Non esiste, nel corpus verificato, una quantità universale di sesso che definisca una sessualità adulta «sana», completa o corretta.
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MONOGRAFIE
9. La sessualità secondo Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 13
“Some individuals have a considerable drive in relation to sex. Some individuals are more moderate. Some have none. And all of that is acceptable.”
«Alcuni individui hanno un impulso sessuale considerevole. Altri sono più moderati. Alcuni non ne hanno affatto. E tutto questo è accettabile.»
— Elias, Sessione 202409151
1. Non esiste una quantità «giusta» di desiderio sessuale
Una delle formulazioni più nette del corpus compare nella Sessione 202409151. Elias invita l’interlocutrice a osservare quale sia la propria drive (spinta, impulso) in relazione all’espressione sessuale e distingue esplicitamente individui con un impulso considerevole, individui con un impulso moderato e individui che non ne hanno affatto.
Aggiunge: “And all of that is acceptable.” — tutto questo è accettabile.
Il dato è importante perché impedisce di assumere una frequenza o un’intensità standard del desiderio sessuale alla quale tutti dovrebbero corrispondere. Nel quadro di Elias, una forte spinta sessuale non costituisce di per sé un eccesso; una spinta moderata non indica una carenza; l’assenza di interesse sessuale non costituisce automaticamente un problema da correggere.
Il criterio ritorna all’individuo:
— che cosa è naturale per me? che cosa è confortevole per me? [Raccordo editoriale — Sessione 202409151.]
2. Sex drive, attrazione e sessualità non coincidono
Una persona può avere un sex drive (impulso sessuale) molto basso o assente e continuare tuttavia a sperimentare attrazione, affetto, intimità e interesse per altre persone.
Nella stessa Sessione 202409151 Elias contempla esplicitamente individui che possono essere attratti da qualcuno senza essere sessualmente attratti e osserva che può svilupparsi una intimate friendship (amicizia intima) senza che il passaggio successivo debba necessariamente essere la sexual intimacy (intimità sessuale).
Questo impedisce di costruire una sequenza obbligatoria:
attrazione → desiderio sessuale → attività sessuale.
I tre elementi possono presentarsi insieme, ma non devono necessariamente farlo.
Allo stesso modo, una diminuzione dell’interesse sessuale non implica automaticamente una diminuzione dell’affetto, dell’apprezzamento o dell’intimità.
3. Quando i partner desiderano in misura differente
La Sessione 200607061 affronta una situazione molto comune nella sessualità adulta: i due partner non incorporano lo stesso ritmo del desiderio.
La donna descrive il proprio desiderio di esprimersi fisicamente con il partner, mentre lui manifesta «less interest in sexual expression and the intervals of expressing» — minore interesse nell’espressione sessuale e intervalli differenti nel manifestarla.
Quando lei desidera il contatto sessuale, lui può non essere «on the same page» — non trovarsi nello stesso momento o nella stessa disposizione. Talvolta accetta comunque di provare; altre volte l’interazione non avviene. Lei traduce ripetutamente questa differenza come rejection (rifiuto).
La situazione mostra un punto elementare ma spesso difficile da vivere:
— due persone possono amarsi, apprezzarsi e desiderare la relazione senza desiderare l’attività sessuale con la stessa frequenza.
La differenza di desiderio non dimostra, da sola, una differenza nel valore attribuito alla relazione. [Raccordo editoriale — Sessione 200607061.]
4. «Non desidera sesso» non significa necessariamente «non desidera me»
Nel caso della 200607061, la differenza di ritmo viene tradotta dalla partner attraverso una serie di associazioni personali: rifiuto, paura di non essere desiderata, insicurezza, rischio di perdita della relazione.
Il dato oggettivo è però più limitato: in determinati momenti uno desidera esprimersi sessualmente e l’altro no.
Fra questo fatto e la conclusione: «non mi vuole» interviene la percezione del focus.
[Raccordo editoriale — Sessione 200607061.]
Questo non significa che il disallineamento sessuale sia irrilevante. Può essere molto importante per uno o entrambi i partecipanti e può persino contribuire alla scelta di modificare o concludere una relazione.
Significa però che differenza di desiderio e rifiuto della persona non sono sinonimi.
Un partner può desiderare meno attività sessuale e continuare a desiderare vicinanza, convivenza, affetto, condivisione e relazione.
