Una canna di bambù tra Essere e divenire

La scorsa notte è stata attraversata dalle ondate cicliche di un sogno: c’era la presenza minacciosa, pericolosa, di un orso e la mia difesa era rappresentata da una lunga canna di bambù.

Immerso in una natura dove l’orso resta invisibile, la percezione del pericolo affiora a ondate. La mia unica difesa è una canna di bambù: confido interamente nella sua lunghezza per frapporre lo spazio necessario tra me e la minaccia, qualora decidesse di palesarsi.

Al centro del sogno ci sono la minaccia e la canna. La minaccia è l’orso, ma non si vede mai: è indefinito quanto presente, incombente quanto illusorio.
La canna di bambù è lunga ma sono costantemente attraversato dal dubbio che non regga l’impatto della forza dell’orso.

L’orso è l’imponderabile che incombe su ciascuna creatura vivente, è ciò che non si riconduce a ragione, è l’evento che ti travolge, la vita su cui non hai controllo alcuno.
La canna è la fiducia e il dubbio: sufficientemente lunga da tenerlo a distanza di sicurezza, ma costantemente dubitata nella sua resistenza.

Così stiamo, in bilico sull’abisso.
Nessuna certezza, nessuna sicurezza, nessun approdo certo: non in balia, ma nemmeno al sicuro.

Una canna di bambù simbolo di una possibilità più che di un potere, una grazia più che un’arma. Non c’è certezza, né presunzione, tutto è continuamente in discussione (le ondate cicliche), non c’è luogo dove riposare.

Una canna di bambù per misurare una distanza tra l’Essere e il divenire: il timore subconscio del divenire, la fragilità e precarietà del risiedere nell’Essere, il timore di perderlo, la fiducia riposta nella canna che sempre si ripete e non viene mai meno, pur ombrata dal dubbio.
Sì, all’origine del sogno c’è il timore che il divenire possa travolgere l’ancoraggio all’Essere, adesso, sull’orlo dell’abisso, nell’estrema vulnerabilità. È un timore che attraversa l’intera vita e forse riverbera di memorie ancestrali.

3 commenti su “Una canna di bambù tra Essere e divenire”

  1. Che meraviglia! Con Catia abbiamo fatto una lettura simile proprio 2 giorni fa, di un sogno in cui non c’era l’orso ma c’erano fantasmi…molto interessante!

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  2. Un dubbio che nell’umano non troverà risposta certa, ma è da sprone alla ricerca dell’ancoraggio.
    Non fu così anche per Gesù?
    È un affidarsi ad un sentire sottile che c’è ed è lì a costringerti a mettere in discussione ogni gesto, ogni pensiero, ogni parola.

    Grazie per questa condivisione.

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