Il materiale raccolto evidenzia che esistono formulazioni vicine sul rapporto fra realtà individuale e verifica, ma resta da accertare il principio specifico CF77 della non contemporaneità dei sentire.
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MONOGRAFIE
45. Non contemporaneità dei sentire nel CF77 e in Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 3
1. Che cosa significa «la stessa scena»?
Quando diciamo che due persone hanno partecipato alla stessa scena, normalmente immaginiamo un avvenimento unico, esterno a entrambe, al quale ciascuna ha assistito. Su questa base distinguiamo il fatto dalle interpretazioni che ne vengono date. L’indagine fin qui svolta richiede di esaminare anche quella base.
— Nel CF77 una medesima situazione può essere sentita non contemporaneamente dai suoi protagonisti;
— nelle varianti, invece, gli individui possono vivere sviluppi differenti.
— In Elias abbiamo incontrato la possibilità che all’interazione vissuta da uno non corrisponda l’esperienza oggettiva dell’altro. Queste formulazioni non descrivono automaticamente un solo meccanismo. [Raccordo editoriale — CF77, Riunioni 291 e 483; Elias, Sessioni 1007 e 1278.]
Prima di confrontarle occorre quindi distinguere
— la diversa interpretazione di un episodio,
— la non contemporaneità del suo essere vissuto
— e la diversità degli episodi effettivamente sperimentati. La parola «condivisione», da sola, non risolve nessuna delle tre questioni.
2. In Elias la percezione riguarda anche la manifestazione fisica
Nella Sessione 1083, Julie presenta un contrasto fra due racconti e domanda di chi fidarsi. Elias risponde richiamando l’individualità della percezione: le differenze possono riguardare le espressioni fisiche generate, non soltanto le opinioni sull’accaduto. Precisa però che ordinariamente le percezioni prodotte nelle interazioni sono molto simili. Il passo non impone dunque di considerare ogni divergenza fra racconti come prova di differenti realtà fisiche. [Sessione 1083.]
La distinzione serve a definire il problema del capitolo: se la percezione partecipa alla costituzione dell’esperienza fisica, non possiamo presupporre un’identica scena materiale e collocare tutte le differenze nella sua lettura psicologica. Questa è una conseguenza del ragionamento esposto, non un criterio per decidere dall’esterno quale esperienza abbia vissuto una determinata persona. [Raccordo editoriale — Sessione 1083.]
3. L’automobile e la verifica del perito
Nella Sessione 1411, Tim domanda se familiari o amici che viaggiano nella stessa automobile stiano necessariamente scegliendo la stessa esperienza. Elias risponde che generalmente le scelte sono simili, ma possono prodursi scenari differenti. Nell’esempio dell’incidente, uno sperimenta gravi danni al proprio corpo e al veicolo, mentre un altro non subisce lesioni e la parte del veicolo nella quale viaggia non gli appare gravemente danneggiata. [Sessione 1411.]
Tim porta allora il problema alla verifica: quale realtà risulterà corretta quando interviene il perito dell’assicurazione? Elias riconduce anche quell’azione alla persona che la genera e alla realtà che essa proietta. Il controllo non viene posto fuori dall’esperienza, come osservazione neutrale capace di confrontare dall’esterno tutte le realtà individuali. [Sessione 1411; ultima frase: raccordo editoriale.]
Il riferimento è importante per il confronto con il CF77. Accanto al caso della Sessione 1007, in cui l’altro può non confermare l’esperienza riferita, Elias descrive qui una verifica che appartiene a sua volta alla realtà generata. Non possiamo ricavare dal primo caso una legge generale secondo cui ogni divergenza debba necessariamente emergere attraverso un controllo. [Valutazione comparativa editoriale — Sessioni 1007 e 1411.]
4. Nel CF77: vivere la stessa situazione o vivere una variante
Nell’esempio di Bettina e Nella, entrambe vivono la riunione. Il problema è che il loro sentirla non deve essere necessariamente contemporaneo. La non contemporaneità non significa, in quell’esempio, che una vada alla riunione e l’altra al cinema: riguarda la partecipazione dei sentire alla medesima situazione. [CF77, Opera Omnia, Riunione 291, 2 aprile 1969, pp. 2431–2432.]
