La sessualità adulta non viene organizzata attorno a un modello relazionale privilegiato, ma alla molteplicità delle esperienze e alla capacità del focus di riconoscere le proprie scelte.
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MONOGRAFIE
9. La sessualità secondo Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 11
“You are expressing that commitment in relationship is synonymous with monogamy.”
«State esprimendo che l’impegno nella relazione è sinonimo di monogamia».
— Elias, Sessione 200607061
1. Non esiste una sola forma della relazione adulta
Nel corpus di Elias non emerge un modello relazionale che debba essere assunto come forma corretta della sessualità adulta. Monogamia, non-monogamia, esclusività sessuale, apertura della coppia e pluralità delle relazioni vengono ricondotte alle credenze, alle preferenze e alle scelte degli individui coinvolti.
Nella Sessione 737 un interlocutore propone esplicitamente una distinzione fra relazioni monogame, non monogame, aperte o configurate con limiti differenti. La sua domanda è se vi sia differenza fra scegliere consapevolmente una determinata forma e adottarla perché automaticamente governati dalle credenze. Elias conferma questa distinzione.
Il punto, quindi, non è sostituire il modello monogamico con un modello non monogamico ritenuto più «evoluto». Una coppia esclusiva può esprimere una scelta autentica; una relazione aperta può essere altrettanto condizionata da aspettative, reattività o bisogno di conferma. La forma esterna, ancora una volta, non determina da sola la configurazione dell’esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 737.]
2. Monogamia: credenza e costrutti
La Sessione 3226 consente di precisare che cosa Elias intenda quando definisce la monogamia una belief (credenza). Elias riduce la credenza di base a un elemento relativamente semplice: due individui scelgono di costituire una partnership. Attorno a questa scelta, però, le società hanno sviluppato numerosi constructs (costrutti):
- il partner deve essere sempre il principale centro dell’attenzione;
- l’intimità sessuale deve riguardare esclusivamente quella persona;
- determinate decisioni devono essere prese necessariamente insieme;
- il commitment (impegno) deve manifestarsi secondo forme prestabilite.
Questa distinzione è importante perché Elias non dice che tali forme debbano essere abbandonate. Afferma anzi che gli individui possono concordare con molti di quei costrutti. La questione è riconoscere che si tratta di configurazioni scelte o accettate e non di proprietà universali della relazione.
Possiamo quindi distinguere:
— monogamia scelta
da
— monogamia assunta come unica forma possibile o moralmente corretta della relazione. [Raccordo editoriale — Sessione 3226.]
3. Commitment non significa necessariamente esclusività sessuale
La Sessione 200607061 porta la questione sul terreno dell’esperienza concreta. Due partner spiegano a Elias che per loro essere committed (impegnati nella relazione) significa anche non avere rapporti sessuali con altre persone. Elias identifica immediatamente ciò che stanno facendo: stanno rendendo sinonimi commitment e monogamia.
Ma non li corregge dicendo che la loro scelta sia sbagliata. Chiede:
— siete entrambi d’accordo con questa definizione?
Entrambi rispondono di sì.
Questo passaggio è molto significativo. L’esclusività sessuale può dunque essere una componente dell’impegno quando i partecipanti scelgono di configurare così la propria relazione. Ma Elias non la assume come definizione universale del commitment.
La distinzione diventa ancora più evidente poco dopo. Poiché i due partner hanno desideri sessuali differenti, Elias domanda esplicitamente alla donna se potrebbe:
— avere rapporti sessuali con un’altra persona e continuare ad avere una relazione con C.
Lei precisa:
— «Una relazione impegnata con C?»
Elias risponde: «Yes.»
Non le sta consigliando di farlo. Le sta ponendo una domanda sulla propria scelta: sei capace di configurare in questo modo la tua esperienza? È questo ciò che vuoi?
[Raccordo editoriale — Sessione 200607061.]
4. Che cosa chiamiamo «fedeltà»?
La fedeltà appare, a questo punto, molto meno semplice di quanto sembri. Nell’uso comune può comprendere almeno: esclusività sessuale, lealtà, sincerità, continuità del legame, affidabilità, fiducia, rispetto degli accordi, scelta prioritaria del partner.
La Sessione 1634 mostra precisamente questa sovrapposizione. Una donna racconta che il partner frequenta altre donne. Elias osserva che la sua credenza nella monogamia attiva contemporaneamente associazioni con:
loyalty (lealtà), commitment (impegno), appreciation (apprezzamento), trust (fiducia), attrazione, adeguatezza, aspetto e prestazione sessuale.
L’interazione sessuale del partner con un’altra persona può quindi essere tradotta dal focus in molti significati:
«non mi è fedele»;
«non sono abbastanza»;
«non mi desidera»;
«non mi apprezza»;
«non posso fidarmi»;
«la nostra relazione vale meno».
Elias invita a distinguere questi significati anziché trattarli come se derivassero necessariamente l’uno dall’altro. Non propone però una nuova definizione metafisica della «vera fedeltà». È preferibile quindi non scrivere, per esempio, che per Elias «fedeltà significa essere fedeli a sé stessi». Sarebbe una nostra elaborazione. Le fonti permettono una conclusione più precisa: fedeltà sessuale, lealtà, fiducia, amore, apprezzamento e impegno non sono necessariamente sinonimi. [Raccordo editoriale — Sessione 1634.]
