Glossario completo (EN)
Termini intraducibili letteralmente in lavorazione
- Shift (processo collettivo di trasformazione nella comprensione del reale e della natura della coscienza)
- shifted (realizzato quando descrive la persona; stato di realizzazione esistenziale e spirituale. In seconda istanza: risvegliato)
- essence (⇆ nel paradigma del CF77 e del CI equivale all’Individualità)
- focus (incarnazione; coscienza in incarnazione; ⇆ Individuo)
- bleed-through
- bleed-through memory
- orientation
- soft/common/intermediate
- belonging
- aligning
- impression
- impulse
- state of being shifted → stato di realizzazione;
- becoming shifted → procedere verso la realizzazione o realizzarsi progressivamente, secondo il contesto.
- self-directing → dirigere se stessi; orientarsi esistenzialmente; orientarsi consapevolmente
- empowerment → riappropriarsi del proprio potere.
- shift in Consciousness → Trasformazione della consapevolezza collettiva
GLOSSARIO CONCETTUALE (sessione 2956 come repertorio dei principi)
A
B
Belief: credenze, convinzioni
Blueprint: il progetto strutturale secondo cui una realtà viene organizzata.
C
Canali alternativi ⇣
Nel materiale di Elias, l’espressione canali alternativi (alternative channels) descrive le vie d’uscita energetiche non convenzionali che la coscienza o il corpo fisico scelgono per esprimere un blocco, un condizionamento o un impulso creativo, evitando di manifestarlo in modo distruttivo.
- Deviazione dell’energia: Quando sperimenti una forte tensione, un conflitto interiore o una credenza limitante, quell’energia deve comunque manifestarsi nell’area regionale 1. Se l’azione diretta è bloccata dalla mente, il tuo sé interiore devia l’energia verso un canale alternativo (ad esempio, trasformando una rabbia repressa in un sintomo fisico temporaneo o in un’improvvisa attività creativa).
- Alternative alla disfunzione: Nel contesto della salute o della psicologia, Elias usa questo termine per indicare modi alternativi di scaricare la tensione senza dover creare una malattia cronica o un incidente. Il corpo e la mente trovano un canale secondario per “sfogare” il carico energetico.
- Esplorazione di nuove probabilità: Utilizzare i canali alternativi significa anche darsi il permesso di scavalcare gli automatismi familiari. Quando ti accorgi di un condizionamento (della duplicità) e scegli di non reagire nel solito modo, stai deliberatamente instradando la tua attenzione su un canale alternativo, espandendo le tue varianti di realtà.
In sintesi: Sono i percorsi secondari e creativi che l’energia della coscienza utilizza per esprimersi e manifestarsi nel mondo fisico, aggirando le resistenze, i blocchi e i percorsi rigidi della mente razionale.
👉Ma esiste anche un ampliamento di questa visione collegando i canali alternativi direttamente alla tua multidimensionalità.
I canali alternativi non sono solo valvole di sfogo psicologiche o fisiche del tuo corpo attuale, ma sono veri e propri ponti di comunicazione con i tuoi sé alternativi e le tue altre linee di probabilità.
Ecco come decodificare questa influenza costante in modo diretto:
- Le finestre tra le realtà: Poiché tutte le tue varianti e le tue vite parallele accadono simultaneamente, le membrane tra questi mondi non sono ermetiche. I tuoi sé alternativi (che hanno compiuto scelte diverse dalle tue) continuano a emettere energia. I canali alternativi sono le fessure attraverso cui questa energia filtra nel tuo presente.
- I piccoli impulsi insoliti: Ti è mai capitato di compiere un piccolo gesto insolito, di avere un’idea bizzarra che non ti appartiene, o di girare improvvisamente in una via senza un motivo logico? Elias ti sta dicendo che quelle piccole azioni “fuori dall’ordinario” che tendi a ignorare non sono distrazioni. Sono momenti in cui l’attenzione del tuo focus attuale si è sintonizzata, tramite un canale alternativo, sull’esperienza di un tuo sé parallelo che in quella realtà sta compiendo quell’azione o possiede quella competenza.
- L’interpretazione fisica: Poiché la tua mente razionale è programmata per accettare solo la realtà lineare dell’area regionale 1, quando questa energia multidimensionale attraversa i canali alternativi, il tuo pensiero non la riconosce come “proveniente da un sé alternativo”. La traduce e la interpreta nei tuoi termini: come un’intuizione, una stranezza, un tic insignificante o una coincidenza.
In questo periodo di shift (cambiamento), i canali alternativi agiscono come canali radio sotterranei sempre accesi. Elias ti sta invitando a non sottovalutare le piccole anomalie della tua giornata: sono i punti di contatto in cui la tua realtà attuale viene influenzata e arricchita dai talenti, dalle scelte e dalle probabilità dei tuoi altri sé che si muovono parallelamente a te.
Consciousness: si veda Essence vs. Consciousness
Controparti ⇣
Il concetto di controparti (counterparts) è uno dei pilastri più rivoluzionari del materiale di Elias, ed è esattamente il motivo per cui lui stesso avverte che questa idea «metterà in discussione l’importanza dei vostri sé individuali».
Per la mentalità umana, abituata a pensarsi come un’isola separata e unica, questo concetto è un vero e proprio shock culturale.
Nel lessico di Elias, le controparti sono altri individui, fisicamente incarnati nel tuo stesso tempo lineare (o in tempi diversi), con cui 👉la tua essenza condivide un accordo energetico per esplorare simultaneamente sfaccettature diverse dello stesso tema o della stessa esperienza.
1. La frammentazione del tema (Oltre l’individualità)
La tua essenza è troppo vasta per fare esperienza di un argomento da un solo punto di vista. Se l’essenza vuole esplorare, ad esempio, il tema della “vulnerabilità”, non proietta un solo focus. Crea una rete di controparti nel mondo:
- Un focus (tu) potrebbe esplorare la vulnerabilità attraverso la sensibilità emotiva.
- Una tua controparte (un altro individuo in un altro paese) potrebbe esplorarla all’opposto, erigendo barriere di rabbia o vivendo una situazione di fragilità fisica.
- Entrambi, senza saperlo oggettivamente, vi state alleando per fornire all’essenza il quadro completo di quell’esperienza.
2. Le controparti nella vita quotidiana
Le controparti non sono entità astratte; sono persone reali. Elias spiega che incontriamo continuamente le nostre controparti nell’area regionale 1, e queste interazioni spiegano molte anomalie delle nostre relazioni:
- Attrazione o repulsione immediata: Quando provi un’istantanea, inspiegabile simpatia o un’intensissima antipatia per qualcuno appena conosciuto, spesso sei davanti a una controparte. State reagendo al riconoscimento energetico del medesimo tema che portate avanti.
- Adozione di comportamenti: A volte una controparte manifesta un comportamento estremo (ad esempio, una dipendenza o una scelta radicale) proprio per “scaricare” quell’energia dal sistema dell’essenza, permettendo a te di non doverla sperimentare direttamente nel tuo focus attuale.
3. Perché sfida il valore del “sé individuale”
Il brano che hai citato tocca il punto nevralgico: l’ego umano ama sentirsi l’ombelico del mondo, l’unica espressione importante della propria anima. Capire il meccanismo delle controparti ti costringe ad accettare che 👉tu non sei l’unica incarnazione della tua essenza quaggiù. Tu sei una variante all’interno di una squadra.