Il caso del cinema viene invece introdotto per discutere le varianti. Una persona può essere rappresentata nella riunione vissuta dagli altri e scegliere, per la propria esperienza, di andare al cinema. Qui non cambia soltanto il rapporto di contemporaneità: cambia la situazione vissuta da quella persona. Kempis solleva anche il problema dei biglietti venduti e del resoconto della cassiera, mostrando che la scelta deve essere considerata insieme alle sue conseguenze nella storia degli altri. [CF77, Opera Omnia, Riunione 301, 21 gennaio 1970, p. 2541.]
I due problemi possono incontrarsi, ma vanno tenuti distinti: una cosa è che io e tu non sentiamo contemporaneamente la stessa riunione; un’altra è che io ti incontro nella riunione che vivo mentre tu vivi una diversa situazione.
5. Anche chi verifica partecipa alla storia
La Riunione 483 sviluppa direttamente il problema della verifica. François descrive una persona libera di scegliere fra due direzioni, mentre altri devono vivere l’incontro con lei lungo una di esse. Le varianti consentono di conservare sia la scelta della prima sia l’esperienza degli altri.
Rosita domanda allora se il confronto fra i racconti non faccia emergere l’incompatibilità: qualcuno le dice che era in un luogo, mentre lei sa di essere stata altrove. François spiega che anche la verifica comporterebbe una variante: la domanda riceverebbe risposta dalla rappresentazione dell’individuo, senza che questi la sentisse. [CF77, Opera Omnia, Riunione 483, 14 maggio 1983, p. 4164.]
L’esempio del mendicante estende il ragionamento a una verifica materiale. Il mendicante vive il ricevere l’elemosina; il passante può vivere la scelta di non darla. Se si controllasse il denaro, anche il verificatore vivrebbe la situazione coerente con la storia generale (quella vissuta dal mendicante, ndr), mentre il passante conserverebbe il proprio denaro nella storia particolare che vive. [Medesima Riunione, p. 4165.]
Nel confronto editoriale, questo presenta una vicinanza con la domanda di Tim al perito: in entrambi i casi non basta aggiungere un osservatore per ottenere un punto di vista esterno a ogni realtà vissuta. Le spiegazioni restano tuttavia differenti: il CF77 ricorre espressamente alle varianti e al rapporto fra storia generale e particolare; Elias, in quel passo, alla realtà proiettata da chi genera l’interazione con il perito. [Valutazione comparativa editoriale — CF77, Riunione 483; Elias, Sessione 1411.]
6. I fotogrammi non sono un copione indipendente dai sentire
L’immagine di diverse versioni di una storia potrebbe suggerire che tutte le scene siano oggetti già pronti, indipendenti dagli individui, e che ciascuno si limiti a percorrerle. Le precisazioni CF77 del 1983 impediscono di fermarsi a questa lettura.
Nella Riunione 495, il rapporto viene espresso così:
«Percezione e creazione si identificano»
CF77, Opera Omnia, Riunione 495, 11 ottobre 1983, p. 4298.
La spiegazione distingue la creazione-percezione in successione, propria del sentire relativo, dalla sua esistenza oltre la successione nell’Eterno Presente. La Riunione 496 chiarisce che le situazioni non sono preesistenti come un programma da eseguire: il loro esistere nell’Eterno Presente non le separa dal creare-percepire degli esseri. [CF77, Opera Omnia, Riunioni 495–496, pp. 4298–4299 e 4303.]
Questo chiarimento non revoca la non contemporaneità: il testo la conserva espressamente. Occorre quindi pensare insieme il creare-percepire della situazione e il suo essere sentita non contemporaneamente da protagonisti di grado diverso. Non possiamo attribuire al CF77 una scena oggettiva indipendente dai sentire e contrapporla, su quella base, alla creazione individuale descritta da Elias. [Raccordo comparativo editoriale — medesime Riunioni.]
7. Che cosa possiamo chiamare «condiviso»?
Per Elias, la Sessione 1278 collega la somiglianza ordinaria del mondo sperimentato allo scambio di energia e di informazioni. La creazione individuale non viene presentata come isolamento: le manifestazioni risultano generalmente quasi identiche proprio attraverso quell’interazione. [Sessione 1278.]
Per il CF77, gli esempi esaminati richiedono di distinguere la storia che coinvolge più individui, il sentire di ciascuno e le varianti che consentono differenti esperienze. La coerenza dei riscontri non dimostra, da sola, né la contemporaneità dei sentire né l’identità di tutti i percorsi vissuti. [Sintesi editoriale — Riunioni 291 e 483.]
