Si può parlare di unità senza identità uniforme: ciò che è diverso non deve essere separato, e ciò che non è separato non deve essere identico.
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 6
Essere parte dell’intero significa scomparire?
L’esperienza della non-separazione può suscitare una difficoltà immediata. Se l’individuo è parte di ciò che accade e la separazione non è fondamentale, che cosa rimane della sua individualità? L’unità implica forse la dissoluzione delle differenze personali in una totalità indistinta? È questo il problema che le Sessioni 758 e 1175 permettono di affrontare direttamente. [Raccordo editoriale — Sessioni 758, 1175]
Nel capitolo precedente abbiamo visto che Elias descrive l’interconnectedness («interconnessione») come esperienza nella quale il «velo della separazione» si attenua e l’individuo sperimenta di essere parte di ciò che sta accadendo. Questo dato rimane il punto di partenza; qui, però, la questione non è più l’esperienza dell’unità, ma la permanenza della distinzione individuale al suo interno. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 3174]
Differenza senza separazione
Nella Sessione 758 è l’interlocutore a formulare il problema in termini particolarmente chiari. Propone che la relazione fra no separation («assenza di separazione») e individuality («individualità») possa essere compresa attraverso il focus of attention («focalizzazione dell’attenzione»). Elias risponde affermativamente. [Interlocutore / Elias — Sessione 758]
Interlocutore: “The basis for no separation versus individuality is simply the focus of attention.”
(«La base del rapporto fra non-separazione e individualità è semplicemente la focalizzazione dell’attenzione.»)
Elias: “Yes.” («Sì.») — Sessione 758
La formulazione più estesa appartiene dunque all’interlocutore e non deve essere trasformata in una definizione autonoma di Elias. La conferma, tuttavia, è seguita da un’affermazione diretta di Elias: esistono different directions of attention («differenti direzioni dell’attenzione»), ma non per questo esiste separazione. [Interlocutore / Elias — Sessione 758]
“There are different directions of attention but […] there is no separation.”
(«Esistono differenti direzioni dell’attenzione, ma […] non vi è separazione.») — Elias, Sessione 758
La differenza individuale, in questa prospettiva, non deve quindi essere cancellata per riconoscere la non-separazione. Possono esistere direzioni differenti, esperienze differenti e focalizzazioni differenti senza che tali distinzioni costituiscano entità isolate le une dalle altre. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 758]
L’individuo come focalizzazione nell’intero
Nella stessa Sessione 758 viene accolta l’immagine dell’individualità come focus of attention within a whole («focalizzazione dell’attenzione all’interno di un intero»). Anche questa formula nasce nel dialogo e deve conservarne l’attribuzione, ma permette di esprimere con precisione il rapporto fra individualità e non-separazione documentato dalla sessione. [Interlocutore / Elias — Sessione 758]
L’individuo non appare allora come un frammento che debba ricongiungersi a qualcosa da cui sarebbe stato realmente staccato. Può essere descritto, più prudentemente, come una direzione distinta dell’esperienza all’interno di un whole («intero») che non viene spezzato da quella distinzione. [Raccordo editoriale — Sessione 758]
Questo significa anche che non-separazione e individualità non sono due condizioni che si alternano: quando cresce l’una non deve necessariamente diminuire l’altra. Ciò che viene meno è l’equivalenza fra distinzione e isolamento. Essere distinti non significa essere ontologicamente separati. [Raccordo editoriale — Sessione 758]
L’individualità conserva significato
La Sessione 1175 offre una conferma più concreta. Elias parla direttamente della significance of individuality («significato, rilevanza dell’individualità»), ma precisa che tale riconoscimento non deve avvenire a esclusione della comunità e quindi attraverso una perpetuazione della separazione. [Elias — Sessione 1175]
“Recognizing the significance of individuality but also not to the exclusion of community…”
(«Riconoscere il significato dell’individualità, ma non a esclusione della comunità…»). — Elias, Sessione 1175
La frase è importante perché impedisce di intendere la non-separazione come svalutazione dell’individuo. Elias non invita a rendere l’individualità irrilevante; ne riconosce esplicitamente il significato e colloca la questione nel rapporto fra individualità e lack of separation («assenza di separazione»). [Elias — Sessione 1175]
Emergono così due estremi che le fonti non richiedono. Da un lato, proteggere la propria individualità attraverso isolamento e separazione; dall’altro, immaginare che per superare la separazione occorra rinunciare alla propria distinzione e conformarsi a una totalità o a un gruppo. La Sessione 1175 mantiene insieme individualità e relazione. [Raccordo editoriale — Sessione 1175]
Meno separazione non significa meno individuo
Un’altra cautela emerge dalla Sessione 1673. L’interlocutrice propone l’idea che tutti siano già enlightened («illuminati») e debbano soltanto ricordarlo. Elias non assume integralmente questa formulazione: risponde partially («parzialmente») e sposta la spiegazione verso less separation («minore separazione»). [Interlocutrice / Elias — Sessione 1673]
