Accettare una belief non significa liberarsene: significa riconoscere che non sei obbligato a esprimerla sempre nello stesso modo.
☉La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati. In questa pagina le sessioni tradotte in veste integrale o come estratti.
📌 NON PER DIVENTARE, PER ESSERE: la Monografia 7 raccolta in un volume digitale
MONOGRAFIE
7. La via indicata da Elias non è per diventare ma per essere
☉Fonti del capitolo presente [Sessioni indicate nel testo]
Capitolo 4
👉Belief: credenza, convinzione, archetipo transitorio cui si aderisce. Il termine ha diverse sfumature e pertanto lo lasciamo in inglese. Relativamente agli archetipi transitori si può consultare il sito del Cerchio Ifior.
Riconoscere una belief non significa doverla eliminare. Questo è uno dei punti più importanti dell’insegnamento di Elias, perché modifica radicalmente il modo in cui possiamo rapportarci alle nostre beliefs. Una belief non è un errore da estirpare, né qualcosa che debba essere sostituito con una belief più corretta. Elias insiste sul fatto che le beliefs fanno parte della struttura di questa realtà fisica e che non vengono semplicemente cancellate o rimosse.
Ciò che può cambiare è il modo in cui una belief viene espressa, o il nostro modo di considerarla e di rapportarci con essa gestendo l’influenza che esercita su di noi.
Una stessa belief, infatti, non produce una sola conseguenza. Elias afferma che ogni belief incorpora molte influenze. Alcune possono essere percepite come limitanti o spiacevoli, altre come utili, piacevoli o più coerenti con ciò che desideriamo. La belief rimane la stessa; ciò che cambia è l’influenza che stiamo esprimendo.
Questo significa che una belief non determina una sola risposta possibile. Se così fosse, non ci sarebbe scelta. Elias lo dice in modo molto netto: la libertà sta proprio nel fatto che una belief incorpora molte influenze; se ne avesse una sola, saremmo vincolati a quella sola espressione.
L’accettazione va compresa in questo contesto. Non consiste nel decidere che una belief è giusta, né nel convincersi che sia positiva. Non significa nemmeno essere d’accordo con tutto ciò che essa produce.
Accettazione e approvazione sono azioni differenti. Elias descrive l’approvazione come una conferma dell’essere nel giusto. L’accettazione, invece, non richiede di stabilire che qualcosa sia giusto oppure sbagliato; permette di riconoscere la propria espressione e le proprie preferenze senza trasformarle in criteri assoluti.
Per questo si può accettare una belief e continuare a preferire un’altra espressione. Si può anche accettare una differenza senza essere d’accordo con essa. Elias precisa esplicitamente che accettare la differenza non richiede accordo: le preferenze e le opinioni individuali rimangono.
L’accettazione non cancella quindi la differenza. La rende meno vincolante.
La belief rimane, l’influenza può cambiare
È facile pensare alla belief come a qualcosa che produce automaticamente un certo comportamento. Ma questa equivalenza è troppo rigida.
Una belief può essere associata a molte influenze differenti, e ciò che sperimentiamo dipende dall’influenza che stiamo esprimendo. Elias utilizza proprio questa distinzione per spiegare perché non sia necessario cambiare la belief stessa.
Nella sessione 1545 chiarisce che le beliefs espresse non stanno cambiando; ciò che cambia sono le scelte associate ad esse. La belief non viene eliminata e non viene modificata. Ciò che può cambiare è la percezione, attraverso una diversa scelta dell’influenza espressa.
Questo evita una trappola molto comune:
belief negativa → sostituzione con belief positiva.
Secondo Elias, ciò che interpretiamo come una belief nuova può essere semplicemente un’altra influenza della stessa belief. La distinzione è importante perché cambia completamente il rapporto con ciò che riconosciamo in noi.
Non dobbiamo necessariamente costruire una nuova belief che contraddica la precedente. Possiamo invece domandarci:
Quale influenza di questa belief sto esprimendo?
E poi:
Quale altra influenza è disponibile?
L’accettazione non è qualcosa che si conquista una volta per tutte
Anche l’accettazione può essere facilmente trasformata in un traguardo.
Possiamo pensare: «Questa belief l’ho già accettata.» E quindi sorprenderci o svalutarci quando la stessa espressione ricompare.Elias mette in guardia proprio da questa interpretazione.
