Anche quando offre una conoscenza, la presenza comunicante vive la specificità della relazione attraverso cui la esprime.
INDAGINI SU TEMI SPECIFICI
L’esperienza medianica e intuitiva nell’Essenza-focus
Post 2 di 2.
Una riflessione di uma in dialogo con l’insegnamento di Elias. Secondo post del percorso sul rapporto fra sapere ed esperienza vissuta. Le applicazioni interpretative sono distinte dai riferimenti documentari.
Nella relazione medianica siamo abituati a concentrare l’attenzione su ciò che l’umano riceve: una conoscenza, un chiarimento, una diversa visione della realtà. La presenza comunicante viene facilmente rappresentata come colei che sa e offre quel sapere.
Vorrei soffermarmi su un altro aspetto: che cosa significa, per chi comunica, partecipare a quella relazione?
Se consideriamo l’esperienza soltanto come acquisizione di informazioni, possiamo pensare che chi conosce già non riceva nulla dall’incontro. Ma l’incontro comprende più del contenuto comunicato: accade una relazione, una concreta espressione, un’esplorazione di possibilità.
Il “non imparare” e la scoperta
Nella Sessione 800 Elias nega di imparare dagli interlocutori, ma aggiunge:
«Ma sto creando nuove espressioni dell’Essenza, nuove scoperte nella manipolazione dell’energia».
Traduzione italiana da: “But I am creating new expressions of essence, new discoveries of manipulation of energy.” [1]
Il passaggio è rilevante perché tiene insieme il non imparare e lo scoprire. Nello stesso contesto Elias mette in discussione la rappresentazione della relazione come rapporto fra insegnante e studenti: descrive il proprio contributo come offerta di informazioni utili alla scoperta degli interlocutori. [1]
Non dobbiamo quindi dedurre dal suo “non imparo” che egli sia estraneo alla creatività dell’incontro. Per sua stessa dichiarazione, l’interazione comprende un’esplorazione anche dalla sua prospettiva.
Questo non stabilisce ancora che cosa cambi nella sua consapevolezza. Stabilisce però che l’atto comunicativo non si esaurisce nella trasmissione di un contenuto conosciuto.
La relazione concreta
Provo a sviluppare questa indicazione come riflessione. La medesima conoscenza può esprimersi in una pluralità di relazioni: cambiano gli interlocutori, le domande, le possibilità linguistiche, il contesto, il modo in cui quanto viene comunicato può essere accolto.
La specificità dell’incontro non è un elemento trascurabile. È il concreto accadere dell’esperienza.
Nella Sessione 488 Elias descrive i partecipanti come influenti sulla direzione delle sessioni e sulle informazioni offerte. Nella stessa sessione precisa che la particolare attenzione identificata come Elias si esprime in Regional Area 4 ≣, mentre altri aspetti della sua Essenza non vi si focalizzano. [2]
Questo secondo chiarimento impedisce di assumere la voce comunicante come descrizione esaustiva della vita dell’intera Essenza. Ciò che incontriamo come Elias è una specifica espressione della sua attività, e l’insegnamento è una delle direzioni di esplorazione di cui parla. [2]
La mia lettura è dunque questa: anche quando offre una conoscenza, la presenza comunicante vive la specificità della relazione attraverso cui la esprime. Sapere che cosa comunicare ed esperire quella comunicazione non sono termini intercambiabili.
Il focus e la propria Essenza
Occorre distinguere due rapporti. Uno è quello fra il focus e la propria Essenza; l’altro è quello con un’Essenza comunicante. Nella medianità possono intrecciarsi, ma non devono essere sovrapposti.
Nel primo rapporto, parlare di un focus che consegna informazioni all’Essenza rischia di separare ciò che stiamo cercando di comprendere unitariamente. Il focus non è un osservatore esterno che produce un resoconto destinato a un altro soggetto.
Il riferimento alla Sessione 1879 è utile: nel dialogo con Marta, Elias conferma l’inseparabilità fra esperienza, azione e consapevolezza. [3] A partire da questo, propongo di considerare il vivere del focus come una specifica espressione esperienziale dell’Essenza.
Nella relazione con un’altra Essenza, invece, la domanda riguarda l’incontro fra differenti espressioni e prospettive. Non serve presumere che ciascun partecipante vi trovi la stessa esperienza. La diversità delle partecipazioni è precisamente uno degli aspetti da indagare.
L’intuizione come esperienza
Il processo intuitivo richiede una considerazione distinta. Un’intuizione non implica, di per sé, la comunicazione di un’altra Essenza. Qui interessa il suo carattere di esperienza: ciò che viene colto è vissuto da un focus, nelle condizioni concrete della sua esistenza.
Nella prospettiva che propongo, il significato dell’intuizione comprende tanto ciò che si coglie quanto il vivere quel riconoscimento. Un’intuizione può trovare espressione in una parola, in una scelta, in un gesto, in un differente modo di stare in relazione. Questa applicazione è parte della riflessione, non la descrizione di un meccanismo che i passi citati dimostrino.
La comprensione intuitiva e il suo concreto esprimersi appartengono alla vita del complesso Essenza–focus. Il sapere non rende marginale il processo attraverso cui prende forma nell’esperienza.
La consapevolezza nell’incontro
Torno così alla domanda iniziale. Se l’Essenza non impara dall’umano, che cosa accade nella relazione?
Elias parla di nuove espressioni e di scoperta. La mia riflessione propone di considerare queste espressioni nella loro qualità vissuta: la relazione costituisce un particolare modo dell’essere consapevole. Questo è il significato che attribuisco al mutamento della consapevolezza nell’esperienza.
Non dispongo, nei passi qui utilizzati, di una descrizione che permetta di precisare ogni forma di tale mutamento dal punto di vista dell’Essenza comunicante. Il riferimento documentario e l’interpretazione restano distinti.
Il punto che desidero mettere in luce è però concreto: chi offre una visione partecipa comunque al vivere. La conoscenza comunicata non esaurisce l’esperienza del comunicarla, così come la conoscenza intuita non esaurisce l’esperienza del viverla.
La relazione medianica e quella intuitiva possono essere indagate a partire da questa profondità dell’esplorare.
Fonti
- Sessione 800, 18 marzo 2001 — The Concentrate Upon Self Session. Passaggio introdotto da “Even my engagement with you”: negazione dell’imparare dagli interlocutori e affermazione di nuove espressioni e scoperte.
- Sessione 488, 20 ottobre 1999 — Explanations and Definitions. Influenza dei partecipanti sulla direzione delle sessioni; distinzione fra l’attenzione identificata come Elias e altri aspetti della medesima Essenza.
- Sessione 1879, 3 dicembre 2005 — Regional Area 4. Inseparabilità di esperienza, azione e consapevolezza, nella comprensione proposta da Marta e confermata da Elias.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
