La coscienza del corpo è, nel modello di Elias, la cooperazione delle coscienze che costituiscono la manifestazione fisica del focus.
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MONOGRAFIE
12. Salute, malattia e guarigione
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 2
1. L’espressione fisica di sé
Per comprendere il posto del corpo nell’insegnamento di Elias occorre partire da ciò che egli chiama coscienza del corpo (body consciousness).
Nella Sessione 147 afferma:
«È un’espressione tangibile dell’Essenza, in materia fisica. Sei tu.»
[Traduzione italiana — Sessione 147.]
Il corpo appartiene dunque all’espressione di ciò che siamo. Il focus non si esaurisce nella manifestazione corporea, ma è intimamente coinvolto nella coscienza che la costituisce.
Elias attribuisce una coscienza individuale alle cellule e agli atomi. La loro cooperazione forma una coscienza collettiva: la coscienza del corpo. In questa descrizione, l’unità corporea comprende una molteplicità di coscienze che operano insieme. Il corpo manifesta inoltre il tono del singolo focus, mantenendone la specificità. [Parafrasi — Sessione 147.]
La formula «il corpo non è una macchina» indica qui questo carattere cosciente e partecipativo della manifestazione fisica. È una formulazione editoriale ricavata dal passo, non una definizione letterale di Elias. [Raccordo editoriale — Sessione 147.]
2. Funzionamento corporeo e direzione dell’esperienza
Come può il corpo possedere una propria coscienza e ricevere, al tempo stesso, una direzione?
Nella Sessione 196 Elias distingue il funzionamento delle cellule dall’attività soggettiva che dirige la coscienza corporea. Le cellule hanno un proprio funzionamento naturale; rispondono però alle istruzioni soggettive anche quando queste comportano un’interruzione di quel funzionamento.
Nel dialogo viene usato l’esempio di un osso fratturato. Elias descrive la struttura cellulare come coinvolta nella manifestazione e, insieme, alterata rispetto al proprio funzionamento. È il suo modo di distinguere la cooperazione alla creazione dell’esperienza dalla condizione delle cellule che vi partecipano. [Parafrasi — Sessione 196.]
La coscienza del corpo, pertanto, possiede funzioni proprie, ma non viene presentata come un secondo individuo che stabilisca autonomamente che cosa il focus debba vivere. [Raccordo editoriale — Sessioni 147 e 196.]
La Sessione 234 aggiunge una precisazione: Elias non attribuisce al corpo sistemi di credenze propri. Alla domanda se l’invecchiamento dipenda da una credenza contenuta nella struttura cellulare, risponde negativamente. Colloca le credenze nell’attività soggettiva e oggettiva del focus; il corpo risponde alla comunicazione soggettiva che lo dirige. [Parafrasi — Sessione 234.]
3. Come l’attività soggettiva e quella oggettiva partecipano alla risposta del corpo
Per comprendere la spiegazione di Elias occorre precisare a che cosa si riferiscono i due termini:
- L’attività oggettiva comprende l’esperienza quotidiana che possiamo osservare: ciò a cui prestiamo attenzione, ciò che pensiamo, le nostre azioni e reazioni. Comprende anche comportamenti abituali dei quali non ci accorgiamo subito.
- L’attività soggettiva comprende la direzione della coscienza del corpo: secondo Elias, il corpo riceve istruzioni senza che dobbiamo pensare consapevolmente a ogni suo processo.
Sono due aspetti della consapevolezza della stessa persona. [Raccordo editoriale — Sessioni 196, 234 e 202405141.]
Nella Sessione 202405141, Nuno racconta che, quando qualcosa non funziona al computer, si irrita e la pressione aumenta. Eppure desidera che la pressione rimanga normale. La sua domanda è comprensibile: se l’attività soggettiva dirige il corpo, perché produce un effetto che lui non vuole?
Elias gli fa osservare che la sua attività oggettiva comprende sia il desiderio di stare bene sia l’irritazione che sta effettivamente provando. Il desiderio non cancella automaticamente la reazione abituale.
Quando Elias afferma che attività soggettiva e attività oggettiva procedono in armonia, si riferisce dunque a questo rapporto: la direzione soggettiva del corpo risponde anche all’irritazione vissuta oggettivamente da Nuno, non soltanto al suo desiderio di avere una pressione normale. Nel caso discusso, l’aumento della pressione accompagna quella reazione di irritazione. [Parafrasi e chiarimento editoriale — Sessione 202405141.]
Nuno non sta desiderando l’aumento della pressione; sta però vivendo una reazione che, nella spiegazione di Elias, partecipa alla risposta corporea. Per questo Elias gli propone di riconoscere l’irritazione quando comincia e di modificare il modo di reagire alla situazione, anziché limitarsi a ripetere mentalmente il risultato desiderato. [Parafrasi — Sessione 202405141.]
4. Il corpo partecipa alla comunicazione
Ricevere una direzione non rende il corpo un destinatario muto. Nel modello di Elias, le manifestazioni corporee possono rendere percepibile qualcosa dell’attività individuale.
