Nella vita del focus può maturare una comprensione che cambia il suo modo di vivere: c’è comprensione senza che vi sia il passaggio a uno stato superiore.
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MONOGRAFIE
41. Il divenire della consapevolezza
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 5
“Expressed beliefs are evidenced in what you do.”
«Le convinzioni espresse si manifestano in ciò che fate.»
Elias — Sessione 1411, 9 agosto 2003. Traduzione italiana redazionale.
Dove si vede il cambiamento
Nei capitoli precedenti abbiamo distinto il divenire della consapevolezza dall’aumento di ciò che si è. Ora possiamo osservare quel divenire nella vita del focus: una persona si accorge di che cosa la muove, comprende meglio le proprie reazioni e riconosce possibilità che prima non vedeva. La domanda è concreta: come passa dal sapere qualcosa di sé al vivere diversamente? [Impostazione editoriale — Sessioni 1185 e 1390.]
Per Elias, le convinzioni effettivamente espresse si riconoscono nelle azioni. Ciò che una persona dichiara di credere può non descrivere tutte le influenze presenti nelle sue scelte. Nella sessione 1411 invita quindi a considerare ciò che si fa, oltre a ciò che si pensa di volere. Il comportamento offre informazioni che una definizione astratta di sé può lasciare nascoste. [Raccordo editoriale — Sessione 1411.]
Ripetere «lo so» e accorgersene mentre accade
Nella sessione 1185 Seale parla della paura del giudizio altrui. Elias osserva che lei conosce già alcune delle spiegazioni ricevute e risponde abitualmente di esserne consapevole; tuttavia, il suo modo di cercare conferme continua. La familiarità con una spiegazione non coincide ancora con il riconoscimento concreto di ciò che sta facendo. [Raccordo editoriale — Sessione 1185.]
Nel corso del dialogo, Seale arriva a vedere più chiaramente quanto sia intensa la paura di esprimere se stessa. Elias collega questa consapevolezza alla possibilità di affrontarla. È Seale che riconosce la propria paura e il suo peso nelle proprie azioni: qualcosa di sé diventa comprensibile attraverso ciò che vive. [Raccordo editoriale — Sessione 1185.]
Comprendere una convinzione significa vederne gli effetti
Nella sessione 1411 Elias distingue l’identificare una convinzione dall’accettarla. Per accettarla occorre riconoscere come influisce nelle diverse situazioni e interrompere il giudizio nei suoi confronti. La convinzione può continuare a essere espressa; cambia la possibilità di rapportarsi a essa e di scegliere. [Raccordo editoriale — Sessione 1411.]
Possiamo chiarire il passaggio con un esempio nostro. Una persona afferma: “Mi piace aiutare”. Osservando una situazione concreta, scopre però che ha accettato un impegno anche perché temeva di deludere qualcuno. La disponibilità e la paura sono entrambe presenti. Comprendere meglio se stessa significa distinguerle, invece di racchiudere tutta la decisione nella frase “sono una persona disponibile”. [Esempio editoriale, non tratto da una sessione; illustra la distinzione fra convinzione e sue influenze nella Sessione 1411.]
Quella persona potrà continuare ad aiutare. Potrà anche rifiutare, proporre un altro momento o offrire un aiuto diverso. L’esempio non dimostra che ciascuna possibilità sia sempre praticabile: mostra che riconoscere le proprie motivazioni può rendere visibili alternative prima trascurate. La comprensione riguarda il modo in cui si sta scegliendo. [Sviluppo dell’esempio editoriale — Sessione 1390.]
Accettare lascia spazio alle preferenze
Nella sessione 1257, a proposito di un conflitto fra persone, Elias collega la conoscenza di sé al riconoscimento delle proprie motivazioni, convinzioni e preferenze. Accettare non richiede di rinunciare alle opinioni: richiede di riconoscerle come proprie espressioni, senza trasformarle automaticamente in una regola che tutti devono seguire. [Raccordo editoriale — Sessione 1257.]
Questa distinzione cambia la relazione con l’altro. Posso riconoscere che desidero un certo tipo di rapporto e che una determinata interazione non mi corrisponde. Da questo riconoscimento può nascere una scelta più chiara. Non occorre dimostrare che la mia preferenza sia l’unica valida perché io possa esprimerla. È questa la conseguenza pratica che ricaviamo dal dialogo. [Conseguenza interpretativa — Sessione 1257.]
Nella sessione 1390 Elias afferma anche che si può scegliere di non interagire con persone che esprimono comportamenti differenti dai propri, continuando a riconoscere quelle differenze senza giudizio. L’accettazione conserva quindi uno spazio di decisione: non prescrive la prosecuzione di ogni rapporto. Nello stesso contesto distingue le risposte automatiche che corrispondono alle proprie preferenze da quelle vissute come limitanti. [Raccordo editoriale — Sessione 1390.]
La libertà può crescere anche se l’azione rimane la stessa
La sessione 1270 contiene una precisazione importante. Commentando una scelta scolastica riferita da Letty, Elias osserva che una maggiore attenzione alle motivazioni avrebbe potuto lasciare invariata la decisione. Sarebbe però cambiata la comprensione della scelta e di ciò che la influenzava. [Raccordo editoriale — Sessione 1270.]
Il cambiamento, dunque, non si misura soltanto contando le azioni nuove. Tornando al nostro esempio, la persona può decidere di mantenere l’impegno preso. Questa volta, però, riconosce la paura di deludere, considera le alternative e chiarisce a se stessa perché desidera comunque esserci. Dall’esterno il comportamento appare uguale; per lei è diverso il rapporto con la propria decisione. [Esempio editoriale, non tratto da una sessione; sviluppato a partire dalla Sessione 1270.]