Questo non sminuisce la tua unicità, ma ridimensiona drasticamente l’importanza che la mente razionale (e la duplicità) dà ai propri drammi personali, mostrando che siamo parte di un arazzo energetico molto più vasto.
In sintesi: le controparti sono lo strumento con cui l’essenza moltiplica se stessa nella realtà fisica per accelerare e arricchire la propria esplorazione. Sono specchi energetici viventi che, nell’apparente separazione del mondo oggettivo, lavorano dietro le quinte in perfetto accordo soggettivo con il tuo focus attuale.
Counterpart parallelo ⇣
È un tipo specifico di azione di counterpart in cui due persone vivono, nello stesso periodo di tempo, esperienze speculari e spesso opposte sullo stesso tema — non identiche, ma costruite 👉sugli stessi “materiali” emotivi o esistenziali, come due variazioni estreme della medesima esplorazione.
Nel caso di Bobbi e della sua amica (sessione 764), questo si traduce concretamente così: mentre l’amica viveva una diagnosi di cancro e mesi difficilissimi, Bobbi attraversava un periodo eccezionalmente positivo — e a un certo punto ha persino iniziato a manifestare sintomi fisici lievi, simili a quelli dell’amica, senza che nessuna delle due lo sapesse. Elias chiarisce che non si trattava di empatia (cioè non era Bobbi che “sentiva” emotivamente l’esperienza dell’amica), ma di counterpart action: le due, in quanto counterparts paralleli, generano espressioni legate allo stesso tema, anche se non necessariamente nello stesso modo o nello stesso momento — “potete creare immagini diverse, presentandovi soggetti molto simili”, come dice Elias.
Il punto distintivo del termine “parallelo” è proprio questo correre fianco a fianco nel tempo: non è un’azione che si esaurisce in un singolo incontro o scambio (come la nuvola bianca che indaga la nuvola di fumo nella storia simbolica), ma una relazione che continua a generare eco reciproca per tutta la durata della connessione tra le due persone — comprese fasi in cui le esperienze sono agli estremi opposti, come “benessere” e “malattia grave” nello stesso momento.
Creazione realtà personale, ciclo
D
E
Empowerment
Traduzione adottata nel progetto: Riappropriarsi del proprio potere
Definizione secondo Elias: nell’insegnamento di Elias, empowerment non significa acquisire un potere che prima non si possedeva. Significa riconoscere il proprio potere personale e la propria capacità di dirigere consapevolmente la propria esperienza.
Il potere non dipende dalle circostanze, dal comportamento degli altri o dalle condizioni esterne. Ogni situazione, anche la più difficile, lascia sempre la possibilità di scegliere come procedere. Riappropriarsi del proprio potere significa riconoscere questa possibilità di scelta e agire da essa, anziché sentirsi determinati dagli eventi, dalle reazioni automatiche o dalle proprie paure.
L’empowerment non elimina le difficoltà, né la paura o l’incertezza. Consiste nel riconoscere che nessuna esperienza può sottrarre la capacità di scegliere la propria direzione.
Dettagli della voce Empowerment ⇣
Principi fondamentali
- Il potere personale non viene acquisito: viene riconosciuto.
- Ogni situazione lascia sempre una possibilità di scelta.
- Essere empowered significa sapere di dirigere la propria esperienza.
- Il proprio potere si manifesta quando l’attenzione torna a sé e alle proprie scelte, invece di rimanere concentrata sulle circostanze esterne.
- La paura limita la percezione delle possibilità, ma non elimina mai la capacità di scegliere.
Indicatori
Una persona che si sta riappropriando del proprio potere:
- smette progressivamente di cercare continue conferme all’esterno;
- riconosce le proprie reazioni senza identificarsi con esse;
- orienta l’attenzione verso ciò che può scegliere nel momento presente;
- agisce in accordo con le proprie linee guida anziché per automatismo o approvazione.
Concetti collegati
- Self-Directing
- Natural Self
- Genuineness
- Attenzione
- Scelta
- Paura
- Allowing
Sessioni principali
- 1185 – Empowerment
- 2956 – Emotional Communications Redux: Feelings
(Questa voce verrà progressivamente ampliata con i contributi delle sessioni successive.)
***
Essence vs. Consciousness ⇣
Consciousness è il tessuto elementare di cui è fatto tutto ciò che esiste. Elias lo descrive come composto da innumerevoli “links of consciousness” — unità elementari più piccole di qualunque particella fisica conosciuta, paragonate a minuscoli buchi neri: non hanno limiti di spazio né di tempo, e si combinano e organizzano in configurazioni sempre diverse per generare qualunque cosa, dalla materia più densa alla percezione più sottile. In questo senso, consciousness non “produce” la realtà da un piano separato: è la realtà stessa, alla sua radice più fine. Non ha personalità né identità propria — è il materiale grezzo, per così dire, non ancora “assemblato” in una forma con un proprio carattere. ⇆ Materia divina indifferenziata
Essence è invece una configurazione specifica e stabile di questi links: un’organizzazione di consciousness abbastanza coerente da generare un tono e, con esso, una personalità riconoscibile — la propria identità, che si manifesta in innumerevoli focus (vite) simultanei, mantenendo comunque un centro individuale distinto. ⇆ Individualità
L’immagine che rende bene la differenza: se consciousness è l’insieme sconfinato di mattoncini elementari — presenti ovunque, in ogni oggetto, in ogni pensiero, in ogni particella di materia — essence è una specifica, complessa e duratura costruzione fatta con quei mattoncini: abbastanza organizzata da avere una forma e un carattere riconoscibili, ma sempre fatta della stessa sostanza di tutto il resto. Non è un caso che Elias, battendo la mano su un mobile di legno durante una sessione, dica letteralmente: “questo non è separato da te — tu SEI questo”: il legno e la persona sono entrambi, alla radice, la stessa consciousness, semplicemente organizzata in configurazioni diverse.
In sintesi: ogni essence è fatta di consciousness, ma non ogni configurazione di consciousness è un’essence — un sasso, un albero, un pensiero fugace sono anch’essi consciousness organizzata, ma non hanno la coerenza e la continuità di personalità che definisce un’essence.
Fonti: sessione 202306031 (3 giugno 2023); sessione 185 (l’analogia delle cento fotocamere sullo stesso paesaggio); sessione 333 (i links di consciousness che creano tono, personalità, essence — e l’esempio del mobile di legno); digest “links of consciousness” di eliasforum.org (l’immagine dei minuscoli buchi neri).
Essence Families. Versosimilmente le isole akasiche di cui parla il Cerchio Ifior.
F
Famiglie di coscienza (o di essenza, vedi sotto)
Famiglie di essenza (Essence Families) ⇣
Elias descrive l’esistenza di 9 macro-famiglie di essenze (come Tumold, Zuli, Sumafi, ecc.), ognuna con specifici intenti, qualità vibrazionali e caratteristiche che influenzano il modo in cui le anime scelgono di manifestarsi e sperimentare la vita sulla Terra.
Sumafi (The Seers / I Veggenti): È la famiglia legata alla pura trasmissione dei dati. Il loro intento è l’insegnamento e la memorizzazione della conoscenza senza alterazioni.
