La scarsa centralità o persino l’assenza dell’attività sessuale può costituire una configurazione naturale del focus.
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MONOGRAFIE
9. La sessualità secondo Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 15
I capitoli precedenti hanno mostrato che desiderio, sexual energy (energia sessuale), passion (passione) e sexual activity (attività sessuale) non coincidono. Diventa quindi possibile affrontare una questione ulteriore: che cosa significa quando l’attività sessuale occupa uno spazio molto ridotto, intermittente o nullo nella vita di un individuo?
Nel corpus di Elias occorre distinguere due situazioni profondamente differenti:
— la non-centralità che corrisponde alla configurazione e alle preferenze del focus
e
— la negazione della sessualità perché il sesso viene considerato inferiore, impuro o incompatibile con una condizione spirituale superiore.
Questa distinzione emerge con particolare chiarezza confrontando le fonti antiche con quelle mature e tarde.
1. La critica alla negazione spiritualizzante
La Sessione 255 affronta direttamente il caso di chi rinuncia all’attività sessuale ritenendo che tale rinuncia rappresenti una condizione spiritualmente superiore. Un’interlocutrice introduce l’esempio di un individuo — anche un monaco — che attraversa la vita senza una particolare spinta sessuale e senza praticare attività sessuale.
Elias risponde parlando di individui che:
“choose to DENY their sexual orientation through an influence of their belief systems, believing that the lack or denial of sexual activity or orientation is more spiritual; the denial of the flesh.”
— scelgono di negare il proprio orientamento sessuale sotto l’influenza dei sistemi di credenze, ritenendo che la mancanza o la negazione dell’attività sessuale o dell’orientamento sia più spirituale: la negazione della carne.
Elias conclude con una domanda significativa:
“Why create a sexual dimension and deny your experience?”
— perché creare una dimensione sessuale e negare la propria esperienza?
Il bersaglio della critica non è semplicemente l’assenza di rapporti sessuali. È l’idea che negare il corpo e la sessualità costituisca un avanzamento spirituale.
[Raccordo editoriale — Sessione 255.]
2. La Sessione 255 non può però diventare una regola generale
Se questo passaggio venisse isolato, si potrebbe concludere che chiunque non pratichi attività sessuale stia necessariamente negando una componente naturale di sé. Il corpus successivo impedisce questa generalizzazione.
Nella Sessione 1591 Elias ammette periodi anche molto lunghi nei quali un individuo può non avere interesse per l’attività sessuale, continuando tuttavia a esprimere appreciation (apprezzamento), preference (preferenza), affetto e intimacy (intimità).
Nella Sessione 201205031 afferma, parlando dell’orientamento soft, che la sexual activity può non costituire una main direction of passion — una direzione primaria della passione — perché la passione viene espressa in molte altre direzioni.
Nella Sessione 202409151 la formulazione diventa ancora più esplicita: alcuni individui possiedono una forte sex drive (spinta sessuale), altri una spinta moderata, altri nessuna, e tutte queste configurazioni sono considerate accettabili.
La formula:
— assenza di attività sessuale = denial (negazione)
non può dunque essere mantenuta come principio generale dell’insegnamento.
3. Una tensione cronologica da conservare
Qui non è necessario armonizzare artificialmente le fonti. La Sessione 255 appartiene a una fase antica del corpus nella quale anche il lessico relativo alla sexual orientation verrà successivamente modificato e precisato.
Il passaggio conserva però un valore specifico: Elias rifiuta l’idea che la negazione del fisico renda l’individuo più spirituale.
Le fonti successive ampliano il quadro e mostrano invece che la scarsa centralità o persino l’assenza dell’attività sessuale può costituire una configurazione naturale del focus.
Non abbiamo una dichiarazione nella quale Elias dica esplicitamente di ritrattare la posizione della 255. Abbiamo piuttosto un’evoluzione e una qualificazione del quadro:
— negazione ideologica della sessualità → può essere denial
ma
— assenza o non-centralità dell’attività sessuale → non è necessariamente denial.
[Raccordo editoriale — Sessioni 255, 1591, 201205031, 202409151.]
4. Astinenza e non-centralità non sono la stessa cosa
È utile distinguere anche due situazioni che esteriormente possono apparire identiche. Un individuo può non avere rapporti sessuali perché:
- non sente particolare interesse;
- attraversa un periodo nel quale il desiderio è assente;
- preferisce altre forme di intimità;
- dirige attenzione e passione in altre esperienze;
- sceglie deliberatamente di non avere attività sessuale.
In tutti questi casi l’azione esterna è la stessa: non vi è attività sessuale ma la configurazione interna può essere completamente differente. Un conto è non fare sesso perché quella esperienza non occupa una direzione significativa, un altro è desiderarla e contemporaneamente impedirsi di viverla perché la si considera sbagliata, impura, inferiore o incompatibile con la spiritualità.
La differenza non è quindi:
— sesso / non sesso,
ma più precisamente:
— scelta e movimento naturale / opposizione e negazione di sé.
