Elias: le versioni incompatibili sulla crocifissione di Gesù [+9]

Il corpus conserva versioni reciprocamente incompatibili sulla crocifissione e sulla morte del Gesù storico.

La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.

MONOGRAFIE
6. Il Cristo e il cristianesimo secondo Elias
☉Fonti del capitolo presente: a fondo pagina
Capitolo 9

Finora la monografia ha lavorato soprattutto per ricostruzione. Le sessioni potevano essere accostate, distinte e, con le necessarie cautele, ricondotte a una struttura sufficientemente coerente: il Christ entity come simbolo e focal point di un movimento; Gesù come focus dell’Essenza; le tre manifestazioni simultanee; la costruzione collettiva della Christ story; la traduzione dei contenuti attraverso differenti time frameworks; la religious era; la seconda venuta reinterpretata attraverso Paolo e Rose.

Sul piano della biografia del Gesù storico, però, il metodo deve cambiare. Il corpus presenta versioni che non possono essere ricondotte senza residui a una sola storia.
👉La questione più evidente riguarda la crocifissione e la morte di Gesù, ma la stessa instabilità compare anche rispetto al matrimonio e ai figli.

Qui non è corretto scegliere la versione che appare più plausibile, né quella più tarda, né quella più vicina a una determinata tradizione religiosa o alternativa.
Il compito è più limitato e più rigoroso:

documentare ciò che Elias afferma nelle diverse sessioni, distinguere ciò che è detto direttamente da ciò che viene introdotto dagli interlocutori e lasciare visibili le incompatibilità che il corpus non risolve.


La prima fonte decisiva è la Sessione 382, del 1999. La struttura grammaticale dello scambio è importante.
Vivien introduce personalmente la premessa secondo cui Gesù non sarebbe morto nella crocifissione:

“I understand that he did not die in the crucifixion…”
Ho capito che non è morto durante la crocifissione…
— Sessione 382

e domanda se, dopo quell’evento, Gesù sia andato in India e vi sia morto.
Elias non risponde direttamente: «Sì, non morì nella crocifissione.»
Risponde invece alla parte successiva della domanda. Dice che l’individuo in questione viaggiò nelle regioni che oggi chiameremmo Medio Oriente e Oriente, ma non morì in India.

Alla domanda:
“Where did he finally die?”
Dove è morto infine?
Elias risponde:
“Within the area of Macedonia.”
All’interno del territorio della Macedonia.

E alla domanda sull’età:
“Within physical years, fifty-one years.”
In termini di anni fisici, cinquantuno anni.

Questi due dati sono direttamente attribuibili a Elias: morte in Macedonia, a cinquantuno anni. La distinzione è essenziale.
Non possiamo scrivere: «Nella Sessione 382 Elias afferma che Gesù non morì sulla croce.»
La proposizione iniziale appartiene a Vivien.
Possiamo però scrivere:

la biografia fornita da Elias nella Sessione 382 è incompatibile con una morte di Gesù sulla croce nel quadro cronologico tradizionalmente associato alla crocifissione, perché Elias colloca la morte successivamente, in Macedonia, a cinquantuno anni.

Questa formulazione conserva esattamente la forza della fonte senza attribuire a Elias parole che non pronuncia.


Lo scambio prosegue con una domanda molto semplice:
“Did he marry and have children?”
Si è sposato e ha avuto figli?

Elias risponde:
“No.”
— Sessione 382

Qui non esiste la stessa ambiguità dialogica della domanda sulla crocifissione.
La proposizione è diretta: secondo la Sessione 382, Gesù non si sposò e non ebbe figli.

Questo dettaglio potrebbe sembrare secondario. Diventerà invece importante perché una sessione del 2016 presenterà una configurazione esattamente opposta.


Sette anni dopo, nella Sessione 1931 del 2006, Maria interroga Elias sulla Sindone di Torino e, nel corso dello scambio, arriva direttamente alla crocifissione.

La domanda non contiene ambiguità:
“Was Jesus crucified?”

Elias: “Yes.”

Maria prosegue:
“But he didn’t die on the cross.”
Ma non è morto sulla croce.

Dopo una pausa, Elias risponde:
“Yes, he did.”
— Sessione 1931

Questa volta la morte sulla croce è affermata direttamente.
Maria manifesta immediatamente la propria confusione e ricorda una versione precedente secondo cui Gesù non sarebbe morto giovane, sarebbe fuggito e sarebbe morto più tardi in un’altra terra.

Elias risponde: “No.”

Maria ripete ancora:
And he died on the cross?”

Elias: “Yes.”