In questa monografia, «scena condivisa» indica pertanto una situazione nella quale compaiono più partecipanti e si stabiliscono rapporti fra le loro esperienze; non anticipa una risposta su come ciascuno la viva. La presenza dell’altro, la sua partecipazione vissuta e la conferma che riceviamo da lui sono tre aspetti da esaminare distintamente.
Il materiale raccolto rende il confronto più preciso: esistono formulazioni vicine sul rapporto fra realtà individuale e verifica, ma resta da accertare se Elias esponga anche il principio specifico CF77 della non contemporaneità dei sentire. La creazione-percezione e le differenze fra scenari, da sole, non bastano a dimostrarlo. [Valutazione comparativa editoriale.]
Fonti Elias: Sessione 1083, Sessione 1411, Sessione 1278; richiamo alla Sessione 1007. Esposizione in parafrasi. Fonti CF77 indicate nei singoli passaggi.
Registro delle fonti e prosecuzione
CF77 — passi verificati nell’Opera Omnia
Le pagine indicate sono quelle della numerazione visibile dell’Opera Omnia, non l’indice delle pagine dei singoli PDF.
| Riunione | Data | Pagine | Funzione |
|---|---|---|---|
| 276 | 3 aprile 1968 | 2312–2313 | Enunciazione del principio e rapporto fra tempi individuali. |
| 280 | 29 maggio 1968 | 2341–2342 | Solitudine, tempo ed eterna unione al Tutto. |
| 281 | 14 giugno 1968 | 2352–2353 | Valore dell’azione verso gli altri. |
| 291 | 2 aprile 1969 | 2431–2432 | Esempio dei veicoli e della serata vissuta da Bettina e Nella. |
| 301 | 21 gennaio 1970 | 2541 | Riunione, cinema e conti della cassiera: problema delle varianti. |
| 483 | 14 maggio 1983 | 4164–4165 | Verifiche fra racconti; esempio del mendicante e del denaro. |
| 382 | 20 novembre 1976 | 3250 | Sentire analoghi, simultaneità e differenze di evoluzione nella scena. |
| 495 | 11 ottobre 1983 | 4298–4299 | Creazione-percezione ed Eterno Presente. |
| 496 | 15 ottobre 1983 | 4303 | Precisazione sul carattere non oggettivamente preesistente dei fotogrammi. |
Elias — base verificata nella ricerca iniziale
| Sessione | Transcript | Funzione prevista |
|---|---|---|
| 1007 | https://eliasweb.org/Session/1007 | Deposito di energia e partecipazione dell’attenzione dell’altro. |
| 1278 | https://eliasweb.org/Session/1278 | Interazione vissuta da uno senza esperienza corrispondente dell’altro; somiglianza ordinaria delle manifestazioni. |
| 1083 | https://eliasweb.org/Session/1083 | Differenti percezioni ed espressioni fisiche dello stesso evento. |
| 1411 | https://eliasweb.org/Session/1411 | Scenari differenti e simultaneità; esempio dell’automobile. |
Questi riferimenti sostengono l’avvio del confronto, non una verifica esaustiva del corpus Elias. Il risultato negativo resta circoscritto: nei testi finora esaminati non è stata individuata l’enunciazione del principio CF77 nella sua interezza.
Questioni aperte per i capitoli successivi
- I capitoli 2–3 distinguono la partecipazione dell’attenzione dall’esperienza oggettiva e confrontano le verifiche descritte nelle Sessioni 1007 e 1411 con quelle della Riunione CF77 483.
- Verificare se Elias descriva il successivo vivere della medesima interazione da parte dell’altro, senza dedurlo dalla sola simultaneità.
- Non assumere che deposito di energia e veicoli rappresentati siano la stessa cosa.
- Non assumere che l’attenzione sia l’equivalente del sentire CF77.
- Conservare la distinzione fra non contemporaneità della medesima scena e differenti scenari sperimentati.
- Affrontare il rapporto fra grado del sentire e successione senza introdurre un tempo universale esterno alle esperienze individuali.
Prossimo nodo di redazione: capitolo 4, valutazione comparativa delle convergenze circoscritte e delle questioni aperte.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
