29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Matteo 10:29-30
Il contemplativo sente il creato come interno al Creatore non come altro, come Sua creatura.
Il creato è la risultante del Sentire Assoluto e delle leggi che da questo generano, ne è la rappresentazione, l’immagine generata dai sensi delle creature che lo percepiscono.
Il sentire genera le creature e le creature estraggono con i loro sensi la realtà dalla materia divina indifferenziata; il tutto avviene in virtù di un complesso di leggi che regolano la vita, il divenire e l’Essere su ogni piano di coscienza e di esistenza.
“Neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia”, dunque l’Assoluto Essere (Dio) interviene sulla vita e sulla morte di un passero? O sulla caduta e sulla crescita dei nostri capelli? Oppure va inteso come: ciò che accade in ogni parte del cosmo, a qualsiasi suo livello, è interno all’Assoluto Essere e obbedisce alle sue logiche e leggi?
In altri termini: non c’è una volontà divina che interviene nella morte del passero ma questa accade secondo la natura predisposta dall’Assoluto Essere.
Non c’è una volontà divina nella malattia né nella guarigione, entrambe accadono all’interno, nell’intima natura dell’Assoluto Essere perché sono gradi del Suo sentire in manifestazione: tutto ciò che ha forma e non ha forma è manifestazione del sentire dell’Assoluto Essere.
Precisato questo posso precisare la natura del Karma che maldestramente viene associato alla legge di causa/effetto della fisica del mondo del divenire.
Se tutta la realtà è generata dal sentire, tutto il generato deve corrispondere all’intenzione generante.
Il sentire non è un monolite, esistono di esso molti gradi e tutti tendono al Sentire Assoluto: il sentire relativo sa di essere tale perché è comparato al Sentire Assoluto.
Il risultato della comparazione induce il sentire relativo a generare nuove rappresentazioni del suo non compreso/non acquisito al fine di corrispondere ai dettami, al complesso vibrazionale proprio del Sentire Assoluto.
C’è una danza perenne tra i vari gradi di sentire conseguiti dalle coscienze e il Sentire Assoluto di cui sono parte (è Sentire Assoluto perché composto da tutti i sentire relativi), danza che termina quando i due corrispondono e si fondono in un sentire unico, quello più vasto, il Sentire Assoluto. Il Karma è il meccanismo che governa questa danza, è pertanto un meccanismo evolutivo e proprio dell’ambito del divenire. Al livello dei vari gradi di Essere non opera più il Karma ma l’attrazione diretta del Sentire Assoluto.
Ora la questione per cui è stata necessaria questa lunga premessa: dove genera la guerra?
Vale quanto detto per la morte del passero e per la caduta dei nostri capelli.
C’è la guerra – generata dal sentire relativo umano – e c’è l’Assoluto Essere? O c’è la guerra interna all’Assoluto Essere, al sentire che lo compone, guerra che è il risultato di sentire relativi e delle loro dinamiche di trasformazione? Sentire relativi in tutto e per tutto interni al Sentire Assoluto, lo ripeto.
Se nulla accade fuori dalla volontà dell’Assoluto Essere, può la guerra accadere per semplice volontà di un insieme di sentire relativi? O non accade invece come evento governato dalla legge del Karma e da altre leggi, evento generato in un contesto di sentire limitati?
Ecco, allora possiamo ancora affermare che una guerra è ingiusta? Può accadere qualcosa di ingiusto all’interno delle leggi e della natura dell’Assoluto Essere? O semplicemente non ha senso parlare di giusto o di ingiusto e tutto ciò che accade – che ci faccia inorridire o meno – è interno all’Assoluto Essere, è ciò che accade in virtù di certi presupposti del sentire.
D’altra parte, come è concepibile un Assoluto Essere che non contenga in sé anche quello che chiamiamo male, come potrebbe essere un assoluto qualora fosse privato di una componente del reale. Ovvio che non esiste il male, altrettanto ovvio che è solo una etichetta su processi di apprendimento particolarmente complessi.
La guerra è un processo di apprendimento particolarmente complesso, come lo è uno stupro, come lo è un atto di pedofilia: processi orribili che eppure accadono e se accadono sono sentire relativo in atto, sentire in manifestazione per superare le proprie limitazioni, sentire che è parte non divisa, non separata dal Sentire Assoluto.
Troppo comodo attribuire questo all’umano e al suo limite, come se fosse esterno e altro rispetto al Sentire Assoluto: è attuato dall’umano, dal suo sentire relativo, ma è sentire parte di un Sentire unitario che mai si frantuma, che mai da unitario diviene molteplice: ciò che vediamo tutti i giorni – a volte con orrore – non è che la rappresentazione dei gradi di questo Sentire unitario.
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Grazie per questa definizione, veramente condivisibile, di karma
Karma come meccanismo evolutivo che governa la danza tra i vari gradi di sentire relativo e il Sentire Assoluto.
Grazie!