Cerchio Firenze 77: sentire cellule della Coscienza Assoluta 61

Più volte abbiamo ripetuto che il sentire del quale parliamo, considerato nella sua forma più elementare, è la coscienza di esistere: il sentirsi d’essere.

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– L’Opera Omnia del CF77

Invece il sentire nella espressione assoluta è la Coscienza Assoluta, il sentire d’essere il Tutto-Uno, e perciò sentire al di là della separatività e della sequenzialità; in altre parole: una coscienza in cui il Tutto è nella sua reale condizione d’essere di Eterno Presente e di Infinita Presenza; una coscienza che non è condizionata né dal tempo né dallo spazio; una coscienza che contiene il Tutto-Uno.

Questo non significa che gli estremi della scala siano contrapposti o contrapponibili. Infatti il Sentire Assoluto, contenendo in sé per intensità ogni possibile sentire, quindi i sentire di tutti i Cosmi, è così l’Uno-Assoluto che, proprio perché tale, non ha e non può avere contrapposti.
Come ho detto, il Sentire Assoluto contiene per ampiezza tutti i possibili sentire; e non potrebbe essere diversamente perché, altrimenti, non sarebbe Assoluto.

Sul piano assoluto, non essendovi successione, potenza e atto sono una sola cosa; quindi se il Sentire Assoluto, per essere tale, deve contenere in ampiezza tutti i possibili sentire, essi non possono che esistere ed essere realizzati, cioè non possono rimanere allo stato di possibilità non realizzata: sul piano assoluto “possibile”e “realizzato” sono la stessa cosa; solo ciò che è realizzato è possibile, e ciò che è possibile è realizzato. Questo perché Tutto è Uno.

Da quanto ho affermato si può azzardare una figurazione concettuale della Coscienza Assoluta, e cioè: i sentire relativi sarebbero come le cellule che compongono la Coscienza Assoluta, la quale tuttavia, come più volte ho detto, trascende la sommatoria dei sentire che, in un certo senso, la costituiscono.
Un sentire relativo esiste nella sequenzialità e nella separatività, nel tempo e nello spazio, proprio perché è contenuto nella Coscienza Assoluta, contribuendo in modo indispensabile alla assolutezza della coscienza, proprio perché è manifestato o si manifesta nel tempo e nello spazio.

Perciò pensate quanto ciascun essere — dico: ciascuno — sia importante e, quello che più conta, lo sia egualmente a tutti gli altri.

Tutto quanto esiste nel mondo della molteplicità — ossia tutto quanto ogni essere sta vivendo, ossia il sentire di ogni essere, ossia ogni possibile sentire — è la manifestazione nel mondo della molteplicità, cioè del tempo, dello spazio, della sequenzialità, della separatività, di ciò che è, che esiste al di là del tempo, dello spazio, della sequenzialità, della separatività, di ciò che ha la sua reale dimensione d’esistenza nell’Eterno Presente, nell’Infinita Presenza, nell’Unità Assoluta.

Il sembrare di finire, di non essere mai lo stesso, di trascorrere, è il modo attraverso il quale ciò che per sua stessa natura è illimitato si limita; è l’apparente limitazione che origina la caleidoscopica molteplicità; ed è l’apparente molteplicità che rende Assoluta, e quindi Unica, Una, la Realtà.

Continua in 62

3 commenti su “Cerchio Firenze 77: sentire cellule della Coscienza Assoluta 61”

  1. “I sentire relativi sarebbero come le cellule che compongono la Coscienza Assoluta, la quale tuttavia, come più volte ho detto, trascende la sommatoria dei sentire che, in un certo senso, la costituiscono.”
    Come il corpo è di più della somma delle cellule che lo compongono.
    “Perciò pensate quanto ciascun essere — dico: ciascuno — sia importante e, quello che più conta, lo sia egualmente a tutti gli altri.”
    Molto opportuna l’intuizione di Uma di sostituire il termine “importante” con “sacro” perchè.come lui afferma nel post “sacro” non idica uno valore ma uno stato d’Essere.

    Rispondi
  2. Tanti passaggi che vengono sentiti, questo mi conforta.
    La chiusura, una chicca:”. Ah, la pace dell’illuminato, che fesseria! [/uma]”

    Rispondi

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