Nella mia esperienza scrivendo si sostanza Essere: non scrive qualcuno, non scrive nemmeno Essere, l’atto dello scrivere è l’atto di Essere.
Mentre le parole affluiscono, la realtà duale scompare ed esiste solo Essere.
Dal punto di sentire di Essere, le parole vengono sentite e una chiede di essere sostituita, un’altra di essere rinunciata.
Il processo avviene al livello in cui le parole non sono parole, sono ideogrammi e simboli di sentire: al confine tra sentire e pensiero avviene la danza tra i piani dove il sentire osserva come il suo esecutore, il pensiero, lo decodifica e, in tempo reale, corregge, affina, plasma la materia mentale affinché la decodifica sia più chiara, più efficace, più espressiva del sentito.
Siamo anni luce lontani da una sofisticazione del linguaggio, siamo prima del linguaggio, appunto al confine tra sentire e mente: ciò che viene espresso deve essere sentito come vero, pena il suo annullamento.
Il sentire genera la forma e questa deve corrispondergli: vale per le parole e i pensieri, vale per le intenzioni. Quante intenzioni sono condizionate da venature di interesse personale? Non una di queste viene trascurata, non una sfugge al vaglio della sua natura e se è contaminata può essere vissuta con la consapevolezza della sua contaminazione – e con il disagio conseguente – o può essere abbandonata in attesa che una sfumatura di comprensione maturi ancora.
Il sentire è la forma, la forma è il sentire: a questo livello di unità, se il sentire non è chiaro (nella sua comprensione) non genera la parola adeguata e comprende di non essere chiaro perché sente la parola inadeguata.
Il sentire è pienamente consapevole di sé nel momento in cui genera il pensiero/parola: nel frutto che genera specchia se stesso, ecco la funzione del divenire, della manifestazione.
Manifestazione che dura fintanto che il sentire non è completamente strutturato, chiarificato nella sua natura di Essere.
(È come se il processo di strutturazione del corpo akasico non fosse altro che un chiarificarsi della comprensione della realtà di Essere Uno: la strutturazione del corpo akasico come la realizzazione di un dato livello di consapevolezza della coscienza unitaria)
Scrivere è Essere, agire è Essere, pensare è Essere, sentire è Essere: senza fine avviene il processo dell’intenzione/sentire che viene verificata e modificata o abbandonata.
Questo accade nello scenario del vasto deserto, difficile sarebbe amministrarlo nella cacofonia degli stimoli.
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. Grazie per la riflessione che ci hai donato
Tutto è decodifica dell’Essere
Molto chiaro ciò che intendi. Grazie.