Non contemporaneità dei sentire nel CF77 e in Elias [E275]

In Elias esistono passi che affrontano la mancata corrispondenza fra un incontro vissuto da uno e la partecipazione dell’altro; non è stato individuato il principio CF77 della non contemporaneità dei sentire.

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MONOGRAFIE
45. Non contemporaneità dei sentire nel CF77 e in Elias
☉ [Sessioni indicate nel testo] Legenda delle fonti a fondo pagina.
Capitolo 4

La ricerca era partita da una domanda precisa: Elias tratta qualcosa di corrispondente alla non contemporaneità dei sentire esposta dal CF77?

I passi esaminati consentono una risposta articolata. In Elias abbiamo individuato spiegazioni pertinenti alla partecipazione dell’altro a un incontro:
— la presenza di qualcuno nella mia esperienza non garantisce che egli viva un’interazione corrispondente con me.
Non abbiamo invece individuato l’enunciazione dell’intero principio CF77, comprensiva del rapporto fra grado del sentire e non contemporanea percezione della medesima situazione. [Valutazione comparativa editoriale — Elias, Sessioni 1007 e 1278; CF77, Riunione 382, p. 3250.]

La ricerca ha quindi trovato un terreno effettivo di confronto. La sua rilevanza non dipende dal poter concludere che i due insegnamenti dicano esattamente la stessa cosa.

Nel CF77, l’esempio di Bettina e Nella distingue la rappresentazione dei partecipanti alla riunione dal sentire di ciascuno. Le parole e i gesti che uno osserva non dimostrano la contemporaneità del sentire dell’altro. [CF77, Opera Omnia, Riunione 291, 2 aprile 1969, pp. 2431–2432.]

Nella Sessione 1007, Elias distingue l’energia dell’altro dalla partecipazione della sua attenzione; nella 1278 ammette che uno viva un’interazione senza che l’altro viva quella corrispondente. [Elias, Sessioni 1007 e 1278.]

La convergenza che possiamo formulare è circoscritta: 👉 l’apparire di una relazione nella mia esperienza non risolve, da solo, la questione di come l’altro vi partecipi. Questa è una sintesi comparativa, non una formulazione letterale comune ai due insegnamenti.

La distinzione riguarda l’essere vissuto dell’incontro. Ridurla al fatto che due persone attribuiscono significati diversi a una conversazione farebbe perdere proprio il problema emerso dalle fonti.

Il CF77 collega esplicitamente la simultaneità ai sentire analoghi e la differenza di evoluzione dei protagonisti alla non contemporanea percezione della vicenda. Questa relazione appartiene alla spiegazione del principio, non è un’aggiunta facoltativa. [CF77, Opera Omnia, Riunione 382, 20 novembre 1976, p. 3250.]

Per riconoscere lo stesso principio in Elias servirebbe un passo che mettesse in relazione almeno questi elementi: una medesima situazione; il suo essere vissuta dai diversi partecipanti senza contemporaneità; un criterio corrispondente al grado del sentire che spieghi quel rapporto. Nei testi utilizzati non abbiamo trovato questa concatenazione.

L’interazione senza l’attenzione dell’altro documenta un caso pertinente, ma non stabilisce che quell’altro vivrà successivamente lo stesso episodio. Neppure la simultaneità, assunta come principio generale, consente di aggiungere questo passaggio: occorre verificare quale relazione Elias descriva fra le esperienze individuali. [Delimitazione editoriale della ricerca.]

La mancanza del riferimento non dimostra che Elias neghi il principio. Definisce ciò che questa indagine, sulla base delle fonti raccolte, non può ancora attribuirgli.

Il confronto sulle verifiche ha modificato la prima lettura del problema. Nella Sessione 1007, il successivo scambio può non fornire una conferma dell’incontro precedente: l’altro può non averne esperienza oggettiva. Nella spiegazione CF77 delle varianti, invece, François afferma che anche la verifica si articola in modo da conservare la coerenza della storia vissuta. [Elias, Sessione 1007; CF77, Opera Omnia, Riunione 483, 14 maggio 1983, pp. 4164–4165.]

