Una manifestazione viene ricreata nei diversi momenti dell’esperienza. Quella che appare come una condizione continuamente identica è descritta come una successione di creazioni.
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MONOGRAFIE
12. Salute, malattia e guarigione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 3
1. Che cosa stiamo cercando di comprendere
Nel capitolo precedente abbiamo distinto il funzionamento della coscienza del corpo dalla direzione soggettiva che, secondo Elias, essa riceve. Possiamo ora affrontare una domanda più precisa: attraverso quali attività dell’individuo prende forma una manifestazione corporea?
In questo capitolo, «manifestazione fisica» indica una condizione o un cambiamento del corpo, compresi un sintomo o una malattia. L’espressione non implica, da sola, una valutazione della gravità o del significato di quella condizione.
Occorre inoltre distinguere due domande. Descrivere come una manifestazione viene prodotta non equivale a spiegare perché quella persona stia vivendo proprio quella condizione. Il primo problema riguarda il funzionamento; il secondo riguarda la specificità dell’esperienza individuale. Confonderli porterebbe a dedurre una spiegazione personale da uno schema generale. Il secondo problema sarà affrontato nel capitolo successivo. [Delimitazione editoriale del tema.]
2. La percezione: che cosa significa «creare» l’esperienza
Elias attribuisce alla percezione una funzione più ampia di quella che normalmente assegniamo a questa parola. Non si riferisce soltanto al modo di interpretare qualcosa che esiste già. Nella Sessione 646 presenta la percezione come l’attività attraverso la quale ciascuno crea la propria realtà fisica: anche la concretezza materiale dell’esperienza appartiene, nella sua descrizione, a questa creazione.
Le credenze influenzano la percezione, ma non sono la percezione stessa. La distinzione è fra ciò che orienta l’esperienza e l’attività che le dà forma. Elias considera le credenze parte della struttura di questa dimensione fisica; non le identifica, in quanto tali, con errori da eliminare. [Parafrasi — Sessione 646.]
Applicata al nostro tema, questa distinzione significa che, nel modello di Elias, la condizione corporea rientra nella realtà creata attraverso la percezione. Non basta quindi intendere «cambiare percezione» come trovare un’opinione più rassicurante su un disturbo: Elias sta parlando del rapporto fra l’individuo e la formazione della sua esperienza concreta. [Raccordo editoriale — Sessione 646.]
3. Pensiero e attenzione non sono la stessa attività
Nella Sessione 1298 Elias distingue il pensiero, che traduce le informazioni, dall’attenzione, che può rivolgersi a diversi aspetti dell’esperienza. Pensare a qualcosa è dunque una delle attività alle quali possiamo prestare attenzione; non esaurisce ciò che stiamo facendo o creando.
Per comprendere la propria esperienza, Elias invita a osservare anche azioni e comunicazioni, invece di assumere che il contenuto dei pensieri descriva interamente le scelte in atto. [Parafrasi — Sessione 1298.]
Il caso di Nuno, già incontrato nel capitolo precedente, rende concreta la distinzione. Nuno desidera mantenere una pressione normale, ma racconta di irritarsi quando qualcosa non funziona al computer. Elias richiama il rapporto fra quella reazione abituale e la risposta corporea. Il desiderio di stare bene è presente; anche l’irritazione è presente. Considerare soltanto il desiderio lascerebbe fuori una parte dell’esperienza che Elias gli propone di riconoscere. [Parafrasi — Sessione 202405141.]
Il punto non è attribuire a Nuno il desiderio di un aumento della pressione. È comprendere perché una frase pensata o ripetuta non rappresenti necessariamente tutta l’attività della persona. In questo esempio, osservare ciò che accade significa includere il modo di reagire mentre si usa il computer. [Raccordo editoriale — Sessione 202405141.]
4. Concentrazione, credenze espresse e opinioni dichiarate
Un’ulteriore difficoltà nasce dalla parola concentrazione. Nel linguaggio ordinario può indicare uno sforzo intenzionale: pensare intensamente a un argomento. Quando Elias collega la concentrazione alle credenze, però, non la identifica semplicemente con questo sforzo mentale.