Alla domanda se avesse trentatré anni, Elias precisa soltanto che quell’età è un’approssimazione; Maria lo colloca quindi nei trent’anni e Elias non corregge il quadro generale.
La 1931 è perciò la fonte più netta dell’intero dossier storico: Gesù fu crocifisso e morì sulla croce.

👉Questo testo è totalmente aderente a Elias, non vi sono interpretazioni.


Nello stesso scambio Elias aggiunge un elemento che va mantenuto distinto dalla questione della morte. Dice che molti eventi registrati nella tradizione sono stories, costruite da gruppi di individui per esprimere una filosofia e concentrare l’attenzione su una figura che ne costituisse il focal point.

Afferma comunque che l’individuo chiamato Gesù esistette realmente. Dopo aver confermato ancora una volta la morte sulla croce, aggiunge che:
“the spectacle of the death was much overstated.”
Lo spettacolo della morte è stato molto esagerato.
— Sessione 1931

Quindi la 1931 non equivale a un’autenticazione indiscriminata del racconto religioso della Passione. La distinzione già acquisita nei Capitoli 4 e 5 rimane valida:
affermazione dell’evento ≠ autenticazione di ogni elemento della narrazione costruita attorno all’evento.

Nella 1931, secondo Elias, la crocifissione e la morte appartengono all’evento; la rappresentazione complessiva rimane soggetta a costruzione e amplificazione collettive.


A questo punto sarebbe possibile costruire una spiegazione cronologica relativamente semplice:

382 — 1999
biografia compatibile con sopravvivenza alla crocifissione;

1931 — 2006
Elias nega quella configurazione e afferma direttamente la morte sulla croce.

Se non esistessero fonti successive, sarebbe ragionevole ipotizzare che la 1931 costituisca una correzione tarda e più esplicita. Ma il corpus non termina nel 2006. Dieci anni dopo, la configurazione cambia nuovamente.


La Sessione 201603051, del 5 marzo 2016, è intitolata Other Dimensions, More on the Jesus Story.
La fonte richiede una cautela documentaria ulteriore: il testo di lavoro disponibile è derivato dall’audio mediante trascrizione automatica. Per le proposizioni più delicate dobbiamo quindi privilegiare la struttura dialogica chiara e le risposte brevi inequivocabili, evitando di fondare conclusioni su segmenti linguisticamente incerti.

Judy richiama una precedente conversazione e parla di:
“the other Jesus was crucified.”
L’altro Gesù fu crocifisso.

Questa formulazione è di Judy. Subito dopo domanda se Maria e Giuseppe, i genitori di Gesù, pensassero realmente che il loro figlio fosse stato crocifisso.
La risposta di Elias è:
“No.”
— Sessione 201603051

Judy conclude: «Oh, allora sapevano che era un altro Gesù.»
Ma questa conclusione appartiene ancora a Judy e non riceve un separato «Yes» immediatamente successivo.

Pertanto dobbiamo distinguere:
A: Elias risponde che Maria e Giuseppe non pensavano che il loro figlio fosse stato crocifisso.

B: l’identificazione positiva di «un altro Gesù» come individuo crocifisso è introdotta dall’interlocutrice e non viene formulata direttamente da Elias in quel punto.

Questa distinzione è importante, ma non elimina la contraddizione con la 1931. Poco dopo, infatti, lo scambio diventa ancora più esplicito.


Judy ricapitola la configurazione che sta ricostruendo. Dice, in sostanza:

“when Jesus left after the crucifixion, he had his wife, who was named Mary, and his son John, and he had some other followers, and he also had his mother, Mary, with him. Is that right?”
Quando Gesù partì dopo la crocifissione, aveva con sé sua moglie, che si chiamava Maria, suo figlio Giovanni, alcuni discepoli e sua madre, Maria. È così?

Elias risponde:
“Yes.”
— Sessione 201603051

Questo passaggio è molto più forte del precedente riferimento all’«altro Gesù».
La proposizione confermata contiene esplicitamente un Gesù che parte dopo la crocifissione.

Non è possibile conciliarla letteralmente con: 1931: Gesù morì sulla croce.

La 201603051 ricostituisce dunque una biografia nella quale il Gesù di cui Judy ed Elias stanno parlando è vivo dopo la crocifissione.
Nello stesso passaggio compaiono inoltre:

  • una moglie chiamata Mary;
  • un figlio chiamato John;
  • altri seguaci;
  • la madre Mary.

Elias conferma la ricapitolazione con un «Yes».


A questo punto la contraddizione può essere mostrata senza interpretazione ulteriore.

