Varianti: perché esistono se tutto è scritto? [v14]

Ciclo sulle varianti secondo il Cerchio Firenze 77. Riunione 332, 13 aprile 1972 (da Opera Omnia del Cerchio Firenze 77)

Pagina base del ciclo sulle varianti con l’indice di tutti i post pubblicati e il link per l’acquisto dei volumi dell’Opera Omnia del Cerchio Firenze 77.

➡️Kempis. Perché esistono le varianti, se tutto è scritto?

 Il problema del “divenire”, nell’essere di Dio, è sempre stato un problema che ha fatto spuntare le corna dei filosofi. E non dico dei mistici per i quali quello che conta è il “sentire”, più che il ragionamento; ma indubbiamente dei filosofi e di tutti coloro che cercano di spiegare con la logica l’essere delle cose. Sì, perché, e non v’è bisogno che a voi lo illustri dal momento che voi stessi vi siete spuntati le corna diverse volte, e fino a che noi abbiamo cercato di farvi dei punteruoli di metallo ben temprato.

E fino a che appunto non abbiamo cercato di farvi intravedere qual è l’esistere dell’Assoluto. Perché, inizialmente, vi lasciavamo nella vostra credenza, cioè in quella che, più o meno, è possesso di coloro che non sono atei, di un “divenire” in seno all’Assoluto, al Dio, il quale ne sarebbe tanto trascinato – l’Assoluto, è vero?

Non il divenire – l’Assoluto sarebbe da questo “divenire” tanto trascinato da avere una natura di “divenire” anche Lui stesso; così Egli conoscerebbe – in un primo tempo questo vi dicevamo – le scelte dell’uomo perché – forse per Sua onniscienza – ma fino a che l’uomo non le operasse, queste scelte, esse non si realizzerebbero in qualche modo. Questo voi credevate, è vero, figli e fratelli?

Ma noi vi abbiamo detto che assolutamente, in una natura di “essere”, di immutabilità, di eterno esistere, niente può in qualche modo scorrere, in qualche modo “divenire”, sia pure anche in una parte circoscritta e limitata di questa “Esistenza Assoluta”, in nessun modo! È vero? Dunque questo scorrere e questo divenire non sono che un apparente e illusorio proiettarsi di qualche cosa; non è che un fenomeno illusorio, una sorta di miraggio di chi lo osserva. E allora da questo è nato il problema della libertà dell’individuo. Voi avete detto: «Se niente muta, se tutto è così scritto da sempre, quale è la libertà, quali scelte noi abbiamo?».

E allora vi abbiamo ulteriormente spiegato. Vi abbiamo detto: «Facciamo per un solo istante ancora l’ipotesi che la creazione si realizzi man mano, nel tempo, come voi “sentite”. Cioè fino a che voi non avete scelto di costruire una casa, nel piano fisico, la casa non esiste in assoluto, è vero? Ecco, voi avete la libertà di scegliere se costruire o non costruire questa casa – vi abbiamo detto – e fate la vostra scelta». Ecco, se noi diciamo, adesso, che quello che voi avete scelto è sempre esistito e sempre esisterà, così era scritto da sempre, niente muta: voi siete sicuri di avere fatto la vostra scelta in libertà, perché quello che era scritto non era scritto per un motivo trascendentale dalla vostra volontà, ma era scritto conoscendo la vostra scelta.

➡️Voi vivete ora ciò che c’è da sempre.

Voi, in altre parole, non fate che – in funzione della vostra illusione – vivere ora quello che è da sempre; ma lo stesso dire “ora” è un’illusione. Essere vittime di questo “sentire” limitato che per sua natura – proprio per il fatto di essere limitato – crede di provenire “da un” e volgere “a un”. Ma questo è – ripeto ancora – un’altra illusione, perché questo “ora” non è un “ora”, ma è un sempre; è un percepire “ora” proprio perché è un “sentire” limitato e per il fatto stesso che è un “sentire” limitato, dà l’idea di dire “ora”, “io sento ora”.

