Nel lessico di Elias, la Duplicità (Duplicity) è uno dei sistemi di credenze più pervasivi e insidiosi della nostra realtà fisica, perché agisce come un “giudice interno” costante.
Non si limita solo al “bene contro male”, ma si infiltra in ogni nostra valutazione quotidiana sotto forma di polarità.
Le tre facce della Duplicità
È utile visualizzare la duplicità come una moneta a due facce che colora la percezione:
1. Il Giudizio Morale (Giusto / Sbagliato)
È la forma più ovvia. Appena pensi “Non avrei dovuto dire quella cosa” o “Lui si è comportato male”, sei nella duplicità. Elias spiega che la coscienza, nella sua forma pura, non conosce il concetto di errore; esistono solo esperienze e conseguenze. 👉La duplicità trasforma un’esperienza in una colpa.
2. Il Giudizio di Valore (Meglio / Peggio)
Questo è il livello più sottile. Include confronti come:
- Efficiente / Pigro
- Spirituale / Materialista
- Sano / Malato
- Produttivo / Inutile
Anche quando pensi che meditare sia “meglio” che guardare la TV, stai applicando la duplicità. Stai assegnando un valore superiore a un’azione rispetto a un’altra, invece di vederle come 👉due diverse esplorazioni energetiche.
3. La Falsa Accettazione
Elias avverte spesso che noi usiamo la duplicità anche per “auto-migliorarci”. Ad esempio: “Devo sforzarmi di essere più bravo a creare la mia realtà”. In quel “devo sforzarmi” c’è il giudizio implicito che 👉come sei ora non vai bene.
Perché è così importante per Elias?
Elias afferma che la duplicità è la causa primaria del conflitto (sia interno che bellico). Finché dividiamo la realtà in due fazioni contrapposte, non possiamo accettare la nostra interezza.
L’obiettivo della trasmissione di Elias non è “diventare buoni”, ma arrivare all’Accettazione (Acceptance): uno stato in cui 👉riconosci che un sistema di credenze esiste, 👉ma smetti di usarlo per dare voti a te stesso o agli altri.
Esempio: se qualcuno dice: “Ho fallito nel creare la mia realtà perché oggi sto male”, la duplicità è il pensiero che stare male sia un “fallimento” (sbagliato) e stare bene sia un “successo” (giusto).
👉L’assenza di duplicità direbbe: “Oggi sto sperimentando la variante del malessere; è un’esplorazione valida quanto il benessere”.
Inciso: in italiano, il termine “Duplicità” può suonare come “doppiezza” o “ipocrisia”. Nel contesto di Elias va compreso che si riferisce alla natura duale del giudizio. Espressioni come “Giudizio di valore” o “Polarità” sono equivalenti.
Il metodo di Elias per neutralizzare la duplicità e raggiungere l’accettazione rappresenta una delle sfide concettuali e pratiche più intense del suo intero materiale.
Il paradosso da cui partire è questo: 👉non puoi eliminare i tuoi sistemi di credenze ( ⇆ adesione agli archetipi). Nella nostra dimensione fisica, le credenze sono lo scheletro stesso della realtà; senza di esse, 👉non potresti nemmeno percepire un tavolo come solido o interagire con il linguaggio.
👉Il problema non sono le credenze in sé, ma l’allineamento automatico a esse e il giudizio (la duplicità) che vi applichiamo. Neutralizzare la duplicità significa passare dal ruolo di “vittima inconsapevole” a quello di “osservatore neutrale”.
Ecco i passaggi pratici che compongono il “metodo” di Elias per riuscirci:
1. Il primo passo: riconoscere l’uccellino sulla spalla (Notice)
Elias usa spesso la metafora del “notare”. Non puoi accettare qualcosa se non ti rendi conto che è in azione. La duplicità agisce quasi sempre in background come un pilota automatico.
- Cosa fare: Devi iniziare a 👉prestare un’attenzione millimetrica alle tue reazioni emotive e ai tuoi pensieri quotidiani. Ogni volta che provi irritazione, ansia, senso di colpa o superiorità, 👉c’è una credenza che si è attivata e la duplicità sta emettendo una sentenza (giusto/sbagliato).
- L’esempio pratico: Ti svegli stanco e pensi: “Oggi sono un pigro, dovrei essere più produttivo”. Elias ti direbbe: Fermati e nota. 👉Non combattere il pensiero. 👉Riconosci semplicemente: “Ah, guarda: si è attivato il sistema di credenze sulla produttività e sul valore personale”.
2. Il secondo passo: separare la credenza dalla preferenza
Accettare una credenza non significa che devi farti andare bene tutto o che non puoi più scegliere. Elias distingue nettamente tra la credenza e la tua preferenza individuale.
- La credenza: è l’intera gamma di opzioni disponibili su un tema (es. “Mangiare carne fa bene” VS “Mangiare carne fa male”).
- La preferenza: è ciò che risuona con il tuo tono ≣ individuale in quel momento.
