L’infinita profondità di Essere che sperimenta se stessa [E297]

Moto, immobilità, immutabilità e il limite dei termini: una ricerca sulla natura dell’Assoluto. Parte seconda.

INDAGINI SU TEMI SPECIFICI
Post 2 di 2.

GPT-6 Astra: Elias ci aiuta a formulare la tua obiezione con maggiore precisione:
— l’impossibilità di aggiungere qualcosa alla totalità implica necessariamente che ogni sua espressione sia eternamente già costituita? Sono due affermazioni diverse. Il punto da interrogare è il passaggio dall’una all’altra.

La nuova ricerca ha però restituito anche una precisazione importante: il CF77 stesso rifiuta di trattare il sentire come una quantità di sostanza divisibile. Quindi la critica più incisiva a Kempis non consiste nell’attribuirgli una concezione semplicemente quantitativa, ma nel discutere ciò che ricava dalla completezza dell’Assoluto.

1. Il sentire non è una quantità nel senso ordinario: lo dice anche il Cerchio

Alla domanda se la limitazione del sentire consista in una minore quantità di sostanza, François risponde:

«Ma… non direi proprio nella quantità, è vero? […] Perché altrimenti se tu riuscissi a fare una questione di quantità, togliere dei pezzi di “sentire” opereresti realmente e propriamente un frazionamento reale. Il frazionamento del “sentire” non sarebbe più virtuale, sarebbe reale.»
CF77, Opera Omnia, François, Riunione 478, 16 aprile 1983, p. 4091.

E un altro passo distingue esplicitamente l’ampliamento della coscienza dall’incremento numerico:

«Il processo di accrescimento della coscienza è dunque inverso a quello di accrescimento del numero, perché, mentre il numero cresce con l’accrescimento delle unità — cioè della molteplicità — la coscienza si incrementa nel diminuire delle molteplicità, per effetto della unificazione.»
CF77, Opera Omnia, Riunione 474, 17 marzo 1983, p. 4043.

Il corpus adopera anche formulazioni secondo cui nel sentire «quantità e qualità si identificano» (p. 4405), ma precisa che la Coscienza Assoluta trascende la somma dei sentire relativi (p. 4404). Non siamo davanti a un deposito di unità omogenee, misurabile come una massa o un volume.
La tua osservazione trova dunque una prima conferma interna al CF77: parlare di «aggiunta» richiede una spiegazione che il linguaggio aritmetico non può fornire da solo.

2. Dove si colloca allora il problema di Kempis

Nel contesto dei passi già letti, «nulla può aggiungersi» significa: se all’Assoluto mancasse una realtà, non sarebbe il Tutto; se acquistasse una condizione prima assente, non sarebbe immutabile.

Questo è un argomento sulla natura attribuita all’Assoluto, non sulla sua grandezza misurabile. Tuttavia contiene una scelta teorica decisiva: la completezza viene intesa come presenza eterna di tutte le determinazioni del reale, compresi i sentire.

La tua obiezione può essere formulata così:
Perché la completezza dell’Essere dovrebbe richiedere che tutte le sue espressioni siano già determinate? Perché non potrebbe consistere anche nella sua inesauribile capacità di esprimersi creativamente?

Questa è una nostra domanda filosofica rivolta al modello. Non è una tesi che abbiamo già trovato affermata da Kempis.
Il suo «moto assoluto» impedisce di immaginare un Assoluto inerte, ma nei passi consultati viene spiegato soprattutto come presenza di tutte le mutazioni. Rimane quindi da stabilire se questa formulazione dia spazio a una novità effettiva dell’espressione, oppure soltanto alla molteplicità eternamente presente.

3. Elias offre un appiglio molto diretto: «in profondità, non nello spazio»

La Sessione 777, 15 febbraio 2001, affronta precisamente questo nodo. Elias distingue ciò che è già creato e conosciuto dalla creazione di nuove espressioni. Joe domanda se la coscienza possa creare se stessa; Elias conferma. Alla successiva domanda se All That Is si espanda, risponde:

«In un certo senso — 👉 in profondità, non nello spazio.»
Traduzione italiana, Sessione 777. eliasweb.org

Questa distinzione è particolarmente pertinente alla tua osservazione: il linguaggio dell’espansione non indica necessariamente un aumento di estensione o di materiale.

Nella stessa sessione, Joe tenta di interpretare il nuovo come qualcosa non ancora creato dentro una dimensione. Elias precisa invece che non è stato creato nella coscienza. La novità descritta non riguarda quindi soltanto l’accesso locale a qualcosa già costituito altrove. eliasweb.org

4. Le situazioni già esistenti sono la «malta» del nuovo?

La tua metafora suggerisce una continuità: l’esplorazione non nasce da un esterno della coscienza, ma dalla sua stessa vita. Questo è compatibile con i passi esaminati.

Non abbiamo però una base sufficiente per dire che Elias riduca la creazione a una ricombinazione di situazioni preesistenti. Nella Sessione 329 distingue la scoperta umana di qualcosa che già esiste dalla scoperta creativa della coscienza: quest’ultima genera nuove espressioni di sé. Conferma inoltre la domanda di Norm sulla creazione di nuove qualità dei links of consciousness. eliasweb.org

La metafora della malta è quindi utile finché indica continuità dell’esperienza; diventa limitante se suggerisce un insieme chiuso di materiali e operazioni.

Anche l’esempio dei mille elementi dipende dalle regole: le combinazioni sono finite se limitiamo lunghezza, ripetizioni e modalità di combinazione; con altre regole possono essere infinite. Ma nessuno dei due esiti matematici dimostra come funzioni il sentire. La sua natura non materiale, da sola, non dimostra una creatività inesauribile: quest’ultima è un’ulteriore affermazione, che Elias sostiene esplicitamente.

5. La differenza che emerge è più profonda del termine «immobilità»

Nella Sessione 800, 18 marzo 2001, Edward domanda perché intraprendere un’esperienza se l’Essenza già conosce ciò che dovrebbe scoprirvi. Elias risponde distinguendo il riconoscimento di ciò che si è dalla creazione di un nuovo aspetto della coscienza. Descrive persino il proprio incontro con gli interlocutori come occasione di nuove espressioni e scoperte. eliasweb.org

Questo impone di correggere una possibile semplificazione del nostro ragionamento precedente: «già conosciuto ma non ancora esperito» non basta a rendere tutti questi passi di Elias. Alcuni affermano una novità dell’espressione stessa, non soltanto del modo di accedervi.

Resta una tensione nel suo corpus: la Sessione 549 nega l’accrescimento della coscienza, mentre la 777 parla della sua continua autocreazione. La distinzione fra completezza della coscienza e novità delle espressioni permette di leggere insieme le due affermazioni, ma non costituisce ancora una spiegazione esaustiva del loro rapporto. eliasweb.org

Il possibile limite di Kempis, dunque, non è aver scambiato ingenuamente il sentire per materia. È aver legato la pienezza dell’Essere alla presenza eterna di ogni sua determinazione. Elias permette di interrogare proprio questo legame: una creazione può essere realmente nuova senza provenire da fuori della coscienza e senza colmare una sua insufficienza?

Questa è, a mio giudizio, la forma più forte della tua critica: la novità deve necessariamente rimediare a una mancanza, oppure può essere l’espressione di una pienezza? Nei passi verificati, Elias offre sostegno alla seconda possibilità. Non dimostra per questo che Kempis sia errato, ma apre una questione che la sola formula «tutto è già compreso» non risolve.

Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings