Non è la vita comune a impedire la spiritualità: è la separazione fra le due a impedire di riconoscere l’intero.
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
MONOGRAFIE
8. Spiritualità, pratiche, maestri, illuminazione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda relativa alle fonti a fondo pagina.
Capitolo 2
Due vite nello stesso individuo
È possibile riconoscere teoricamente che la spiritualità riguarda l’interezza dell’essere e continuare, nella pratica, a dividere la propria esperienza in due ambiti: da una parte ciò che viene considerato spirituale, dall’altra il lavoro, le relazioni, le occupazioni quotidiane e la vita fisica. La Sessione 282 affronta precisamente questa separazione. [Raccordo editoriale — Sessione 282]
L’interlocutrice descrive infatti una propria ricerca spirituale che tende a rimanere distinta dal lavoro e dagli altri aspetti della vita fisica. La questione non viene quindi posta in astratto: riguarda il modo in cui una persona può riconoscere valore a determinate esperienze e contemporaneamente trattare gran parte della propria esistenza come qualcosa di differente. [Interlocutrice — Sessione 282]
Elias individua proprio in questa divisione il problema. Separando la ricerca spirituale dalla vita fisica, l’individuo non incorpora l’interezza del proprio focus. Non è la vita comune a impedire la spiritualità: è la separazione fra le due a impedire di riconoscere l’intero. [Elias — Sessione 282]
«All is spirituality»
“All is spirituality.”
— Elias, Sessione 282
La risposta di Elias non consiste nell’invitare l’interlocutrice a dedicare più tempo alle attività spirituali. Opera nella direzione opposta: amplia la categoria fino a includere ciò che ne era stato escluso. Azioni, interazioni, vita fisica e occasioni offerte da ogni momento appartengono tutte a ciò che viene chiamato spiritualità. [Elias — Sessione 282]
La conseguenza è significativa. Se «tutto è spiritualità», il lavoro non deve trasformarsi in meditazione per acquisire valore spirituale, né un’interazione ordinaria deve produrre uno stato particolare per entrare in quella categoria. La distinzione fra un’esperienza spirituale e una semplicemente quotidiana perde il carattere assoluto che le veniva attribuito. [Raccordo editoriale — Sessione 282]
Questo non significa che tutte le attività siano identiche o producano le stesse esperienze. Significa qualcosa di più circoscritto: non è possibile separare una parte dell’esistenza e considerarla, per sua natura, esterna all’interezza del focus. [Raccordo editoriale — Sessione 282]
«In actuality there is no spirituality»
Elias spinge la formulazione ancora oltre. Dopo avere incluso tutto nella spiritualità, può affermare che, «in actuality», non esiste spiritualità. Le due espressioni possono sembrare contraddirsi: prima «tutto è spiritualità», poi «non esiste spiritualità». Nel contesto, però, indicano lo stesso movimento. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 282]
«Non esiste spiritualità» non significa che ciò che una persona sperimenta come spirituale sia falso, inutile o privo di valore. Significa che non esiste una categoria separata che possa essere contrapposta alla vita fisica. Se nulla ne rimane fuori, la parola non identifica più un territorio delimitabile. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 282]
È questo il punto sul quale occorre maggiore cautela. Elias non sostituisce la spiritualità con una concezione materialistica dell’esistenza, né svaluta ciò che viene definito spirituale. Contesta la divisione mediante la quale alcune espressioni vengono isolate dal resto e considerate appartenenti a un ordine differente. [Raccordo editoriale fondato su Elias — Sessione 282]
L’intero non ha un settore spirituale
La Sessione 703 converge sullo stesso punto da un’altra direzione. Elias parla della spiritualità come «the entirety of being — merely being», l’interezza dell’essere, semplicemente essere, «in ALL of your expression». L’interezza non può avere, accanto a sé, un settore che la rappresenti meglio degli altri: altrimenti tornerebbe a essere una somma di compartimenti separati. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 703]