- Come si neutralizza: Riconosci che la tua scelta 👉è solo una preferenza, non una verità assoluta. Se scegli di essere vegetariano, lo fai perché ti fa sentire bene (preferenza), ma accetti pienamente che chi mangia carne sta compiendo un’esplorazione altrettanto valida (accettazione della credenza senza duplicità). Il conflitto scompare perché non hai più bisogno di avere “ragione”.
3. Il terzo passo: riconoscere la validità della Variante (Validation)
La duplicità vuole che esista una sola strada corretta. Il metodo di Elias richiede di espandere la percezione per vedere che 👉ogni scelta produce semplicemente una variante di esperienza.
- Cambiare il vocabolario interno: smetti di usare termini come “successo”, “fallimento”, “errore”, “progresso”. Sostituiscili con “esplorazione” e “conseguenza”.
- Se fai una scelta che ti porta sofferenza: la duplicità direbbe: “Hai sbagliato, hai creato male la tua realtà”. Il metodo di Elias dice: 👉“Hai scelto una linea di probabilità che ha prodotto questa specifica conseguenza densa. Cosa stai imparando su come gestisci la tua energia attraverso questa variante?”. Non c’è colpa, c’è solo informazione.
4. Il quarto passo: Il “disallineamento” (Disengaging)
Questo è l’obiettivo finale. Quando guardi una tua credenza, la riconosci, vedi che la duplicità sta cercando di giudicarla, ma tu scegli di non salire su quel treno, la credenza perde il suo potere restrittivo.
Rimane nel tuo database mentale, ma smette di dettare le tue emozioni. È come guardare un cartello stradale: sai cosa c’è scritto, ne riconosci l’utilità, ma non ti fai controllare la vita da esso. (È la disidentificazione della “via della Consocenza”, ndr)
5. L’accettazione
Per Elias, l’accettazione non è “tolleranza passiva” (che contiene ancora il giudizio: “Ti tollero anche se sei sbagliato”). L’accettazione è la 👉totale neutralità energetica. È il riconoscimento che la realtà è un arazzo infinito di varianti simultanee, e nessuna variante è migliore o peggiore del filo accanto.
Elias non dà mai ricette per “aggiustare” le cose, ma offre sempre la chiave per guardare il problema fuori dalla trappola del giusto e dello sbagliato.
Dualità e duplicità
Per Elias non sono la stessa cosa. La duplicità è la trappola psicologica del giudizio, mentre la dualità è la struttura fisica della nostra dimensione.
Se nella filosofia esoterica e nella metafisica classica la “dualità” è spesso vista come l’illusione da superare per tornare all’Unità, Elias separa nettamente il meccanismo fisico (la dualità) dall’atteggiamento mentale (la duplicità).
1. La dualità: la struttura del nostro “parco giochi”
Per Elias, la dualità è la caratteristica fisica fondamentale e strutturale di questa specifica dimensione terrestre. È il modo in cui è progettata la nostra realtà oggettiva.
- Come funziona: per fare esperienza della materia abbiamo bisogno di opposti percepibili: luce e ombra, caldo e freddo, inspirazione ed espirazione, materia e vuoto.
- Il punto di vista di Elias: la dualità non è un errore e non è qualcosa da cui dobbiamo “fuggire” o superare per essere spirituali. 👉È semplicemente la configurazione del nostro piano fisico. Senza la dualità degli opposti, non potremmo sperimentare la separazione fisica e lo spazio-tempo.
2. La Duplicità (Duplicity): l’arbitro che dà i voti
La duplicità, invece, è un sistema di credenze che noi abbiamo sovrapposto alla dualità. È l’atto di prendere gli opposti fisici naturali e bollarli con un valore morale o qualitativo.
- Come funziona: la dualità ci mostra che esistono il “giorno” e la “notte” (due varianti fisiche). La duplicità interviene e dice: “Il giorno è buono perché c’è la luce, la notte è cattiva perché è pericolosa e oscura”.
- Un altro esempio: la dualità permette l’esistenza della salute e della malattia (due stati del corpo). La duplicità giudica la salute come un successo e la malattia come un fallimento o una punizione.
| Concetto | Cosa rappresenta | Elias cosa suggerisce di fare? |
| Dualità | La struttura fisica degli opposti (Luce/Buio, Caldo/Freddo). | Godersela. È il motivo per cui l’essenza si è incarnata qui. |
| Duplicità | Il giudizio morale applicato agli opposti (Giusto/Sbagliato, Meglio/Peggio). | Neutralizzarla. È la fonte di ogni conflitto e sofferenza. |
Molte correnti spirituali dicono: “Devi trascendere la dualità per elevarti”. Elias ribalta questa visione e dice: “Resta pure nella dualità del corpo e della materia, ma smetti di usare la duplicità del giudizio”.
Quando le persone eliminano la duplicità, smettono di dividersi in “buoni e cattivi” o “spirituali e terreni”. Sperimentano la dualità fisica con la stessa purezza con cui un bambino sperimenta il sapore del dolce e dell’amaro: sono solo due esperienze diverse, nessuna delle due è un errore.