Sumari (The Speakers / I Parlanti): Molto legata alla creatività, all’arte, alla musica e all’anticonformismo. (Nota: Elias menziona spesso che sia lui che Jane Roberts/Seth appartengono principalmente a questa famiglia).
Tumold (The Healers / I Guaritori): Il loro intento è focalizzato sulla guarigione, sul ritorno all’equilibrio e sulla riparazione del tessuto energetico o fisico.
Zuli (The Formers / I Modellatori): Focalizzati sulla forma fisica, sulla bellezza del corpo, sullo sport, sulla fluidità animale e sul potenziamento delle capacità fisiche della materia.
Milumet (The Watchers / Gli Osservatori): Legati alla natura, alla spiritualità profonda, alla terra. Tendono a mantenere le tradizioni mistiche o indigene e a osservare più che a intervenire.
Vold (The Changers / I Cambiatori): Sono i rivoluzionari emotivi. Il loro intento è scuotere lo status quo, stimolare il cambiamento sociale e alterare le percezioni stabilite attraverso l’intensità emotiva.
Ilda (The Tellers / I Narratori): I grandi comunicatori, viaggiatori, commercianti e mescolatori di culture. Il loro intento è facilitare lo scambio di idee e l’interazione tra popoli diversi.
Borledim (The Bearers / I Portatori): Legati alla genetica, alla discendenza e alla famiglia. Il loro intento è preservare la linea di specie e introdurre nuove varianti fisiche attraverso la nascita e la crescita.
Gramada (The Formulators / I Formulatori): Sono gli organizzatori, gli scienziati, gli architetti e gli strutturatori. Il loro intento è prendere le idee e stabilizzarle in strutture, sistemi, istituzioni o leggi logiche.
Fragmentazione
Non è una scissione: fragmentazione NON significa che un “pezzo” di un’essenza si stacca e diventa indipendente. Elias corregge esplicitamente questa interpretazione.
È un “parto”: è invece un desiderio, una qualità particolare dell’essenza che “dà alla luce” — figurativamente — una nuova espressione che poi diventa una nuova essenza autonoma. Non c’è separazione materiale, ma una sorta di emanazione che genera nuova coscienza.
Tutte le essenze sono frammenti: e questo è il punto radicale. Quando Norm chiede “Every essence was a fragment?”, Elias risponde “Correct”. Ma non c’è alcuna gerarchia: non esistono essenze “primarie” superiori a essenze “fragmentate”. L’unica differenza è nel tono e nella personalità. Due essenze, una “base” e una “frammentata”, sono completamente uguali in qualità e valore.
È un concetto lineare per spiegare il non-lineare: Elias stesso ammette che parlare di fragmentazione in termini di “lineage” e “sequenza” è fuorviante — è solo il modo in cui può tradurre un’azione della coscienza nel linguaggio lineare che possiamo comprendere.
Nel contesto della sessione 881, quando parla di fluttuazione del numero di focus, la fragmentazione è uno dei meccanismi che possono alterare questo numero: un’essenza può generare una nuova fragmentazione, che diventa a sua volta un’essenza con i propri focus.
Fusioni
1. Mergence (fusione) tra essenze
Come nel caso del pittore con Mike: due essenze si fondono consapevolmente per creare un unico focus nuovo, una nuova entità. Elias lo spiega così:
«In risposta alla vostra proiezione di energia nel desiderio, l’essenza che ha focalizzato l’attenzione nella manifestazione di questo individuo che riconoscete come pittore è stata responsiva alla vostra espressione di desiderio. In quella responsività, avete creato una fusione di essenze. […] Avete permesso a voi stessi come essenza di fondervi con certe qualità di un’altra essenza, e quindi avete focalizzato la vostra attenzione in una direzione particolare specifica che è la manifestazione di questo particolare individuo.»
Il punto cruciale: questa non è una perdita di autonomia. Ambedue le essenze rimangono intere. È un accordo consapevole per esplorare qualcosa insieme.
2. Mergence temporanea tra focus (più comune, usata anche in guarigione):
Due focus (non essenze, ma incarnazioni) possono “toccarsi” temporaneamente, condividere esperienza empatica, scambiarsi energia — ma senza che uno assuma l’identità dell’altro. Elias sottolinea: «Vi dico letteralmente; mergence. Potete fondervi temporaneamente con un altro individuo e sperimentare empaticamente la sua esperienza».
La fragmentazione crea nuove essenze (divisione/nascita), mentre le mergences aggregano essenze (unione), entrambe causando fluttuazione nel numero totale di focus.
G
I
Individui di massa ⇣( ⇆ archetipi transitori)
Nel materiale di Elias, l’espressione individui di massa non indica la “folla” o la popolazione in senso sociologico, ma si riferisce a un concetto metafisico ben preciso: riguarda le dinamiche in cui un gran numero di focus o essenze sceglie di allinearsi simultaneamente alla stessa intenzione, evento o sistema di credenze.
- Creazione collettiva attraverso percezioni individuali: Elias ricorda sempre che non esiste una coscienza di massa separata dai singoli individui. 👉La “massa” è la somma di tante decisioni private. Quando molti individui di massa creano la stessa configurazione energetica, assistiamo a eventi globali (guerre, epidemie, rivoluzioni o lo stesso shift attuale).
- L’accordo energetico silenzioso: Gli individui di massa operano attraverso gli accordi generali nell’area regionale 2. Anche se le persone non si conoscono fisicamente, le loro coscienze si muovono all’unisono come uno stormo di uccelli, coordinando le proprie probabilità per far manifestare un determinato scenario sulla terra (nell’area regionale 1).
- Il riflesso del cambiamento: Nelle sessioni dedicate ai movimenti di massa, Elias spiega che quando gli individui di massa sperimentano un forte disagio o un’improvvisa spinta al cambiamento, quell’impulso si propaga come un’onda, accelerando il crollo dei vecchi condizionamenti e la nascita di nuove varianti di realtà.
In sintesi: è l’allineamento simultaneo di una moltitudine di coscienze individuali che, attraverso i propri termini e scelte private, decidono di manifestare insieme una specifica esperienza storica, sociale o energetica sul piano fisico.
Intent
Secondo Elias l’intent è la direzione tematica di fondo di un intero focus (di un’intera incarnazione): il modo particolare e unico in cui quella vita sceglie di esplorare la realtà fisica.
L’intent non è uno scopo o una missione da compiere, né un obiettivo da raggiungere. È una direzione, non una meta — un tema generale che attraversa e orienta tutte le scelte della vita, non un compito prefissato. Non è nemmeno una credenza, anche se coinvolge e attira a sé credenze coerenti con sé: è la direzione, le credenze sono ciò che le si allinea attorno.
Ogni focus sceglie il proprio intent, e proprio perché lo ha scelto quel focus, è quello il più significativo e appropriato per lui — non perché sia “migliore” di un altro possibile (Elias conferma che se ne sarebbe potuto scegliere uno opposto), ma perché è unico e specifico per quella particolare esplorazione. Si riconosce guardando il tema ricorrente che percorre l’intera vita, dall’infanzia in poi.
L’intent è il filo conduttore unico con cui un focus esplora l’esperienza fisica — da distinguere dallo scopo universale dell’esistenza (fare esperienza, comune a tutti) e dal value fulfillment (il compimento che si realizza muovendosi nella direzione del proprio intent).
