Alla Scuola del silenzio. Un itinerario di contemplazione. Antologia di autori certosini. Rubettino editore. Alcuni testi di Augustin Guillerand.
Io non ho detto abbastanza fino a qual punto l’anima che prega deve credere all’Amore del Dio cui si rivolge.
Sì, la preghiera è come un faccia a faccia. L’anima e Dio sono sullo stesso piano. Occupano la stessa stanza segreta: sono come padre e figlio, sposo e sposa, come amico e amico.
Il colloquio deve avere questo carattere essenziale: l’intimità nata dai più stretti legami familiari. Il bambino vede e ama con la luce e l’amore del Padre… e vede ciò che egli vede. Non vede tutto ciò che vede il Padre, ma vede tutto quello che lui gli dona di vedere… ed è felice di questa unione che il Padre gli accorda, grazie a cui egli lo genera e che è, nel senso reale della parola, comunicazione della sua vita divina.
Questa ferma confidenza in Dio-Amore, in Dio che si dona e genera, è irresistibile: «Dite a questa montagna di gettarsi in mare; se lo fate con un cuore colmato dalla fiducia, essa lo farà» (cfr. Mt 21, 21).
«Tutti coloro che pongono in Dio la loro speranza, egli li salva». «Poiché avete confidenza in me, io vi libererò». «Abbiate confidenza nel Signore, ed egli avrà misericordia di voi». «Nessuno che abbia riposto la sua confidenza in Dio è rimasto confuso».
Sono le dichiarazioni autentiche dello Spirito d’Amore; sono di una limpida chiarezza. Non è dunque possibile il dubbio.
Ma questa confidenza va molto lontano. Nessuna prova, nessun ritardo possono scalfirla: «Dio può uccidermi – dice Giobbe – anche nella morte io spererei in lui» (Gb 13, 15 Volg.).
Essa deve tenersi in difficile equilibrio a giusta distanza tra la presunzione, che sopprime lo sforzo umano, e il dubbio che, una volta compiuto questo sforzo, non crede all’onnipotenza dell’Amore o all’amore dell’Onnipotente.
(Augustin Guillerand. Écrits spirituels, p. 41)

Sì, la preghiera è un faccia a faccia con Dio.
E’ una espressione che chiarisce.
Gratitudine per queste parole.