La non facile risposta al “Chi sei?”

In quanti modi, a quanti livelli si può rispondere ad una domanda simile? A innumerevoli livelli, quanti sono i gradi di sentire che costituiscono ciascuna individualità e che la differenziano dalle altre.
È dunque una domanda dalle mille risposte, tutte vere nella loro relatività. Perché relative?
Perché la consapevolezza di nessuno di noi incarnati è tale da abbracciare l’intero sentire che ci muove e costituisce, e dunque, nel rispondere alla domanda sul “Chi siamo?”, la nostra risposta sarà relativa alla percezione che di noi abbiamo ora, a questo punto del cammino esistenziale in cui si manifesta un certo grado di sentire relativo.
Su questo tema, non posso fare discorsi generali essendo la domanda secca e impietosa.

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Quando l’altro ci delude

Un caro amico, e una colonna di questo cammino, mi faceva notare quanto pesante gli rimane reggere il limite di alcuni compagni di viaggio che in certi frangenti si mostra in tutta la sua portata.
Come dargli torto? Non gli darò torto, è così, è dura. Ma perché è dura? Per un complesso di ragioni.
1- Perché in noi, perlomeno in quelli che sono più a contatto con la propria natura, è evidente che tutti procediamo insieme e, per farlo, abbiamo bisogno che ciascuno faccia la propria parte. Se tu non fai la tua, non solo a me tocca anche la tua, ma l’organismo, qualunque esso sia, viene ostacolato, rallentato e appesantito nel suo procedere.

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