Allora, a questo punto, convinti voi – io me lo auguro – voi avete cominciato a dire: «Ma dov’è la variante alla storia che voi, in un primo tempo, ci avevate portato come spiegazione delle libertà individuali?».
Noi vi avevamo detto:

«Sì, è tutto scritto così da sempre e sempre lo sarà; ma nel vostro scorrere di “sentire”, là dove voi avete possibilità di scelta, esistono due o più soluzioni secondo quante sono le vostre possibilità di scelta, che tutte portano, queste soluzioni, ad un medesimo approdo, tutte hanno un analogo peso di esperienza e via dicendo, e che una sola di queste, quella che voi sceglierete, verrà da voi vissuta. Le altre esistono come possibilità».

Certo che nell’apprendere la verità che tutto esiste da sempre, ma tutto esiste da sempre in funzione delle vostre scelte, della vostra libertà di scegliere, ecco che a questo punto le varianti alle vostre storie, cioè la materializzazione pratica, l’esistenza pratica nel mondo materiale delle vostre scelte, non ha più ragione di sussistere, voi dite.

👉Per quale motivo esistono queste varianti? Se io sono convinto che la mia scelta è fatta in libertà – quando io la faccio veramente in libertà – ancorché la storia che da sempre è scritta non rechi altre varianti, altri diversivi – e questo nel rispetto della libertà che io ho – che motivi ci sono che esistano questi diversivi e queste varianti? Quando anche non esistessero io egualmente avrei scelto in libertà.

➡️Le varianti si fondano su varie ragioni

E noi vi abbiamo detto che le varianti hanno anche un’altra ragione di esistere e semplice e complesso sarebbe dirlo e spiegarlo. Voi potreste accettare – come altre volte avete fatto – come un principio, quando abbiamo cominciato a parlarvi dello “scorrere del sentire”. Se voi ricordate, vi abbiamo cominciato a dire: «Adesso, tutto insieme, non potete capire; accettate questi principi: la non contemporaneità del “sentire” e via dicendo». Man mano questa accettazione di fede ha lasciato il posto a una convinzione di ragionamento, è vero, figli e fratelli? E allora era utile fare così; ma questa volta delle varianti no! Noi vogliamo che voi stessi comprendiate la ragione, e poi non è così difficile!

Le varianti fondano la loro esistenza su vari motivi; non vi è un solo motivo.
Guardate, noi tutti siamo convinti della preesistenza, della fatalità della nascita di una creatura, è vero? Una creatura come può essere l’uomo. Tutti lo siamo convinti. La nascita di un essere umano non può essere affidata al caso, è vero? Questo noi lo sappiamo benissimo anche senza pensare alla teoria dei fotogrammi e alla verità che tutto esiste – così come noi lo viviamo – da sempre e per sempre.

Dunque, se è scritto che nasca un individuo, è scritto che nasca di un determinato sesso, con certi caratteri ereditari, qualora sia necessario che questo individuo uomo abbia quei caratteri ereditari. E allora spiegatemi perché esisterebbe un’infinità, un numero alto di spermatozoi nell’accoppiamento dell’uomo e della donna? Quando sappiamo che quello e quello solo andrà a fecondare quell’uovo?

Perché se fosse uno diverso, già potrebbe cambiare il sesso del nascituro. Ma noi abbiamo visto che il sesso è già predeterminato, e allo stesso modo i caratteri genetici. Così, perché voi sapete che se cambiasse uno spermatozoo non solo potrebbe cambiare il sesso, ma anche certe malattie ereditarie non potrebbero manifestarsi, è vero? Se esistesse questa “economia” nell’Universo… noi parliamo del piano fisico perché è una cosa che cade sotto la vostra attenzione.

