Oltre sé: finché c’è un “io” che dà amore, non c’è amore 5

Contemplazioni, non commenti, sul testo della via della Conoscenzail dolore per una perdita e la scomparsa di sé.

Ma chi è che si dà? Quell’uomo, con le proprie insufficienze: una catena che col tempo diventa un inganno sempre più sottile, perché lui non è capace di osservarsi dalla profondità che gli mostra di essere niente. Soltanto nel riconoscersi niente la mente duale viene messa a tacere e si mostra l’amore che da sempre attraversa ogni essere vivente.

[…] Per mettere in crisi l’attaccamento a se stesso e la sua chiusura alla vita, attraverso tutti i veli che l’umano continua a porvi sopra, è possibile fargli comprendere che quell’amore non è vita, ma una nuova barriera alla vita, perché l’amore non può sorgere da lui. E finché c’è un “io” che dà amore, non c’è amore, ma c’è una costruzione sull’amore. Questo perché l’amore che ognuno si impegna a praticare e si impegna a realizzare è carico di tutte le proprie insufficienze e di tutte le proprie pretese, cioè è un amore che qualcuno crea, facendolo sorgere da sé e indirizzandolo differenziatamente verso chi lui sceglie, che non è l’amore indifferenziato e gratuito che tutti e tutto attraversa. (Pag.3)

“È un amore che qualcuno crea, facendolo sorgere da sé e indirizzandolo differenziatamente verso chi lui sceglie”.
Qualcosa di nostro che crediamo ci appartenga o che riceviamo. Il problema è che abbiamo pochi termini per definite Amore e allora si crea un grosso equivoco che la via della Conoscenza supera affermando che quando ci sei tu non può esserci Amore.

  • Le 12 tipologie di amore in greco antico
    • Eros (έρως)
    • Philia (φιλία)
    • Agape (αγάπη)
    • Storge (στοργή)
    • Philautia (φιλαυτία)
    • Pragma (πρᾶγμα)
    • Mania (μανία)
    • Charis (χάρις)
    • Pothos (Πόθος)
    • Thelema (θέλημα)
    • Himeros (ἵμερος)
    • Anteros (αντέρως)

La via della Conoscenza dunque parla qui di altro, di quello che noi appelliamo con la A maiuscola per differenziarlo dalle altre molteplici declinazioni con la a minuscola. Parla la vdC di Agape? Non lo so, non ho la capacità di cogliere le sfumature di questa comprensione del mondo greco ma certamente Agape non è lontana dalla visione qui proposta.
Qui si stigmatizza l’amore che sorge da sé e viene diretto secondo la propria scelta e volontà: io amo te. Ecco, questo è un assurdo nella vdC.

L’amore indifferenziato e gratuito che tutti e tutto attraversa”. Questo Amore non centra niente con me, è una brezza o un vento che sorge e mi trapassa o mi travolge: da dove viene, perché viene, dove va non mi riguarda.
Non è mio, non è tuo, non appartiene ad alcuno, è Ciò-che-È.

L’Amore come Ciò-che-È: oltre ogni archetipo e ogni riferimento, oltre sé. Molto bisogna abbandonare per scomparire in questa esperienza.


Ciclo “Oltre sé”

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