In Elias esistono passi che affrontano la mancata corrispondenza fra un incontro vissuto da uno e la partecipazione dell’altro; non è stato individuato il principio CF77 della non contemporaneità dei sentire.
☉ La pagina base dell’insegnamento di Elias con le informazioni necessarie e l’elenco dei post pubblicati.
La pagina Facebook di Elias
MONOGRAFIE
45. Non contemporaneità dei sentire nel CF77 e in Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 4
1. La domanda iniziale ha trovato un interlocutore
La ricerca era partita da una domanda precisa: Elias tratta qualcosa di corrispondente alla non contemporaneità dei sentire esposta dal CF77?
I passi esaminati consentono una risposta articolata. In Elias abbiamo individuato spiegazioni pertinenti alla partecipazione dell’altro a un incontro:
— la presenza di qualcuno nella mia esperienza non garantisce che egli viva un’interazione corrispondente con me.
Non abbiamo invece individuato l’enunciazione dell’intero principio CF77, comprensiva del rapporto fra grado del sentire e non contemporanea percezione della medesima situazione. [Valutazione comparativa editoriale — Elias, Sessioni 1007 e 1278; CF77, Riunione 382, p. 3250.]
La ricerca ha quindi trovato un terreno effettivo di confronto. La sua rilevanza non dipende dal poter concludere che i due insegnamenti dicano esattamente la stessa cosa.
2. Il punto di incontro: la scena non basta a dire chi la vive
Nel CF77, l’esempio di Bettina e Nella distingue la rappresentazione dei partecipanti alla riunione dal sentire di ciascuno. Le parole e i gesti che uno osserva non dimostrano la contemporaneità del sentire dell’altro. [CF77, Opera Omnia, Riunione 291, 2 aprile 1969, pp. 2431–2432.]
Nella Sessione 1007, Elias distingue l’energia dell’altro dalla partecipazione della sua attenzione; nella 1278 ammette che uno viva un’interazione senza che l’altro viva quella corrispondente. [Elias, Sessioni 1007 e 1278.]
La convergenza che possiamo formulare è circoscritta: 👉 l’apparire di una relazione nella mia esperienza non risolve, da solo, la questione di come l’altro vi partecipi. Questa è una sintesi comparativa, non una formulazione letterale comune ai due insegnamenti.
La distinzione riguarda l’essere vissuto dell’incontro. Ridurla al fatto che due persone attribuiscono significati diversi a una conversazione farebbe perdere proprio il problema emerso dalle fonti.
3. Il passaggio che manca per affermare l’equivalenza
Il CF77 collega esplicitamente la simultaneità ai sentire analoghi e la differenza di evoluzione dei protagonisti alla non contemporanea percezione della vicenda. Questa relazione appartiene alla spiegazione del principio, non è un’aggiunta facoltativa. [CF77, Opera Omnia, Riunione 382, 20 novembre 1976, p. 3250.]
Per riconoscere lo stesso principio in Elias servirebbe un passo che mettesse in relazione almeno questi elementi: una medesima situazione; il suo essere vissuta dai diversi partecipanti senza contemporaneità; un criterio corrispondente al grado del sentire che spieghi quel rapporto. Nei testi utilizzati non abbiamo trovato questa concatenazione.
L’interazione senza l’attenzione dell’altro documenta un caso pertinente, ma non stabilisce che quell’altro vivrà successivamente lo stesso episodio. Neppure la simultaneità, assunta come principio generale, consente di aggiungere questo passaggio: occorre verificare quale relazione Elias descriva fra le esperienze individuali. [Delimitazione editoriale della ricerca.]
La mancanza del riferimento non dimostra che Elias neghi il principio. Definisce ciò che questa indagine, sulla base delle fonti raccolte, non può ancora attribuirgli.
4. Le verifiche: una differenza locale e una vicinanza ulteriore
Il confronto sulle verifiche ha modificato la prima lettura del problema. Nella Sessione 1007, il successivo scambio può non fornire una conferma dell’incontro precedente: l’altro può non averne esperienza oggettiva. Nella spiegazione CF77 delle varianti, invece, François afferma che anche la verifica si articola in modo da conservare la coerenza della storia vissuta. [Elias, Sessione 1007; CF77, Opera Omnia, Riunione 483, 14 maggio 1983, pp. 4164–4165.]
Questa differenza fra i passi va conservata. Non è però sufficiente a stabilire che, per Elias, le verifiche debbano sempre rivelare le discrepanze, mentre per il CF77 debbano sempre nasconderle: una generalizzazione del genere confonderebbe i rispettivi contesti.