SessioneAnnoForma della fonteConfigurazione
3821999Vivien introduce la non-morte; Elias fornisce biografia successivaviaggi dopo la crocifissione implicati; morte in Macedonia a 51 anni
19312006domande dirette e risposte diretteGesù crocifisso e morto sulla croce; età approssimativa nei trent’anni
2016030512016Judy richiama «altro Gesù»; Elias risponde e conferma una ricapitolazioneMaria e Giuseppe non pensano crocifisso il figlio; Gesù parte dopo la crocifissione

La sequenza cronologica non produce una stabilizzazione. Produce invece:
sopravvivenza implicata → morte esplicita → sopravvivenza nuovamente implicata e confermata nella biografia post-crocifissione.

Per questo non possiamo presentare la 1931 come correzione definitiva.


Il sistema generale di Elias offre molti concetti che potrebbero sembrare utili per risolvere il problema:

  • realtà probabili;
  • dimensioni parallele;
  • focus alternativi;
  • molteplici versioni di eventi;
  • percezione individuale;
  • costruzione collettiva delle storie.

La tentazione sarebbe immediata: «Forse ogni sessione si riferisce a una diversa realtà probabile.»
Oppure: «Forse la crocifissione è avvenuta diversamente in universi paralleli.»
Oppure ancora: «Forse la variazione dipende dall’energy exchange o dalla percezione dell’interlocutore.»

Non abbiamo però, nelle fonti verificate, una dichiarazione di Elias che applichi una di queste spiegazioni specificamente alla contraddizione sulla morte di Gesù.
Questo è sufficiente per impedirci di utilizzarle editorialmente come soluzione.

È particolarmente importante perché nella 201603051, poco prima del blocco su Gesù, vengono discusse altre dimensioni e realtà parallele. La semplice prossimità contestuale non autorizza a concludere che Elias stia spiegando in quel modo anche le versioni incompatibili della crocifissione.
Senza un collegamento esplicito, sarebbe una nostra armonizzazione.
Perciò il principio metodologico resta: quando il corpus non risolve una contraddizione, la monografia non deve risolverla al suo posto.


La crocifissione non è l’unico punto instabile.

Nella 382 la domanda è diretta:
“Did he marry and have children?”
Si è sposato e ha avuto figli?

Elias: “No.”

Nella 201603051, invece, Judy parla esplicitamente della:
“wife, who was named Mary”
“moglie, che si chiamava Maria”
e del: “son John” all’interno della ricapitolazione del viaggio successivo alla crocifissione.

Alla domanda: “Is that right?”
Elias risponde: “Yes.”

Le due versioni sono reciprocamente incompatibili:

382: nessuna moglie, nessun figlio.
201603051: moglie Mary, figlio John.

Questa seconda contraddizione è importante perché dimostra che l’instabilità non riguarda soltanto il singolo evento della morte.
Coinvolge più ampiamente la biografia attribuita al Gesù storico.
La contraddizione si vede molto bene se la riduciamo all’essenziale:

Dati biografici3821931201603051
Gesù muore sulla croceNoNo
MoglieNoSì, Mary
FigliNoSì, John
Vita/viaggio dopo la crocifissioneNo

Una possibile soluzione alternativa circola anche all’interno delle domande rivolte a Elias: un altro individuo sarebbe stato crocifisso al posto di Gesù.

La Sessione 201803052 contiene una domanda molto precisa:
“Was I the Essene crucified in place of Jesus?”
Ero io l’Esseno crocifisso al posto di Gesù?

Elias risponde:
“(Pause) Observing.”
— Sessione 201803052

Questo non è un «Yes». Non è nemmeno un «No». Observing è una risposta che, nel corpus, non può essere trasformata automaticamente in conferma della proposizione posta dall’interlocutore. Quindi:

la Sessione 201803052 non dimostra che un Esseno sia stato crocifisso al posto di Gesù.

La questione rimane aperta. La 201603051 rende forte la configurazione di un Gesù vivo dopo la crocifissione; non identifica però in modo sufficientemente diretto e verificato chi sarebbe stato crocifisso al suo posto.


A questo punto è utile distinguere due livelli che non devono essere confusi.

Il primo è il problema già affrontato nei Capitoli 4 e 5:
evento storico / racconto / attribuzione / costruzione collettiva.
Qui Elias afferma che molte storie religiose concentrano su determinate figure eventi, idee e filosofie provenienti da una pluralità di individui.

Il secondo problema è diverso:
Elias stesso fornisce, in sessioni differenti, versioni biografiche incompatibili.
Non possiamo risolvere il secondo problema semplicemente ricorrendo al primo.

Dire che la Christ story è una costruzione collettiva non spiega perché Elias nel 2006 affermi direttamente che Gesù morì sulla croce e nel 2016 confermi una ricapitolazione nella quale Gesù parte dopo la crocifissione.
Il corpus non offre, allo stato delle fonti verificate, il ponte esplicativo necessario.