L
Links of consciousness (Collegamenti della coscienza) ⇣
Secondo Elias, i links of consciousness sono gli elementi fondamentali della coscienza. Non sono cose, entità o particelle, ma esistenze prive di forma, di limiti spaziali e temporali. Essi costituiscono tutto ciò che esiste: ogni manifestazione fisica e non fisica è composta da configurazioni di links di coscienza. ( ⇆ equivale alla materia divina indifferenziata del CF77)
Organizzandosi in configurazioni specifiche danno origine all’Essenza, alla materia, al tempo e a ogni forma di esperienza, pur rimanendo sempre parte dell’unità della coscienza. Ogni link partecipa simultaneamente a tutte le configurazioni della coscienza e non appartiene esclusivamente a una singola Essenza. (eliasforum.org)
Nel corpus Elias distingue chiaramente due livelli:
- i links sono gli elementi fondamentali;
- le configurazioni dei links producono le diverse manifestazioni.
M
Mergence. Versosimilmente le fusioni tra individualità di cui parla il Cerchio Firenze 77.
N
O
Orientamenti
Tre orientamenti
La questione tocca uno dei temi più originali e spesso fraintesi nell’insegnamento di Elias: la distinzione tra genere e orientamento. Elias introduce questo argomento in modo sistematico nel corso delle sessioni dedicate alla percezione e alla sessualità, e la sessione 646 (2000) ne offre una sintesi particolarmente chiara.
Secondo Elias, in questa dimensione fisica esistono tre orientamenti: Common, Intermediate e Other. L’orientamento non ha nulla a che fare con il genere fisico, né con la sessualità nel senso convenzionale del termine. Elias lo definisce come il modo in cui percepisci te stesso, il tuo mondo e come sei in relazione con esso. In altre parole, è la lente attraverso cui la tua coscienza filtra tutta l’esperienza. Due persone dello stesso genere, della stessa cultura, con le stesse credenze dichiarate, possono percepire la realtà in modo radicalmente diverso se appartengono a orientamenti differenti.
Common è il più diffuso: chi lo possiede esprime la propria percezione verso l’esterno, attraverso oggetti, creazioni concrete, comparazioni.
Intermediate è meno comune: chi lo possiede orienta l’attenzione verso l’interno, verso le dinamiche invisibili dell’esperienza come la comprensione, la connessione, il nutrimento.
Other è il terzo, quello per cui il vostro linguaggio non ha una parola adeguata: incorpora aspetti di entrambi gli altri orientamenti, ma possiede anche qualità uniche che non appartengono né all’uno né all’altro. Elias paragona i tre orientamenti ai tre tipi di riproduzione animale: ovipari, mammiferi e marsupiali. Nessuno è superiore all’altro; sono semplicemente tre modi radicalmente diversi di essere presenti nella realtà fisica.
Ciò che Elias sottolinea con insistenza è che tentare di forzare un orientamento nel mold di un altro crea confusione e conflitto, sia individuale che collettivo. Il sistema di credenze legate al genere ha sovrapposto due categorie su tre orientamenti, e il risultato è una distorsione profonda nella comprensione di sé. Conoscere il proprio orientamento è quindi un atto di auto-riconoscimento, non di classificazione: aiuta a capire perché si percepisce il mondo in quel modo specifico, e perché certe relazioni o ambienti generano attrito. Se vuoi approfondire, il Digest sull’orientamento è disponibile su eliasforum.org, e le sessioni più ricche su questo tema si trovano nel periodo 1998-2001 su eliasweb.org.
P
Q
R
Rose i nove bambini
Approfondimento nel corpo del post [+8]
S
Shift in Consciousness (Shift di coscienza) ⇣
Sessioni di riferimento: 11, 49, 100
Lo Shift in Consciousness è il cambiamento collettivo attraverso il quale la coscienza umana amplia progressivamente la propria consapevolezza della realtà, riconoscendo la connessione con l’essenza, con gli altri esseri e con l’Unità, oltre i limiti della percezione duale.
Secondo Elias, lo Shift non rappresenta un evento improvviso né una trasformazione imposta dall’esterno. È un processo scelto dalla coscienza collettiva, che si manifesta gradualmente attraverso un ampliamento della percezione, dell’intuizione e della consapevolezza di sé.
Lo Shift non consiste nell’abbandonare la realtà fisica, ma nel viverla con una comprensione più ampia. La separazione, il tempo lineare e l’identificazione esclusiva con il focus fisico lasciano progressivamente spazio al riconoscimento della simultaneità, della continuità dell’essenza e dell’interconnessione di ogni esperienza.
Questo cambiamento coinvolge contemporaneamente il singolo individuo e la coscienza collettiva. Ogni ampliamento della consapevolezza personale contribuisce allo Shift collettivo e, allo stesso tempo, il movimento della coscienza collettiva favorisce il risveglio dei singoli individui.
Elias precisa che lo Shift non è un Source Event, ma la manifestazione fisica di un Source Event. È un Mass Event, cioè un’espressione collettiva attraverso la quale un più ampio movimento della coscienza si rende esperibile nella realtà fisica.
Lo scopo dello Shift non è trasformare l’essenza, che è già integra, ma permettere alla coscienza focalizzata di riconoscere progressivamente ciò che è sempre stata.
Collegamenti
- Essence
- Focus
- Source Event
- Mass Event
- Simultaneità
- Self-awareness
- Empowerment
Sensi esterni: i cinque sensi fisici ⇣
Nel materiale di Elias, i sensi esterni (outer senses) sono gli strumenti di cui disponiamo per tradurre l’energia pura in realtà fisica e oggettiva. Sono i canali classici attraverso cui interagiate con la materia: la vista, l’udito, il tatto, l’olfatto e il gusto.
Per comprendere cosa intende Elias, dobbiamo ribaltare completamente il modo in cui la scienza considera questi organi. Nella visione comune, l’occhio o l’orecchio sono recettori passivi: qualcosa là fuori esiste (una luce, un suono) e i nostri sensi esterni lo catturano e lo inviano al cervello.
Per Elias, il processo è l’esatto opposto: i sensi esterni sono 👉proiettori, non ricevitori.
Ecco le caratteristiche principali per definirli nel tuo vocabolario:
1. I creatori dell’illusione solida
I sensi esterni prendono l’energia neutra e i depositi di energia ≣ presenti nell’area regionale 2 ≣ e, attraverso il meccanismo della percezione, li condensano e li proiettano all’esterno sotto forma di oggetti solidi, colori, suoni e consistenze. Tu non vedi un albero perché l’albero è lì; tu usi il senso esterno della vista per proiettare l’energia dell’albero nella tua realtà oggettiva (l’area regionale 1).
2. Il confine della consapevolezza oggettiva
I sensi esterni definiscono i confini del nostro “parco giochi” fisico. Sono programmati specificamente per rispondere alle leggi della nostra dimensione terrestre (lo spazio e il tempo lineare). Senza i sensi esterni, non potreste fare l’esperienza della separazione fisica, che è il motivo principale per cui l’essenza ha scelto di incarnarsi in questo focus attuale.
3. Il rapporto con i sensi interni
Elias spiega che a ogni senso esterno corrisponde un senso interno (inner sense).