La Sessione 1411 introduce infatti il perito assicurativo e riconduce anche la sua verifica alla realtà proiettata da chi genera quell’interazione. Qui emerge una vicinanza con il ragionamento CF77: aggiungere un verificatore non significa uscire dalla realtà vissuta e osservarla dall’esterno. [Raccordo comparativo editoriale — Elias, Sessione 1411; CF77, Riunione 483.]
Resta dunque una questione da approfondire: come si rapportano, in Elias, l’esperienza della mancata conferma e la verifica coerente con la realtà generata? Le due sessioni non vanno trasformate in una contraddizione automatica, ma nemmeno fuse in una spiegazione unica che esse non formulano.
5. La convergenza non richiede di rendere identici i termini
Il confronto ha utilizzato parole diverse: sentire, corpo akasico, veicoli e varianti nel CF77; attenzione, energia, deposito di energia e percezione nei passi di Elias.
La somiglianza di alcune funzioni non basta a stabilire l’identità dei concetti. Il fatto che una rappresentazione possa comparire nell’esperienza di qualcuno senza la corrispondente partecipazione dell’altro non rende automaticamente il deposito di energia equivalente ai veicoli rappresentati. Allo stesso modo, la partecipazione dell’attenzione non può essere tradotta senza verifica come partecipazione del sentire. [Valutazione comparativa editoriale.]
Se si volesse approfondire il rapporto fra sentire e conoscenza vissuta in Elias, occorrerebbe una ricerca specifica. Quel confronto potrebbe contribuire alla comprensione, ma non deve essere presupposto per risolvere questo.
Le precisazioni CF77 sulla creazione-percezione offrono intanto un risultato positivo: impediscono di opporre sbrigativamente un mondo di fotogrammi indipendenti dagli esseri a un mondo creato dalla percezione. Il Cerchio stesso chiarisce il rapporto fra creazione e percezione, conservando la non contemporaneità. [CF77, Opera Omnia, Riunioni 495–496, pp. 4298–4299 e 4303.]
6. L’altro conserva il proprio valore
Il CF77 affronta direttamente la conseguenza che potrebbe apparire più destabilizzante: se non posso dedurre dalla presenza dell’altro che egli senta contemporaneamente a me, quale valore conserva il mio rapporto con lui?
La Riunione 281 afferma che la gentilezza verso i propri simili mantiene il suo valore anche dopo aver conosciuto la non contemporaneità. Il sentire dell’altro non è annullato dal suo non coincidere con il nostro presente. La Riunione 280 riconduce inoltre l’impressione di solitudine alla prospettiva temporale, distinguendola dall’unione al Tutto. [CF77, Opera Omnia, Riunione 281, 14 giugno 1968, pp. 2352–2353; Riunione 280, 29 maggio 1968, pp. 2341–2342.]
Nota di uma: “se non posso dedurre dalla presenza dell’altro che egli senta contemporaneamente a me, quale valore conserva il mio rapporto con lui?”
Questo è effettivamente il nodo irrisolto e mai chiaramente spiegato. La nostra interpretazione è la seguente.
Oggi è il 22 ottobre del 2026 e tu ed io viviamo questa scena. Entrambe le complessità dei nostri veicoli sono presenti: la rappresentazione accade – la possiamo anche fotografare e dunque appare oggettiva – ma solo uno di noi due la sente e dunque essa è oggettiva solo per questi. Sentire questa scena necessita di un dato grado di sentire, grado che solo uno di noi due possiede.
L’altro sentirà la stessa scena – e conseguentemente la percepirà/genererà – quando avrà il grado di sentire necessario.
Il 22 ottobre 2026 non è su una linea temporale oggettiva e indipendente da noi due: esistono il tuo e il mio 22 ottobre. Il dato rilevante, al di là della non contemporaneità del sentire, è che il 22 ottobre noi due diamo vita a una manifestazione che ci vede protagonisti, che verosimilmente viviamo/sentiamo entrambi (ma non è certo); che poi vi sia un’asincronia nel sentire, questo è un fatto che attraversa tutta l’esistenza, ciascuna esistenza.
In Elias, la creazione individuale descritta nella Sessione 1278 conserva lo scambio di energia e di informazioni. Il fatto che ciascuno generi la propria manifestazione percettiva non comporta, in quel testo, l’isolamento dagli altri. [Elias, Sessione 1278.]
Non si tratta di due risposte identiche. Entrambe, nei rispettivi termini, impediscono però di assumere la diversa partecipazione all’esperienza come prova dell’inesistenza dell’altro. [Valutazione comparativa editoriale.]