Questa differenza fra i passi va conservata. Non è però sufficiente a stabilire che, per Elias, le verifiche debbano sempre rivelare le discrepanze, mentre per il CF77 debbano sempre nasconderle: una generalizzazione del genere confonderebbe i rispettivi contesti.

La Sessione 1411 introduce infatti il perito assicurativo e riconduce anche la sua verifica alla realtà proiettata da chi genera quell’interazione. Qui emerge una vicinanza con il ragionamento CF77: aggiungere un verificatore non significa uscire dalla realtà vissuta e osservarla dall’esterno. [Raccordo comparativo editoriale — Elias, Sessione 1411; CF77, Riunione 483.]

Resta dunque una questione da approfondire: come si rapportano, in Elias, l’esperienza della mancata conferma e la verifica coerente con la realtà generata? Le due sessioni non vanno trasformate in una contraddizione automatica, ma nemmeno fuse in una spiegazione unica che esse non formulano.

Il confronto ha utilizzato parole diverse: sentire, corpo akasico, veicoli e varianti nel CF77; attenzione, energia, deposito di energia e percezione nei passi di Elias.

La somiglianza di alcune funzioni non basta a stabilire l’identità dei concetti. Il fatto che una rappresentazione possa comparire nell’esperienza di qualcuno senza la corrispondente partecipazione dell’altro non rende automaticamente il deposito di energia equivalente ai veicoli rappresentati. Allo stesso modo, la partecipazione dell’attenzione non può essere tradotta senza verifica come partecipazione del sentire. [Valutazione comparativa editoriale.]

Se si volesse approfondire il rapporto fra sentire e conoscenza vissuta in Elias, occorrerebbe una ricerca specifica. Quel confronto potrebbe contribuire alla comprensione, ma non deve essere presupposto per risolvere questo.

Le precisazioni CF77 sulla creazione-percezione offrono intanto un risultato positivo: impediscono di opporre sbrigativamente un mondo di fotogrammi indipendenti dagli esseri a un mondo creato dalla percezione. Il Cerchio stesso chiarisce il rapporto fra creazione e percezione, conservando la non contemporaneità. [CF77, Opera Omnia, Riunioni 495–496, pp. 4298–4299 e 4303.]

Il CF77 affronta direttamente la conseguenza che potrebbe apparire più destabilizzante: se non posso dedurre dalla presenza dell’altro che egli senta contemporaneamente a me, quale valore conserva il mio rapporto con lui?

La Riunione 281 afferma che la gentilezza verso i propri simili mantiene il suo valore anche dopo aver conosciuto la non contemporaneità. Il sentire dell’altro non è annullato dal suo non coincidere con il nostro presente. La Riunione 280 riconduce inoltre l’impressione di solitudine alla prospettiva temporale, distinguendola dall’unione al Tutto. [CF77, Opera Omnia, Riunione 281, 14 giugno 1968, pp. 2352–2353; Riunione 280, 29 maggio 1968, pp. 2341–2342.]

In Elias, la creazione individuale descritta nella Sessione 1278 conserva lo scambio di energia e di informazioni. Il fatto che ciascuno generi la propria manifestazione percettiva non comporta, in quel testo, l’isolamento dagli altri. [Elias, Sessione 1278.]

Non si tratta di due risposte identiche. Entrambe, nei rispettivi termini, impediscono però di assumere la diversa partecipazione all’esperienza come prova dell’inesistenza dell’altro. [Valutazione comparativa editoriale.]

La domanda iniziale può ora ricevere una risposta più precisa: in Elias esistono passi che affrontano la mancata corrispondenza fra un incontro vissuto da uno e la partecipazione dell’altro; nei testi esaminati non è stato individuato il principio CF77 della non contemporaneità dei sentire nella sua interezza.

Le fonti consentono un confronto sul rapporto fra presenza, esperienza e verifica. Non consentono ancora di ricondurre tutte le differenze a due linguaggi equivalenti, né di dichiarare incompatibili le due visioni. La ricerca ha individuato convergenze circoscritte e un elemento specifico ancora privo di corrispondenza documentata: il rapporto fra grado del sentire e non contemporanea creazione-percezione della medesima situazione.