- I sensi interni (come l’empatia concettuale, la telepatia o la cognizione intrinseca) captano la realtà energetica profonda e soggettiva senza filtri.
- I sensi esterni prendono quel materiale interno e lo “raddrizzano” e lo limitano affinché possa entrare nella materia. Ad esempio, una forte comunicazione energetica emotiva (intercettata dai sensi interni) viene tradotta dal senso esterno dell’udito come una parola pronunciata da qualcuno, o dal tatto come un brivido sulla pelle.
Quando nei testi trovi il termine outer senses, Elias li descrive quasi sempre come gli operai specializzati della percezione. Sono gli strumenti che permettono al focus fisico di mantenere l’attenzione focalizzata sulla materia, impedendo che la vastità della coscienza multidimensionale travolga l’esperienza del presente.
Sensi interni ⇣
Se i sensi esterni sono i proiettori che creano la solidità della materia, i sensi interni (inner senses) sono gli strumenti di navigazione della coscienza pura. Non hanno bisogno di occhi, orecchie o pelle: operano interamente all’interno della consapevolezza soggettiva (nell’area regionale 2 e oltre) e servono a percepire la realtà energetica prima che venga filtrata e tradotta nel mondo fisico.
Mentre i sensi esterni servono a sperimentare la separazione, i sensi interni servono a sperimentare la connessione e la multidimensionalità.
Elias mappa diversi sensi interni, ma ce ne sono quattro fondamentali che descrive dettagliatamente nel suo materiale:
I quattro sensi interni principali
1. L’empatia (Empathy)
Nel lessico di Elias, l’empatia interna è molto più profonda della semplice “sintonia emotiva” della psicologia classica. È la capacità di inserire la propria coscienza all’interno di un altro elemento (un’altra persona, un animale, un albero o persino un oggetto) per 👉sperimentare la sua realtà dall’interno. Quando usi l’empatia come senso interno, non stai indovinando cosa prova l’altro: diventi temporaneamente il suo tono energetico, conoscendo la sua esperienza senza i filtri del giudizio.
2. La visione integrale o telepatia (Conceptual Telepathy)
Non si tratta di “leggere il pensiero” come nei film di fantascienza, ma di 👉captare l’intento concettuale dietro l’energia. Questo senso interno ti permette di ricevere blocchi di informazioni e comunicazioni energetiche da altre essenze o da altre aree regionali in modo istantaneo, sotto forma di una comprensione immediata e globale, che il tuo pensiero provvederà solo in un secondo momento a tradurre in parole.
3. La cognizione intrinseca (Intrinsic Data)
È una forma di conoscenza assoluta che non passa attraverso lo studio o l’esperienza fisica. È la sensazione del 👉“sapere e basta”. Quando questo senso interno si attiva, attingi direttamente alla memoria della tua essenza e hai accesso immediato a dati storici, dinamiche universali o soluzioni creative, con una certezza interiore che scavalca ogni dubbio logico della mente di superficie.
4. Il senso del tempo (Time Sense)
Mentre il corrispondente senso esterno ti aggancia al tempo lineare (passato-presente-futuro) e alle lancette dell’orologio, il senso del tempo interno ti permette di percepire la simultaneità. Attraverso questo strumento puoi espandere o contrarre la tua percezione del tempo, viaggiare soggettivamente lungo le linee di probabilità e accedere alle tue altre varianti (vite passate o future) che stanno accadendo tutte in questo preciso momento.
Il rapporto con il focus attuale
Elias sottolinea che i sensi interni non sono poteri magici riservati a pochi eletti o a “medium” specializzati. Sono facoltà innate che ogni focus umano utilizza costantemente in modo automatico, ad esempio durante i sogni, negli stati di profonda ispirazione artistica o quando si sperimenta un forte “déjà vu”.
L’obiettivo dello shift (il cambiamento di coscienza attuale) non è fuggire dalla realtà fisica, ma imparare a usare i sensi interni mentre si è pienamente svegli nell’area regionale 1. Questo permette al focus di percepire i depositi di energia e le intenzioni profonde degli altri individui, portando l’esperienza quotidiana a un livello di comprensione e di accettazione prima inimmaginabile.
Source Event ⇣
Sessioni di riferimento: 138, 184, 185, 210
Un Source Event è un evento originario di coscienza dal quale prende avvio una particolare linea di esperienza o di creazione.
Secondo Elias, un Source Event non è prodotto da una singola Essence Family né dall’azione di una sola essenza. È una creazione collettiva alla quale partecipano differenti Essence Families, ciascuna esprimendo il proprio Family Intent. L’evento nasce quindi dall’integrazione di contributi diversi che, pur mantenendo la propria specificità, cooperano verso una medesima finalità.
Il Source Event non rappresenta soltanto un avvenimento iniziale nel tempo. Dal punto di vista della simultaneità esso costituisce un punto di organizzazione della coscienza dal quale si sviluppano numerose esperienze, probabilità e manifestazioni. Per questo Elias lo utilizza per spiegare come grandi movimenti collettivi, cambiamenti di coscienza ed eventi di vasta portata siano il risultato della cooperazione tra differenti Intent, e non dell’azione di una singola famiglia o di un unico individuo.
Il concetto di Source Event evidenzia uno dei principi fondamentali dell’insegnamento di Elias: la creazione della realtà è intrinsecamente cooperativa. Le differenze tra le Essence Families non generano separazione, ma rendono possibile una creazione comune che nessuna famiglia potrebbe realizzare da sola.
Collegamenti
- Essence Families
- Family Intent
- Belonging / Aligning
- Counterparts
- Shift
T
Termini di uso comune in Elias
The Creating Universal One and Whole ⇣
Traduzione provvisoria: Il continuo creare dell’Uno Universale e del Tutto.
In inglese creating è il participio presente. Non indica tanto il risultato dell’azione, quanto l’azione in atto.
Per questo:
- La Creazione dell’Uno Universale e del Tutto – come naturalmente la si può tradurre in italiano – tende a essere letta come l’atto della creazione o addirittura la creazione già avvenuta.
- La possibilità di tradurre con: Il crearsi dell’Uno Universale e del Tutto mette invece l’accento sul processo continuo, sull’essere senza tempo dell’azione.
- Provvisoriamnete adottiamo una formula terza: Il continuo creare dell’Uno Universale e del Tutto.
U
V
Value fulfillment: il modo in cui ogni esperienza contribuisce al pieno espandersi del valore di un’essenza”. (In italiano lo tradurremo come “adempimento esistenziale“)
Veggenti ⇣
Nel materiale trasmesso da Elias, il termine “Veggenti” (in inglese Seers) ha un significato molto specifico e distinto sia dall’accezione comune (divinazione, profezia) sia dalla struttura generale delle 9 famiglie di essenze.
1. La definizione di “Veggenti” nel materiale di Elias
Nel contesto delle sessioni di Elias, i Veggenti non sono una famiglia di essenze a sé stante, né individui dotati di poteri magici o di chiaroveggenza in senso tradizionale.
I Veggenti sono focalizzazioni o essenze specifiche che scelgono una particolare funzione di attenzione e percezione: quella di osservare, registrare e facilitare il passaggio e la comprensione delle informazioni tra i vari aspetti della realtà (sia fisica che non fisica), senza alterare o distorcere il flusso energetico.
