Elias: fisico e non fisico: nessuna scala ontologica [E196]

Elias osserva che ogni manifestazione e ogni direzione dell’attenzione nella realtà fisica sono già espressioni della spiritualità.

☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.

📌 SPIRITUALITÀ, PRATICHE, MAESTRI, ILLUMINAZIONE secondo Elias: un volume digitale che raccoglie i post della Monografia 8

MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 4

Nei capitoli precedenti abbiamo visto che la spiritualità non costituisce un settore separato dell’esistenza e che la fisicità non può essere considerata, per questa sola ragione, meno spirituale. Rimane però una domanda ulteriore: se esistono esperienze fisiche e non fisiche realmente differenti, questa differenza indica anche una differenza di rango? [Raccordo editoriale — Sessioni 828, 1152]

È una distinzione decisiva. Negare che il corpo sia inferiore non significa negare l’esistenza del non fisico o ridurre ogni esperienza alla sola realtà materiale. Nel corpus di Elias, fisico e non fisico sono entrambi reali; ciò che viene contestato è il passaggio mediante il quale la loro diversità viene trasformata in una gerarchia. [Raccordo editoriale — Sessioni 828, 186]

Nella Sessione 828 Elias chiarisce che la spiritualità non è sinonimo di religione e non consiste nel privilegiare un’espressione cosmica o non fisica rispetto a quella fisica. Essa comprende ciò che definisce il big picture («quadro d’insieme»): realtà fisica e non fisica sono entrambe incluse. [Elias — Sessione 828]

Il punto aggiunge qualcosa alla semplice inclusione del corpo. Il fisico non rappresenta una porzione isolata dell’intero contrapposta a un non fisico più vasto e autentico. Entrambi appartengono al quadro complessivo; distinguere le loro modalità di esperienza non richiede di assegnare maggiore realtà o valore all’una rispetto all’altra. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 828]

La Sessione 828 si svolge anche nel contesto della qualità Milumet ≣. Non è quindi opportuno trasformare quella particolare disposizione in una caratteristica obbligatoria per ogni individuo. La spiegazione generale utilizzabile qui è più circoscritta: ciò che Elias chiama spiritualità comprende insieme fisico e non fisico e non li dispone su due livelli di valore. [Raccordo editoriale — Sessione 828]

La distinzione viene formulata con particolare chiarezza nella Sessione 186. L’interlocuzione riguarda rappresentazioni di essenze, aree e cosiddetti maestri ascesi collocati su livelli superiori. Elias rifiuta precisamente questa lettura gerarchica. [Interlocutore / Elias — Sessione 186]

“It is not a higher plane. It is a different experience.”
(«Non è un piano superiore. È un’esperienza differente.») — Elias, Sessione 186

La frase conserva entrambi i termini che occorre mantenere. Elias non dice che non esista alcuna differenza. Dice che la differenza non deve essere tradotta automaticamente in «più alto». Un’esperienza può essere radicalmente diversa da quella fisica senza diventare, per questo, ontologicamente superiore. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 186]

Questo permette di distinguere ciò che spesso viene sovrapposto: differenza di esperienza, differenza di consapevolezza o di direzione dell’attenzione, capacità differenti e presunta superiorità dell’essere. Il corpus non cancella le prime differenze; è l’ultima conclusione a non essere autorizzata. [Raccordo editoriale — Sessione 186]

La Sessione 991 affronta lo stesso problema da un’altra angolazione. Elias osserva che ogni manifestazione e ogni direzione dell’attenzione nella realtà fisica sono già espressioni della spiritualità. Cercare la spiritualità «vera» al di là della manifestazione fisica può quindi ricreare precisamente la separazione che si intende superare. [Elias — Sessione 991]

Il paradosso è significativo. Si può parlare di interiorità e, nello stesso tempo, dirigere la propria ricerca verso qualcosa concepito come più grande e più autentico fuori dall’esperienza che si sta vivendo. Secondo Elias, questo può equivalere a cercare una sorgente o un’entità maggiore al di fuori di sé. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 991]

La Sessione 991 non afferma che sia illegittimo esplorare realtà o esperienze non fisiche. La cautela documentale è importante: Elias contesta la loro trasformazione in una realtà più vera, più spirituale o dotata di maggiore autorità rispetto alla manifestazione fisica presente. [Raccordo editoriale — Sessione 991]