Nella stessa sessione viene infatti messa in discussione la suddivisione dell’individuo in categorie mentali, emotive, fisiche e spirituali. Ciò che Elias propone non è di rendere dominante la componente spirituale, ma di non separare queste espressioni dall’intero essere che le manifesta. [Elias — Sessione 703]
La Sessione 828 amplia ulteriormente il quadro: Elias precisa che spiritualità non è sinonimo di religione e non consiste nel privilegiare una dimensione cosmica o non fisica rispetto all’espressione fisica. Il «big picture» comprende entrambe. Anche qui il movimento non porta fuori dalla fisicità, ma include ciò che veniva tenuto separato. [Elias — Sessione 828]
Il problema non è la vita ordinaria
Da queste spiegazioni emerge un rovesciamento importante. Se una persona avverte distanza fra la propria ricerca spirituale e la vita di ogni giorno, il problema non consiste necessariamente nel fatto che dedica troppo tempo alle occupazioni comuni e troppo poco alla spiritualità. Potrebbe risiedere proprio nella premessa che le due cose appartengano a domini diversi. [Raccordo editoriale — Sessioni 282, 703]
La Sessione 282 rende questo punto particolarmente concreto perché Elias non invita l’interlocutrice ad abbandonare il lavoro o a trasformarlo in qualcos’altro. La richiama invece all’incorporazione dell’intero focus. L’attenzione si sposta così dalla ricerca di un settore privilegiato alla relazione che l’individuo stabilisce con la totalità della propria esperienza. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 282]
Questo permette anche di evitare un equivoco opposto. Affermare che non esiste una vita comune separata dalla spiritualità non significa dichiarare ogni esperienza piacevole, consapevole o armoniosa. Significa soltanto che anche ciò che appare ordinario appartiene all’esperienza dell’individuo e non può essere espulso dall’interezza mediante una classificazione spirituale. [Raccordo editoriale — Sessioni 282, 703]
Una separazione che cambia direzione
Finché spiritualità e vita comune vengono considerate due territori differenti, la ricerca tende necessariamente a muoversi dall’uno verso l’altro: dalla quotidianità verso qualcosa di più spirituale, dalla fisicità verso qualcosa che sembra superarla, da ciò che si è verso ciò che si pensa di dover diventare. Le spiegazioni delle Sessioni 282 e 703 interrompono anzitutto questa struttura di separazione. [Raccordo editoriale — Sessioni 282, 703]
Non propongono ancora un metodo alternativo. Il punto precedente a qualsiasi metodo è riconoscere che l’intero focus è già coinvolto nell’esperienza: non soltanto nei momenti identificati come spirituali, ma nelle azioni, nelle interazioni e nella vita fisica. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 282]
Da questo punto di vista, la formula «all is spirituality» acquista il suo significato più preciso. Non serve ad attribuire un’aura spirituale a ogni cosa. Serve a impedire che una parte dell’esperienza venga collocata fuori dall’intero. [Raccordo editoriale — Sessione 282]
Conclusione
Nella spiegazione di Elias, dunque, la distinzione fra vita spirituale e vita comune non regge come separazione fra due ordini dell’esperienza. Se ogni elemento del sé, ogni azione, interazione e momento appartiene all’interezza del focus, non esiste un «fuori» della spiritualità che coincida con la semplice vita fisica. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 282]
Le formule apparentemente opposte — «all is spirituality» e «in actuality there is no spirituality» — convergono nello stesso punto: la spiritualità perde consistenza come categoria separata proprio perché nulla dell’esperienza può essere collocato al di fuori dell’intero. [Elias / raccordo editoriale — Sessione 282]
Resta però una conseguenza da esaminare. Se l’interezza comprende davvero tutto il sé, che cosa accade a ciò che più spesso è stato considerato meno spirituale: il corpo, i sensi, le emozioni e perfino le espressioni giudicate negative o imperfette? È il passaggio del capitolo successivo. [Raccordo editoriale — Sessioni 282, 703; ponte verso le Sessioni 438, 1152]
Fonti
- Sessione 282 — Eliasweb
- Sessione 703 — Eliasweb
- Sessione 828 — Eliasweb
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
