Glossario dei termini usati da Elias ≣

La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati.

Glossario completo (EN)

Termini intraducibili letteralmente in lavorazione

  • Shift (processo collettivo di trasformazione nella comprensione del reale e della natura della coscienza)
  • shifted (realizzato quando descrive la persona; stato di realizzazione esistenziale e spirituale. In seconda istanza: risvegliato)
  • essence (⇆ nel paradigma del CF77 e del CI equivale all’Individualità)
  • focus (incarnazione; coscienza in incarnazione; ⇆ Individuo)
  • bleed-through
  • bleed-through memory
  • orientation
  • soft/common/intermediate
  • belonging
  • aligning
  • impression
  • impulse
  • state of being shifted → stato di realizzazione;
  • becoming shifted → procedere verso la realizzazione o realizzarsi progressivamente, secondo il contesto.
  • self-directing → dirigere se stessi; orientarsi esistenzialmente; orientarsi consapevolmente
  • empowerment → riappropriarsi del proprio potere.
  • shift in Consciousness → Trasformazione della consapevolezza collettiva

GLOSSARIO CONCETTUALE (sessione 2956 come repertorio dei principi)

A

Aree regionali


B

Belief: credenze, convinzioni

Blueprint: il progetto strutturale secondo cui una realtà viene organizzata.

C

Comunicazione

Consciousness: si veda Essence vs. Consciousness

Creazione realtà personale, ciclo


D

Deposito di energia

Duplicità e dualità


E

Empowerment
Traduzione adottata nel progetto: Riappropriarsi del proprio potere
Definizione secondo Elias: nell’insegnamento di Elias, empowerment non significa acquisire un potere che prima non si possedeva. Significa riconoscere il proprio potere personale e la propria capacità di dirigere consapevolmente la propria esperienza.

Il potere non dipende dalle circostanze, dal comportamento degli altri o dalle condizioni esterne. Ogni situazione, anche la più difficile, lascia sempre la possibilità di scegliere come procedere. Riappropriarsi del proprio potere significa riconoscere questa possibilità di scelta e agire da essa, anziché sentirsi determinati dagli eventi, dalle reazioni automatiche o dalle proprie paure.

L’empowerment non elimina le difficoltà, né la paura o l’incertezza. Consiste nel riconoscere che nessuna esperienza può sottrarre la capacità di scegliere la propria direzione.

***

Essere influenzati

Essence Families. Versosimilmente le isole akasiche di cui parla il Cerchio Ifior.


F

Famiglie di coscienza (o di essenza, vedi sotto)

G

I

L

Links of consciousness (Collegamenti della coscienza)

Secondo Elias, i links of consciousness sono gli elementi fondamentali della coscienza. Non sono cose, entità o particelle, ma esistenze prive di forma, di limiti spaziali e temporali. Essi costituiscono tutto ciò che esiste: ogni manifestazione fisica e non fisica è composta da configurazioni di links di coscienza. ( ⇆ equivale alla materia divina indifferenziata del CF77)

Organizzandosi in configurazioni specifiche danno origine all’Essenza, alla materia, al tempo e a ogni forma di esperienza, pur rimanendo sempre parte dell’unità della coscienza. Ogni link partecipa simultaneamente a tutte le configurazioni della coscienza e non appartiene esclusivamente a una singola Essenza. (eliasforum.org)

Nel corpus Elias distingue chiaramente due livelli:

  1. i links sono gli elementi fondamentali;
  2. le configurazioni dei links producono le diverse manifestazioni.

M

Mergence. Versosimilmente le fusioni tra individualità di cui parla il Cerchio Firenze 77.

N

O

Orientamenti

P

Percezione

Q

R

Rose i nove bambini
Approfondimento nel corpo del post [+8]

S

T

Te di te stesso

Termini di uso comune in Elias

Termini chiave in Elias

The Creating Universal One and Whole

Traduzione provvisoria: Il continuo creare dell’Uno Universale e del Tutto.