5. Infedeltà e non-monogamia sono configurazioni diverse
Da questa distinzione deriva un punto essenziale per una sessualità adulta.
— Non-monogamia e infedeltà non coincidono.
In una relazione configurata consapevolmente come non esclusiva, il coinvolgimento sessuale con altre persone non rappresenta di per sé una trasgressione della forma scelta.
L’infidelity (infedeltà), invece, compare nel corpus nel contesto di credenze e aspettative relative alla relazione. Nella Sessione 921 Elias utilizza proprio l’esempio di un partner che sceglie l’infedeltà e dell’altro che vive quell’esperienza come ferita e perdita della fiducia. Osserva poi come quell’esperienza passata possa essere trasformata in un assoluto e proiettata sul futuro: «è successo, dunque potrebbe accadere nuovamente».
Questo non significa che Elias consideri irrilevante ciò che il partner ha fatto. Il suo interesse si sposta però sul modo in cui l’individuo configura l’esperienza presente e sulle credenze attraverso cui continua a interpretarla. [Raccordo editoriale — Sessione 921.]
6. Monogamia come preferenza: non occorre «superarla»
La Sessione 1634 è particolarmente importante perché impedisce di trasformare l’accettazione eliasiana in una prescrizione alla non-monogamia.
L’interlocutrice domanda: se la monogamia è una mia truth (verità personale) e il mio partner non la condivide, siamo necessariamente incompatibili?
Elias risponde:
“Not necessarily.”
Spiega che la donna può mantenere la propria scelta monogama mentre l’altro esprime una scelta differente. 👉 La questione è che cosa lei vuole realmente.
Aggiunge poi una precisazione decisiva: continuare una relazione con una persona non monogama non costituisce automaticamente una scelta migliore o più accettante. Se quella configurazione non corrisponde alla propria preferenza, l’individuo può scegliere di non parteciparvi.
Quindi:
— accettare la scelta dell’altro ≠ doverla scegliere per sé.
E:
— riconoscere la monogamia come belief ≠ dover rinunciare alla monogamia.
È una distinzione centrale nell’intero insegnamento di Elias: accettazione non significa omologazione.
7. Coppie aperte e relazioni multiple
Il corpus consente di parlare direttamente di relazioni aperte. La Sessione 737 usa esplicitamente il termine open accanto a monogamy e not monogamous. Elias conferma che configurazioni differenti possono essere scelte dagli individui e che anche limiti specifici possono essere stabiliti liberamente.
La 200607061 mostra una configurazione concreta:
— una relazione stabile e impegnata + attività sessuale con un’altra persona.
Elias non la presenta come contraddittoria in sé. Chiede piuttosto alla persona interessata se quella configurazione corrisponde effettivamente a ciò che vuole.
Nella 1634 compare inoltre una formulazione ancora più ampia: Elias parla della possibilità che una persona incorpori «more than one partner or more than one relationship in romantic capacity» — più di un partner o più di una relazione in una dimensione romantica.
Possiamo quindi includere con sicurezza nella M09:
— relazioni sessualmente aperte; pluralità di partner; pluralità di relazioni romantiche.
Eviterei però di attribuire a Elias una teoria del polyamory (poliamore) contemporaneo: il fenomeno descritto può coincidere con ciò che oggi chiamiamo poliamore, ma il termine e la relativa costruzione culturale non sono quelli che Elias sta elaborando.
8. Scambismo e altre forme consensuali
Lo scambismo appartiene legittimamente alla nostra indagine sulla sessualità adulta, ma richiede una distinzione metodologica. Nella ricerca svolta finora non abbiamo trovato un passaggio in cui Elias affronti direttamente lo swinging o lo scambio di partner come pratica specifica. Non sarebbe quindi corretto costruire una sezione intitolata «che cosa pensa Elias degli scambisti» e poi dedurla genericamente dalla sua filosofia.
Possiamo invece collocare lo scambismo, come raccordo editoriale, all’interno del quadro che le fonti documentano: pluralità delle espressioni sessuali, possibilità della non-esclusività, relazioni aperte, distinzione fra monogamia e commitment, libertà di configurazione dell’esperienza fra adulti.
In questa prospettiva, coppia aperta, relazioni multiple, incontri sessuali con altri partner e scambio consensuale di partner non costituiscono automaticamente categorie morali differenti. Sono forme differenti della relazione sessuale adulta, da esaminare in riferimento alle preferenze e alle scelte dei partecipanti. [Raccordo editoriale — Sessioni 737, 200607061, 3226.]
La specificità dello scambismo dovrà però essere dichiarata come applicazione del quadro generale, salvo trovare una fonte diretta ulteriore.
