Continua da Oltre la cristologia cristiana: su “Gesù e Cristo” di Mancuso e altro 1.
Mancuso dice molte cose interessanti quanto opinabili ma, come premettevo, ci serve da pungolo per una riflessione più complessiva.
Nel mondo interpretativo di Mancuso sembra esistere solo la sfera umana nella sua tensione tra etica e Idea: il valore alto dell’esistere e lo slancio – individuale e comunitario – verso altro, l’anelito all’esistenza ultima.
Rispetto a ciò che il Sentiero comprende della antropologia umana, va preso atto che c’è una distanza insanabile rispetto all’ermeneutica mancusiana: l’umano-sentire di coscienza in Mancuso non c’è, il suo umano vive in una dimensione che per il Sentiero è conseguenza di altro, per Mancuso il centro di tutto.
Senza concepire la dimensione dell’Essere-Coscienza unitaria, ogni possibilità di comprendere la reale natura del Cristo e di ciò che duemila anni fa è accaduto nell’uomo Gesù, diventa impossibile. Impossibile anche comprendere l’esperienza interiore dei discepoli che non si sono limitati a seguire un maestro ma hanno vissuto qualcosa che per loro è stato determinante.
Tutta la ricerca storico-critica attorno al nazareno si scontra con un limite paradossale di comprensione: non vedere, non accorgersi che in quell’uomo – e in quell’embrione di comunità – è accaduto qualcosa di straordinario ma che non è altro dal cammino di ciascun vivente: il suo – il loro destino – come simbolo del nostro.
Accade che i ricercatori espungono il mito e lasciano la testimonianza più o meno provata (secondo la loro limitata ottica), ma eludendo il mito tolgono la sostanza autentica che il mito coglie e che, magari, rappresenta malamente.
Tutta la ricerca – e con essa lo stimato Mancuso – non coglie che la periferia del Cristo a causa di un limite interpretativo: non possedere il paradigma adeguato per comprendere chi e cosa sia un essere umano. Il limite di visione antropologica diviene un velo insuperabile che ottunde la realtà che peraltro è molto evidente a chi da quel velo non è oscurato.
Ma c’è uno strano costume che accomuna il mondo laico, quello religioso, quello scientifico e specialistico ed è quello di minimizzare – quando non ridicolizzare – la conoscenza, l’esperienza e la comprensione altrui quando non rientra nei recinti dell’ammesso e dal contemplato nella cerchia degli studiosi riconosciuti come autorevoli. Tutto ciò che è esterno a quella cerchia non è autorevole e quindi è da non considerare. Dove per autorevolezza si intende l’uso – più o meno colto, più o meno specialistico – dello stesso limitato paradigma di base: non vedenti che si certificano e legittimano a vicenda.
Ecco che l’universo della conoscenza esoterica è considerato fenomeno da baraccone e non, come dovrebbe, il custode di una complessità e di una ermeneutica alternativa.
Si cita, ad esempio, Plotino a ogni piè sospinto e si ridicolizza chi il suo sentire ha condotto a evoluzione: Plotino vale se sta nel suo tempo, ma se ne esce e diviene essenza vivente e incarnata nelle vite di chi sente come lui, allora tutto si complica.
Mancuso – e con lui una moltitudine di studiosi – per sostenere la sua tesi deve relativizzare:
– la relazione del Cristo-Gesù con il Padre;
– la didattica dei segni;
– la reazione dei discepoli all’insegnamento (e la didattica di questo);
– la sequela post pasquale;
– l’esperienza e l’interpretazione di Paolo di Tarso.
Agli occhi del contemplativo i cinque aspetti elencati sono una unità inscindibile: non intendo affrontarli tutti – è oltre le mie capacità – ma su ciascuno di essi vorrei dire qualcosa.
Prima debbo però rispondere a una domanda perché senza quella risposta c’è solo il buio e lo sguardo è limitato a ciò che appare ai sensi escludendo l’unico e autentico fattore illuminante.
La domanda è: chi, cosa è l’umano?
La risposta: è sentire di coscienza che – in parte relativa – assume una forma.
Continua…
- RICERCA CON IA
- File audio recenti
- La contemplazione nel quotidiano
- Eremo dal silenzio, tutti i post dei siti
- Le basi del Sentiero contemplativo
- Libro gratuito in PDF: ‘Come la coscienza genera la realtà personale‘
- Letture quotidiane per l’interiore | Whatsapp | Telegram | sito
Chiarezza di sentire senza dubbio, supportato da grande studio e conoscenza dei testi.
Mi colpisce, ancora una volta, la chiarezza argomentativa di chi scrive, chiarezza che è sostenuta da un ampio sentire..
Concordo pienamente.