In inglese creating è il participio presente. Non indica tanto il risultato dell’azione, quanto l’azione in atto.

Per questo:

  • La Creazione dell’Uno Universale e del Tutto – come naturalmente la si può tradurre in italiano – tende a essere letta come l’atto della creazione o addirittura la creazione già avvenuta.
  • La possibilità di tradurre con: Il crearsi dell’Uno Universale e del Tutto mette invece l’accento sul processo continuo, sull’essere senza tempo dell’azione.
  • Provvisoriamnete adottiamo una formula terza: Il continuo creare dell’Uno Universale e del Tutto.

Tono della personalità

U

V

Value fulfillment: il modo in cui ogni esperienza contribuisce al pieno espandersi del valore di un’essenza”. (In italiano lo tradurremo come “adempimento esistenziale“)

Veggenti

Nel materiale trasmesso da Elias, il termine “Veggenti” (in inglese Seers) ha un significato molto specifico e distinto sia dall’accezione comune (divinazione, profezia) sia dalla struttura generale delle 9 famiglie di essenze.

1. La definizione di “Veggenti” nel materiale di Elias

Nel contesto delle sessioni di Elias, i Veggenti non sono una famiglia di essenze a sé stante, né individui dotati di poteri magici o di chiaroveggenza in senso tradizionale.

I Veggenti sono focalizzazioni o essenze specifiche che scelgono una particolare funzione di attenzione e percezione: quella di osservare, registrare e facilitare il passaggio e la comprensione delle informazioni tra i vari aspetti della realtà (sia fisica che non fisica), senza alterare o distorcere il flusso energetico.

Caratteristiche principali:

  • Osservatori della Coscienza: I Veggenti agiscono come “testimoni” o osservatori attenti delle dinamiche di movimento della coscienza. La loro attenzione è sintonizzata nel rilevare i cambiamenti di percezione, le probabilità e i movimenti energetici sottili all’interno e all’esterno della realtà oggettiva.
  • Chiara Percezione e Assenza di Giudizio: La “visione” del Veggente non riguarda il predire il futuro (poiché il futuro non è predeterminato, ma formato da probabilità in continuo movimento), bensì il percepire il presente con estrema chiarezza, scorgendo i modelli energetici che le altre focalizzazioni spesso ignorano a causa dei condizionamenti o dei filtri delle credenze.
  • Ponte tra il Fisico e il Non-Fisico: Spesso i Veggenti fungono da facilitatori o “traduttori” tra le dimensioni non fisiche e la focalizzazione fisica, consentendo la trasmissione di informazioni e concetti complessi in un modo che possa essere compreso ed elaborato nell’esperienza oggettiva.

2. Il collegamento con la Famiglia Sumafi

Nella cosmologia di Elias, la funzione dei Veggenti è strettamente intrecciata con l’intenzione della famiglia Sumafi.

Poiché l’intenzione primaria dei Sumafi è la trasmissione dell’informazione con la minima distorsione possibile, le focalizzazioni che operano come Veggenti attingono fortemente a questo tipo di energia. Essi non cercano di interpretare, dogma-tizzare o modificare ciò che osservano, ma cercano di mantenerne la purezza e l’accuratezza concettuale.

3. Veggenti vs. Profezia tradizionale

Elias chiarisce a più riprese la differenza fondamentale tra la visione di un Veggente e il concetto di profezia:

Concetto Tradizionale di “Veggente/Profeta”Il “Veggente” secondo Elias
Vede un futuro fisso e predeterminato.Percepisce le linee di probabilità più forti nel momento presente.
Avverte di sventure o impone dogmi e regole.Offre chiarezza di consapevolezza affinché l’individuo possa scegliere consapevolmente.
Interpreta i segni secondo credenze religiose o mistiche.Osserva l’energia e la coscienza riducendo al minimo la distorsione.