Anche nel mondo naturale voi vedete quanti sono gli animali che nascono, e quante sono le uova che un pesce depone e che un altro pesce feconda. Eppure non tutte riescono a far nascere vite; e anche delle vite, dei piccoli, di quelli che nascono, non tutti riescono a giungere all’età in cui il piccolo diventa adulto. Questo che cosa significa? Che forse le cose sono fatte in gran numero prevedendo uno sciupio? No! Assolutamente no! Ma pure questo principio è una realtà di fatto.

Se tutto è scritto e stabilito in un mondo di fotogrammi da sempre e per sempre, non avrebbero ragione di sussistere queste varianti, queste duplicazioni, queste manifestazioni collaterali in numero superiore a quello che effettivamente si realizzerà all’atto pratico. È vero?

Queste avrebbero ragione di esistere se il mondo fosse quale l’uomo da sempre lo vede e lo percepisce e lo presuppone; cioè affidato in buona parte al caso. Allora sarebbe giustificato, per la riproduzione della specie, per la conservazione della specie, in previsione degli attacchi che dei nemici della specie fanno alla prole; un gran numero di piccoli nascono, un numero molto inferiore di piccoli sopravvive. Perché se il numero dei nascituri fosse molto inferiore, naturalmente gli adulti sarebbero in numero ancora molto inferiore a quelli che crescono, e la specie si estinguerebbe. Questo è il ragionamento dei cultori delle scienze naturali, che fanno vedendo la realtà nel piano fisico.

👉Ma noi come possiamo conciliare questa realtà con il fatto che tutto è scritto da sempre e per sempre con una precisione sbalorditiva? Che non esiste sciupio, che non esiste false – come posso dire? – delle vie intraprese falsamente, ma tutto è perfetto e niente può – anche nell’apparente disordine – andare al di fuori di quelli che sono i “piani”. E purtuttavia noi vi diciamo: «Pregate, agite per il meglio del tutto!».

➡️L’esempio dell’arancia

Adesso supponiamo di essere qua riuniti in questa stanza ed avere, nel centro di essa, un tavolo con sopra un’arancia. Se noi, oggettivamente, guardiamo l’arancia – cioè questo oggetto che noi chiamiamo arancia – l’abbiamo chiamato così perché ha un certo colore, una certa forma, contiene certi succhi, insomma lo abbiamo catalogato in base a quelle che sono le reazioni ai nostri sensi che questo oggetto procura. Che possono essere un po’ diverse le une dalle altre, fra due o più osservatori, ma che insomma, in linea di massima, anche nella loro lieve diversità – una la può sentire più dolce, una più gialla, meno gialla, più aspra, meno aspra, dipende dal gusto personale – comunque corrisponde a una certa analogia per tutti. Noi abbiamo chiamato questo oggetto arancia in funzione di quelle che sono le reazioni che l’oggetto procura ai nostri sensi, così come i nostri sensi lo percepiscono.

Ma se noi guardiamo oggettivamente, non vediamo, sul piano fisico, un insieme di atomi, di molecole, di elettroni, di protoni a seconda del livello a cui lo osserviamo. Se lo osserviamo a livello più grossolano, vedremo delle sostanze, poi delle molecole, poi degli atomi, poi di tutte quelle particelle elementari, per dire, che costituiscono gli atomi. Voi sapete: elettroni, protoni, nuclei, particelle e via dicendo, è vero, figli? Corpuscoli, voi sapete la suddivisione che abbiamo fatto della materia.

Quindi se prendiamo in esame questo oggetto a livello dei corpi atomici, come possiamo chiamarlo “arancia”? Come possiamo distinguere gli atomi che compongono l’arancia dagli atomi che compongono l’aria che sta attorno all’arancia, o del tavolo su cui questa arancia è posata? Evidentemente potremmo dire che esistono un gran numero di atomi, vedremmo questi atomi, in certi punti più vicini gli uni agli altri, in certi punti più lontani, più o meno fermi a seconda della temperatura dell’ambiente e via dicendo, ma indubbiamente l’oggetto arancia sparirebbe, oggettivamente, sul piano fisico.