La presenza di questa instabilità richiede una conseguenza critica, ma non una generalizzazione indiscriminata.
Le contraddizioni riguardano direttamente:

  • la crocifissione;
  • la morte;
  • l’età e il luogo della morte;
  • il matrimonio;
  • i figli;
  • più in generale alcuni dettagli della biografia storica attribuita a Gesù.

Esse impongono quindi una forte cautela su ogni ricostruzione biografica dettagliata del Gesù storico basata sul corpus. Non dimostrano però automaticamente che ogni altra proposizione sul Cristo debba essere scartata.

Le acquisizioni strutturali della monografia — per esempio la definizione del Christ entity nella 530, la triplice manifestazione nella 298, il carattere collettivo di molte attribuzioni nella 1476/1879/301/306 — dipendono da blocchi documentari distinti.
La formulazione editoriale più prudente è dunque:

il corpus mostra una maggiore stabilità nelle affermazioni strutturali sul Cristo, sull’Essenza e sul focal point che non nei dettagli biografici del Gesù storico.


Sul piano storico-biografico non possiamo arrivare a una narrazione unica.
La conclusione corretta è negativa ma precisa:

Il corpus conserva versioni reciprocamente incompatibili sulla crocifissione e sulla morte del Gesù storico. Allo stato delle fonti verificate non esiste una base sufficiente per eliminare una versione né per presentare la Sessione 1931 come correzione definitiva, poiché nel 2016 il corpus ritorna a una configurazione incompatibile con la morte di Gesù sulla croce.

E dobbiamo aggiungere:

la stessa instabilità compare rispetto al matrimonio e ai figli: la 382 li nega, mentre la 201603051 conferma una ricapitolazione che attribuisce a Gesù una moglie, Mary, e un figlio, John.

Queste non sono questioni che la monografia deve «risolvere». Sono dati che la monografia deve conservare.


Il mattone aggiunto da questo capitolo è diverso da quelli precedenti. Non aggiunge una nuova dottrina sul Cristo. Aggiunge un limite alla nostra possibilità di ricostruzione:

nel corpus di Elias, la struttura metafisica e simbolica del Cristo può essere ricostruita con un grado di coerenza maggiore rispetto alla biografia del Gesù storico; su crocifissione, morte, matrimonio e figli le fonti verificate conservano contraddizioni che non devono essere armonizzate senza una spiegazione esplicita proveniente dallo stesso corpus.

Questa distinzione è essenziale per la credibilità dell’intera monografia. Una ricostruzione fedele non consiste nel rendere Elias più coerente di quanto le fonti permettano. Consiste anche nel riconoscere il punto esatto in cui la ricostruzione deve fermarsi.


Dopo avere documentato la maggiore contraddizione interna, rimangono alcune domande che il corpus non chiude completamente.

  • Perché proprio tre manifestazioni?
  • Quanto possiamo identificare direttamente Telleth con ciò che Elias chiama Christ entity?
  • Quanto della Christ story può essere attribuito al Gesù storico?
  • Che cosa sappiamo realmente della composizione dei testi e dei Vangeli?
  • Quale portata sistematica attribuire alle formulazioni più antiche quando entrano in tensione con quelle successive?

Il prossimo capitolo raccoglierà questi nodi non per colmare le lacune, ma per delimitare con precisione ciò che resta aperto.


La Sessione 382 è una fonte ufficiale del corpus. La proposizione «Gesù non morì nella crocifissione» è introdotta da Vivien; Elias afferma direttamente che l’individuo morì in Macedonia a cinquantuno anni e risponde «No» alla domanda se si fosse sposato e avesse avuto figli.

La Sessione 1931 è una fonte ufficiale particolarmente esplicita. Elias risponde «Yes» alla domanda se Gesù fu crocifisso e «Yes, he did» alla proposizione secondo cui non sarebbe morto sulla croce; respinge inoltre la versione ricordata dall’interlocutrice di una morte più tarda altrove.

La Sessione 201603051 è disponibile nel materiale di lavoro attraverso una trascrizione derivata dall’audio e richiede perciò cautela sulle formulazioni lunghe. I punti utilizzati qui sono quelli strutturalmente più chiari: Elias risponde «No» alla domanda se Maria e Giuseppe pensassero che fosse stato crocifisso il loro figlio e «Yes» alla ricapitolazione di un Gesù che parte dopo la crocifissione con moglie, figlio, seguaci e madre.

La Sessione 201803052 è ufficialmente pubblicata ma reca una nota secondo cui non era disponibile l’audio per la trascrizione. Alla domanda sulla presunta crocifissione di un Esseno al posto di Gesù, Elias risponde soltanto «Observing»; la sostituzione non può quindi essere acquisita come fatto del corpus.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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