loro influenze. Una stessa credenza può orientare l’esperienza in modi diversi. Il riconoscimento di queste possibilità permette un cambiamento della percezione e dell’esperienza. [Parafrasi — Sessione 1545.]

Questo chiarimento evita di rappresentare la guarigione come un lavoro preliminare di cancellazione di ogni convinzione ritenuta sbagliata. Nel caso di Holly, Elias richiama la possibilità di riconoscere ciò che sta esprimendo e di scegliere diversamente. [Raccordo editoriale — Sessione 1545.]

Il racconto rimane quello di Holly. Offre un esempio di modificazione del rapporto con la propria esperienza; non costituisce una procedura che garantisca lo stesso risultato a un’altra persona. [Delimitazione editoriale — Sessione 1545.]

Nel dialogo con Jim della Sessione 234, Elias descrive l’intervento di chi offre energia come un aiuto al movimento dell’energia dell’altra persona. È quest’ultima, nella sua spiegazione, a compiere il cambiamento; chi la assiste non lo realizza al suo posto. [Parafrasi — Sessione 234.]

Questa distinzione riguarda chi crea l’esperienza, non l’inutilità della relazione di aiuto. Jim domanda anche dei diversi metodi di cura, includendo farmaci e chirurgia. Elias ne ammette la partecipazione alla guarigione nel quadro delle credenze e della percezione individuali. [Parafrasi — Sessione 234.]

Il principio può essere espresso così: nell’insegnamento di Elias, l’aiuto ricevuto entra nel processo dell’individuo, senza sostituirsi alla sua attività creativa. Non ne deriva una graduatoria nella quale guarire senza assistenza avrebbe più valore che utilizzare un trattamento. [Raccordo editoriale — Sessione 234.]

Questa è una descrizione metafisica del rapporto fra individuo e cura. Non autorizza a equiparare sul piano clinico metodi diversi o a considerare la sola fiducia una garanzia di efficacia. [Delimitazione editoriale.]

La Sessione 202208161 offre un esempio concreto del rapporto fra atteggiamento personale, trattamento e modificazione corporea. Brenda racconta di aver affrontato un intervento per cataratta e di aver scelto la fisioterapia per altri disturbi.

Elias riconosce che Brenda è diventata più calma e meno oppositiva rispetto alle manifestazioni che sta vivendo. Sostiene che questo modo di rapportarsi al corpo favorisca sia la guarigione sia la rigenerazione. Precisa inoltre che ricorrere alla chirurgia non dimostra di aver fallito nella rigenerazione: nella sua spiegazione, chirurgia e fisioterapia possono aiutare il corpo e partecipare a quel movimento. [Parafrasi — Sessione 202208161.]

Il caso rende visibile la compatibilità di tre aspetti:
— Brenda riconosce la propria condizione,
— cambia il modo di viverla
— e utilizza interventi concreti.
Non deve scegliere fra un lavoro su di sé e l’assistenza esterna. [Raccordo editoriale — Sessione 202208161.]

Nella Sessione 200809011, Rose domanda se affrontare una malattia e affrontare una lesione considerata irreversibile comportino differenze. Elias richiama il ruolo delle credenze: quando una condizione viene considerata immodificabile, la persona può percepirsi priva di possibilità; in altre situazioni, le convinzioni possono essere più flessibili. [Parafrasi — Sessione 200809011.]

Il passo riguarda il rapporto fra la valutazione della condizione e le possibilità percepite dall’individuo. Non contiene una verifica clinica della reversibilità delle lesioni e non permette di prevedere il risultato di un trattamento. [Delimitazione editoriale — Sessione 200809011.]

Mantenere aperta una possibilità, nel modello di Elias, non equivale dunque a promettere una modificazione fisica. La distinzione permette di parlare della guarigione senza trasformare la speranza in certezza e senza fare dell’esito una misura del valore personale. [Raccordo editoriale.]

Per leggere con precisione le esperienze descritte, useremo queste distinzioni operative. Sono uno strumento editoriale, non una classificazione letterale di Elias:

AspettoChe cosa si osserva
Modificazione del sintomoCambia ciò che la persona avverte, per esempio l’intensità del dolore.
Modificazione fisica o funzionaleCambia una condizione del corpo o una sua capacità di funzionamento.
RigenerazioneSi parla di rinnovamento o riparazione corporea; va precisato se si sta esponendo il modello di Elias o un dato clinico.
Cambiamento del rapporto con la condizioneCambiano paura, opposizione, attenzione, scelte e disponibilità a ricevere aiuto.

Questi aspetti possono accompagnarsi, ma l’osservazione di uno non dimostra automaticamente gli altri. Un minore disagio non basta a documentare una modificazione dei tessuti; una maggiore serenità non certifica la cessazione di una patologia. Allo stesso tempo, il significato di guarigione sviluppato nel capitolo comprende più della sola scomparsa del sintomo.

Resta quindi una domanda: come leggere un’esperienza nella quale il rapporto con sé cambia, mentre la manifestazione corporea continua? È il tema del prossimo capitolo, Quando la manifestazione persiste.


Le formulazioni sono parafrasi; raccordi e distinzioni editoriali sono segnalati.

[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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