Cerchio Firenze 77: non sentire insieme 13

[…] Enunciando dei principi senza approfondirli, vi ho detto della non contemporaneità del «sentire» fra individui che vivono una stessa serie di fotogrammi.

Fonte: Non contemporaneità di percezione dei fotogrammi, dal libro: Cerchio Firenze 77, Oltre l’illusione, ed. Mediterranee.
Qui il commento di E.Ruggini al capitolo.

Libri del Cerchio Firenze 77 con l’insegnamento fondamentale:
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File vocali originali del CF77 dal 1965 al 1984
L’Opera Omnia del CF77

Guardiamo dove questo sfasamento di «sentire» è più appariscente: se in una serie di fotogrammi sono rappresentati individui in forma umana e individui in forma animale o vegetale o minerale, non esiste contemporaneità di «sentire» fra i primi e gli altri. Cosicché quando un individuo vive una serie di fotogrammi come uomo, può dire con certezza che le forme di vita inferiori da lui osservate, prendono corpo, vita, azione, in virtù della legge stessa che compone i fotogrammi, ma queste forme di vita, mentre lui individuo-uomo le osserva, non «sentono» simultaneamente a lui quei fotogrammi che sono a loro contemporanei nel piano fisico.

«Allora – direte voi – dove sta la contemporaneità delle razze? ». Perché abbiamo detto che le razze sono tutte contemporanee, è vero? Che cosa significa questo? «Razza-scaglione di anime», scaglione di individui, in qualche modo e per qualche motivo, uniti fra loro.
Significa che la razza che conduce la sua evoluzione nello spazio cosmico – sempre detto in modo convenzionale – che comprende dall’anno X all’anno Y, è contempo­ranea alla razza che conduce la sua evoluzione dall’anno Y all’anno Z.

Cosicché la vostra razza che compie la sua evoluzione nello spazio-tempo che va dall’epoca di Atlantide fino al futuro, oltre l’anno 2000, molto oltre, è contemporanea nell’evoluzione del «sentire» a tutte le razze in qualunque spazio-tempo cosmico siano esse ubicate.
Cosicché, ad esempio, Atlantide che per voi è sprofondata nel mare e ha subito la fine a voi ben nota, se usciamo dal vostro tempo e ci collochiamo nello spazio cosmico relativo ad Atlantide, la troviamo ancora vivente perché la razza che la popolò è con temporanea, nel «sentire», alla vostra.

Che cosa vuol dire «la troviamo ancora vivente»? Troviamo ancora la serie dei fotogrammi riguardanti Atlantide, che sono vissuti da una razza diversa dalla vostra, in cui vi sono individui che vivono quei fotogrammi come voi, in questo momento, state vivendo i vostri; come altri, del futuro, stanno vivendo i loro.
I fotogrammi che segnano i confini di questo spazio-tempo cosmico sono in comune alle razze, ma solo quelli che segnano i confini delle varie epoche. Così i fotogrammi che segnano il confine fra lo spazio-tempo Atlantide e la vostra epoca attuale, sono in comune con la vostra razza e la razza di Atlantide. Altrettanto dicasi per quelli futuri e la razza futura.

Nell’ambito della razza, quindi, non esiste contemporaneità di percezione individuale – questo lo avete già saputo e spero che sia stato da tutti capito – ma le razze fra loro sono tutte contemporanee. Cosicché la razza che vive nel futuro non deve – per condurre la sua evoluzione – attendere che voi l’abbiate condotta. Ma già, mentre voi state conducendo la vostra evoluzione, quella razza conduce la sua: così come voi non avete dovuto attendere che fosse condotta l’evoluzione di Atlantide prima d’iniziare la vostra.

Nell’ambito però di ogni razza non vi è contemporaneità di «sentire». Questo vuol dire che se in una serie di fotogrammi appartenenti a un’epoca vi sono più forme di vita rappresentate, è certo che il «sentire» delle piante non è contemporaneo al «sentire» degli animali, né a quello degli uomini, pur essendo tutti contenuti nella stessa serie di fotogrammi.

Dirò di più: l’individuo che vive come uomo una serie di fotogrammi appartenenti a un’epoca, ha già vissuto quella serie di fotogrammi, appartenenti alla stessa epoca, nelle forme di vita inferiori a quella umana. La stessa epoca, gli stessi fotogrammi, la stessa razza.

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