La questione non è quindi «fisico oppure non fisico». È la relazione gerarchica introdotta fra i due. Il non fisico può essere esplorato proprio perché costituisce un’esperienza differente; non occorre trasformarlo nel luogo in cui risiederebbe ciò che nel fisico sarebbe assente o incompleto. [Raccordo editoriale — Sessioni 991, 186]

La Sessione 201401141 rende questa distinzione ancora più concreta. L’interlocutrice presenta a Elias concezioni e pratiche associate allo Dzogchen. Elias ne riconosce la possibile efficacia, ma contesta la direzione interpretativa secondo cui disconnettersi dall’espressione fisica renderebbe più interconnessi, più illuminati o più spirituali. [Interlocutrice / Elias — Sessione 201401141]

“You are no less interconnected within a physical form than you are without a physical form.”
(«Non siete meno interconnessi in una forma fisica di quanto lo siate senza una forma fisica.») — Elias, Sessione 201401141

Elias aggiunge che è possibile una consapevolezza completa dell’interconnectedness («interconnessione») includendo il fisico. In questo passaggio, dunque, l’interconnessione non cresce in proporzione alla diminuzione della fisicità. Il corpo non deve essere oltrepassato affinché l’individuo partecipi più pienamente a ciò che è. [Elias — Sessione 201401141]

La cautela, anche qui, è necessaria. Elias non respinge globalmente lo Dzogchen né nega che una pratica possa essere utile. Il punto pertinente a questo capitolo è più ristretto: l’efficacia di una pratica non autorizza la conclusione che una condizione meno fisica sia per questo più interconnessa, più illuminata o più spirituale. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 201401141]

Le quattro sessioni permettono quindi di riconoscere una struttura comune. Il non fisico non viene negato; vengono negate le equivalenze automatiche «non fisico = superiore», «meno fisico = più spirituale» e «esperienza diversa = livello ontologicamente più alto». [Raccordo editoriale — Sessioni 828, 991, 186, 201401141]

Questo è diverso dal sostenere che tutte le condizioni di esperienza siano indistinguibili. Elias ammette differenze, capacità ed esplorazioni differenti. La cautela consiste nel non trasformare una differenza descrittiva in una graduatoria dell’essere. [Raccordo editoriale — Sessioni 186, 201401141]

Anche l’espressione «piano superiore» può quindi risultare fuorviante quando il termine «superiore» incorpora già un giudizio di valore. La formula della Sessione 186 offre una correzione più precisa: non necessariamente un’esperienza superiore, ma un’esperienza differente. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 186]

Eliminare la gerarchia non significa però rovesciarla. Sarebbe altrettanto estraneo alle fonti concludere che l’esperienza fisica sia più autentica e quella non fisica secondaria o irrilevante. La Sessione 828 include entrambe nel «quadro d’insieme», mentre la 991 lascia aperta la possibilità dell’esplorazione non fisica. [Raccordo editoriale — Sessioni 828, 991]

Il punto documentato è dunque una non-gerarchia, non un primato opposto. Fisico e non fisico possono offrire modalità differenti di esperienza; nessuna delle due acquisisce automaticamente un rango superiore per il solo fatto di essere fisica o non fisica. [Raccordo editoriale — Sessioni 828, 186, 991]

Questa distinzione impedisce anche di confondere accesso al non fisico e trasformazione spirituale. Un individuo può sperimentare modalità insolite, ampliare la propria consapevolezza o incontrare esperienze profondamente differenti senza che da ciò segua, da solo, che sia diventato un essere di rango superiore. [Raccordo editoriale — Sessioni 186, 201401141]

Nel corpus esaminato, fisico e non fisico non costituiscono i gradini inferiore e superiore di una stessa scala. Appartengono al quadro complessivo e possono corrispondere a esperienze differenti, ma la differenza non fonda una gerarchia ontologica. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 828, 186]

La Sessione 991 impedisce di identificare ciò che si trova «oltre» il fisico con la spiritualità più vera; la Sessione 201401141 rende ancora più netto il punto mostrando che la forma fisica non rende l’individuo meno interconnesso. [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 991, 201401141]

Rimane allora una questione particolarmente delicata. Se un’esperienza insolita, mistica o di unità può essere reale e profondissima senza appartenere a un piano superiore, come deve essere interpretata? È il problema del capitolo successivo. [Raccordo editoriale — Sessioni 186, 201401141; ponte verso Sessioni 1581, 3174]


  • Sessione 828 — Eliasweb
  • Sessione 991 — Eliasweb
  • Sessione 201401141 — Eliasweb
  • Sessione 186 — Eliasweb

[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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