Il Cristo-Coscienza Unitaria e il Padre 1

È possibile una lettura e una interpretazione altra delle fonti: vangeli – atti – epistole a partire da una comprensione altra del Cristo-Gesù?

Abbandonando il terreno proprio dei cristiani e cercando di sentire il disegno esistenziale universale che ha preso forma attraverso il manifestarsi della Coscienza Unitaria-Cristo in un tempo, in un mezzo umano, in una comunità – dunque in una ambiente?

Come si può sentire la Coscienza Unitaria se non decodificando i simboli che ha disseminato con la sua presenza e opera? Identificando i punti-passaggio marcatori del Disegno-processo?

Noi non siamo degli esegeti e dunque non ci è praticabile una analisi particolarmente approfondita sui piani più familiari all’umano, ma potremmo indagare con lo sguardo contemplativo per vedere fin dove ci conduce. Dunque una indagine contemplativa, non teologica ed esegetica.

Una indagine che parte dall’alto, dalla Coscienza Unitaria, più che dall’ottica umana, che comprende il moto unitario e la sua intenzione e contempla il modo in cui l’ha dispiegata.
A partire dunque dal sentire della Coscienza Unitaria-Cristo (da ora in poi solo Coscienza Unitaria).

L’indagine sul sentire unitario è possibile a partire da ciò che la Coscienza Unitaria diceva del suo rapporto col Padre e con il Regno di Dio. Iniziamo dal primo.

Nei racconti evangelici, Gesù si rivolge a Dio con una familiarità e un’autorità uniche, utilizzando costantemente il termine “Padre”. Questa auto-identificazione è uno degli aspetti più caratteristici del suo linguaggio e della sua autocoscienza.

• Intimità filiale (Marco 14:36): Nell’agonia del Getsemani, Gesù si rivolge a Dio con un’espressione di straordinaria intimità: «Abbà, Padre! Tutto è possibile a te…». L’uso del termine aramaico “Abbà”, rivela una relazione di fiducia e vicinanza assolute, anche nel momento della prova più estrema che trascende la semplice formalità religiosa.

• Azione congiunta (Giovanni 5:17): Accusato di aver violato il sabato, Gesù risponde: «Il Padre mio agisce anche ora e anch’io agisco». Questa affermazione non solo giustifica la sua azione, ma la pone in continuità e parallelismo con l’azione incessante del Padre, rivendicando uno status operativo divino.

• Distinzione funzionale (Giovanni 14:28): Nel discorso di addio ai discepoli, Gesù afferma: «Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me». All’interno di un Vangelo che enfatizza l’unità ontologica, questa frase non indica un’inferiorità di natura, ma una distinzione funzionale nel contesto della missione salvifica. Il Padre è “più grande” in quanto è Colui che invia, l’origine della missione che il Figlio, nella sua incarnazione, accetta e compie.

Parallelamente, Gesù viene riconosciuto come “Figlio di Dio” da diverse figure, a conferma della sua identità. Il Vangelo di Marco si apre con la dichiarazione programmatica: «Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Marco 1:1). Anche gli spiriti impuri lo riconoscono gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!» (Marco 3:11). Infine, dopo aver visto Gesù camminare sulle acque e calmare la tempesta, i discepoli stessi giungono a una professione di fede fondamentale: «Davvero tu sei Figlio di Dio!» (Matteo 14:33).

È dalla consapevolezza della propria unità interiore che sorge la possibilità di sentirsi interno all’Assoluto Essere. La Coscienza Unitaria sente la sua natura nella sconfinata Essenza che appella come Padre. Il Figlio è Essenza del Padre, non altro.
Vi chiedo: non sente questo anche il contemplativo? O, per non essere tacciato di superbia deve ricorre a linguaggi minimi in modo che nessuno possa ritenerlo tanto superbo da sentirsi essere in Dio?

Essere Coscienza Unitaria è Essere Uno: la differenza sta, eventualmente, nel grado di consapevolezza conseguito, questione della quale è consapevole Gv.: “perché il Padre è più grande di me”. Ma c’è una intimità tra il contemplativo e il principio che lo genera, una intimità che cresce man mano che la consapevolezza di quella unità si fa più lucida.

La Coscienza Unitaria che definiamo Cristo sente ciò che comprende e sente l’insieme di cui è parte: tutta la manifestazione terrena di questa CU muove da questa consapevolezza, da questa unità di sentire che diviene i mille gesti e parole.

Continua…

1 commento su “Il Cristo-Coscienza Unitaria e il Padre 1”

  1. “È dalla consapevolezza della propria unità interiore che sorge la possibilità di sentirsi interno all’Assoluto Essere.”
    Osservando l’evolversi degli stati e delle comprensioni, celebrando l’Eucaristia, si svela la presenza della Coscienza Unitaria. Questo non sarebbe possibile senza un lungo cammino che ha portato a riconoscere e decodificare tali stati, aprendosi alla loro interpretazione.

    Rispondi

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