[Raccordo editoriale — Sessioni 255, 1591.]
5. L’attività sessuale può perdere centralità
Le fonti consentono anche una configurazione intermedia: l’attività sessuale continua a esistere, ma non costituisce più una direzione particolarmente importante.
La Sessione 202212291 affronta il cambiamento dell’interesse sessuale nel corso della vita. L’interlocutrice collega il proprio interesse sessuale allo state of being (stato complessivo dell’essere), alla tensione, allo stress e alla pressione; Elias concorda e aggiunge che l’espressione sessuale è collegata a ciò che l’individuo sta vivendo complessivamente.
Nella stessa sessione sostiene che attenzione e passioni possono progressivamente dirigersi verso altre forme di soddisfazione e che la gratificazione sessuale può diventare meno importante.
Le generalizzazioni uomo/donna contenute in quella sessione richiedono cautela e non devono essere trasformate in regole biologiche. Il punto documentariamente più solido è più semplice:
— la centralità attribuita alla gratificazione sessuale può modificarsi nel corso della vita.
[Raccordo editoriale — Sessione 202212291.]
6. Non-centralità non significa «superamento»
Da queste fonti non emerge una sequenza evolutiva:
— molta attività sessuale → poca attività sessuale → nessuna attività sessuale → maggiore spiritualità.
Anzi, la Sessione 255 contraddice espressamente la costruzione spiritualizzante della rinuncia sessuale. Per questo il termine superamento della sessualità è improprio.
Un individuo che non attribuisce grande importanza all’attività sessuale non ha necessariamente «superato» qualcosa. La sua attenzione, la sua passione e le sue preferenze possono semplicemente configurarsi diversamente.
La formulazione più aderente alle fonti è quindi:
— decentramento o non-centralità dell’attività sessuale.
[Raccordo editoriale — Sessioni 1591, 200607061, 201205031, 202212291.]
7. Nessuna gerarchia fra molta, poca o nessuna attività sessuale
Il corpus non autorizza neppure la gerarchia inversa. Non abbiamo:
— molto sesso = individuo meno evoluto
né:
— assenza di sesso = individuo più evoluto.
Nella Sessione 202409151 Elias presenta esplicitamente come accettabili una spinta sessuale alta, moderata o assente. La quantità di attività sessuale non costituisce dunque una misura dello sviluppo del focus.
- Un individuo può attribuire alla sessualità concreta una grande importanza e vivere coerentemente quella direzione.
- Un altro può esprimerla occasionalmente.
- Un altro ancora può non essere interessato all’attività sessuale.
Ciò che cambia è la configurazione dell’esperienza, non il valore dell’individuo.
8. La non-centralità non elimina sexuality
Resta infine una distinzione decisiva. La riduzione o l’assenza dell’attività sessuale non implica che venga meno sexuality (sessualità) come elemento della configurazione della dimensione fisica. Questo è possibile precisamente perché:
— sexuality ≠ sexual activity.
Il focus può quindi vivere una vita nella quale l’atto sessuale possiede poca o nessuna rilevanza senza che per questo sia «uscito» dalla sexuality propria della dimensione.
La non-centralità riguarda una forma concreta dell’espressione, non l’abolizione dell’elemento strutturale. [Raccordo editoriale — Sessioni 996, 1591, 202409151.]
9. Il punto acquisito
Le fonti permettono di distinguere con sufficiente chiarezza tre configurazioni.
— L’attività sessuale è desiderata e centrale.
È una possibile direzione dell’esperienza e non possiede un valore inferiore.
— L’attività sessuale è periferica, intermittente o assente perché così si configura naturalmente l’esperienza del focus.
Non vi è ragione per definirla repressione o mancanza.
— L’individuo nega invece ciò che sente perché ritiene la sessualità incompatibile con una condizione spirituale superiore.
È questa la configurazione che la Sessione 255 identifica con il denial of the flesh — negazione della carne.
La distinzione essenziale può quindi essere espressa così:
non-attività sessuale ≠ necessariamente repressione
non-attività sessuale ≠ maggiore evoluzione
intensa attività sessuale ≠ minore evoluzione
negazione spiritualizzante ≠ naturale non-centralità.
Elias non propone dunque un «superamento» del sesso. Il corpus consente invece di riconoscere che l’attività sessuale può essere centrale, secondaria, intermittente o assente nella vita di un focus, senza che queste differenti configurazioni costituiscano una scala di valore.
Sessioni principali
255 · 1591 · 200607061 · 201205031 · 202212291 · 202409151 · 202410261
Nota editoriale — La Sessione 255 utilizza una terminologia relativa alla sexual orientation (orientamento sessuale) appartenente alla fase antica del corpus e successivamente riformulata. Il passo viene conservato qui per il suo nucleo specifico: la critica alla negazione della sessualità motivata dall’idea di una superiorità spirituale. Le fonti mature e tarde non consentono invece di identificare ogni assenza di interesse o attività sessuale con denial (negazione).
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

Post chiaro.