In sintesi: Per Elias, essere un Veggente significa avere una focalizzazione dell’attenzione altamente sintonizzata sulla consapevolezza del momento presente e sulla capacità di vedere le dinamiche della realtà e della coscienza per quello che sono realmente, senza il filtro del giudizio o del dogma.

Z


Se leggi le informazioni fornite da Elias, ti imbatterai in alcune parole e idee che vengono utilizzate di frequente:

  • “essenza” (“essence”) è un’azione che incorpora il tono della personalità; ciò che solitamente traduciamo nelle parole “anima,” “spirito,” o “psiche.” Si riferisce anche alle persone come essenza.
  • una vita individuale è una “manifestazione,” “focus dell’attenzione,” “focus,” o “soggiorno”  (“manifestation,” “focus of attention,” “focus,” or “sojourn”)
  • i nostri stati di veglia, nella loro varietà, sono consapevolezza “oggettiva”. (“objective” awareness)
  • gli stati alterati, non coscienti o altri stati coscienti, nella loro varietà, sono consapevolezza “soggettiva”. (“subjective” awareness)

Per un’ulteriore introduzione, dai un’occhiata al Glossario dei termini di Luana Alika.
Per una panoramica completa della terminologia, dai un’occhiata al sommario di Digests.


Nel materiale di Elias, il tono della personalità (spesso legato al concetto di tono dell’essenza) è la firma vibrazionale unica, fondamentale e immutabile che definisce chi sei a livello profondo.

Per capire cos’è, immagina la tua coscienza come uno strumento musicale: puoi suonare canali diversi, generi diversi e canzoni diverse (che rappresentano i tuoi pensieri, le tue scelte, le tue varie incarnazioni o i ruoli che interpreti nella vita), ma lo strumento ha un suo timbro specifico che non cambia mai. Quello è il tuo tono.
Il concetto si articola in alcuni punti chiave:

1. È l’impronta digitale della tua Essenza

Il tono è ciò che ti distingue da qualsiasi altra espressione di coscienza nell’universo. Non è legato alla tua personalità di superficie (se sei timido, estroverso, calmo o irascibile), ma è la frequenza energetica pura che sta alla base di tutte le tue manifestazioni. È la tua “firma qualitativa”.

2. Le Famiglie di Coscienza (Consciousness Families)

Elias spiega che ogni frammento di coscienza (ogni essenza) appartiene o si allinea a specifiche “famiglie” che condividono un intento comune. Il tuo tono individuale determina l’appartenenza a queste macro-frequenze. Elias ne identifica 9 principali (come i Sumari, i Milumet, i Gramada, ecc.). Il tuo tono vibra in armonia con l’intento di una di queste famiglie.

3. Non cambia, ma si sperimenta

A differenza dei sistemi di credenze, delle opinioni o delle caratteristiche psicologiche che mutano nel corso della vita, il tono della tua personalità/essenza resta costante. Tuttavia, l’essenza si incarna in infinite realtà e dimensioni proprio per esplorare tutte le possibili sfumature, varianti e sfaccettature che quel particolare tono può produrre.

Elias fa una distinzione molto sottile ma importante:

  • 👉La Personalità Fisica (o Focus): È l’identità che sperimenti qui e ora. È plasmata dalla cultura, dalle credenze, dalle esperienze e dal corpo fisico. È mutevole e focalizzata sul tempo lineare.
  • 👉Il Tono: È la corrente sotterranea. È la sorgente energetica che alimenta quella personalità. Anche se cambi radicalmente vita, opinioni o carattere, il modo in cui elabori l’energia manterrà sempre la qualità del tuo tono originario.

In sintesi, riconoscere il proprio tono significa spogliarsi delle definizioni e delle etichette sociali per sintonizzarsi sulla propria reale natura energetica, comprendendo l’intento profondo dietro ogni nostra singola esperienza o variante di realtà.