Caratteristiche principali:
- Osservatori della Coscienza: I Veggenti agiscono come “testimoni” o osservatori attenti delle dinamiche di movimento della coscienza. La loro attenzione è sintonizzata nel rilevare i cambiamenti di percezione, le probabilità e i movimenti energetici sottili all’interno e all’esterno della realtà oggettiva.
- Chiara Percezione e Assenza di Giudizio: La “visione” del Veggente non riguarda il predire il futuro (poiché il futuro non è predeterminato, ma formato da probabilità in continuo movimento), bensì il percepire il presente con estrema chiarezza, scorgendo i modelli energetici che le altre focalizzazioni spesso ignorano a causa dei condizionamenti o dei filtri delle credenze.
- Ponte tra il Fisico e il Non-Fisico: Spesso i Veggenti fungono da facilitatori o “traduttori” tra le dimensioni non fisiche e la focalizzazione fisica, consentendo la trasmissione di informazioni e concetti complessi in un modo che possa essere compreso ed elaborato nell’esperienza oggettiva.
2. Il collegamento con la Famiglia Sumafi
Nella cosmologia di Elias, la funzione dei Veggenti è strettamente intrecciata con l’intenzione della famiglia Sumafi.
Poiché l’intenzione primaria dei Sumafi è la trasmissione dell’informazione con la minima distorsione possibile, le focalizzazioni che operano come Veggenti attingono fortemente a questo tipo di energia. Essi non cercano di interpretare, dogma-tizzare o modificare ciò che osservano, ma cercano di mantenerne la purezza e l’accuratezza concettuale.
3. Veggenti vs. Profezia tradizionale
Elias chiarisce a più riprese la differenza fondamentale tra la visione di un Veggente e il concetto di profezia:
| Concetto Tradizionale di “Veggente/Profeta” | Il “Veggente” secondo Elias |
| Vede un futuro fisso e predeterminato. | Percepisce le linee di probabilità più forti nel momento presente. |
| Avverte di sventure o impone dogmi e regole. | Offre chiarezza di consapevolezza affinché l’individuo possa scegliere consapevolmente. |
| Interpreta i segni secondo credenze religiose o mistiche. | Osserva l’energia e la coscienza riducendo al minimo la distorsione. |
In sintesi: Per Elias, essere un Veggente significa avere una focalizzazione dell’attenzione altamente sintonizzata sulla consapevolezza del momento presente e sulla capacità di vedere le dinamiche della realtà e della coscienza per quello che sono realmente, senza il filtro del giudizio o del dogma.
Z
➡️Quali sono alcuni termini che Elias usa regolarmente?
Se leggi le informazioni fornite da Elias, ti imbatterai in alcune parole e idee che vengono utilizzate di frequente:
- “essenza” (“essence”) è un’azione che incorpora il tono della personalità; ciò che solitamente traduciamo nelle parole “anima,” “spirito,” o “psiche.” Si riferisce anche alle persone come essenza.
- una vita individuale è una “manifestazione,” “focus dell’attenzione,” “focus,” o “soggiorno” (“manifestation,” “focus of attention,” “focus,” or “sojourn”)
- i nostri stati di veglia, nella loro varietà, sono consapevolezza “oggettiva”. (“objective” awareness)
- gli stati alterati, non coscienti o altri stati coscienti, nella loro varietà, sono consapevolezza “soggettiva”. (“subjective” awareness)
Per un’ulteriore introduzione, dai un’occhiata al Glossario dei termini di Luana Alika.
Per una panoramica completa della terminologia, dai un’occhiata al sommario di Digests.
➡️Tono della personalità
Nel materiale di Elias, il tono della personalità (spesso legato al concetto di tono dell’essenza) è la firma vibrazionale unica, fondamentale e immutabile che definisce chi sei a livello profondo.
Per capire cos’è, immagina la tua coscienza come uno strumento musicale: puoi suonare canali diversi, generi diversi e canzoni diverse (che rappresentano i tuoi pensieri, le tue scelte, le tue varie incarnazioni o i ruoli che interpreti nella vita), ma lo strumento ha un suo timbro specifico che non cambia mai. Quello è il tuo tono.
Il concetto si articola in alcuni punti chiave:
I capisaldi del “Tono” secondo Elias
1. È l’impronta digitale della tua Essenza
Il tono è ciò che ti distingue da qualsiasi altra espressione di coscienza nell’universo. Non è legato alla tua personalità di superficie (se sei timido, estroverso, calmo o irascibile), ma è la frequenza energetica pura che sta alla base di tutte le tue manifestazioni. È la tua “firma qualitativa”.
2. Le Famiglie di Coscienza (Consciousness Families)
Elias spiega che ogni frammento di coscienza (ogni essenza) appartiene o si allinea a specifiche “famiglie” che condividono un intento comune. Il tuo tono individuale determina l’appartenenza a queste macro-frequenze. Elias ne identifica 9 principali (come i Sumari, i Milumet, i Gramada, ecc.). Il tuo tono vibra in armonia con l’intento di una di queste famiglie.
3. Non cambia, ma si sperimenta
A differenza dei sistemi di credenze, delle opinioni o delle caratteristiche psicologiche che mutano nel corso della vita, il tono della tua personalità/essenza resta costante. Tuttavia, l’essenza si incarna in infinite realtà e dimensioni proprio per esplorare tutte le possibili sfumature, varianti e sfaccettature che quel particolare tono può produrre.
La differenza tra “Tono” e “Personalità Fisica”
Elias fa una distinzione molto sottile ma importante:
- 👉La Personalità Fisica (o Focus): È l’identità che sperimenti qui e ora. È plasmata dalla cultura, dalle credenze, dalle esperienze e dal corpo fisico. È mutevole e focalizzata sul tempo lineare.
- 👉Il Tono: È la corrente sotterranea. È la sorgente energetica che alimenta quella personalità. Anche se cambi radicalmente vita, opinioni o carattere, il modo in cui elabori l’energia manterrà sempre la qualità del tuo tono originario.
In sintesi, riconoscere il proprio tono significa spogliarsi delle definizioni e delle etichette sociali per sintonizzarsi sulla propria reale natura energetica, comprendendo l’intento profondo dietro ogni nostra singola esperienza o variante di realtà.
➡️La Mappa dei Termini Chiave di Elias
1. I Concetti Fondamentali (La struttura della Coscienza)
- Essence (E): L’Essenza. La tua identità totale, multidimensionale e non fisica. Non ha inizio né fine e non è frammentata, ma si esprime attraverso innumerevoli punti di attenzione.
- Focus (F / E sotto Focus of Essence): Il Focus (o punto focale). È la singola incarnazione o manifestazione fisica. Tu, seduto lì in questo momento, sei un “focus” della tua essenza che sperimenta il tempo lineare.
- Tone (T / E sotto Essence Tones): Il Tono. La firma vibrazionale unica e immutabile di un’essenza o di un focus. È il tuo “timbro” energetico originario.
- Essence Families (E): Le Famiglie di Coscienza. Le 9 macro-frequenze energetiche a cui le essenze si allineano per esplorare specifici intenti e aree di esperienza nella realtà fisica.