La monografia si conclude su questo risultato. La sua eventuale prosecuzione richiede fonti capaci di chiarire quel rapporto, non soltanto altri esempi di percezioni differenti. [Valutazione conclusiva editoriale.]

Riferimenti: i passi CF77 e i transcript Elias richiamati sono identificati nel registro delle fonti. Questo capitolo raccoglie gli esiti dell’indagine; non introduce una nuova dottrina attribuita a uno dei due insegnamenti.


CF77 — passi verificati nell’Opera Omnia

Le pagine indicate sono quelle della numerazione visibile dell’Opera Omnia, non l’indice delle pagine dei singoli PDF.

RiunioneDataPagineFunzione
2763 aprile 19682312–2313Enunciazione del principio e rapporto fra tempi individuali.
28029 maggio 19682341–2342Solitudine, tempo ed eterna unione al Tutto.
28114 giugno 19682352–2353Valore dell’azione verso gli altri.
2912 aprile 19692431–2432Esempio dei veicoli e della serata vissuta da Bettina e Nella.
30121 gennaio 19702541Riunione, cinema e conti della cassiera: problema delle varianti.
38220 novembre 19763250Sentire analoghi, simultaneità e differenze di evoluzione nella scena.
48314 maggio 19834164–4165Verifiche fra racconti; esempio del mendicante e del denaro.
49511 ottobre 19834298–4299Creazione-percezione ed Eterno Presente.
49615 ottobre 19834303Precisazione sul carattere non oggettivamente preesistente dei fotogrammi.

Elias — transcript verificati utilizzati nella monografia

SessioneTranscriptFunzione prevista
1007https://eliasweb.org/Session/1007Deposito di energia e partecipazione dell’attenzione dell’altro.
1278https://eliasweb.org/Session/1278Interazione vissuta da uno senza esperienza corrispondente dell’altro; somiglianza ordinaria delle manifestazioni.
1083https://eliasweb.org/Session/1083Differenti percezioni ed espressioni fisiche dello stesso evento.
1411https://eliasweb.org/Session/1411Scenari differenti e simultaneità; esempio dell’automobile.

Questi riferimenti sostengono il confronto sviluppato nei quattro capitoli; non costituiscono una verifica esaustiva del corpus Elias. Il risultato negativo resta circoscritto: nei testi finora esaminati non è stata individuata l’enunciazione del principio CF77 nella sua interezza.

  • I capitoli 2–3 distinguono la partecipazione dell’attenzione dall’esperienza oggettiva e confrontano le verifiche descritte nelle Sessioni 1007 e 1411 con quelle della Riunione CF77 483.
  • Verificare se Elias descriva il successivo vivere della medesima interazione da parte dell’altro, senza dedurlo dalla sola simultaneità.
  • Non assumere che deposito di energia e veicoli rappresentati siano la stessa cosa.
  • Non assumere che l’attenzione sia l’equivalente del sentire CF77.
  • Conservare la distinzione fra non contemporaneità della medesima scena e differenti scenari sperimentati.
  • Affrontare il rapporto fra grado del sentire e successione senza introdurre un tempo universale esterno alle esperienze individuali.

Stato finale della stesura: quattro capitoli completati. L’eventuale ampliamento della ricerca resta distinto dalla conclusione documentaria raggiunta.

[Elias — Sessione X]: affermazione direttamente attribuibile a Elias;
[Interlocutore / Elias — Sessione X]: la formulazione nasce dal dialogo e occorre distinguere proposta e risposta;
[Raccordo editoriale — Sessione/i X]: formulazione nostra, ricavata dalle fonti indicate.


© Copyright
Estratti delle trascrizioni di Elias riprodotti in queste pagine: copyright Mary Ennis. Tutti i diritti riservati. Fonte ufficiale delle trascrizioni e delle registrazioni audio di Elias: Eliasweb.org

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