Dōgen, Busshō: Essere-Corpo 9 [busshō9.4]

Lo stolto pensa che il venerato si mostra come luna piena perché assume apposta quella forma: questa è la concezione errata di quei discepoli così eccellenti nel non aprirsi alla via di Budda. In quale tempo di quale luogo esiste qualcosa che si attua come altro che non è il suo corpo?

Davvero sappi che in quell’occasione il venerato semplicemente stava seduto sul cuscino. Il suo modo di essere corpo non differiva da come chiunque tutt’oggi siede. Proprio questo essere corpo è essere la forma della luna piena. Essere corpo non è essere quadrato o rotondo, né essere o non essere, né apparire o disparire, non è le ottantaquattro mila aggregazioni; è semplicemente essere corpo. La luna di la forma della luna piena è quella luna che ti fa dire è liscio, è ruvido, a seconda del posto dove ti trovi. Siccome questo essere corpo è togliere di mezzo lo spadroneggiare dell’io, non appartiene a Nagarjuna, ma è il corpo di tutti i Buddha. Siccome è manifestazione diretta, traspare attraverso il corpo di tutti i Buddha. Per questo motivo nemmeno è limitato all’ambito dei Buddha.

[Carl Bielefeldt traduce] Ciò che è importante che tu riconosca è semplicemente che, in quel momento, il Venerabile era seduto sulla piattaforma elevata di un insegnante di Dharma. Il suo corpo si mostrava nello stesso modo in cui si mostra il corpo di chiunque sia seduto qui ora, poiché questo nostro corpo è, di fatto, una manifestazione della Luna al suo apice. La sua manifestazione del Corpo Spirituale va oltre l’essere qualcosa di quadrato o rotondo, oltre l’essere qualcosa che esiste o non esiste, oltre l’essere qualcosa di nascosto o rivelato, oltre l’essere qualcosa che consiste di ottantaquattromila componenti: è semplicemente la manifestazione del suo Corpo Spirituale.

“L’aspetto della Luna Piena” descrive la Luna implicata nel commento di Fuke, “Proprio qui è dove c’è ciò che è, sia che la questione venga espressa in modo goffo o delicato.”22 Poiché questa manifestazione del suo Corpo Spirituale è priva di qualsiasi orgoglio arrogante, va oltre il suo essere Nāgārjuna; è la presenza fisica di tutti i Buddha. Poiché l’ha mostrata, il suo Corpo Spirituale attraversa e oltrepassa la presenza fisica di tutti i Buddha. Pertanto, non ha alcuna connessione con ciò che può trovarsi alla periferia della Via del Buddha.

22. Questo commento appare in una delle storie contenute nel Shinji Shōbōgenzō cinese di Dōgen. La storia completa è tradotta nell’Addendum immediatamente successivo a questo discorso. [/CB]

Fonte: Busshō. La natura autentica, di Eihei Doghen. A cura di Giuseppe Jiso Forzani. Edizioni EDB, Bologna, marzo 2000.

Fonte: Carl Bielefeldt

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