Una belief può essere neutralizzata attraverso l’accettazione nel momento. In un momento successivo può tornare a essere espressa, offrendo nuovamente una possibilità di accettazione e di scelta. Elias respinge esplicitamente l’idea che una belief, una volta accettata, sia stata accettata definitivamente e per sempre.
Questo significa che l’accettazione non è uno stato permanente acquisito.
È un’azione.
Si genera nel presente.
E può essere generata nuovamente.
La ricomparsa di un’influenza familiare non significa quindi che l’accettazione precedente fosse falsa o incompleta. Significa semplicemente che, nella nuova esperienza, quella belief viene nuovamente espressa e si presenta una nuova possibilità di scelta.
La scelta comincia quando l’automatismo non è più l’unica possibilità
Molte influenze vengono espresse automaticamente. Questo è ciò che le rende così convincenti. Non sembrano una possibilità tra altre. Sembrano semplicemente:
«il modo in cui stanno le cose»
oppure:
«il modo in cui reagisco».
Elias insiste però sul fatto che il riconoscimento delle influenze modifica questa situazione. Quando una belief viene accettata, la sua influenza automatica può essere neutralizzata e l’individuo può riconoscere altre possibilità di espressione.
La libertà non consiste quindi nell’essere privi di beliefs. Consiste nel non essere confinati a una sola influenza.
- Una belief può continuare a essere presente.
- Può continuare a essere parte della tua realtà.
- Puoi persino continuare a riconoscere che alcune sue influenze non ti piacciono.
Ma non sei obbligato a esprimerla sempre nello stesso modo.
Comprendere una belief non equivale ancora a scegliere un’altra influenza
Un altro equivoco nasce quando pensiamo che basti comprendere qualcosa. Possiamo sapere perfettamente quale belief è attiva. Possiamo analizzarla, comprenderla, persino dichiarare di non essere più d’accordo con essa. E tuttavia continuare a esprimere la stessa influenza.
Questo non rende inutile il pensiero. Elias attribuisce al pensiero una funzione precisa: traduce le comunicazioni. È prezioso, ma non è ciò che genera automaticamente la scelta o crea la realtà. Le scelte diventano visibili soprattutto in ciò che effettivamente facciamo.
Per questo la comprensione intellettuale e il cambiamento dell’influenza non coincidono necessariamente.
Puoi pensare:
«Non credo più che sia così.»
e continuare a scegliere come se lo fosse.
La questione non è allora convincerti meglio. È riconoscere quale influenza stai esprimendo e quali altre sono disponibili.
Le preferenze rimangono
L’accettazione non richiede di diventare neutrali rispetto a tutto.
- Le preferenze rimangono.
- Le opinioni rimangono.
- Le differenze rimangono.
Elias insiste sul fatto che il problema non è avere una preferenza, ma trasformarla in un assoluto.
Una preferenza può essere una linea guida personale senza diventare una regola universale. Posso preferire una scelta e, nello stesso tempo, riconoscere che un’altra persona esprime una preferenza differente.
Questo vale anche per le nostre «verità». Elias descrive le verità individuali come beliefs trasformate in assoluti. Quando smettiamo di trattarle come assoluti, non scompaiono necessariamente: possono continuare a funzionare come linee guida individuali.
La differenza è sottile ma decisiva.
«Questo è ciò che preferisco»
non equivale a:
«Questo è ciò che è vero.»
E ancora meno:
«Questo è ciò che tutti dovrebbero scegliere.»
Accettare significa ampliare la possibilità di scelta
Possiamo allora riassumere il movimento in modo molto semplice.
Non:
belief → eliminazione
e nemmeno:
belief → sostituzione
ma:
belief → riconoscimento delle influenze → accettazione → scelta.
Una belief può continuare a esistere. Le sue influenze possono continuare a essere disponibili. Ma l’influenza automatica non deve essere l’unica possibilità.
Questo è il significato più concreto della libertà descritta da Elias.
- Non essere senza beliefs.
- Non essere senza preferenze.
- Non essere senza differenze.
Ma non essere confinati a una sola risposta.
Accettare una belief non significa liberarsene: significa riconoscere che non sei obbligato a esprimerla sempre nello stesso modo.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org