2. Le Dinamiche della Realtà (Come creiamo l’esperienza)
- Perception (P): La Percezione. Lo strumento fisico primario. Elias spiega che la percezione non è solo un modo di guardare il mondo, ma è il meccanismo fisico che proietta e crea letteralmente la materia densa e gli eventi.
- Belief Systems (B): I Sistemi di Credenze. Le griglie interpretative della realtà (es. religione, scienza, relazioni, sessualità). Non vanno eliminati, ma compresi e accettati per neutralizzarne gli automatismi limitanti.
- Duplicity (D): La Duplicità. È l’aspetto dei nostri sistemi di credenze che ci spinge a catalogare costantemente tutto in “buono o cattivo”, “giusto o sbagliato”. È la principale fonte di conflitto e giudizio.
- Probabilities (P): Le Probabilità. Le infinite varianti di azione disponibili in ogni momento. Non esiste un destino lineare; ogni scelta crea una linea di probabilità che si realizza.
3. I Fenomeni Multidimensionali (Le interazioni tra le vite)
- Simultaneous Time (S): Il Tempo Simultaneo. Il concetto cardine secondo cui passato, presente e futuro accadono tutti ora. Tutte le tue “vite passate o future” stanno avvenendo contemporaneamente.
- Bleed-through (B): L’Infiltrazione (o travaso). Il fenomeno per cui memorie, abilità, paure o sensazioni appartenenti a un altro tuo focus (un’altra vita simultanea) “filtrano” nella tua realtà attuale.
- Alternate Selves / Probable Selves (A): Sé Alternativi / Sé Probabili. Le versioni di te stesso che compiono le scelte che tu hai scartato. Ogni volta che ti trovi davanti a un bivio e scegli la strada A, un tuo sé alternativo sperimenta la strada B.
4. L’Obiettivo Attuale
- The Shift in Consciousness (S): Il Cambiamento di Coscienza. Il processo collettivo globale (già in atto) di espansione della consapevolezza umana, mirato a inserire la consapevolezza dell’essenza direttamente nella realtà fisica quotidiana, superando il trauma della separazione.
| Termine Inglese | Traduzione Consigliata | Nota tecnica |
| Essence | Essenza | Non “anima”, che ha connotazioni religiose diverse. |
| Focus | Focus (o Punto Focale) | Elias usa “Focus” come sinonimo di incarnazione. |
| Duplicity | Duplicità | Specifica sempre che è il sistema di “giusto/sbagliato”. |
| Shift | Spostamento (di coscienza) | Spesso lasciato come “Shift” anche in italiano per chiarezza. |
| Bleed-through | Infiltrazione | Indica quando un’abilità di un altro sé emerge nel presente. |
➡️Ciclo sulla generazione della realtà personale: [E3]
➡️ Dualità e duplicità [E3.a]
➡️ Percezione
La tua percezione è il modo in cui vedi te stesso, come vedi il tuo mondo, come interagisci con il tuo mondo, come interagisci con te stesso, tra di voi e COME CREI LA TUA REALTÀ.
Crei la tua realtà attraverso la tua percezione (⇆ creazione/percezione). La percezione non è una percezione visiva. La percezione non si limita al tuo processo di pensiero. Non si limita alle emozioni. È onnicomprensiva, e quell’elemento di te stesso che non identifichi come una cosa, perché non è il tuo corpo e non è il tuo cervello. È quell’elemento di te stesso che crea la tua realtà, che ti pone nella consapevolezza della realtà all’interno di questa dimensione fisica. È la tua consapevolezza, la tua consapevolezza oggettiva. (381)
… è uno strumento, in un certo senso, che ti consente di interagire con questa dimensione fisica creando la tua realtà in questa dimensione fisica. (Digest: sistema di credenze della percezione)
… è l’elemento della tua coscienza, la tua realtà che crea la tua realtà. (Digest: sistema di credenze della percezione)
… l’elemento che crea la tua realtà, ed è anche l’elemento all’interno della tua realtà che definisce la tua realtà per te oggettivamente. (Digest: sistema di credenze della percezione)
… è un meccanismo di proiezione della tua consapevolezza. (834)
… è un meccanismo che incorpori nella coscienza, nella manifestazione fisica, che si proietta esteriormente da te stesso e in realtà crea e genera TUTTE le manifestazioni fisiche. (942)
… è uno strumento di creazione. (654)
➡️ Il te di te stesso “the you of you”
Il “Te di te stesso” (L’Essenza al centro)
Questo è il nucleo. È la coscienza pura, l’Essenza che osserva il Focus dall’interno. È quella parte di te che rimane assolutamente immutabile, calma e consapevole sia quando sei sveglio, sia quando sogni, sia tra una vita e l’altra.
- Non è l’io che pensa, ma ciò che è consapevole del pensiero.
- Non è la personalità che sperimenta la rabbia o la gioia, ma la matrice energetica (il Tono) che permette a quella rabbia o gioia di essere provate.
➡️ Comunicazione
Nel linguaggio comune, pensiamo alla comunicazione come a qualcosa che facciamo verso l’esterno (parlare con gli altri). Per Elias, invece, la comunicazione è quasi interamente interna: 👉è il modo in cui il tuo sé profondo (l’Essenza) invia messaggi costanti alla tua mente di superficie (il Focus).
I canali principali di questa comunicazione interna sono due: le 👉emozioni e i 👉segnali fisici (i sintomi del corpo, le malattie, le sensazioni).
1. La Comunicazione svela l’Intenzione profonda
L’emozione non è mai una reazione casuale a un evento esterno. Elias afferma che l’emozione è una comunicazione che ti informa su quale tua intenzione o sistema di credenze è attivo in quel momento.
- L’esempio: Provi un’improvvisa fiammata di rabbia (Comunicazione) mentre parli con un collega. La mente di superficie pensa che la colpa sia del collega (trappola del “perché”). Se invece ascolti la comunicazione come un segnale puro, scopri l’intenzione profonda del tuo sé in quel momento: ad esempio, l’intento di proteggere i tuoi spazi o di riaffermare il tuo valore.
2. La Comunicazione mette a nudo i Condizionamenti
È proprio attraverso la comunicazione emotiva che i condizionamenti (ovvero l’allineamento automatico ai sistemi di credenze e alla duplicità) vengono a galla.
- L’emozione spiacevole (ansia, senso di colpa, frustrazione) è il campanello d’allarme che ti dice: “Attenzione, in questo momento ti stai lasciando condizionare da una credenza che ti sta limitando o che ti sta spingendo a giudicarti (duplicità)”.
- Se provi senso di colpa, la comunicazione ti sta mostrando il condizionamento della credenza secondo cui “stai sbagliando qualcosa” rispetto a uno standard esterno.
La triade in azione: come si crea l’Equilibrio
| Fattore | Ruolo secondo Elias | Il rischio di squilibrio |
| Pensiero | L’Interprete. Traduce l’esperienza in concetti e parole. Non crea la realtà, la interpreta. | Tende a razionalizzare, a girare a vuoto e a perdersi nei “perché” intellettuali. |
| Comunicazione | Il Messaggero. Emozioni e segnali fisici che svelano l’intento e i condizionamenti attivi. | Se ignorata, il corpo si ammala o le emozioni si trasformano in tempeste incontrollabili. |
| Scelta / Azione | Il Braccio Meccanico. Il movimento energetico e fisico nel presente (il “Cosa” e il “Come”). | Se scollegata dagli altri due, diventa un’azione forzata, dettata dal “dover fare”. |
Quando Elias dice che bilanciando questi tre fattori il “perché” si svela da solo, intende dire che:
- Il Pensiero smette di fare domande teoriche e si mette in ascolto.
