Dōgen, Busshō: la scomparsa dell’ente 11 [busshō11]

[Sommario AI] Seian afferma che “il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente”, invitando a sondare il significato di questa affermazione in base alle diverse condizioni karmiche.
“Il tutto che vive” include ciò che ha e ciò che non ha un cuore (inteso come Essere), poiché la natura autentica è il cuore stesso.

Erba, alberi, sole, luna e stelle sono esempi di “cuore”, quindi “il tutto che vive” e “natura autentica ente”.
L’autore solleva la questione se i Buddha siano “natura autentica ente” o “natura autentica niente”, enfatizzando la necessità di “spogliare e abbandonare” la prima per raggiungere la seconda.
Tutti gli esseri sono natura di Buddha, ma l’esperienza del realizzato va oltre l’ente, raggiungendo uno stato di consapevolezza non limitato dalla forma.
[/S]

(Con il capitolo 11 Dōgen inizia a ripercorrere gli stessi temi finora trattati ma da un altro punto di vista, ndr)
[Traduzione Forzani-Mazzocchi] Il maestro nazionale Seian di Hangchow, provincia sulla via del sale, è un riverito e autorevole personaggio della scuola di Baso. Rivolto ai suoi discepoli si espresse dicendo: «Il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente».
Senza indugio devi accuratamente sondare il senso dell’espressione: il tutto è il tutto che vive. Siccome le condizioni karmiche soggettive e ambientali non sono uguali, ci sono tanti punti di vista per accostare: il tutto è il tutto che vive. L’uomo comune, l’eretico, il discepolo dei tre veicoli, quello dei cinque, ognuno deve avere il suo punto. Ecco il retto significato di il tutto è il tutto che vive detto nella via di Budda!

Ciò in cui batte il cuore, tutto, forma il tutto che vive; proprio perché il cuore batte nel tutto che vive. Altrettanto ciò in cui non batte il cuore forma il tutto che vive; proprio perché il tutto che vive ha il cuore che batte. Questo perché ciò che è il tutto che vive è cuore. Così è! [/F-M]

[Traduzione Forzani-Mazzocchi] Perciò, quanto ha cuore, tutto è il tutto che vive; quanto è il tutto che vive, tutto è natura autentica ente. Erba, alberi, territorio, questo è cuore; e siccome è cuore, è il tutto che vive; e siccome è il tutto che vive, è natura autentica ente. Sole, luna, stelle, tutti gli astri, questi sono il cuore, e siccome sono il cuore sono il tutto che vive; e siccome sono il tutto che vive sono natura autentica ente. [/F-M]

[Tollini traduce] Il maestro nazionale Saian della provincia di Enkan di Kôshû era un venerato monaco discepolo di Baso. Egli disse all’assemblea di monaci: “Tutti gli esseri senzienti sono la natura-di-buddha”. Le parole “tutti gli esseri senzienti” devono essere studiate attentamente. Le circostanze karmiche e i comportamenti di tutti gli esseri senzienti sono vari e anche i modi di vedere sono diversi [per ciascuno].

Vi sono persone ordinarie (non illuminate) e persone che non seguono la Via, vi sono i Tre Veicoli e i Cinque Veicoli, e così via. Ciò che si intende nel buddhismo con “tutti gli esseri senzienti” è tutti gli esseri che hanno una mente (shin, ndr). Ciò è perché la mente stessa è gli esseri senzienti. [Ma] gli esseri sprovvisti di mente sono da considerare allo stesso modo esseri senzienti poiché gli esseri viventi sono la mente.287

Quindi, ogni mente è gli esseri senzienti e tutti gli esseri senzienti sono natura-di-buddha. L’erba, gli alberi, gli stati e la terra sono tutti la mente e poiché sono la mente, allora sono esseri senzienti. Essendo esseri senzienti, allora sono la natura-di-buddha. Il sole, la luna, le stelle e i pianeti sono la mente ed essendo la mente sono esseri senzienti. Essendo esseri senzienti sono la natura-di-buddha.

287 Cioè: con “esseri senzienti” qui si intendono tutti gli esseri viventi. E con “mente” si intende la mente universale. [/T]

[Traduzione Forzani-Mazzocchi] Questa è la natura autentica ente che il maestro nazionale ha testimoniato. Se così non è, nemmeno è la natura autentica ente che si trasmette nella via di Budda. Il punto fondamentale che il maestro nazionale ha espresso è solo questo: il tutto è il tutto che vive: natura autentica ente. Ciò che non è il tutto che vive, neppure è la natura autentica ente.

