Dōgen, Busshō: forma-corpo: cosa significa? 9 [busshō9.5]

[Forzani-Mazzocchi traducono] Anche se per esprimere la natura autentica la rappresentiamo con la figura della luna piena, non si tratta di collezionare figure di luna tonda.

Quindi la predicazione della via non è una voce che si ode, né un colore che si vede; l’essere corpo non è questione di materia e spirito, non è un fenomeno del mondo delle aggregazioni. Anche se ha una somiglianza con il mondo delle aggregazioni, è manifestazione diretta, è il multiforme corpo autentico.

È l’aggregazione che predica la via; è la forma che è non quella forma. Quando alla forma non riducibile a quella forma si aggiunge la profonda pace che è oltre ogni forma, allora c’è essere corpo. Benché la gente desiderasse vedere la figura della luna tonda, in quel momento nulla appariva ai loro occhi da vedere: questo è il punto che mette in moto l’aggregazione che predica la via, è il corpo che si fa presente in modo libero, oltre i suoni e colori. Sia che all’improvviso si nasconda o all’improvviso riappaia, è l’andirivieni della sua circolare figura. [/F-M]

[Carl Bielefeldt traduce] Sebbene ci sia il Raggio Illimitato che assume una forma come “la Luna della Natura di Buddha al suo apice”, va oltre ciò che comunemente si intende come “l’aspetto di una luna piena”. E ciò che è più, il suo reale funzionamento va oltre ciò che viene detto o come viene espresso, e la manifestazione di questo Corpo Spirituale va oltre il fisico e il mentale, oltre il regno degli skandha (fenomeni del mondo delle aggregazioni, ndr).

Sebbene somigli completamente al regno degli skandha, si manifesta attraverso di essi, poiché questo regno è la presenza fisica di tutti i Buddha. I Buddha sono gli skandha che esprimono il Dharma; il Raggio Illimitato non ha una forma definita. Inoltre, quando la sua mancanza di forma definita è evidenziata dallo stato meditativo privo di attaccamenti, questa è una manifestazione del Corpo Spirituale di qualcuno.

Anche se tutta la nostra assemblea desidera vedere “l’aspetto della Luna al suo apice”, questo è qualcosa che gli occhi di qualcuno non hanno mai visto prima. È il punto di svolta per gli skandha, che daranno voce al Dharma, ed è l’assenza di qualsiasi modo fisso in cui il Dharma è espresso o quale forma possa assumere, mentre il Corpo Spirituale si manifesta liberamente come vuole. Il suo stesso ‘essere nascosto alla vista’ e il suo stesso ‘essere esposto apertamente’ rappresentano il suo avanzare e ritirarsi in modo ciclico. Proprio nel momento in cui il Corpo Spirituale di Nāgārjuna si manifestava liberamente mentre sedeva sulla sua piattaforma, l’intera assemblea sentiva solo le parole del Dharma e non percepiva l’‘aspetto’ del loro insegnante. [/CB]

[F-M] Di nuovo si siede e manifesta il suo corpo autentico: questo è il vero come e il vero quando, in cui tutti i convenuti odono la sola voce che proclama la legge, e in cui non c’è volto del maestro da vedere. [/F-M]

Fonte: Busshō. La natura autentica, di Eihei Doghen. A cura di Giuseppe Jiso Forzani. Edizioni EDB, Bologna, marzo 2000.

Fonte: Carl Bielefeldt

1 commento su “Dōgen, Busshō: forma-corpo: cosa significa? 9 [busshō9.5]”

  1. L’Essere corpo è il sentire che si manifesta nel divenire e che si estrinseca attraverso i corpi transitori. La consapevolezza desta coglie questo processo come contemporaneità di Essere e divenire.

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