5. Il desiderio dell’uno non genera un obbligo nell’altro
Quando i ritmi sessuali divergono, la differenza non può essere risolta facendo del desiderio di uno il parametro al quale l’altro deve adeguarsi.
La Sessione 1591 mostra con particolare chiarezza quanto possano pesare le aspettative. Elias parla di individui che giudicano se stessi perché non esprimono attività sessuale con la frequenza che ritengono di dover esprimere. Quell’aspettativa può far percepire l’interazione sessuale come una demand (richiesta, pressione) e trasformare l’attività in qualcosa da «performare».
In questa prospettiva, il problema non è stabilire quale dei due partner abbia il desiderio «corretto».
- Una persona può desiderare attività sessuale frequentemente.
- L’altra può desiderarla raramente.
- Nessuna delle due configurazioni, in sé, stabilisce un diritto sul corpo o sulla scelta dell’altra. [Raccordo editoriale — Sessioni 1591, 1767.]
6. Lunghi periodi senza interesse sessuale
La Sessione 1591 offre un caso particolarmente utile. Elias afferma che possono esistere extended time frameworks — periodi estesi — nei quali un individuo non genera interesse per l’attività sessuale. Ma aggiunge che, durante questi periodi, possono continuare:
- appreciation (apprezzamento);
- preferences (preferenze);
- intimacy (intimità);
- affetto;
- prossimità fisica;
- relazione con l’altro.
Dice esplicitamente all’interlocutrice che può continuare a esprimere «your appreciation and your preferences and your intimacy with the other individual, but not necessarily in the expression of sexual activity» — il tuo apprezzamento, le tue preferenze e l’intimità con l’altra persona, ma non necessariamente nell’espressione dell’attività sessuale
Questo è un punto centrale:
— assenza temporanea di desiderio sessuale ≠ assenza della relazione.
E neppure:
— assenza di attività sessuale ≠ assenza di intimità.
7. Il desiderio non è necessariamente stabile nel tempo
La stessa Sessione 1591 impedisce di trattare il livello del desiderio come una caratteristica immutabile. Elias parla di periodi estesi nei quali l’interesse sessuale può essere molto basso o assente e di altri periodi nei quali torna a esprimersi. L’interlocutrice teme che, quando il desiderio diminuisce in una relazione, esso sia definitivamente «morto».
Elias risponde:
“It is not necessarily a matter of your desire dying.”
— non è necessariamente una questione di morte del desiderio.
Nel suo caso specifico Elias collega la scomparsa apparente del desiderio a aspettative, giudizi e restrizione della propria espressione naturale. Quando questi elementi diventano dominanti, dice, il desiderio può essere camouflaged and quelled — camuffato e soffocato — e apparire scomparso.
Questa spiegazione deve però essere mantenuta nel suo contesto. Elias sta parlando a una persona specifica e in relazione anche alla sua orientation (orientamento).
Non possiamo quindi ricavarne la regola: «ogni calo del desiderio è causato dal giudizio».
La fonte autorizza una conclusione più limitata: in alcuni individui il desiderio può essere influenzato e coperto dalle aspettative e dai giudizi rivolti verso se stessi.
8. Esprimere affetto non significa necessariamente fare sesso
Nella stessa conversazione l’interlocutrice osserva che spesso prova un impulso molto maggiore a toccare l’altro che ad avere rapporti sessuali.
Elias distingue le due espressioni. Il contatto fisico può essere:
“a natural physical expression of affection”
— una naturale espressione fisica dell’affetto —
e può essere maggiormente associato all’intimacy (intimità) che all’attività sessuale vera e propria. Perciò anche dentro una relazione adulta è riduttivo utilizzare l’attività sessuale come unico indicatore della vicinanza fisica.
Dormire insieme, toccarsi, abbracciarsi, condividere la prossimità corporea possono costituire espressioni autonome di affetto e intimità.
La diminuzione del desiderio di attività sessuale non implica necessariamente la diminuzione del desiderio di contatto.
9. Orientamenti e desiderio: generalizzazioni, non regole
Diverse sessioni collegano certe modalità del desiderio alle orientations (orientamenti) common, intermediate e soft. (Per i tre orientamenti si legga E246, ndr)
Elias afferma, per esempio, che molti individui soft possono attraversare periodi molto lunghi senza interesse per l’attività sessuale e che la passion (passione) può essere espressa continuamente attraverso molte altre attività. Parla inoltre di un minore interesse medio per l’attività sessuale in alcuni intermediate.