Nella Sessione 1717 distingue ciò a cui una persona sta pensando dalle credenze che sta effettivamente esprimendo. Il dialogo con Margot riguarda la medicina: Margot critica modi di agire dei medici (questa è l’opinione di Margot, ndr), ma Elias le fa osservare che continua ad attribuire loro conoscenze e capacità di intervenire sul corpo (questa è la credenza di Margot, ndr). La sua opposizione ad alcuni comportamenti non elimina quella credenza.
Una credenza espressa è quindi, nel contesto del passo, una credenza operante nell’esperienza, anche quando l’opinione dichiarata sembra andare in un’altra direzione. Per Elias la concentrazione è centrata sulle credenze; l’attenzione rivolta ai pensieri non coincide necessariamente con quella concentrazione. [Parafrasi e chiarimento terminologico — Sessione 1717.]
Il lettore può così distinguere due verifiche:
— «Che cosa sto dicendo di credere?» e
— «Quali convinzioni stanno influenzando ciò che faccio?».
Nel caso di Margot, criticare la medicina non prova che abbia smesso di credere nell’efficacia dell’intervento medico. [Raccordo editoriale — Sessione 1717.]
5. La direzione soggettiva e la risposta del corpo
Come entrano in questa descrizione le cellule e gli organi? Nella Sessione 196 Elias distingue le capacità di funzionamento delle cellule dalle istruzioni soggettive alle quali esse rispondono. Il corpo possiede un’organizzazione e un’attività proprie; la direzione soggettiva può coinvolgerlo anche in una manifestazione che altera quel funzionamento. La cooperazione delle cellule alla creazione dell’esperienza non equivale, perciò, al mantenimento di una condizione di salute. [Parafrasi — Sessione 196.]
La Sessione 234 precisa dove Elias colloca le credenze: nell’attività soggettiva e oggettiva dell’individuo, non in un sistema di convinzioni autonomamente elaborato dal corpo. Le cellule rispondono alla comunicazione soggettiva; non sono descritte come piccoli individui che decidono, in base a proprie opinioni, quale malattia produrre. [Parafrasi e chiarimento editoriale — Sessione 234.]
Occorre però evitare di trasformare queste distinzioni in una catena temporale rigida: prima un pensiero, poi un ordine trasmesso a un soggetto nascosto, infine l’esecuzione corporea. Nella Sessione 1298 Elias afferma che attività oggettiva e attività soggettiva sono simultanee: nessuna delle due segue, controlla o istruisce l’altra. L’attività soggettiva è un aspetto della persona stessa, non un altro essere che agisce al suo interno. [Parafrasi — Sessione 1298.]
Distinguere le funzioni aiuta a comprendere la spiegazione; separarle in volontà indipendenti la renderebbe fuorviante. [Raccordo editoriale — Sessioni 196, 234 e 1298.]
6. Un esempio del rapporto fra energia ed espressione corporea
Nella Sessione 1810, Carl parla di un problema al disco vertebrale accompagnato da dolore alla gamba. Elias considera anche le tensioni che Carl sta vivendo nei rapporti e nei cambiamenti della propria vita. Descrive il trattenere energia in relazione ad ansia e tensione, e collega l’espressione di quell’energia al disagio fisico.
Il riferimento all’energia, in questo passo, riguarda dunque il modo in cui Carl sta vivendo ed esprimendo la propria esperienza. [Parafrasi e chiarimento editoriale — Sessione 1810.]
La stessa sessione aggiunge un elemento temporale: secondo Elias, una manifestazione viene ricreata nei diversi momenti dell’esperienza. Quella che appare come una condizione continuamente identica è descritta come una successione di creazioni. [Parafrasi — Sessione 1810.]
Queste affermazioni vanno mantenute entro il loro contesto. Il collegamento proposto a Carl non autorizza a spiegare ogni problema vertebrale attraverso l’ansia. Analogamente, l’idea di una ricreazione momento per momento non costituisce una previsione dei tempi di guarigione. [Delimitazione editoriale — Sessione 1810.]
7. Come una manifestazione può essere rinforzata
Nella Sessione 1545, dedicata anche a disturbi persistenti, Elias collega la concentrazione sulle credenze e l’attenzione fissata sulla manifestazione fisica al rinforzo dell’energia con cui essa viene creata. Invita a riconoscere possibilità diverse da quella di sentirsi intrappolati nella condizione presente.
