Qualcuno dice: voglio diventare un Buddha? Zazenshin 3.1 (zen25)

Fonte: capitolo “Documenti” Shobogenzo zazen shin (anno di redazione da parte di Dōgen:1242) del MANUALE DI MEDITAZIONE ZEN, di Carl Bielefeldt. Berkeley e Los Angeles: University of California Press, 1989.
Quando necessario proporremo la traduzione di Aldo Tollini comparsa nel suo: Pratica e illuminazione nello Shōbōgenzō. Ubaldini editore. Proporremo inoltre alcune traduzioni di Nishijima-Cross.

Stiamo affrontando questi passi di Dōgen che partono dalla risposta di Ta-chi:
‘Mi sono proposto di realizzare un Buddha.’
[CB] Dovremmo chiarire e penetrare il significato di queste parole.
Cosa significa parlare di creazione/realizzazione di un Buddha (della buddhità, ndr)?
Significa essere fatto Buddha dal Buddha?
Significa fare del Buddha un Buddha?
Significa che emergono uno o due volti del Buddha?
Si intende forse che fare un Buddha è spogliarsi di corpo e mente, e che l’intenzione di fare un Buddha sia qui intesa come l’atto stesso di questo spogliarsi?
– Oppure l’intenzione di realizzare un Buddha significa che, benché vi siano innumerevoli modi per raggiungere l’illuminazione, questi si complichino proprio in questa intenzione di ‘realizzare un Buddha’?” [/CB]

1 commento su “Qualcuno dice: voglio diventare un Buddha? Zazenshin 3.1 (zen25)”

  1. “Pertanto c’è una natura autentica come condizione di Essere e c’è la costruzione di un ponte con l’Essere che è la natura, lo scopo, la funzione del divenire.”

    L’,Essere come condizione e come meta.

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