A questo punto rivolgiamo una domanda al maestro nazionale: «I vari Budda sono natura autentica ente ovvero natura autentica niente?». Una tale domanda comporta la volontà a esaminare e scrutare. Esamina e scruta perché non ha detto: «Il tutto è il tutto che vive, perciò natura autentica», ma ha detto: «Il tutto è il tutto che vive, natura autentica ente».
In verità anche questo essere di natura autentica ente devi spogliarlo e abbandonarlo. Spogliarlo e abbandonarlo è renderlo una solida barra di ferro; una solida barra di ferro è la via [l’appoggio lungo il loro continuo spostarsi] degli uccelli. Così è! [/F-M]

[Tollini traduce] Dovremmo provare a chiedere al maestro nazionale: “Tutti i buddha sono la natura-di-buddha, oppure non lo sono?”. Dovremmo porre una questione simile e analizzarla. Dovremmo studiare perché si dice: “Tutti gli esseri senzienti sono la natura-di-buddha”, ma non si dice: “tutti gli esseri senzienti proprio in quanto tali sono la natura-di-buddha”. 288 “Sono” 289 dell'[espressione] “sono la natura-di-buddha” deve essere proprio lasciato cadere!290 Lasciar cadere è una spranga di ferro e una spranga di ferro è la via degli uccelli.291

288 Di fatto, Dôgen sostituisce il carattere u con quello di soku. La differenza tra i due caratteri è che mentre il primo comporta una relazione di identità, il secondo stabilisce una relazione di eguaglianza. La frase con soku può essere intesa come: “proprio in quanto esseri senzienti, sono la natura-di-buddha“. Grosnick, op. cit., p. 303, traduce la seconda parte della frase:”all beings are already identical to the Buddha-nature”.

289 Cioè: u, “essere” nelle varie accezioni.

290 Cioè l’espressione più corretta è quella che non ha la parola u, ma stabilisce una relazione di identità immediata tra “esseri senzienti” e “natura-di.buddha”.

291 Cioè: lasciar cadere una piccola parola come “sono” fa sì che “esseri senzienti” e “natura-di-buddha” siano una stessa cosa indissolubile (come una spranga di ferro). La via degli uccelli: gli uomini non la vedono, ma per gli uccelli essa è chiara ed evidente. Mizuno, op. cit., p. 115, intende la “via degli uccelli” come qualcosa che non lascia tracce. Grosnick, op. cit., p. 304, intende “spranga di ferro” come l’immutabilità della natura-di-buddha, e “via degli uccelli” come un movimento che non lascia tracce. [/T]

[Traduzione Forzani-Mazzocchi] Perciò tutte le cose che sono natura autentica altro non sono che le cose che esistono del tutto che vive. Devi penetrare fino in fondo il tutto che vive; non solo, devi penetrare fino in fondo anche la natura autentica: questo è il criterio che guida.
Se il maestro nazionale nel dire la via non ha messo a fuoco il punto focale della sua comprensione, è perché questo non si deve mettere a fuoco se non è giunto il suo momento. Anche oggi la via non deve essere detta in modo arbitrario, senza il criterio che guida.

Inoltre, il principio di verità che prende concretezza in ognuno di noi, anche se io da me stesso non sono in grado di coglierlo e afferrarlo, è comunque i quattro grandi elementi (terra, acqua, fuoco, vento che costituiscono le cose), è comunque le loro forme di aggregazione, è anche pelle, carne, ossa, midollo. Così stanno le cose e così è il testimoniare la via: è il testimoniarla che continua per tutta la vita, è i tanti momenti di vita che scaturiscono dal testimoniarla. [/F-M]

[Tollini traduce] Inoltre, anche se non necessariamente egli comprende da se stesso il principio che in sè impersona,292 ha i quattro [elementi] e i cinque skandha, e ha la pelle, la carne, le ossa e il midollo.293 In questo modo, può succedere che per [formulare] una espressione ci si impieghi una vita o che ci vogliano varie vite per un’espressione.294

292 Cioè: anche se non comprende fino in fondo da se stesso la propria comprensione.
293 Quindi, ha tutto ciò che è necessario affinché prima o poi manifesti la propria comprensione.
294 Nishijima, G.W. e Cross C., op. cit., p. 23 rende con “This being so, there are cases in which expressions are expressed by a whole life, and there are individual moments of life which are dependent upon their expression”. (“Ci sono casi in cui le espressioni sono espresse da una vita intera, e ci sono singoli momenti della vita che dipendono dalla loro espressione”). Mizuno, op. cit., p. 116, traduce come faccio io.

Fonte: Busshō. La natura autentica, di Eihei Doghen. A cura di Giuseppe Jiso Forzani. Edizioni EDB, Bologna, marzo 2000.

Fonte: Aldo Tollini

Lascia un commento