Quando è che riappare questo oggetto “arancia”? Nel momento in cui io ho degli occhi fisici  e un corpo fisico; allora posso dire che questa è un’arancia, perché già intanto ha quel colore, ha quel profumo, ha quel sapore, ha quel peso e via dicendo. Se io dunque voglio avere un quadro completo, un’antologia completa dell’arancia – noi siamo attorno a un tavolo, non dimentichiamolo – esistono due sistemi: uno molto più limitato, quello di prendere l’arancia in mano e girarla da tutte le parti, ma sarebbe un “conoscere” da un unico punto di vista. L’altro è quello invece di mettere insieme tutte le visioni dell’arancia dei vari osservatori che sono intorno al tavolo. Se io dunque devo fare una raccolta di tutte le conoscenze intorno all’arancia, non posso fare altro che raccogliere tutti i punti di vista dei singoli osservatori che osservano questo oggetto. Non so se mi sono spiegato.

Allora, che cosa significa questo? Obbiettivamente, al di fuori degli osservatori, noi abbiamo visto che l’oggetto arancia non esiste più, o per lo meno non esiste più con le caratteristiche che si è abituati a conoscere nel piano umano. Non esisterebbe più la forma, non esisterebbe più il colore, non esisterebbe più il sapore, non esisterebbe più il peso, perché per avere tutte queste note, tutti questi requisiti, tutte queste proprietà – come chiamarle volete – occorre che l’osservatore sia un uomo, sia a livello umano, non a livello della materia.

E allora 👉la conoscenza a livello umano di questo oggetto è costituita dall’insieme delle singole conoscenze individuali. Ecco il mondo del “sentire” degli individui e dell’Individualità. Il mondo del “sentire” dei “centri di sensibilità e di espressione”, dei “centri di coscienza e di espressione”.

Dunque, come si conosce un Cosmo? Può dunque conoscersi un Cosmo oggettivamente? No! Come non si conosce oggettivamente l’arancia, perché oggettivamente un Cosmo è una cosa tutt’affatto diversa da quella che voi siete abituati a considerare e a vedere. 👉Un Cosmo dunque è costituito unicamente dall’insieme del mondo dei fotogrammi.

Non esiste più nè tempo e nè spazio, questo lo sappiamo ormai da tempo. Il Cosmo può essere sperimentato unicamente nel “sentire” degli individui, il Cosmo quale voi lo conoscete, e quale cade sotto la vostra attenzione.
Allora ditemi: come si può pensare che a livello di Coscienza Assoluta sia possibile percepire anche tutti insieme i Cosmi, secondo una percezione individuale? Questa è una cosa impensabile, è vero, figli e fratelli?

Il “sentire” dell’Assoluto è dunque un “sentire” del tutto affatto diverso – tutt’affatto diverso – da quello che fino a questo momento potevamo pensare. Non è dunque un “sentire” totale del Tutto, ma è un “sentire” che prevarica il Tutto; che non è composto di piccoli “sentire” individuali come noi possiamo essere portati a credere. Ma che, tuttavia, comprende questi “sentire” che stanno alla base del Suo Essere infinito.

State attenti: se un’altra Entità, un Maestro  – come dir volete – volesse scendere in un Cosmo diverso da quello al quale appartiene nei suoi stati di esistenza più grossolani, non potrebbe andarvi altro che se fosse prevista una serie di fotogrammi, in quel Cosmo, in quell’altro Cosmo, nei quali fosse prevista la sua visita.
Perché – questo avete cominciato a comprenderlo anche voi – non è possibile una visione di un Cosmo, da un punto di vista oggettivo, come non è possibile una visione dell’arancia – che abbiamo visto – visione “oggettiva”.