1. I Concetti Fondamentali (La struttura della Coscienza)

  • Essence (E): L’Essenza. La tua identità totale, multidimensionale e non fisica. Non ha inizio né fine e non è frammentata, ma si esprime attraverso innumerevoli punti di attenzione.
  • Focus (F / E sotto Focus of Essence): Il Focus (o punto focale). È la singola incarnazione o manifestazione fisica. Tu, seduto lì in questo momento, sei un “focus” della tua essenza che sperimenta il tempo lineare.
  • Tone (T / E sotto Essence Tones): Il Tono. La firma vibrazionale unica e immutabile di un’essenza o di un focus. È il tuo “timbro” energetico originario.
  • Essence Families (E): Le Famiglie di Coscienza. Le 9 macro-frequenze energetiche a cui le essenze si allineano per esplorare specifici intenti e aree di esperienza nella realtà fisica.

2. Le Dinamiche della Realtà (Come creiamo l’esperienza)

  • Perception (P): La Percezione. Lo strumento fisico primario. Elias spiega che la percezione non è solo un modo di guardare il mondo, ma è il meccanismo fisico che proietta e crea letteralmente la materia densa e gli eventi.
  • Belief Systems (B): I Sistemi di Credenze. Le griglie interpretative della realtà (es. religione, scienza, relazioni, sessualità). Non vanno eliminati, ma compresi e accettati per neutralizzarne gli automatismi limitanti.
  • Duplicity (D): La Duplicità. È l’aspetto dei nostri sistemi di credenze che ci spinge a catalogare costantemente tutto in “buono o cattivo”, “giusto o sbagliato”. È la principale fonte di conflitto e giudizio.
  • Probabilities (P): Le Probabilità. Le infinite varianti di azione disponibili in ogni momento. Non esiste un destino lineare; ogni scelta crea una linea di probabilità che si realizza.

3. I Fenomeni Multidimensionali (Le interazioni tra le vite)

  • Simultaneous Time (S): Il Tempo Simultaneo. Il concetto cardine secondo cui passato, presente e futuro accadono tutti ora. Tutte le tue “vite passate o future” stanno avvenendo contemporaneamente.
  • Bleed-through (B): L’Infiltrazione (o travaso). Il fenomeno per cui memorie, abilità, paure o sensazioni appartenenti a un altro tuo focus (un’altra vita simultanea) “filtrano” nella tua realtà attuale.
  • Alternate Selves / Probable Selves (A): Sé Alternativi / Sé Probabili. Le versioni di te stesso che compiono le scelte che tu hai scartato. Ogni volta che ti trovi davanti a un bivio e scegli la strada A, un tuo sé alternativo sperimenta la strada B.

4. L’Obiettivo Attuale

  • The Shift in Consciousness (S): Il Cambiamento di Coscienza. Il processo collettivo globale (già in atto) di espansione della consapevolezza umana, mirato a inserire la consapevolezza dell’essenza direttamente nella realtà fisica quotidiana, superando il trauma della separazione.

Termine IngleseTraduzione ConsigliataNota tecnica
EssenceEssenzaNon “anima”, che ha connotazioni religiose diverse.
FocusFocus (o Punto Focale)Elias usa “Focus” come sinonimo di incarnazione.
DuplicityDuplicitàSpecifica sempre che è il sistema di “giusto/sbagliato”.
ShiftSpostamento (di coscienza)Spesso lasciato come “Shift” anche in italiano per chiarezza.
Bleed-throughInfiltrazioneIndica quando un’abilità di un altro sé emerge nel presente.

