Cerchio Firenze 77: aspetto granulare del molteplice 54

Ciò che non è la Realtà Assoluta, l’unica oggettiva, ciò che non è il Tutto-Uno-Assoluto – ossia la molteplicità che risulta dall’essere una parte della Realtà unica totale – è relativo, soggettivo, illusorio.

La molteplicità è una dimensione d’esistenza che ha una du­plice estensione.

  • La prima vede il soggetto concepire la realtà come a sé esterna e creare così un rapporto soggetto-oggetto.
    Si può dire che questa dimensione sia doppiamente illusoria per­ché all’errore di ritenersi divisi, separati da tutto quanto esiste, si aggiungono gli errori di parallasse che sono propri del mec­canismo della percezione: meccanismo essenzialmente soggettivo.
  • L’altra dimensione d’esistenza non conosce errore di parallasse perché si svolge al di fuori del rapporto soggetto-oggetto: il soggetto si identifica con l’oggetto pur restando ancora una realtà parziale e quindi relativa.

Tutto ciò che è relativo, è quello che è in dipendenza delle limitazioni che lo condizionano. Voi sapete che per molti, mol­tissimi anni gli uomini hanno creduto che il sole girasse attorno alla Terra e anche oggi, pur sapendo che le cose stanno diversa­mente, l’apparenza non cambia. Per cambiarla è necessario sposta­re il proprio punto di vista.
Tutto il mondo relativo è in dipen­denza del punto di vista.

Così, se si osserva la molteplicità dal punto di vista del divenire, allora è vero che gli «esseri» sono creature di Dio, che vi sono i piani di esistenza, la legge di evolu­zione, la reincarnazione, eccetera.
Se invece si osserva la molte­plicità al di là di come essa appare per scoprirne la struttura, allora tutte queste immagini scompaiono perché si scopre un aspetto estremamente granulare, tanto che i singoli granuli, le singole unità elementari costituite dalla divina sostanza Spirito, virtual­mente circoscritta, non appaiono comporre esseri e mondi, ma sembrano aggregate solo in funzione del Tutto-Uno-Assoluto. Dico «sembrano» perché non voglio che voi crediate che il Tutto-Uno-Assoluto abbia una natura composita. No, certo.

Come un organismo umano è un insieme armoniosissimo di miliardi e miliardi di cellule, che tuttavia rivela sempre e in ogni suo punto la natura pluralistica di una perfetta democrazia (mentre la consapevolezza che si manifesta in quell’organismo, nei singoli momenti esistenziali, ha un carattere estremamente unitario e monolitico, essendo articolata solo nel senso della successione del tempo), così il Tutto-Uno-Assoluto ha più il carattere unitario e monolitico della consapevolezza – considerata a prescindere dalla successione temporale – che non quello di un insieme or­ganico costituito dalla molteplicità.

Quest’ultima poi – lo ripe­to – ha un aspetto così granulare da cancellare le immagini degli esseri e dei mondi, come la forma di un oggetto osservato a occhio nudo, all’ingrandimento del microscopio sparisce rivelando aspetti diversi. Questa dimensione, in cui sfumano gli esseri e i mondi, è più vicina alla Realtà ultima che non il mondo dei soggetti e quello della percezione.

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