Ma nelle fonti stesse introduce la cautela necessaria: queste sono generalizzazioni, non regole. Non possiamo quindi dedurre il desiderio sessuale di un individuo dalla sua orientation. L’orientamento può offrire un contesto interpretativo; non determina matematicamente frequenza, intensità o forme dell’attività sessuale.
[Raccordo editoriale — Sessioni 1591, 1954, 201205031.]
10. Desiderio ed età
La Sessione 202212291 affronta direttamente la relazione fra sex drive (impulso sessuale) ed età. L’interlocutrice domanda se la diminuzione del proprio interesse sessuale dopo la menopausa dipenda dall’interruzione di estrogeni e testosterone. Prima di rispondere, Elias le chiede quale sia la sua impressione. Lei afferma che il proprio interesse sessuale sembra maggiormente collegato al suo state of being (stato complessivo), alla tensione, allo stress e alla pressione.
Elias risponde: “I agree” e aggiunge che l’espressione sessuale è fortemente connessa con «everything else in your life and what you are engaging» — tutto il resto della vita e ciò che si sta vivendo.
La sessione prosegue con una lunga distinzione fra uomini e donne e con l’idea che, con l’età, l’attenzione e le passioni delle donne possano spostarsi verso altre direzioni, rendendo la gratificazione sessuale meno centrale.
Questa parte va utilizzata con cautela. È una generalizzazione fortemente basata sul genere e non deve essere trasformata nella formula:
— donne anziane = minor desiderio;
— uomini = desiderio persistente.
Il dato più solido che possiamo ricavare è più ampio: il desiderio può trasformarsi con l’età, con l’attenzione, con le passioni e con la configurazione complessiva della vita dell’individuo. [Raccordo editoriale — Sessione 202212291.]
11. Un desiderio minore non significa una sessualità minore
La distinzione iniziale della M09 torna qui decisiva:
— sexuality (sessualità) ≠ sexual activity (attività sessuale).
Di conseguenza:
— sexuality ≠ quantità di desiderio sessuale.
Un individuo può incorporare un forte sex drive, uno moderato o nessuno e continuare comunque a partecipare alla configurazione della sexuality propria di questa dimensione fisica.
La Sessione 202409151 è particolarmente importante perché normalizza esplicitamente l’intera gamma, compresa l’assenza della spinta sessuale. Questo impedisce anche di utilizzare la frequenza dell’attività sessuale come misura della vitalità, della completezza o della capacità relazionale dell’individuo.
12. Il punto acquisito
Il desiderio sessuale, nel corpus di Elias, non appare come una quantità uniforme né come una funzione che debba mantenersi costante. Può essere:
forte → moderato → debole → assente;
- può presentarsi con ritmi differenti fra individui;
- può variare nello stesso individuo nel corso del tempo;
- può essere influenzato dalla configurazione complessiva dell’esperienza;
- può diminuire senza che diminuiscano affetto, intimità o apprezzamento;
- può inoltre essere accompagnato da desiderio di contatto fisico senza tradursi necessariamente in attività sessuale.
Quando due partner incorporano livelli differenti di desiderio, la differenza non stabilisce automaticamente né rifiuto né incompatibilità. Diventa però una realtà della relazione con la quale ciascuno deve confrontarsi, senza trasformare il proprio ritmo in misura obbligatoria per l’altro.
Il criterio più semplice offerto dalla Sessione 202409151 rimane forse il più significativo:
— scoprire che cosa è naturale e confortevole per quel particolare individuo.
Non esiste, nel corpus verificato, una quantità universale di sesso che definisca una sessualità adulta «sana», completa o corretta.
Sessioni principali
1591 · 1954 · 200607061 · 201205031 · 202212291 · 202409151
Nota editoriale — «Libido» viene utilizzato soltanto quando compare nel linguaggio degli interlocutori o come equivalente colloquiale. Elias impiega più frequentemente espressioni come sex drive, sexual interest, sexual expression e sexual activity. Le generalizzazioni relative alle orientations e al genere non vengono assunte come regole individuali.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