➡️Ciclo sulla generazione della realtà personale: [E3]

La tua percezione è il modo in cui vedi te stesso, come vedi il tuo mondo, come interagisci con il tuo mondo, come interagisci con te stesso, tra di voi e COME CREI LA TUA REALTÀ.
Crei la tua realtà attraverso la tua percezione (⇆ creazione/percezione). La percezione non è una percezione visiva. La percezione non si limita al tuo processo di pensiero. Non si limita alle emozioni. È onnicomprensiva, e quell’elemento di te stesso che non identifichi come una cosa, perché non è il tuo corpo e non è il tuo cervello. È quell’elemento di te stesso che crea la tua realtà, che ti pone nella consapevolezza della realtà all’interno di questa dimensione fisica. È la tua consapevolezza, la tua consapevolezza oggettiva. (381)

… è uno strumento, in un certo senso, che ti consente di interagire con questa dimensione fisica creando la tua realtà in questa dimensione fisica. (Digestsistema di credenze della percezione)

… è l’elemento della tua coscienza, la tua realtà che crea la tua realtà. (Digestsistema di credenze della percezione)

… l’elemento che crea la tua realtà, ed è anche l’elemento all’interno della tua realtà che definisce la tua realtà per te oggettivamente. (Digestsistema di credenze della percezione)

… è un meccanismo di proiezione della tua consapevolezza. (834)

… è un meccanismo che incorpori nella coscienza, nella manifestazione fisica, che si proietta esteriormente da te stesso e in realtà crea e genera TUTTE le manifestazioni fisiche. (942)

… è uno strumento di creazione. (654)


Il “Te di te stesso” (L’Essenza al centro)

Questo è il nucleo. È la coscienza pura, l’Essenza che osserva il Focus dall’interno. È quella parte di te che rimane assolutamente immutabile, calma e consapevole sia quando sei sveglio, sia quando sogni, sia tra una vita e l’altra.

  • Non è l’io che pensa, ma ciò che è consapevole del pensiero.
  • Non è la personalità che sperimenta la rabbia o la gioia, ma la matrice energetica (il Tono) che permette a quella rabbia o gioia di essere provate.

Nel linguaggio comune, pensiamo alla comunicazione come a qualcosa che facciamo verso l’esterno (parlare con gli altri). Per Elias, invece, la comunicazione è quasi interamente interna: 👉è il modo in cui il tuo sé profondo (l’Essenza) invia messaggi costanti alla tua mente di superficie (il Focus).
I canali principali di questa comunicazione interna sono due: le 👉emozioni e i 👉segnali fisici (i sintomi del corpo, le malattie, le sensazioni).

1. La Comunicazione svela l’Intenzione profonda

L’emozione non è mai una reazione casuale a un evento esterno. Elias afferma che l’emozione è una comunicazione che ti informa su quale tua intenzione o sistema di credenze è attivo in quel momento.

  • L’esempio: Provi un’improvvisa fiammata di rabbia (Comunicazione) mentre parli con un collega. La mente di superficie pensa che la colpa sia del collega (trappola del “perché”). Se invece ascolti la comunicazione come un segnale puro, scopri l’intenzione profonda del tuo sé in quel momento: ad esempio, l’intento di proteggere i tuoi spazi o di riaffermare il tuo valore.

2. La Comunicazione mette a nudo i Condizionamenti

È proprio attraverso la comunicazione emotiva che i condizionamenti (ovvero l’allineamento automatico ai sistemi di credenze e alla duplicità) vengono a galla.

  • L’emozione spiacevole (ansia, senso di colpa, frustrazione) è il campanello d’allarme che ti dice: “Attenzione, in questo momento ti stai lasciando condizionare da una credenza che ti sta limitando o che ti sta spingendo a giudicarti (duplicità)”.
  • Se provi senso di colpa, la comunicazione ti sta mostrando il condizionamento della credenza secondo cui “stai sbagliando qualcosa” rispetto a uno standard esterno.