Ma il Cosmo può essere visto e sperimentato e “sentito” unicamente attraverso al percepire dei centri di sensibilità e di espressione e di coscienza e di espressione. Dunque questi centri di sensibilità e di coscienza e di espressione non sono che i raggi, le propaggini, le radici che provengono e conducono al centro di ogni cosa, dell’unico “sentire” il quale – badate bene – è di natura tutt’affatto diversa dalla totalità dei “sentire” individuali, di questo o di altri Cosmi. Kempis


Lascia un commento

Utilizziamo cookie tecnici per garantire il funzionamento del sito e, con il tuo consenso, cookie di tracciamento e profilazione. Puoi acconsentire all'uso di tutti i cookie o selezionare le tue preferenze. View more
Cookies settings
Accept
Privacy & Cookie policy
Privacy & Cookies policy
Cookie name Active
Titolare del Trattamento dei Dati Roberto Olivieri, Via Caravaggio 13, 61039 San Costanzo, PU Indirizzo email: eremo@contemplazione.it Privacy & Cookie Policy di contemplazione.it Su questo sito vengono raccolte alcune informazioni sui navigatori con il fine di offrire gratuitamente l’esperienza migliore possibile dei contenuti visionati. La raccolta di informazioni avviene nel rispetto delle leggi: Raccolta dei dati: quali e come puoi evitarlo? Su questo sito raccolgo dati attraverso tre modalità:
  • modulo di contatto e commenti
  • modulo di iscrizione ai Feed
  • cookie di profilazione
  • cookie
Modulo di contatto e commenti In alcune pagine del sito, è presente un modulo di contatto che ti permette di scrivermi facilmente; in ogni post è possibile inserire un commento. Tramite questo tipo di modulo, raccolgo nome e email: questi dati non li conservo ma li uso esclusivamente per ricontattarti. Solo se il nostro rapporto continua, li inserisco nella mia rubrica personale. In ogni momento, potrai sempre chiedermi di non contattarti più e quindi di cancellare i dati. I dati che fornisci nei commenti non vengono mai utilizzati, senza eccezzioni. Modulo di iscrizione ai Feed Nella colonna di destra è presente un modulo che ti collega con il servizio di Feed Burner (Google) che raccoglie il tuo indirizzo mail e lo gestisce al fine di avvertirti dell'uscita di nuovi post: qui trovi la loro Privacy Policy Cookie I cookie sono piccoli file salvati nel tuo browser che contengono informazioni quali un identificatore univoco, la tua posizione geografica ecc. Ogni cookie ha una sua scadenza: alcuni posso durare anche anni, mentre altri scadono nel momento in cui chiudi il browser. I cookie possono essere di tre tipi:
  • tecnici: servono a migliorare la tua esperienza sul sito
  • analytics: servono a farmi capire le cose che apprezzi di più
  • di profilazione: servono a mostrarti annunci pubblicitari mirati basati sulle pagine che vedi
Alcuni cookie provengono da questo sito altri da siti esterni. Cookie tecnici Su questo sito uso i cookie tecnici per:
  • velocizzare il caricamento delle pagine
  • gestire la Privacy & Cookie Policy
Cookie analytics Su questo sito uso Google Analytics per raccogliere queste informazioni: - quali pagine e post risultano maggiormente letti; - il tempo di permanenza su un post/pagina. Altri dati sono deducibili da Analytics ma ad essi non faccio riferimento non essendo questo un sito commerciale o con finalità economiche. L’analisi di questi dati mi permette di migliorare il sito per andare incontro alle esigenze dei lettori. Cookie di profilazione Su questo sito uso uso i cookie di profilazione per:
  • integrare i social network
Integrare i social network: per poter inserire in questo sito i bottoni per condividere su Facebook, Twitter e Google+, i commenti di Facebook e il box che richiama la pagina Facebook, devo consentire a Facebook, Twitter e Google di installare dei cookie nel tuo browser. Facebook, Twitter e Google usano questi cookie per mostrarti annunci pubblicitari mirati quando navighi sui loro siti. Per dare il tuo consenso clicca su Ok nella barra che compare in basso nel sito. Se vuoi navigare in questo sito senza approvare questi cookie, usa la navigazione in incognito. // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ // < ![CDATA[ //
Save settings
Cookies settings