Questo non comporta, nella sua spiegazione, l’eliminazione delle credenze. Elias distingue una credenza dalle sue diverse influenze: riconoscere queste influenze permette di scegliere diversamente. Il cambiamento riguarda la percezione e l’esperienza, senza richiedere che la credenza venga cancellata. [Parafrasi — Sessione 1545.]
Occorre conservare la differenza fra origine e mantenimento. Il passo aiuta a comprendere come una modalità di attenzione possa partecipare al rinforzo di una manifestazione; non consente di stabilire, per ogni persona, che l’attenzione al sintomo ne sia stata l’origine. Né permette di dedurre una regola automatica secondo cui distrarsi farebbe scomparire una malattia. [Raccordo e delimitazione editoriale — Sessione 1545.]
8. Una descrizione successiva dei processi corporei
Nel materiale pubblicato come Sessione 202510081, Elias articola una descrizione più specifica del rapporto fra cervello, sistema nervoso e apparato digerente. Il documento comprende un estratto del 29 agosto 2025 e un incontro dell’8 ottobre 2025; la spiegazione qui richiamata compare già nell’estratto di agosto.
Elias considera insieme informazioni sensoriali, attività quotidiane e vissuto della persona. Attribuisce al cervello e al sistema nervoso una funzione di trasmissione dei segnali, e all’apparato digerente una funzione nella costruzione della manifestazione corporea. Il termine inglese gut indica qui, nella sua precisazione, l’intero sistema digestivo, non soltanto l’intestino. Per illustrare il rapporto usa l’analogia fra chi elabora e comunica un progetto e chi dispone dei materiali per realizzarlo. [Parafrasi — Sessione 202510081, estratto del 29 agosto 2025.]
9. Che cosa resta da spiegare
La ricostruzione permette di distinguere funzioni che il linguaggio della «creazione della malattia» rischia di sovrapporre: la percezione che dà forma all’esperienza, le credenze che la influenzano, il pensiero che traduce informazioni, l’attenzione rivolta a diversi aspetti del vissuto e la direzione soggettiva della coscienza corporea. È un insieme complesso che va colto nella sua unitarietà. [Raccordo editoriale — Sessioni 646, 1298, 1717, 196 e 234.]
Resta aperta la domanda individuale: perché questa manifestazione, in questa persona, in questo momento? Per affrontarla occorre esaminare il caso concreto. Una descrizione generale del funzionamento non contiene già la risposta sul significato personale di ogni malattia. È questo il passaggio al capitolo 4.
Fonti verificate per questo capitolo
I passaggi sono presentati in parafrasi; i raccordi e le delimitazioni editoriali sono segnalati nel testo.
- Sessione 196 — Change/Healing/Acceptance, 20 luglio 1997. Funzionamento cellulare e direzione soggettiva.
- Sessione 234 — Healing/Energy/Cosmic Advice, 5 novembre 1997. Credenze dell’individuo e risposta della coscienza del corpo.
- Sessione 646 — This Room is Quite Crowded!, 17 giugno 2000. Percezione come attività creativa e influenza delle credenze.
- Sessione 1298 — Your Subjective Awareness Is Not Controlling You, 21 marzo 2003. Pensiero, attenzione e simultaneità dell’attività soggettiva e oggettiva.
- Sessione 1545 — You Create What You Concentrate Upon, 15 aprile 2004. Rinforzo della manifestazione; credenze e loro influenze.
- Sessione 1717 — Opposing Your Medical Beliefs, 19 febbraio 2005. Differenza fra opinione dichiarata, credenza espressa e concentrazione.
- Sessione 1810 — Creating Illness and Pain, 29 luglio 2005. Caso di Carl; tensione, energia ed esperienza corporea; ricreazione nel momento.
- Sessione 202405141 — Health and Healing Requires Objective Action, 14 maggio 2024. Caso di Nuno: desiderio, reazione abituale e risposta corporea.
- Sessione 202510081 — The Brain-CNS-Gut Communication System. Documento composito: estratto del 29 agosto e incontro dell’8 ottobre 2025. Descrizione dei processi corporei richiamata nel §8.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
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Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