La triade in azione: come si crea l’Equilibrio

FattoreRuolo secondo EliasIl rischio di squilibrio
PensieroL’Interprete. Traduce l’esperienza in concetti e parole. Non crea la realtà, la interpreta.Tende a razionalizzare, a girare a vuoto e a perdersi nei “perché” intellettuali.
ComunicazioneIl Messaggero. Emozioni e segnali fisici che svelano l’intento e i condizionamenti attivi.Se ignorata, il corpo si ammala o le emozioni si trasformano in tempeste incontrollabili.
Scelta / AzioneIl Braccio Meccanico. Il movimento energetico e fisico nel presente (il “Cosa” e il “Come”).Se scollegata dagli altri due, diventa un’azione forzata, dettata dal “dover fare”.

Quando Elias dice che bilanciando questi tre fattori il “perché” si svela da solo, intende dire che:

  1. Il Pensiero smette di fare domande teoriche e si mette in ascolto.
  2. Diventa consapevole della Comunicazione (l’emozione o il sintomo attuale), leggendola come la spia di un condizionamento o di un’intenzione.
  3. Il risultato si traduce immediatamente in una Scelta/Azione fluida e consapevole nel presente.

In questo stato di allineamento, l’intenzione che ha generato la tua creazione è evidente. Vedi il condizionamento, lo accetti, e l’azione che compi diventa l’espressione diretta della tua libertà, senza più il bisogno di psicanalizzarti o di darti voti.


Nel lessico di Elias, il concetto di deposito di energia (energy deposit) è la chiave di volta per capire come sia possibile che due persone vivano la stessa identica situazione fisica ricavandone due esperienze totalmente diverse, a volte persino opposte.

Per comprendere cosa intende, dobbiamo scardinare l’idea classica di spazio e tempo. Nella vita quotidiana siamo convinti che quando parliamo con qualcuno, la sua coscienza sia racchiusa nel suo corpo fisico, lì davanti a noi. Elias spiega che non è così.

Un deposito di energia è una porzione di energia che un individuo lascia, proietta o “parcheggia” in un determinato spazio, tempo o interazione, senza che la sua attenzione vigile e cosciente (il suo focus) sia necessariamente presente in quel momento.

Questo meccanismo attraverso tre dinamiche fondamentali:

1. La “segreteria telefonica” energetica

Quando interagisci con qualcuno, non sempre sei connesso con la sua attenzione cosciente immediata. A volte quell’individuo è fisicamente davanti a te, ma la sua mente è altrove (è preoccupato, sta pensando al passato, sta sognando ad occhi aperti).

Il suo corpo fisico e le sue reazioni automatiche in quel momento sono alimentate da un “deposito di energia” — una sorta di pilota automatico energetico che risponde secondo le sue abitudini e i suoi sistemi di credenze. Tu stai interagendo con la sua proiezione, ma la sua attenzione è diretta altrove.

2. Le tracce nello spazio-tempo

Noi lasciamo costantemente depositi di energia nei luoghi che frequentiamo, negli oggetti che tocchiamo e nelle relazioni che intratteniamo. L’energia non svanisce.

  • L’esempio pratico: Entri in una stanza dove due persone hanno appena avuto un forte litigio. Anche se la stanza ora è vuota, avverti una forte tensione. Tu stai interagendo con il deposito di energia emotiva lasciato in quel luogo.

3. Come la tua percezione modella il deposito

Poiché in quell’interazione c’è solo un deposito di energia e non l’attenzione vigile dell’altra persona, la tua percezione ha totale carta bianca.

La tua percezione prende quel deposito di energia neutro e lo modella interamente secondo le tue credenze, le tue aspettative e i tuoi timori.
Se tu in quel momento ti senti insicuro, interpreterai il silenzio dell’altro (che è solo un deposito distratto) come un segno di disapprovazione o di freddezza. Tu crei una versione della realtà in cui lui ti sta giudicando.

Quando l’altro individuo “ritorna” con l’attenzione nel proprio corpo, ricorderà l’interazione in modo completamente diverso (o non le darà alcun peso), perché la sua percezione si stava muovendo in un’altra direzione.