- Diventa consapevole della Comunicazione (l’emozione o il sintomo attuale), leggendola come la spia di un condizionamento o di un’intenzione.
- Il risultato si traduce immediatamente in una Scelta/Azione fluida e consapevole nel presente.
In questo stato di allineamento, l’intenzione che ha generato la tua creazione è evidente. Vedi il condizionamento, lo accetti, e l’azione che compi diventa l’espressione diretta della tua libertà, senza più il bisogno di psicanalizzarti o di darti voti.
➡️Deposito di energia
Nel lessico di Elias, il concetto di deposito di energia (energy deposit) è la chiave di volta per capire come sia possibile che due persone vivano la stessa identica situazione fisica ricavandone due esperienze totalmente diverse, a volte persino opposte.
Per comprendere cosa intende, dobbiamo scardinare l’idea classica di spazio e tempo. Nella vita quotidiana siamo convinti che quando parliamo con qualcuno, la sua coscienza sia racchiusa nel suo corpo fisico, lì davanti a noi. Elias spiega che non è così.
Un deposito di energia è una porzione di energia che un individuo lascia, proietta o “parcheggia” in un determinato spazio, tempo o interazione, senza che la sua attenzione vigile e cosciente (il suo focus) sia necessariamente presente in quel momento.
Questo meccanismo attraverso tre dinamiche fondamentali:
1. La “segreteria telefonica” energetica
Quando interagisci con qualcuno, non sempre sei connesso con la sua attenzione cosciente immediata. A volte quell’individuo è fisicamente davanti a te, ma la sua mente è altrove (è preoccupato, sta pensando al passato, sta sognando ad occhi aperti).
Il suo corpo fisico e le sue reazioni automatiche in quel momento sono alimentate da un “deposito di energia” — una sorta di pilota automatico energetico che risponde secondo le sue abitudini e i suoi sistemi di credenze. Tu stai interagendo con la sua proiezione, ma la sua attenzione è diretta altrove.
2. Le tracce nello spazio-tempo
Noi lasciamo costantemente depositi di energia nei luoghi che frequentiamo, negli oggetti che tocchiamo e nelle relazioni che intratteniamo. L’energia non svanisce.
- L’esempio pratico: Entri in una stanza dove due persone hanno appena avuto un forte litigio. Anche se la stanza ora è vuota, avverti una forte tensione. Tu stai interagendo con il deposito di energia emotiva lasciato in quel luogo.
3. Come la tua percezione modella il deposito
Poiché in quell’interazione c’è solo un deposito di energia e non l’attenzione vigile dell’altra persona, la tua percezione ha totale carta bianca.
La tua percezione prende quel deposito di energia neutro e lo modella interamente secondo le tue credenze, le tue aspettative e i tuoi timori.
Se tu in quel momento ti senti insicuro, interpreterai il silenzio dell’altro (che è solo un deposito distratto) come un segno di disapprovazione o di freddezza. Tu crei una versione della realtà in cui lui ti sta giudicando.
Quando l’altro individuo “ritorna” con l’attenzione nel proprio corpo, ricorderà l’interazione in modo completamente diverso (o non le darà alcun peso), perché la sua percezione si stava muovendo in un’altra direzione.
È cruciale comprendere che l’energia è indipendente dall’attenzione. Nella nostra cultura tendiamo a pensare: “Se una persona è lì fisicamente, allora è presente”. Elias scardina questo assunto. La presenza fisica è solo una configurazione energetica. Comprendere i “depositi di energia” aiuta il lettore a liberarsi dal condizionamento di voler “aggiustare” l’altro (il fixing di cui parlavamo): capisci che l’incomprensione spesso non è un problema reale tra due persone, ma è il risultato di te che interagisci con un’ombra energetica, colorandola con le tue paure o i tuoi desideri.
➡️Aree regionali
Le Aree Regionali (Regional Areas) del materiale di Elias sono l’equivalente di quelli che nella teosofia o nella metafisica classica vengono chiamati “piani d’esistenza”, ma con una differenza fondamentale nella struttura e nella direzione del movimento.
Mentre nella visione esoterica tradizionale i piani sono spesso disposti in modo verticale e gerarchico (dal piano fisico più basso e “denso” fino a quelli spirituali più alti e “puri” da raggiungere attraverso l’evoluzione), Elias descrive le Aree Regionali in modo orizzontale, simultaneo e interconnesso. Non sono luoghi separati nello spazio, ma 👉frequenze di attenzione della coscienza.
Elias mappa la realtà principalmente attraverso 4 Aree Regionali principali, ognuna con una specifica funzione:
Area Regionale 1: la realtà fisica oggettiva
È il nostro “piano fisico” ordinario. È l’area in cui la coscienza si manifesta attraverso la materia, lo spazio, il tempo lineare e la consapevolezza oggettiva (i cinque sensi, la mente razionale, i pensieri). Qui le creazioni energetiche diventano solide ed è l’area in cui sperimenti il tuo attuale focus.
Area Regionale 2: la realtà soggettiva (il “dietro le quinte”)
È l’equivalente dei piani astrale, mentale o causale, ma Elias la descrive come la cabina di regia della nostra realtà fisica. È il luogo in cui risiede la consapevolezza soggettiva.
- È l’area dei sogni, delle intuizioni, dello stato intermedio tra le vite e, soprattutto, è il luogo in cui si muovono le probabilità prima di essere materializzate nell’Area 1.
- È qui che avvengono gli accordi generali tra le essenze di cui parlavamo prima. Se l’Area 1 è lo schermo del cinema, l’Area 2 è la pellicola nel proiettore.
Area Regionale 3: l’area della transizione (Transition)
È un piano d’esistenza interamente dedicato al disallineamento dai sistemi di credenze fisiche. Viene frequentata dalle essenze quando scelgono di non incarnarsi più nella dimensione terrena.
Serve a “smaltire” l’attaccamento alla linearità del tempo, al genere sessuale e alle dinamiche fisiche per ritornare alla totale consapevolezza della propria natura multidimensionale. Può essere sperimentata in parte anche mentre si è in vita (attraverso stati di alterazione profonda o psicosi).
Area Regionale 4: l’area dell’Essenza Pura
È il piano della coscienza non manifesta, l’essenza nella sua totalità oggettiva e soggettiva unificata, libera dalle restrizioni di qualsiasi dimensione fisica specifica. Da qui l’essenza proietta i suoi innumerevoli focus in tutte le dimensioni possibili (non solo quella terrestre).
Per Elias, tu non devi “scalare” queste aree per salvarti o evolvere. Tu esisti già adesso in tutte e quattro le Aree Regionali contemporaneamente. La tua essenza ha semplicemente focalizzato un raggio della sua attenzione (il tuo focus attuale) nell’Area 1.
Quando mediti, sogni o intercetti i pensieri non espressi di qualcuno, stai semplicemente spostando momentaneamente la tua attenzione nell’Area 2, per poi ritradurre quell’esperienza nei termini fisici dell’Area 1.
In lavorazione…