Nello sviluppo di Elias, il punto riguarda una minore condizione di isolamento e una diversa relazione con sé, con gli altri e con l’ambiente. Il linguaggio dell’illuminazione introdotto dall’interlocutrice non viene quindi trasformato in un’identità metafisica nella quale le individualità scomparirebbero; il movimento esplicitato è verso una minore separazione. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 1673]
La distinzione è importante anche per la struttura della monografia. «Meno separazione» non significa «meno identità». Le fonti autorizzano piuttosto a parlare di un modo differente di vivere la propria individualità: meno isolata e meno definita dalla contrapposizione con ciò che la circonda. [Raccordo editoriale — Sessioni 758, 1175, 1673]
Anche la forma fisica rimane inclusa
La Sessione 201401141 aggiunge un elemento ulteriore. Elias afferma che si può giungere a una consapevolezza completa dell’interconnectedness («interconnessione») includendo la forma fisica e che non si è meno interconnessi all’interno di una forma fisica che senza di essa. [Elias — Sessione 201401141]
Questo punto era già importante nel capitolo precedente per negare una gerarchia fra fisico e non fisico. Qui assume una funzione diversa: mostra che la non-separazione non richiede nemmeno la cancellazione della forma concreta attraverso cui l’individuo si esprime. L’interconnessione può includere pienamente la manifestazione fisica. [Raccordo editoriale — Sessione 201401141]
Non occorre quindi immaginare una condizione nella quale l’individuo diventi sempre meno definito, sempre meno fisico o sempre meno particolare per essere sempre più interconnesso. Elias afferma esplicitamente che la forma fisica non diminuisce l’interconnessione. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 201401141]
Unità non significa uniformità
Le fonti permettono a questo punto una distinzione utile: no separation («assenza di separazione») non equivale a uniformità. Le differenti direzioni dell’attenzione della Sessione 758 indicano che la differenziazione può permanere senza costituire una separazione fondamentale. [Raccordo editoriale — Sessione 758]
Per la stessa ragione, l’interconnectedness («interconnessione») non deve essere immaginata come una fusione nella quale non esistano più preferenze, direzioni o esperienze individuali. Il corpus documenta la partecipazione all’intero e, contemporaneamente, il significato dell’individualità. [Raccordo editoriale — Sessioni 3174, 1175]
La conclusione autorizzata è dunque più sobria di una teoria metafisica generale dell’unità: la non-separazione modifica il modo in cui l’individuo si colloca nell’intero, ma non richiede di dichiarare irreale la sua individualità. [Raccordo editoriale — Sessioni 758, 1175, 3174]
Essere parte non significa essere il medesimo
Dire che l’individuo è parte di ciò che accade non significa affermare che sia indistinguibile da tutto ciò che accade. La Sessione 3174 documenta la partecipazione senza separazione; la 758 conserva differenti direzioni dell’attenzione; la 1175 conserva il significato dell’individualità. [Raccordo editoriale — Sessioni 3174, 758, 1175]
Si può pertanto parlare di unità senza identità uniforme: ciò che è diverso non deve essere separato, e ciò che non è separato non deve essere identico. È una ricostruzione editoriale fondata sulla convergenza delle fonti, non una formula letterale utilizzata da Elias. [Raccordo editoriale — Sessioni 3174, 758, 1175]
Questa tensione va conservata, perché eliminare uno dei due poli deformerebbe il corpus. Se si assolutizza l’individualità, si torna all’isolamento; se si assolutizza l’unità fino a cancellare ogni distinzione, non si rende più conto delle diverse direzioni dell’attenzione e del significato che Elias attribuisce all’individualità. [Raccordo editoriale — Sessioni 758, 1175]
Conclusione
Nella ricostruzione consentita dalle fonti, la non-separazione non dissolve l’individuo. L’interconnectedness («interconnessione») indica partecipazione senza il velo della separazione; l’individuality («individualità») continua a esprimersi attraverso differenti direzioni dell’attenzione all’interno del whole («intero»). [Elias / raccordo editoriale — Sessioni 3174, 758]
L’individuo non deve quindi scegliere fra essere sé stesso ed essere parte dell’intero. Le Sessioni 758 e 1175 consentono di mantenere entrambe le dimensioni: distinzione reale dell’esperienza e assenza di separazione fondamentale. [Raccordo editoriale — Sessioni 758, 1175]
Con questo passaggio si conclude il primo movimento della monografia. Abbiamo chiarito che spiritualità, fisicità, esperienza mistica e non-separazione non richiedono né un «altrove» superiore né la cancellazione dell’individuo. Resta ora da chiedere che cosa possano effettivamente fare le pratiche all’interno di questa configurazione. [Raccordo editoriale — Sessioni 3174, 758, 201401141; ponte verso Capitolo 7]
Fonti
- Sessione 3174 — Eliasweb
- Sessione 758 — Eliasweb
- Sessione 201401141 — Eliasweb
- Sessione 1175 — Eliasweb
- Sessione 1673 — Eliasweb
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

” Essere distinti non significa essere ontologicamente separati.”
Questa frase la sento come esperienza reale.