7. L’esito della monografia
La domanda iniziale può ora ricevere una risposta più precisa: in Elias esistono passi che affrontano la mancata corrispondenza fra un incontro vissuto da uno e la partecipazione dell’altro; nei testi esaminati non è stato individuato il principio CF77 della non contemporaneità dei sentire nella sua interezza.
Le fonti consentono un confronto sul rapporto fra presenza, esperienza e verifica. Non consentono ancora di ricondurre tutte le differenze a due linguaggi equivalenti, né di dichiarare incompatibili le due visioni. La ricerca ha individuato convergenze circoscritte e un elemento specifico ancora privo di corrispondenza documentata: il rapporto fra grado del sentire e non contemporanea creazione-percezione della medesima situazione.
La monografia si conclude su questo risultato. La sua eventuale prosecuzione richiede fonti capaci di chiarire quel rapporto, non soltanto altri esempi di percezioni differenti. [Valutazione conclusiva editoriale.]
Riferimenti: i passi CF77 e i transcript Elias richiamati sono identificati nel registro delle fonti. Questo capitolo raccoglie gli esiti dell’indagine; non introduce una nuova dottrina attribuita a uno dei due insegnamenti.
Registro delle fonti e questioni aperte
CF77 — passi verificati nell’Opera Omnia
Le pagine indicate sono quelle della numerazione visibile dell’Opera Omnia, non l’indice delle pagine dei singoli PDF.
| Riunione | Data | Pagine | Funzione |
|---|---|---|---|
| 276 | 3 aprile 1968 | 2312–2313 | Enunciazione del principio e rapporto fra tempi individuali. |
| 280 | 29 maggio 1968 | 2341–2342 | Solitudine, tempo ed eterna unione al Tutto. |
| 281 | 14 giugno 1968 | 2352–2353 | Valore dell’azione verso gli altri. |
| 291 | 2 aprile 1969 | 2431–2432 | Esempio dei veicoli e della serata vissuta da Bettina e Nella. |
| 301 | 21 gennaio 1970 | 2541 | Riunione, cinema e conti della cassiera: problema delle varianti. |
| 382 | 20 novembre 1976 | 3250 | Sentire analoghi, simultaneità e differenze di evoluzione nella scena. |
| 483 | 14 maggio 1983 | 4164–4165 | Verifiche fra racconti; esempio del mendicante e del denaro. |
| 495 | 11 ottobre 1983 | 4298–4299 | Creazione-percezione ed Eterno Presente. |
| 496 | 15 ottobre 1983 | 4303 | Precisazione sul carattere non oggettivamente preesistente dei fotogrammi. |
Elias — transcript verificati utilizzati nella monografia
| Sessione | Transcript | Funzione prevista |
|---|---|---|
| 1007 | https://eliasweb.org/Session/1007 | Deposito di energia e partecipazione dell’attenzione dell’altro. |
| 1278 | https://eliasweb.org/Session/1278 | Interazione vissuta da uno senza esperienza corrispondente dell’altro; somiglianza ordinaria delle manifestazioni. |
| 1083 | https://eliasweb.org/Session/1083 | Differenti percezioni ed espressioni fisiche dello stesso evento. |
| 1411 | https://eliasweb.org/Session/1411 | Scenari differenti e simultaneità; esempio dell’automobile. |
Questi riferimenti sostengono il confronto sviluppato nei quattro capitoli; non costituiscono una verifica esaustiva del corpus Elias. Il risultato negativo resta circoscritto: nei testi finora esaminati non è stata individuata l’enunciazione del principio CF77 nella sua interezza.
Questioni aperte per un eventuale approfondimento
- I capitoli 2–3 distinguono la partecipazione dell’attenzione dall’esperienza oggettiva e confrontano le verifiche descritte nelle Sessioni 1007 e 1411 con quelle della Riunione CF77 483.
- Verificare se Elias descriva il successivo vivere della medesima interazione da parte dell’altro, senza dedurlo dalla sola simultaneità.
- Non assumere che deposito di energia e veicoli rappresentati siano la stessa cosa.
- Non assumere che l’attenzione sia l’equivalente del sentire CF77.
- Conservare la distinzione fra non contemporaneità della medesima scena e differenti scenari sperimentati.
- Affrontare il rapporto fra grado del sentire e successione senza introdurre un tempo universale esterno alle esperienze individuali.
Stato finale della stesura: quattro capitoli completati. L’eventuale ampliamento della ricerca resta distinto dalla conclusione documentaria raggiunta.
[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.
© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org