9. Libertà non significa necessariamente configurazione condivisa
Parlare di «scelte della coppia» può essere fuorviante. La coppia non costituisce, nel sistema di Elias, un soggetto unitario che compie necessariamente scelte comuni. I due individui continuano a esprimere preferenze, percezioni e direzioni proprie. A volte queste convergono in una configurazione esplicitamente condivisa; altre volte divergono; altre ancora uno dei partner non conosce una parte rilevante della vita sessuale o affettiva dell’altro. [Raccordo editoriale — Sessioni 737, 1634.]
La Sessione 737 documenta il primo caso: gli individui possono scegliere consapevolmente una relazione monogama, non monogama, aperta o definita da particolari limiti. Ma la Sessione 1634 mostra una configurazione differente: un partner frequenta altre donne e cerca altre relazioni senza comunicarlo alla compagna e, quando viene confrontato, nega. Qui non esiste un accordo relazionale condiviso sulla non-monogamia. Esistono due direzioni individuali che si sovrappongono soltanto parzialmente. [Raccordo editoriale — Sessioni 737, 1634.]
Un individuo può dunque percepire e vivere la relazione come esclusiva mentre l’altro conduce parallelamente altre relazioni sessuali o affettive. La realtà relazionale dei due non coincide necessariamente in tutti i suoi contenuti. Questo non implica che non vi sia una relazione fra loro; implica che quella relazione non costituisce una realtà unica posseduta congiuntamente dai due focus. [Raccordo editoriale — Sessione 1634.]
Anche la segretezza va distinta dalla pluralità dei partner. Nella Sessione 1634 Elias osserva che l’azione del partner — frequentare altre persone — costituisce già per l’interlocutrice un problema indipendentemente dal fatto che venga ammessa o negata. Successivamente riconosce però che la disonestà attiva in lei una seconda truth (verità personale), relativa all’onestà. L’attività sessuale o affettiva esterna e l’occultamento di tale attività sono dunque elementi differenti dell’esperienza. [Raccordo editoriale — Sessione 1634.]
La libertà individuale non richiede quindi che ogni scelta sessuale venga preventivamente trasformata in una decisione comune. Ma, simmetricamente, il fatto che un individuo sia libero di scegliere non significa che l’altro debba desiderare, approvare o continuare a partecipare alla configurazione che ne deriva. Ciascuno conserva la propria direzione e può riconoscere che ciò che l’altro sceglie non corrisponde alla relazione che egli stesso desidera. [Raccordo editoriale — Sessione 1634.]
10. Gelosia e confronto con l’altro
Le relazioni multiple o aperte fanno emergere con particolare evidenza un altro nodo adulto: la gelosia. Nella Sessione 200607061, appena viene introdotta la possibilità di un altro partner sessuale, compare immediatamente la paura di essere «inadequate and inferior» — inadeguata e inferiore — e l’immagine dell’altro che «sceglie qualcun altro al posto mio».
La 1634 mostra la medesima costellazione: monogamia, fiducia, attrazione, adeguatezza, aspetto e prestazione vengono rapidamente collegati fra loro.
La presenza di un’altra persona può quindi diventare simbolicamente:
— l’altro è migliore di me → dunque io valgo meno.
Ma questo significato non è contenuto nell’atto sessuale stesso. È prodotto dalle associazioni attraverso cui il focus interpreta ciò che accade. Questo non comporta che la gelosia debba essere eliminata o che chi la sperimenta debba accettare una relazione aperta. Significa che la gelosia può essere indagata senza confonderla automaticamente con amore, fedeltà o valore della relazione.
11. Il punto acquisito
Il corpus non propone il passaggio:
— monogamia → non-monogamia → maggiore libertà.
Propone qualcosa di diverso:
— forma automatica → riconoscimento delle credenze → possibilità di scelta.
Monogamia e non-monogamia sono entrambe configurazioni possibili. Il commitment non coincide necessariamente con l’esclusività sessuale. Una persona può avere più partner o più relazioni romantiche; una coppia può configurarsi come aperta; un’altra può scegliere consapevolmente l’esclusività. Nessuna di queste forme costituisce, per se stessa, una misura di evoluzione, amore, valore o libertà.
La domanda ritorna sempre al focus:
- Che cosa voglio?
- Qual è la mia preferenza?
- Che cosa sto scegliendo?
- Quali significati sto associando alla scelta dell’altro?
- E sto assumendo la mia configurazione relazionale perché la scelgo oppure perché ritengo che sia l’unica forma possibile?
È in questo senso che la sessualità adulta, nel quadro di Elias, non viene organizzata attorno a un modello relazionale privilegiato, ma alla molteplicità delle esperienze e alla capacità del focus di riconoscere le proprie scelte.
Sessioni principali: 737 · 921 · 1634 · 200607061 · 3226.
Nota editoriale — In questo capitolo «accordo fra partner» o «accordo relazionale» indica una configurazione condivisa oggettivamente fra persone adulte. Non va confuso con l’agreement metafisico fra Essenze discusso nel capitolo 9. «Coppia aperta», «poliamore» e «scambismo» sono categorie contemporanee: le prime trovano corrispondenze dirette o molto prossime nelle fonti; per lo scambismo non abbiamo ancora individuato una trattazione specifica di Elias e lo includiamo soltanto come applicazione editoriale del quadro generale.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