Questa distinzione evita di trasformare la comprensione in un obbligo a cambiare tutto. Una persona può confermare una relazione, un’attività o una responsabilità proprio perché ne comprende meglio il valore per sé. La domanda utile è: “Riconosco che cosa sto scegliendo e perché?”, anziché: “Ho fatto necessariamente qualcosa di diverso?”. [Conseguenza interpretativa — Sessione 1270.]
La paura può esserci, insieme alla possibilità di scegliere
Nel dialogo con Seale, Elias non pone come condizione iniziale la scomparsa della paura. La invita a riconoscerne la presenza e a smettere di combatterla, osservando ciò che sta effettivamente accadendo nel presente. Precisa che, anche mentre la paura è presente, rimangono delle scelte. Nel caso discusso distingue il timore di una risposta minacciosa da quanto avviene concretamente durante la conversazione. [Raccordo editoriale — Sessione 1185.]
Questo passaggio ci permette di precisare che cosa intendiamo qui per maggiore libertà: la possibilità di riconoscere le influenze presenti e di non identificare immediatamente una reazione con l’unica azione possibile. È una definizione editoriale circoscritta. Non equivale alla promessa di poter ottenere qualsiasi risultato, né all’affermazione che ogni difficoltà scompaia appena viene compresa. [Sintesi e delimitazione editoriali — Sessioni 1185 e 1390.]
Il focus partecipa con le proprie scelte
Nella sessione 1879 Elias attribuisce un rilievo specifico all’intento individuale: il focus sceglie il proprio intento e le sue scelte sono importanti per l’esperienza che vive. Le preferenze dell’Essenza possono esprimere temi comuni a più focalizzazioni, ma non impongono a ogni focus una direzione identica. [Raccordo editoriale — Sessione 1879.]
Questo chiarimento riguarda direttamente la nostra ricerca. Il cambiamento vissuto dall’individuo non va descritto soltanto come qualcosa di utile all’Essenza. Comprendere una propria paura, chiarire una preferenza e riconoscere una possibilità riguardano la vita di quel focus. La sua appartenenza all’Essenza comprende questa iniziativa individuale. [Conseguenza interpretativa — Sessione 1879.]
In quale senso possiamo parlare di esperienza evolutiva?
Se con “evolutiva” intendiamo che l’esperienza può modificare ciò che il focus comprende di sé e il modo in cui sceglie, i dialoghi esaminati offrono esempi precisi. Se intendiamo invece una salita necessaria verso una condizione superiore, stiamo aggiungendo un modello diverso. Nella sessione 437 Elias ammette l’assimilazione delle informazioni, ma contesta l’immagine di esseri inferiori che devono raggiungere piani superiori. [Distinzione editoriale — Sessioni 1270 e 437.]
Possiamo quindi mantenere la sostanza dell’ipotesi iniziale precisandone la portata: nella vita del focus può maturare una comprensione che cambia il suo modo di vivere. Non dobbiamo chiamarla aumento dell’essere per riconoscerne il valore. Resta da verificare, esperienza per esperienza, che cosa sia stato compreso e quale cambiamento sia effettivamente avvenuto. [Sintesi editoriale — Sessioni 1390 e 1879.]
Il passaggio alla questione del dolore
Nella sessione 1671, parlando con Steve di una sofferenza persistente, Elias distingue il ricevere informazioni, il comprenderle e l’applicarle. Nel dialogo emerge anche una questione relazionale: condividere la propria esperienza senza cercare di convincere gli altri a seguire le proprie indicazioni. La comprensione viene così collegata a un modo concreto di agire. [Raccordo editoriale — Sessione 1671.]
Il caso non dimostra che ogni dolore conduca necessariamente a questo esito. Mostra però quale domanda dobbiamo porre: che cosa la persona può comprendere attraverso ciò che vive, e come tale comprensione diventa una possibilità nella sua esistenza? Nel prossimo capitolo esamineremo direttamente le affermazioni di Elias sulla sofferenza, comprese quelle che rendono difficile attribuirle un senso soddisfacente per chi soffre. [Domanda di ricerca e limite interpretativo — Sessione 1671.]
Fonti e attribuzioni
I riferimenti rinviano alle trascrizioni originali pubblicate su Eliasweb. Gli esempi relativi all’aiutare e al bisogno di approvazione sono costruzioni editoriali. Le considerazioni sulla sofferenza nella sessione 1671 sono qui esaminate per il loro significato nell’insegnamento, senza assumerle come spiegazioni cliniche.
- Sessione 437: assimilazione delle informazioni e critica della gerarchia spirituale.
- Sessione 1185 — 18 novembre 2002: riconoscimento della paura, bisogno di approvazione e possibilità di scelta.
- Sessione 1257: conoscenza di sé, preferenze e accettazione delle differenze.
- Sessione 1270: comprensione delle motivazioni anche quando la scelta rimane invariata.
- Sessione 1390: convinzioni considerate assolute, automatismi e libertà di scelta.
- Sessione 1411 — 9 agosto 2003: convinzioni espresse nelle azioni; riconoscimento delle loro influenze e accettazione.
- Sessione 1671 — 8 dicembre 2004: ricevere, comprendere e applicare informazioni; distinzione fra condividere e convincere.
- Sessione 1879 — 3 dicembre 2005: intento e scelte del focus.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
