La “custodia del cuore” in ambito cristiano e nel Sentiero

Fonte: La custodia del cuore: arte certosina della presenza. Di seguito riportiamo le parole di Dom Guillerand, monaco certosino: il tema riguarda ogni contemplativo, l’ottica e il linguaggio sono lontani da quelli del Sentiero ma ci serveno da pretesto per riflettere. La traduzione è penosa ed è del sito/fonte, non abbiamo a disposizione l’originale.

“L’attenzione a Dio è rara perché poche anime lo conoscono. Il peccato ci ha allontanati da lui; viviamo di fronte al creato; Le immagini delle creature riempiono le nostre anime, ci trattengono e rendono difficile prestare attenzione a Dio. Dobbiamo voltarci: questo è il significato della parola conversione.

La conversione ha molti gradi. Solo i santi sono veri convertiti; solo che arrivano fino in fondo al loro movimento. Questa fine è uno sguardo che non vuole più prestare attenzione ad altro che a Dio… e a poco a poco, attraverso esercizi più o meno prolungati e con l’aiuto della grazia, si fissa in Lui.

Le creature (e il demone che le usa) non si lasciano sconfiggere senza combattere. La vita di preghiera richiede continue battaglie; è lo sforzo più grande e più lungo di un’esistenza dedicata a Dio.

Questo sforzo ha un nome bellissimo: si chiama la custodia del cuore. Il cuore umano è una città; dovrebbe essere una fortezza. Il peccato lo consegnò. Da allora è una città aperta, le cui mura devono essere ricostruite.

Il nemico si lancia costantemente contro la traversa. Lo fa con abilità e forza, con astuzia e con passione. Egli ci presenta pensieri così felici, a volte così utili, immagini così affascinanti o così formidabili, avvolge tutto in ragioni così urgenti, che riesce in ogni momento a distrarci, a sottrarci alla presenza divina. Bisogna tornarci continuamente.

Queste ripetizioni perpetue, questi infiniti riavvii, più ancora della lotta stessa, ci stancano e ci logorano. Preferiremmo una battaglia violenta… violenta ma definitiva. Il buon Dio non lo vuole in generale. Lui preferisce questo stato di guerra, queste insidie e imboscate, queste precauzioni e questa vigilanza. Egli è Amore e la lunga guerra esige altro amore e lo sviluppa ulteriormente». (Scritti Spirituali, Volume 1, pagina 23)

I concetti chiave:

  • conversione
  • non vuole più prestare attenzione ad altro che a Dio
  • è lo sforzo più grande e più lungo di un’esistenza dedicata a Dio.
  • la custodia del cuore
  • bisogna tornarci continuamente
  • infiniti riavvii

Nell’ottica e nel linguaggio del Sentiero divengono:

  • Capacità di ascolto e di osservazione che attivano la consapevolezza e assieme determinano il “ritorno a zero”, la disconnessione da ogni identificazione che riconduce al semplice senso di Essere e di Esistere e al Ciò-che-È.
  • La consapevolezza di ascolto e osservazione è determinata da una disposizione di fondo, disposizione che sorge da una scelta deliberata e da un lungo allenamento: “L’Essenziale è il luogo dove risiede il mio Essere, lì abita ogni aspetto di me, lì torno perché lì è la mia vita, quella che è e quella che ho scelto”.

    Il monaco è chiamato all’Essenziale, è monaco non perché sceglie di esserlo ma perché risponde a una chiamata, a un sentire che lo vincola conferendogli quella natura e non gli lascia scelta: quel sentire unitario lo costituisce e sebbene il condizionamento dei corpi e dell’ambiente sia forte, egli vede attraverso le nebbie del condizionamento l’Essenziale che è sempre presente, vede e sente la sua vera natura e la Realtà dell’esistere e dell’Essere e a quello si uniforma.
  • C’è una lotta così accesa e impegnativa come Dom Guillerand sostiene? Nel monaco cristiano forse, anzi certamente perché l’autore è monaco di lunga esperienza e grande autorità, ma nel Sentiero le cose non stanno così.

    Non si è monaci del Sentiero finché quella lotta non è superata, finché l’individuo non è immerso nella consapevolezza di essere nell’Essenziale e sente di non avere una qualche libertà di scelta, la sua vita è risiedere ed essere quell’Essenziale: è maturo per questo e non c’è lotta particolare da affrontare.

    Ha certamente delle distrazioni ma esse sono solo veli trasparenti che non ottundono la consapevolezza unitaria, sono il movimento della superficie del mare: l’abisso non si muove, è stabile nella visione e nei processi.
  • Quella che i cristiani appellano come la “custodia del cuore” noi la definiamo la “custodia della cella esistenziale”: vigilare costantemente sulla personale ecologia spirituale.
    Questa vigilanza certamente assorbe molte energie, essa è fondata sulla pratica contemplativa permanente: ascolto e osservazione che non vengono mai meno e riconducono ogni sensazione, emozione, pensiero, intenzione alla sorgente da cui nascono.

    La domanda del contemplante è: da dove sorge questo, da quale intenzione?
    A questo livello avviene l’intervento di allineamento con il sentire più ampio, con la Vibrazione Prima che ordina ogni aspetto della vita e dell’Universo.

    La custodia della cella esistenziale, del proprio microcosmo – a questo si riferisce il sostantivo “cella” – è l’Opera quotidiana, di ogni momento, è la pratica delle pratiche che “supera” (è aldilà) lo zazen, la preghiera o quel che si vuole. “Supera” ogni pratica perché non delimita lo stato di una particolare consapevolezza entro un dato recinto d’esperienza: ogni attimo è contemplazione, zazen, preghiera e a ogni attimo il velo introdotto dall’illusione deve cadere.

    La nostra pratica contemplativa “supera”, è aldilà di ogni altra pratica più o meno funzionale e/o gratuita: noi pratichiamo zazen ma possiamo anche non praticarlo, non abbiamo bisogno di un tempo specifico per ricordarci l’Essenziale e risiedervi. Coltiviamo senza fine l’Essenziale.
    Siamo monaci in virtù di questa determinazione radicale che ci orienta e ci attrae verso l’Unità d’Essere, ogni istante della nostra vita.

    Non c’è lotta particolare nell’attuare questo, ma certamente c’è un investimento molto grande di energie, di dedizione, di perseveranza, di affidamento, di abbandono di ogni velo che si introduce.

3 commenti su “ La “custodia del cuore” in ambito cristiano e nel Sentiero”

  1. Grazie. Testo e commento che riconducono al senso profondo di un monachesimo universale che attraversa tutte le epoche e che noi decliniamo nel senso del Sentiero.

    Rispondi
  2. Grazie della traduzione. Alcuni vocaboli usati dal monaco certosino fanno sorgere l’orticaria.
    Ma è necessario andare oltre e cogliere il senso o meglio l’intenzione.

    Rispondi
  3. Bene ha fatto Uma a tradurre nel linguaggio del Sentiero quello che è un linguaggio prettamente cristiano.

    Nel Sentiero non c’è vita di preghiera che richiede continue battaglie, come afferma il testo di Dom Guillard .
    C’è zazen che è una pratica contemplatica che all’inizio richiede perseveranza poi scorre da sola, alla fine si può anche tralasciare perché tutto diviene consapevolezza e stare nel ciò che È.
    L*impegno necessario è la disconnesdione
    “A questa bisogna tornarci continuamente” come dice D. G. per attuare la custodia del cuore, ” o tenere vuota, in ordine, la cella esistenziale, come afferma il Sentiero.

    Rispondi

Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings