Cerchio Firenze 77: tutto è sentito nello stesso attimo 14


Vi dicemmo che l’epoca evolutiva dell’individuo che va dalla prima incarnazione umana fino alle soglie del superuomo, comprende un arco di tempo umano che misura circa cinquantamila anni.

Fonte: Intersecazione delle razze e delle epoche, dal libro: Cerchio Firenze 77, Oltre l’illusione, ed. Mediterranee.
Qui il commento di E.Ruggini al capitolo.

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
– Dai mondi invisibili
– Oltre l’illusione
– Per un mondo migliore
– Le grandi verità
– Oltre il silenzio
– La Fonte preziosa
– Insegnamento filosofico del Cerchio Firenze 77,indice generale dei temi e dei post della categoria “Contemplare il paradigma” di questo sito. Contemplazioni di uma.
– Libri del Cerchio Firenze 77: indice dei commenti di E.Ruggini su YouTube con indicazione dei temi e riassunto vocale di alcuni minuti del contenuto di ciascun commento.
– File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
– L’Opera Omnia del CF77

Questi cinquantamila anni sono divisi in

  • sette grandi età di circa 7,350 anni:
  • ciascuna di queste grandi età di 7.350 anni è divisa in tre periodi che misurano, grosso modo, 2.450 anni. Dico grosso modo perché vi sono delle intersecazioni, dei periodi che si accavallano.
  • Ancora ciascuno di questi periodi si divide in sette età o piccoli cicli i quali, perché il conto torni, devono durare circa 350 anni. Dico perché il conto torni, perché in effetti ciascun ciclo dura 700 anni, ma poiché laddove finisce un ciclo ne inizia un altro e a cavallo fra questi due ve n’è uno intermedio, ne risulta che i piccoli cicli segnano un passare del calendario di 350 anni anziché di 700: questo lo sapete dallo schema che a suo tempo vi abbiamo dato.

Dice un principio degli occultisti: «Il piccolo è eguale al grande». I cinquantamila anni che si riferiscono all’evoluzione di una razza da uomo a superuomo sono, né più né meno, quelli
di cui ci siamo interessati quando, in questi ultimi tempi, abbiamo parlato di razze. Quando abbiamo detto che la vostra razza comprende anche Atlantide fino a oltre, molto oltre, l’anno 2000 (dico duemila perché il più prossimo a voi) volevamo dire: il vostro ciclo evolutivo da selvaggio a superuomo è compreso in questo arco di tempo.

In base a un’altra affermazione voi sapete che il tempo che voi state vivendo corrisponde al 5° grande ciclo o grande età, al 2° periodo, al 6° e 7° piccolo ciclo o età. Il che corrisponderebbe, a conti fatti, a circa 35.000 anni di ciclo evolutivo, tenendo conto dei debiti accavallamenti: cioè, quando avete iniziato la vostra evoluzione quali selvaggi erano circa trentacinquemila anni fa.

Vi abbiamo anche detto che la fine di Atlantide (civiltà di Atlantide appartenente appunto a un’altra razza) è avvenuta attorno ai diecimila anni fa. E allora, ecco il grande che assomiglia al piccolo: è qua, in questo passaggio delle razze. Cioè, pressappoco alla metà dell’evoluzione di una razza, comincia l’evoluzione della razza successiva e finisce l’evoluzione della razza precedente. (A metà della razza di Atlantide finisce la razza di Lemuria e inizia la terza razza, ndr)

Così, se questa razza ha iniziato a manifestarsi con le prime incarnazioni quali selvaggi circa trentacinquemila anni fa, in quel tempo la civiltà di Atlantide era a metà strada. Il che vuol dire che aveva un’anzianità evolutiva di circa venticinque mila anni: la fine di Atlantide è avvenuta dopo altri 25.000 anni e cioè diecimila anni fa, pressappoco.
Se è vero che l’attuale razza ha avuto le prime incarnazioni umane 35.000 anni fa, non è altrettanto vero che i primi uomini, i primi selvaggi di questa razza si siano incarnati proprio in seno alla civiltà di Atlantide. Quindi, stessi fotogrammi di tempo, ma non di spazio.
Ed ecco che i fotogrammi in comune si hanno circa alla fine della civiltà di Atlantide, quando gli individui della razza attuale non erano più selvaggi, ma a un grado evolutivo un poco più alto, perché non vi sarebbe stata possibilità di comunicazione fra individui di tale diversa evoluzione.