Nella Sessione 1818, rispondendo a una domanda sui disturbi di Julie, Elias descrive il corpo come indicatore di ciò che lei sta facendo. Richiama in particolare il rapporto con il riposo, con il prendersi cura di sé e con l’attenzione rivolta agli altri. L’osservazione proposta si estende così dal disturbo alle azioni quotidiane. Questa spiegazione riguarda Julie: il passo non autorizza ad attribuire lo stesso significato a disturbi analoghi di altre persone. [Parafrasi e delimitazione del referente — Sessione 1818.]
La comunicazione corporea, inoltre, non compare soltanto quando esiste una malattia. Nella Sessione 1861 Elias richiama postura, tensione delle spalle, tono della voce e disposizione delle mani. A Barry, che descrive ciò che sta facendo come semplice ascolto, chiede di osservare anche il corpo. Barry riconosce differenze di tensione e rilassamento fra mani e piedi.
L’esempio mostra quanto possa essere più ampia l’attività presente rispetto a quella di cui ci rendiamo immediatamente conto: mentre ascoltiamo, assumiamo una postura, riceviamo informazioni e rispondiamo. [Parafrasi — Sessione 1861.]
Il corpo diventa così una via concreta per riconoscere la propria espressione nel momento. [Raccordo editoriale — Sessioni 1818 e 1861.]
5. Memoria e associazioni corporee
Nella Sessione 3052, del 2011, Elias articola un’altra funzione: la coscienza del corpo conserva memorie e associazioni e risponde alle informazioni ricevute attraverso i sensi.
Propone un esempio: durante una conversazione, un piccolo gesto dell’interlocutore può essere registrato senza diventare oggetto della nostra attenzione. Secondo Elias, la coscienza corporea cerca informazioni simili nella memoria; può allora emergere una sensazione che sembra incongrua rispetto alla conversazione presente. [Parafrasi — Sessione 3052.]
Elias precisa che, in questo funzionamento, il corpo non distingue temporalmente l’esperienza ricordata da quella attuale. Distingue inoltre queste sensazioni associate a esperienze precedenti dalle comunicazioni emotive: non le presenta come categorie equivalenti.
Il contributo del passo è circoscritto ma significativo. Una risposta corporea può coinvolgere associazioni delle quali non stiamo pensando il contenuto. Riconoscerlo amplia l’indagine sull’esperienza, senza permettere di dedurre da una singola sensazione quale ricordo la stia attivando. [Parafrasi e delimitazione editoriale — Sessione 3052.]
6. Accorgersi della comunicazione
La Sessione 151 aveva già posto il problema dell’ascolto: l’informazione proveniente da sé è continua, ma l’abitudine a stimoli intensi può far passare inosservate comunicazioni più discrete. Elias usa l’immagine di un sussurro e collega la possibilità di riconoscerlo a una maggiore quiete. Precisa che questo non richiede isolamento o rinuncia al divertimento. [Parafrasi — Sessione 151.]
L’esempio delle mani e dei piedi nella Sessione 1861 rende concreto questo orientamento. Accorgersi del corpo significa includere nell’attenzione ciò che è già presente, anche quando non è il centro dell’attività che crediamo di svolgere. [Raccordo editoriale — Sessioni 151 e 1861.]
Possiamo quindi formulare una prima definizione di lavoro:
La coscienza del corpo è, nel modello di Elias, la cooperazione delle coscienze che costituiscono la manifestazione fisica del focus. Ha un proprio funzionamento, riceve direzione dall’attività soggettiva e partecipa alla comunicazione dell’esperienza.
[Definizione editoriale — Sessioni 147, 196, 234 e 1818.]
Questa distinzione fra funzionamento, direzione e comunicazione prepara la domanda successiva: come viene generata una particolare manifestazione fisica?
Fonti verificate per questo capitolo
Sono stati consultati i passaggi pertinenti dei transcript originali. Le formulazioni del capitolo sono parafrasi, salvo la breve citazione tradotta segnalata nel §1.
- Sessione 147 — Unofficial Information/Body Consciousness, 12 gennaio 1997. Corpo come espressione dell’Essenza; coscienze individuali e cooperazione; specificità del focus. Il titolo esteso è riportato nel campo “Topics”.
- Sessione 151 — A Quiet Whisper, 2 febbraio 1997. Comunicazione continua di sé e ascolto delle espressioni più discrete.
- Sessione 196 — Change/Healing/Acceptance, 20 luglio 1997. Funzionamento cellulare, direzione soggettiva e coscienza del corpo.
- Sessione 234 — Healing/Energy/Cosmic Advice, 5 novembre 1997. Distinzione fra credenze del focus e risposta corporea.
- Sessione 1818 — The Body Consciousness as an Indicator, 10 agosto 2005. Caso di Julie: corpo come indicatore dell’attività individuale.
- Sessione 1861 — Individual Energy, Collective Energy, and Mass Events, 22 ottobre 2005. Passaggi su postura, tensione, attenzione e dialogo con Barry.
- Sessione 3052 — Exploring Feelings, 9 aprile 2011. Memoria, associazioni, informazioni sensoriali e distinzione dalle comunicazioni emotive.
- Sessione 202405141 — Health and Healing Requires Objective Action, 14 maggio 2024. Dialogo con Nuno sul rapporto fra attività soggettiva, attività oggettiva e direzione corporea.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

Stampato
Non difficile credere che possa essere così. Grazie.