Contemplazioni, non commenti, sul testo della via della Conoscenza: il dolore per una perdita e la scomparsa di sé.
Ma chi è che si dà? Quell’uomo, con le proprie insufficienze: una catena che col tempo diventa un inganno sempre più sottile, perché lui non è capace di osservarsi dalla profondità che gli mostra di essere niente. Soltanto nel riconoscersi niente la mente duale viene messa a tacere e si mostra l’amore che da sempre attraversa ogni essere vivente.
[…] Per mettere in crisi l’attaccamento a se stesso e la sua chiusura alla vita, attraverso tutti i veli che l’umano continua a porvi sopra, è possibile fargli comprendere che quell’amore non è vita, ma una nuova barriera alla vita, perché l’amore non può sorgere da lui. E finché c’è un “io” che dà amore, non c’è amore, ma c’è una costruzione sull’amore. Questo perché l’amore che ognuno si impegna a praticare e si impegna a realizzare è carico di tutte le proprie insufficienze e di tutte le proprie pretese, cioè è un amore che qualcuno crea, facendolo sorgere da sé e indirizzandolo differenziatamente verso chi lui sceglie, che non è l’amore indifferenziato e gratuito che tutti e tutto attraversa. (Pag.3)
“È un amore che qualcuno crea, facendolo sorgere da sé e indirizzandolo differenziatamente verso chi lui sceglie”.
Qualcosa di nostro che crediamo ci appartenga o che riceviamo. Il problema è che abbiamo pochi termini per definite Amore e allora si crea un grosso equivoco che la via della Conoscenza supera affermando che quando ci sei tu non può esserci Amore.
- Le 12 tipologie di amore in greco antico
- Eros (έρως)
- Philia (φιλία)
- Agape (αγάπη)
- Storge (στοργή)
- Philautia (φιλαυτία)
- Pragma (πρᾶγμα)
- Mania (μανία)
- Charis (χάρις)
- Pothos (Πόθος)
- Thelema (θέλημα)
- Himeros (ἵμερος)
- Anteros (αντέρως)
La via della Conoscenza dunque parla qui di altro, di quello che noi appelliamo con la A maiuscola per differenziarlo dalle altre molteplici declinazioni con la a minuscola. Parla la vdC di Agape? Non lo so, non ho la capacità di cogliere le sfumature di questa comprensione del mondo greco ma certamente Agape non è lontana dalla visione qui proposta.
Qui si stigmatizza l’amore che sorge da sé e viene diretto secondo la propria scelta e volontà: io amo te. Ecco, questo è un assurdo nella vdC.
“L’amore indifferenziato e gratuito che tutti e tutto attraversa”. Questo Amore non centra niente con me, è una brezza o un vento che sorge e mi trapassa o mi travolge: da dove viene, perché viene, dove va non mi riguarda.
Non è mio, non è tuo, non appartiene ad alcuno, è Ciò-che-È.
L’Amore come Ciò-che-È: oltre ogni archetipo e ogni riferimento, oltre sé. Molto bisogna abbandonare per scomparire in questa esperienza.
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Questo Amore che ci costituisce in quanto dimensione ontologica, d’altra parte ci sfugge poiché coperto da molti veli.