Tutto questo però sempre guardando la rappresentazione dei fotogrammi, perché ora voi sapete che, guardando da un altro punto di vista, in effetti le razze sono tutte contemporanee.
Se potessimo prendere – per dire – un prototipo della razza Atlantidea e paragonarlo in qualche modo a un tempo, corrisponde­rebbe come evoluzione al prototipo della razza della Lemuria, al prototipo della razza vostra attuale e delle future. Naturalmente la media può essere solamente indicativa, poiché nell’ambito di una razza l’evoluzione individuale ha delle sfasature e i fotogrammi singoli sono sentiti in tempi diversi.

Possiamo affermare il principio – ancora torniamo ad affermare dei principi – che le razze sono, in qualche modo, contemporanee: la Lemuria, che secondo la vostra epoca è collocata nel passato, vive ancora in uno stato di esistenza quale voi oggi vedete la vostra civiltà. I fotogrammi sono sempre tutti esistenti, anche nelle mutazioni collaterali. Ma quando voi avrete meditato e compreso bene che l’evoluzione degli individui in senso lato, appartenenti a tutte le razze, avviene in ultima analisi, simultaneamente, tanto che prima sono vissuti tutti i fotogrammi quali cristallizzazioni, poi tutti i fotogrammi quali piante, poi quali animali e poi quali uomini; quando avrete ben compreso questo, finalmente, dovrete fare un passo avanti e riflettere bene che questo «prima» e questo «poi» non esiste. Questo sentire «prima e dopo» è una Verità che appare solo nel relativo, solo laddove si conta il tempo, ma nella Realtà l’individualità sente tutto nello stesso attimo senza tempo; tutte le fasi del «sentire individuale» esistono al di fuori del tempo.

Questa sfasatura dei tempi, questo cercare di farvi intendere che il tempo non esiste, deve servire solo a farvi conciliare la Realtà con l’erre maiuscola con la realtà di tutti i giorni. Solo a questo: non a farvi diminuire la valutazione della realtà con l’erre minuscola. Non a farvi pensare che quello che avviene, avviene fin tanto soggettivamente da autorizzarvi a non tenere in nessun conto tutto quanto sta a voi attorno, pensando ed essendo convinti che dietro a queste facciate forse può non celarsi nessun «sentire».

Superato questo primo momento di assestamento e di smarrimento – che del resto è del tutto comprensibile – voi vedrete che gli insegnamenti più alti delle filosofie impallidiscono di
fronte alla Realtà che voi cominciate a intravedere. Voi vedrete che, di fronte a questa Verità, la realtà di tutti i giorni non diminuisce di significato, ma per le creature l’acquista vieppiù. E allora anche voi vi presterete ad aiutare il vostro prossimo a comprendere quella realtà, anche se per voi, in ultima analisi, potrà essere trascesa.

2 commenti su “Cerchio Firenze 77: tutto è sentito nello stesso attimo 14”

  1. Post molto interessante sulle razze. Interessante sapere che le razze si incontrano ad un certo punto quando la precedente sta per andarsene e la successiva ha raggiunto un certo grado di evoluzione.
    Questo per trasmetterti le loro conoscenze come è successo con gli Atlantidei e gli Egizi.

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  2. “I due livelli di Realtà altro non sono che la registrazione dei dati dovuti alla percezione (l’apparenza) e il sentire l’Essere di quel momento (l’Essenza). Non accade prima uno e poi l’altro, c’è una contemplazione unitaria e simultanea dei due stati, dei due livelli di Realtà che in effetti è un unico livello di Realtà composto di forma e di Essenza che quella forma genera e trascende.”

    I due livelli non sono “oggettivamente” ma sono generati dai sensi attivi nei vari piani.

    I sensi dei corpi transitori generano i mondi della percezione, i sensi del mondo del sentire cogliemdo parzialmente la Sostanza generano un’intenzione.

    Rispondi

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