È cruciale comprendere che l’energia è indipendente dall’attenzione. Nella nostra cultura tendiamo a pensare: “Se una persona è lì fisicamente, allora è presente”. Elias scardina questo assunto. La presenza fisica è solo una configurazione energetica. Comprendere i “depositi di energia” aiuta il lettore a liberarsi dal condizionamento di voler “aggiustare” l’altro (il fixing di cui parlavamo): capisci che l’incomprensione spesso non è un problema reale tra due persone, ma è il risultato di te che interagisci con un’ombra energetica, colorandola con le tue paure o i tuoi desideri.

Le Aree Regionali (Regional Areas) del materiale di Elias sono l’equivalente di quelli che nella teosofia o nella metafisica classica vengono chiamati “piani d’esistenza”, ma con una differenza fondamentale nella struttura e nella direzione del movimento.

Mentre nella visione esoterica tradizionale i piani sono spesso disposti in modo verticale e gerarchico (dal piano fisico più basso e “denso” fino a quelli spirituali più alti e “puri” da raggiungere attraverso l’evoluzione), Elias descrive le Aree Regionali in modo orizzontale, simultaneo e interconnesso. Non sono luoghi separati nello spazio, ma 👉frequenze di attenzione della coscienza.
Elias mappa la realtà principalmente attraverso 4 Aree Regionali principali, ognuna con una specifica funzione:

Area Regionale 1: la realtà fisica oggettiva

È il nostro “piano fisico” ordinario. È l’area in cui la coscienza si manifesta attraverso la materia, lo spazio, il tempo lineare e la consapevolezza oggettiva (i cinque sensi, la mente razionale, i pensieri). Qui le creazioni energetiche diventano solide ed è l’area in cui sperimenti il tuo attuale focus.

Area Regionale 2: la realtà soggettiva (il “dietro le quinte”)

È l’equivalente dei piani astrale, mentale o causale, ma Elias la descrive come la cabina di regia della nostra realtà fisica. È il luogo in cui risiede la consapevolezza soggettiva.

  • È l’area dei sogni, delle intuizioni, dello stato intermedio tra le vite e, soprattutto, è il luogo in cui si muovono le probabilità prima di essere materializzate nell’Area 1.
  • È qui che avvengono gli accordi generali tra le essenze di cui parlavamo prima. Se l’Area 1 è lo schermo del cinema, l’Area 2 è la pellicola nel proiettore.

Area Regionale 3: l’area della transizione (Transition)

È un piano d’esistenza interamente dedicato al disallineamento dai sistemi di credenze fisiche. Viene frequentata dalle essenze quando scelgono di non incarnarsi più nella dimensione terrena.

Serve a “smaltire” l’attaccamento alla linearità del tempo, al genere sessuale e alle dinamiche fisiche per ritornare alla totale consapevolezza della propria natura multidimensionale. Può essere sperimentata in parte anche mentre si è in vita (attraverso stati di alterazione profonda o psicosi).

Area Regionale 4: l’area dell’Essenza Pura

È il piano della coscienza non manifesta, l’essenza nella sua totalità oggettiva e soggettiva unificata, libera dalle restrizioni di qualsiasi dimensione fisica specifica. Da qui l’essenza proietta i suoi innumerevoli focus in tutte le dimensioni possibili (non solo quella terrestre).

Per Elias, tu non devi “scalare” queste aree per salvarti o evolvere. Tu esisti già adesso in tutte e quattro le Aree Regionali contemporaneamente. La tua essenza ha semplicemente focalizzato un raggio della sua attenzione (il tuo focus attuale) nell’Area 1.

Quando mediti, sogni o intercetti i pensieri non espressi di qualcuno, stai semplicemente spostando momentaneamente la tua attenzione nell’Area 2, per poi ritradurre quell’esperienza nei termini fisici dell’Area 1.


In lavorazione…

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